Pentagrulli cinque stalle e altri pagliacci della politica italiana di Eugenio Orso

Il sistema occidentale, governato con pugno di ferro dal mercato globale e dalla finanza di rapina, si regge creando realtà virtuali, parallele alla realtà reale, che imprigionano le masse dominate in un mondo artificiale, menzognero, ovattato ed evitano reazioni collettive violente.

Sul piano politico, il sistema per mantenersi e riprodursi si serve di false opposizioni la cui funzione è quella di “narcotizzare” il popolo impedendo che ci sia spazio, politico e sociale, per  opposizioni vere, coriacee, tali da mettere in discussione i fondamenti del sistema stesso.

Si paragonano le classi inferiori alla “rana bollita”, perché la temperatura delle controriforme antipopolari si alza un po’ alla volta, altrimenti la rana salterebbe fuori, per sottrarsi con un sol balzo alla bollitura. Si parte con la riforma Fornero che produce esodati, passando attraverso lo jobs act, per arrivare alla diffusione incontrollata dei voucher, ma non si fanno tutte e tre le cose insieme, perché altrimenti l’”anfibio” surriscaldato balzerebbe dalla pignatta.

Per cuocere la rana, bollendola a dovere evitando che salti fuori dalla pentola, sono necessarie anche le false opposizioni, che narcotizzano l’anfibio, ossia la grandissima parte della popolazione, creando l’illusione di una rappresentanza effettiva e l’inganno della volontà di combattere il sistema per salvare la rana da bollire.

Ne consegue che anche il cinque stelle di Grillo e Casaleggio Jr., nonché “sinistra italiana” post-Altraeuropacontsipras e altre inezie presenti nel parlamento liberaldemocratico, hanno il loro bel perché ed esistono per validi motivi. Ragioni che, però, sono opposte a quelle che si fanno credere alla popolazione, da gabbare e bollire come la rana.

In generale, gli “ascari” degli eserciti subpolitici collaborazionisti delle élite – in parlamento europeo, popolari, socialisti, liberali e democratici – hanno l’ingrato compito di “mobilitare” le masse a ogni appuntamento elettorale, per condurle in un vicolo cieco, mentre la temperatura nella pentola in cui si cuoce la rana continua a salire gradatamente. Il 5s si attribuisce la vittoria del No al referendum costituzione, ma la disoccupazione, in particolare, quella giovanile, continua a crescere e i voucher dilagano. In tal modo, oltre a poter proseguire con l’applicazione dell’austerità e delle politiche neoliberiste, si evita che le masse diventino preda dei “populisti” veri, cioè di opposizioni che avversano concretamente, con durezza, il sistema. Per quanto riguarda lo specifico italiano, si tratta di pura prevenzione, perché dei temibili “populisti” che si oppongono alla società aperta di mercato, all’unionismo europoide e all’immigrazione incontrollata mascherata da accoglienza, non vediamo manco l’ombra.

La recente figuraccia dei pentagrulli, di Grillo e di Casaleggio Jr., per l’ingresso a Bruxelles nel gruppo parlamentare eurofanatico della ALDE, mollando il buon Farage, sarà presto dimenticata. Infatti, gli italioti dalla memoria corta stanno cercando a tutti i costi una rappresentanza parlamentare rassicurante ma impossibile, per come stanno le cose da noi. Di conseguenza, in molti “perdoneranno” il 5s non solo per la scelta ultra-europeista nel parlamento europide, andata buca, ma anche per il fallimento a Roma dell’inconsistente Virginia Raggi. Basta guardarla per capire … Smunta, taciturna, sofferente e spaesata, come una Barbie corvina mal riuscita, spuntata dalla casa per le bambole e spinta, a forza, nel mondo crudele della gestione della cosa pubblica in solido con le mafie. Sarà anche onesta, ma almeno i suoi predecessori sapevano come muoversi nella melma … Non è da escludere che i vertici a cinque stelle l’abbiano usata quale agnello sacrificale.

Personalmente la Raggi mi fa quasi pena, mentre altrettanto non posso dire dei furbetti telegenici Di Battista e Di Maio, che recitano la parte del “rivoluzionario”, il primo, e quella dell’”istituzionale”, il secondo. Ce n’è per tutti i gusti, dal simulatore della protesta, riedizione in chiave postmoderna dell’Agit-Prop (Agitatore Propagandista del vecchio PCUS, per chi non lo sapesse), al più conciliante, futuro candidato alla presidenza del consiglio, presentabile nei salotti buoni che contano, come la Trilateral Commission (un pranzetto in compagnia non può guastare!). Il che consente di rastrellare più consensi, a tutto campo, oltre la destra e la sinistra. Di sicuro “voto non olet”, si può cinicamente affermare, ma la merda all’interno delle cinque stalle comincia a puzzare un po’ troppo, per i miei gusti …

Per quanto riguarda il piddì, alcuni voti che perderà potranno finire a “sinistra italiana”, che li terrà in caldo in attesa che tornino al piddì, magari sotto forma di appoggio esterno al governo, in condizioni un po’ diverse delle attuali.

La morale è che la rana – cioè voi – si può bollire meglio e un po’ più rapidamente, se si può far conto sulle false opposizioni, come i pentagrulli cinque stalle e altri pagliacci della politica italiana.

Sic et simpliciter

Pentagrulli cinque stalle e altri pagliacci della politica italiana di Eugenio Orsoultima modifica: 2017-01-11T18:42:26+01:00da derosse
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12 pensieri su “Pentagrulli cinque stalle e altri pagliacci della politica italiana di Eugenio Orso

    • Il duce non si può riesumare, perché la storia non torna indietro, ma sicuramente un grande personalità politica alternativa farebbe comodo, in questo momento tragico …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

        • Per Jean

          Solo per pura ipotesi …
          Al momento, non potrebbe contare su appoggi, se osserviamo il devastato panorama parlamentare liberaldemocratico.
          Fuori dal parlamento e dalla “logica” democratica, invece, attorno a una grande personalità alternativa – che oggi in Italia non esiste! – potrebbero aggregarsi forze nuove, disposte a nuove forme di lotta.
          Il programma politico e i quadri avrebbero eguale importanza, naturalmente, perché non basta la grande personalità …
          Come si nota, lo ribadisco, è pura ipotesi.
          Non vorrei essere frainteso e scambiato per un sognatore completamente staccato dalla realtà politica e sociale.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  1. L’italia ha avuto 4 guerre civili:
    – la deportazione nei campi di concetramento di san maurizio canavese e nel lager di fenestrelle di 400mila calabresi e siciliani ad opera degli invasori piemontesi nel 1861-1870.
    – il biennio rosso con la reazione fascista 1919-21.
    – la repubblica sociale e la reazione comunista 1943-1948.
    – la strategia della tensione con vittime i ragazzi rossi e neri negli anni 70.

    Nulla di più probabile che vedremo la 5° guerra civile.
    E il movimento cinque stalle (j) serve anche a questo. Per il momento a fungere da camera di compensazione, da tappo. Tra qualche tempo tornerà buono per altro…

    • Per MDA

      Sono perplesso in merito a una futura “guerra civile”. Quello che vedo è lo sviluppo di un piano elitista che sta per essere completamente realizzato. Fine della sovranità nazionale e monetaria e fine dello stato sociale, ridimensionamento drastico dal punto di vista della struttura industriale/manifatturiera, mantenimento delle cosiddette alleanze occidentali (Ue e trattati, Nato soprattutto), dominio assolutista dei Mercati & Investitori …
      Collaborazionisti (piddì) e false opposizioni (5s) servono per raggiungere questi obbiettivi.

      Cari saluti

      Eugenio

  2. Io agli italiani brava gente non ci credo e non ci crederò mai.
    C’è tanta feccia in italia.
    Guerra civile ?
    perchè no.
    Tra garantiti e non garatiti per esempio.
    Politici magistrati, statali in genere da un lato. Contro gli altri.
    Possibilissimo.

  3. Circa la stupidità diffusa, soprattutto in quella che dovrebbe essere l’elite del M5S, si è detto fin troppo. A parte qualche eccezione, un ragionamento normale non riesci a farlo nemmeno per sbaglio. Il cambiamento antropologico è un dato di fatto, e va tutto addebitato al clima instauratosi dopo la fine della guerra. Morti i vecchi, quello che rimane l’abbiamo ormai sotto il naso.
    Altra cosa è invece l’elettorato che non pretenderebbe di farsi militanza attiva, ma di fatto la diviene per forza. E questo non è ormai più fidelizzato come ai tempi di DC-PCI-MSI. Va dove trova rappresentate le proprie istanze, che ormai sono delineate sulla base di una mera sopravvivenza.
    Dal primato delle idee siamo passati al fronte interno. Guerra civile ? Nient’affatto. L’unità interclassista si sta realizzando oggi proprio perchè è la stessa nozione di Classe a decadere. La Borghesia sparisce, la Classe operaia pure: rimane solo la Classe dirigente che sembra non saper fare altro che dedicarsi allo sterminio della Classe diretta. E qui entra in gioco l’immigrazione, che non è più solo l’Esercito di riserva del Capitale, ma l’Esercito tout-court. Esercito senz’armi, si dice. Ma quale esercito userebbe mai le armi se sapesse di non trovare alcuna resistenza ? Del resto, questo esercito si comporta come i suoi omologhi medievali, dedicandosi al saccheggio che, come ogni saccheggio, viene sempre e solo dopo l’invasione. Anzi, ormai siamo alla fase successiva: la colonizzazione.

    Questo è il dato di partenza su cui qualunque forza politica dovrebbe fondare la propria esistenza, ovvero, la ripresa di controllo del territorio e la messa in sicurezza della popolazione. Si tratta di una logica eminentemente militare che presuppone una tregua interna, più o meno come ai tempi del Fascismo, con la differenza che oggi il Regime non è in guerra contro un altro Regime, ma contro la sua stessa popolazione, e la minaccia facendo ricorso ad altre popolazioni opportunamente importate. Una Guerra di 4a generazione è stata condotta dall’elite contro i sottoposti, ma ormai la persuasione occulta sembra non funzionare più, quindi si torna alla guerra tradizionale.

    Tra tutte le forze politiche oggi sopravvissute, quale considera questa la priorità ? Il M5S ? Macchè: sono gli ex fascisti e la Lega, ma i primi sono sicuramente più determinati a dispetto del numero molto esiguo. Il presupposto da cui parte il M5S è, alla fine, sempre quello antifascista: qualunque cosa va bene, ma con i fascisti non si viene a patti. E il risultato è che si continua a parlare d’altro e dei siderei giochetti in un parlamento-non-parlamento come quello di Bruxelles, mentre la popolazione viene gradualmente sostituita.

    E’ evidente come un movimento simile non faccia altro che il gioco dell’elite: che ne sia consapevole, oppure no. Il suo scopo occulto è il ritardare una reazione ad un tempo nel quale la reazione sarebbe ormai inutile.

    • Per Rudi

      Il 5s, a livello di vertice, non può non essere consapevole di servire le élite … Altrimenti sarebbe guidato da imbecilli totali.

      Le élite, attraverso i collaborazionisti subpolitici che reggono gli stati occupati nel loro interesse, fanno proprio la guerra alla popolazione, per sottometterla totalmente e trasformarla in neoplebe indigente, ricattabile e sostituibile (vedi l'”accoglienza” illimitata e i privilegi concessi ai migranti).

      Uno degli scopi principali delle false opposizioni – che ricevono il “bollino blu” dalla élite finanziaria – è proprio quello di spostare un’eventuale protesta di popolo su un binario morto, evitando scossoni sociali ed episodi insurrezionali. Non è l’unico scopo, però, perché una falsa opposizione come le cinque stalle potrebbe anche sostituire o affiancare i collaborazionisti della troika al governo (piddì) in caso di necessità … Oppure essere costretta al ridimensionamento cedendo parlamentari e/o voti ai collaborazionisti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Per Ianzo

    In effetti, hai avuto ragione, perché nella ricerca di consensi -inizialmente in rete – sono stati trascurati volutamente interi gruppi sociali destinati alla condizione pauper. Pensiamo agli operai e a molti pensionati, oppure al lavoro intellettuale umiliato e svalutato … Eppure anche questi rappresentano l’ossatura della nuova classe pauper.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

  5. il problema è il debito pubblico: 2200 miliardi.
    che erano circa 1.100 nel 92 prima del saccheggio e oggi sono raddoppiati anche se abbiamo versato 1500 miliardi di interessi.
    passa tutto da lì.
    E guarda caso non c’è un partito che ne parli. Neppure i rivoluzionari extraparlamentari di casapaud forzanuova partito marxista leninista e altre sigle improbabili. Figuriamoci lega fratelli anali e stelle stalle gialle.
    un caso?
    ma non credo proprio.
    anche l’immigrazione, che segue i 6.000.000 di aborti di bimbi italiani, c’è per garantire il debito pubblico.
    2200 miliardi su 61 milioni di residenti è una cosa.
    2200 miliardi su 48 milioni di italiani è un altra cosa.
    passa tutto da lì.
    o troviamo il modo di organizzarci da noi (con tutti i rischi del caso, c’è sempre la magistratura sopra la politica, altro che la costituzione + bella e perfetta del mondo con la parità tra poteri) oppure game over.

    • Per MDA

      Certo è che la schiavitù per debiti, questa volta applicata agli stati (oltre che ai singoli privati), è un’arma potente nelle mani delle oligarchie del danaro e della finanza, resa possibile dalle “architetture europee”, dai trattati e dal sistema di rapina chiamato euro.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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