Euronazismo, atlantismo e dominio della finanza nel futuro dell’Italia di Eugenio Orso

Nonostante la chiara vittoria del No al recente referendum costituzionale, che ha bocciato in primo luogo Renzi, il suo governicchio e il piddì collaborazionista delle banche d’affari, non posso in alcun modo essere ottimista sulle sorti del paese e della sua popolazione.

Per comprendere il mio scetticismo, teniamo conto del fatto che per l’Italia le élite hanno stabilito un percorso simile a quello greco (anche se non identico, considerate le particolarità nazionali e le dimensioni economiche) e da questo percorso i collaborazionisti al governo e in parlamento, essendo sostanzialmente dei servi obbedienti, non possono deviare di un millimetro … con o senza Renzi.

Teniamo altresì conto della sorte del referendum consultivo greco del luglio 2015, sulle “proposte” di salvataggio della troika (e, in definitiva, sulla sua caricatura maligna d’Europa). Pensiamo alla mancata elezione, in questo dicembre, di Norbert Hofer presidente in Austria, grazie ai brogli e alla campagna elettorale di diffamazione e paura. Riflettiamo sul fatto che la “Palude” liberaldemocratica (usando una felice espressione del filosofo tradizionalista russo Alexander Dugin), quando compare un candidato vicino agli interessi popolari, come la Le Pen in Francia (in Italia non se ne vede l’ombra), si coalizza immediatamente per non farlo passare, oltre la destra e la sinistra posticce, con una reazione da cane pavloviano. Così sarà al ballottaggio del 7 maggio 2017, per le presidenziali francesi, e Fillon, candidato elitista mascherato con qualche tratto falsamente “populista”, assorbirà i voti socialistoidi, rubando consensi alla stessa Le Pen.

Consideriamo il fatto, estremamente grave, che in questo paese domina una passività sociale senza precedenti, che ha fatto passare senza scossoni e rivolte di piazza la legge Fornero, lo Jobs Act, l’invasione dei voucher estesa a tutti i settori. Vi è, inoltre, un distacco altrettanto serio delle masse dalla politica – che in Italia è solo quella conformista e liberaldemocratica – ad arte suscitato, per mettere fuori gioco i dominati.

L’unico segnale di vitalità apparentemente dato dagli italiani, si è avuto in occasione del citato referendum, con una partecipazione elevata, a sfiorare il settanta per cento, e la vittoria inequivocabile del No. Si tratta, però, di un “Istinto di autoconservazione di massa”, più che di una scelta razionale, ponderata, in piena coscienza, e dell’espressione attraverso le urne di una chiara volontà di opporsi al sistema, a ciò che rappresenta veramente Renzi, al massacro sociale in atto. Basti pensare che per il No ha votato anche una (piccola) parte degli idiotizzati piddini, che non usciranno mai dal ferale schema euronazista (il “sogno europeo”), atlantista (la Nato occidentale) e dominante finanziario (il mercato onnipotente). Quello del No è soltanto un calderone in cui ci può essere tutto e il contrario di tutto, non l’espressione di una vera e propria scelta politica di massa.

Il Sì, invece, è la dimostrazione di un servaggio vile, addirittura incosciente e autolesionistico, nei confronti delle entità finanziarie (come J.P. Morgan) che voglio cambiare la costituzione degli stati, per aprirla al mercato e ai suoi soverchianti interessi privati. E’ anche un grimaldello per scardinare il rapporto fra stato e regioni, di cui al Titolo V, e accentrare le decisioni riguardanti la sanità pubblica, riducendone gli standard e forzatamente i costi, senza tener conto del diritto alla salute. Si può affermare che chi ha votato Sì, nonostante lo specchietto delle allodole rappresentato dal taglio dei posti al senato, dall’eliminazione del Cnel, con conseguenze riduzione dei costi (quasi insignificante rispetto alle dimensioni del dissesto italiano), ha dato una mano alla distruzione dello stato sociale, ne fosse consapevole o meno.

I segnali che giungono non sono incoraggianti e non fanno presumere un chiaro cambiamento politico (e di politica economica) dopo la sconfitta del Sì e di Renzi. L’affaire MPS (banca del piddì in dissesto) è indicativo di come l’”Europa” metta i bastoni fra le ruote, negando la proroga dei termini per l’aumento di capitale (soli venti giorni, per arrivare a gennaio) come ha fatto la Bce, tenendo l’Italia sugli scudi. Girano voci che l’Italia dovrà ricorrere al fondo salva stati europeo (ESM) per fronteggiare le sue difficoltà, soccombendo alle condizioni elitiste onde ottenere l’agognato prestito. Inoltre, i candidati per sostituire Renzi alla presidenza del consiglio, con il miraggio di tornare, un dì, alle elezioni, non promettono nulla di buono, dal piddino filo-atlantista Gentilini (attuale ministro degli esteri), che al momento pare molto quotato, mentre nessuno può escludere la sorpresa di un Renzi bis. Come se non bastasse, sulla legge elettorale Italicum, la corte costituzionale se l’è presa stranamente comoda, rinviando la decisione al 24 gennaio 2017 (dal 24 in poi, non necessariamente nello stesso giorno). Si cercherà, come appare già chiaro, di rinviare il più possibile le urne per nuove elezioni politiche, approssimando la “scadenza naturale” della legislatura.

E se la troika approfittasse della sconfitta del suo “beniamino” Matteo Renzi al referendum per arrivare a un governo commissariale, tale da cancellare anche la stessa idea di sovranità nazionale? Ritengo la cosa possibile, perché il giudizio dell’Ue sulla manovra finanziaria italiana è stato solo sospeso, causa referendum, ma non sarà positivo e ciò potrà comportare l’imposizione di una patrimoniale di quindici miliardi e/o aumenti dell’Iva, in piena crisi ed esplosione della povertà nel paese. Niente di meglio di un governo della troika (richiesta la partecipazione del FMI!), con i commissari stranieri nei ministeri chiave, che rispondono solo all’élite finanziaria, per fare in modo che l’Italia non devii dall’impervio sentiero del rigore.

Con un governo-troika commissariale, sostenuto in parlamento dai collaborazionisti – siano essi del vecchio piddì o del futuro “partito della nazione” – sarà più agevole e rapido scardinare completamente la costituzione repubblicana, naturalmente senza passare per un insidioso referendum confermativo …

Ben sapendo che in Italia la vera opposizione politica non esiste, nel futuro del paese vedo ancora euronazismo, atlantismo e dominio incontrastato della finanza, in barba al variegato “popolo” del No e agli italiani tutti.

Euronazismo, atlantismo e dominio della finanza nel futuro dell’Italia di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-12-10T18:53:36+01:00da derosse
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26 pensieri su “Euronazismo, atlantismo e dominio della finanza nel futuro dell’Italia di Eugenio Orso

  1. Caro Eugenio, dopo tanto tempo dedicato ad analisi giuste e sbagliate circa questo sconquasso globale, ti confesso che mi sono stancato. l’errore che riconosco è stato quello di voler caratterizzare politicamente il fenomeno. Magari una volta a destra e l’altra a sinistra. Essendo in atto un piano oligarchico, è evidente che questo cerca di manipolare le due principali visioni politiche, così come le fedi religiose. Nella sinistra post-comunista e nel cattolicesimo pseudo-marxista della Teologia della Liberazione, in una specie di libertarismo primo sconosciuto in Europa, il Potere trova i suoi principali alleati. Ma per puro conformismo, non certo per le ragioni che una volta muovevano alti ideali politici come quello comunista e fino quello fascista. Questa roba non c’è ormai più. E io dico: purtroppo. Ma quando si parla di fenomeni di massa non bisogna dimenticare che oggi la massa viene anch’essa manipolata nella sua stessa costituzione. Con la scusa del razzismo concetto che, pure, comincia ad avere sempre meno presa, non tanto per una revanche, ma per il fatto che si dimosta per quello che è: un mero pretesto. Al che, comincio a sospettare che un pretesto sia sempre stato per portarci a questo punto. Ti propongo quindi queste due righe che ho inviato a Nessie, usando uno del paio dei miei nickname ormai storici. Non che mi illudessi di nascondermici dietro, ma il complicare leggermente la vita al sistema prisma mi da ancora qualche soddisfazione. Se vuoi dimmi che ne pensi. Ciao.

    Ci sono piani oligarchici di tutti i tipi e per tutti i gusti. Essendo appunto oligarchici, calano dall’alto ed operano attraverso le istituzioni dei diversi Stati nazionali.
    Ma i cittadini rimangono gli stessi, almeno fino a quando non vengono anch’essi sostituiti.
    I cittadini possono ignorare qualunque istituzione non persegua i loro legittimi interessi e possono ricostruirsi uno stato a misura di questi.
    Con la massiccia immigrazione ciò non è più possibile, quindi è questo il primo dei problemi da affrontare. Una volta ceduto in tutto o in parte alla ricolonizzazione del territorio operata da vere e proprie truppe di invasione dedite al saccheggio legalizzato, non si torna più indietro e la sostituzione diviene completa.
    Quindi, più che i progetti della tale entità o della tal altra è importante la situazione sul territorio. Siccome la devastazione sociale e l’accelerazione della sostituzione etnica hanno per scopo l’acquisto a costo zero dell’Italia, che è ancora uno dei più bei posti al mondo insieme alla Grecia, è anche chiaro il modo di opporvisi. E questo è il rifiuto totale di ogni proposta: compresa la concessione di rifugio. Rifiutata questa finisce anche l’ambiguità circa il diritto di ottenerlo. Ed è evidente che anche questa è un’altra corda al collo. All’ONU non viene vietato l’accesso in nessuno Stato africano. Sarebbe quindi semplicissimo scegliere in loco chi può aspirarvi. Ma tra la proposta ONU circa l’accoglienza dei rifugiati e l’obbligo a farlo, vi corre il mare. E’ quindi evidente che si tratta solo di un modo per rimuovere la coesione nazionale attraverso la sostituzione della popolazione. Ecco, in due parole, una semplice strategia basata su di un’analisi altrettanto semplice. Francamente, non vedo alcuna forza politica disposta a rifiutare sistematicamente l’invasione, la ricolonizzazione e i saccheggi. Tuttalpiù si discute di moderarne l’antità o redistribuire le truppe. Niente di più sbagliato: l’unica garanzia di riscatto è nell’impedire che anche un solo soldato ONU si possa insediare in una comunità. Per impedire gli sbarchi ci vuole anche il controllo dei mari, ma se non si ha il controllo del territorio è impossibile ad ottenersi.

    • Per Rudi

      Per alcuni anni, con lo scomparso filosofo hegeliano e marxiano Costanzo Preve, ho sostenuto con forza l’avvenuto superamento – nella realtà sociale e politica che i media servi non consentono di cogliere – della dicotomia politica destra/sinistra. L’analisi previana e anche la mia, convergenti sul tema, si sono rivelate corrette, oggi condivise da una minoranza sempre più numerosa.Ci vorrebbe poco per comprendere che il dominio elitista impone un’unico programma politico, applicato negli (ex) stati nazionali da politici collaborazionisti (in Italia il piddì come perno del collaborazionismo locale). Se così è non ha senso parlare di opposti politici come destra/sinistra, perché non può esistere un programma alternativo, come non possono esistere, all’interno della liberaldemocrazia, visioni opposte della società, del ruolo dell’economia e, tanto più, dello stesso ruolo dell’uomo nel mondo.
      La manipolazione di massa è trentennale e si è valsa di molteplici strumenti, dalla droga alla Tv, dall’economia ultraliberista che svaluta culturalmente ed economicamente il lavoro agli psicofarmaci e al cibo spazzatura da hard discount. Alla questione della manipolazione e del cambiamento dell’ordine sociale, in accordo con il neocapitalismo a vocazione finanziaria, ho dedicato, sempre con Preve, un libro: Nuovi signori e nuovi sudditi. Ipotesi sulla struttura di classe del capitalismo contemporaneo. In luogo di borghesia e proletariato, con l’importante presenza del ceto medio, global class neocapitalista e pauper class.
      Nel frattempo, non solo il nostro messaggio non è stato recepito, ma il potere elitista ha proceduto con le guerre sporche combattute mettendo in campo spietato mercenari jihadisti, contro i popoli, la loro storia e le tradizioni, come in Siria, Iraq e Libia, e alla progressiva alla sostituzione delle popolazioni europee autoctone, “bestiame in via d’estinzione”, con masse crescenti di immigrati sospinte a forza verso l’Europa usando l’arma economica, la guerra, persino la disperazione e la paura, che costituiscono “bestiame da ripopolamento” …

      Cari saluti

      Eugneio Orso

  2. I politici di Bruxelles e i loro referenti a capo del network finanziario globale odiano la democrazia in generale perchè pone dei limiti al loro delirio di onnipotenza, ma un istituto che li fa andare davvero in bestia è il referendum, perchè dà voce al popolo, che ai loro occhi deve apparire come una massa amorfa di straccioni ignoranti.
    La reazione feroce della UE dopo il referendum consultivo greco del 2015 ne è la prova e temo che anche noi non la passeremo liscia.
    La voglia di darci una lezione è sicuramente forte tra i sadici tecnocrati europei e non mi stupirei che, dopo averci imposto il pareggio di bilancio in Costituzione, ci facessero togliere, nel giro di qualche anno, l’articolo 75 sul referendum.
    Forse quello che li trattiene in questo momento è il timore di disturbare con azioni troppo eclatanti le elezioni francesi e tedesche in arrivo.
    Credo, comunque, che alla base del disprezzo dei banchieri e dell’alta finanza per il popolo e le istituzioni democratiche vi sia la perdita di centralità dell’economia reale basata sulla produzione.
    In questo tipo di economia i capitalisti per moltiplicare il capitale avevano bisogno della collaborazione degli operai, dei sindacati, dei partiti e di tutte le componenti della società; per cui dovevano scendere a compromessi.
    Ma nella nuova economia tutto ciò che si deve fare per aumentare il capitale è andare in borsa e speculare; l’economia reale serve solo come “sottostante” per giustificare una produzione infinita di prodotti finanziari, cioè un mare di carta.
    La democrazia diventa solo un ostacolo, che può rallentare con i suoi inutili riti i tempi della speculazione e i partiti servono solo per mettere le istituzioni al servizio delle incursioni della finanza globalizzata.
    Gli Stati, infine, sono i più odiati dai banchieri con le loro “tasse ingiuste”, le loro “costituzioni comuniste” e la loro pretesa di attribuire lo sfruttamento delle risorse alla comunità nazionale, mentre per l’elite finanziaria il mondo è una sua sterminata riserva di caccia.

    • Per andrea z.

      Su molte cose sono in sintonia, ma rilevo che la democrazia – o meglio, liberal democrazia, l’unica possibile oggi – è uno strumento di dominazione del popolo in mani elitiste e un mero rito per controllare la massa (illudendola che la sua volontà sia rispettata “in democrazia”), i cui effetti concreti sono quelli che oggi osserviamo (Grecia, Austria, Italia, eccetera). Per tale motivo io non sono democratico.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Dal punto di vista strettamente economico basterebbe reintrodurre il Glass Steagall Act, che distingue in maniera netta le attività degli istituti di credito, deputati al finanziamento dell’economia reale, e delle banche d’investimento, che speculano allegramente su tutto ciò che capita a tiro. Negli USA la legge è stata abrogata da Clinton nel ’99 e la sua reintroduzione costituisce uno dei punti cardine del programma di Trump: peccato che non glielo faranno mai attuare. In Italia la corrispondente legge bancaria del ’36 è stata abrogata nel ’93. Credo che anche questa legge sia da annoverare fra gli spauracchi dell’élite finanziaria mondialista.

      • Per gipo

        Senza meno. Ho trattato in passato la questione, che rappresenta una cruciale vittoria del grande capitale finanziario. Clinton, il fuco consorte, ha favorito i successivi disastri che hanno colpito Usa ed Europa. E’ comunque impossibile che in Italia si distinguano dal resto le banche d’investimento a vocazione speculativa, isolandole e vietando alle altre di fare altrettanto, perché il nostro destino è segnato: euronazista, atlantista, sotto il tallone finanziario.
        Ultime notizie, mandato esplorativo al (duca-)conte Paolo Gentiloni Silveri, alcuni ministri di Renzi resteranno al loro posto e già si sussurra che ci sarà spazio, nel futuro governo, anche per Verdini/ala, con Pera ministro.

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  3. La demoNIOcrazia è il MALE ASSOLUTO.
    I suoi strumenti di distrazione di massa, elezioni, leggi, governi, sono lì per annientare i popoli europei.
    I suoi servi, caste e sottocaste, in una parola sola i garantiti dalla globalizzazione, sono il vero nemico. Fino a quando non si entra nell’ottica della cosa è tutto inutile. Anche pensare.

    • Per MDA

      Detta così la cosa, in termini addirittura apocalittici, si rischia di spaventare le “anime belle” politicamente corrette (come quelle del piddì o del cinquestelle), ma si coglie nell’essenziale la vera sostanza della democrazia, in questi tempi nefasti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Tutte le analisi pur nelle loro sfumature sono veritiere, non solo qui ma nella maggior parte dei blog di controinformazione. Ciò che non viene superata è la riduzione ad hitlerum del nemico, quando è ben evidente che il nazionalsocialismo fu un fenomeno politico storicamente determinato agli antipodi dell’allora ed odierna demoplutocrazia massonica liberalmarxista, ciò a livello spirituale, politico ed economico. La coalizione mondiale e mondialista che ha cancellato il nazionalsocialismo è la stessa che ora intende cancellare Stati, popoli e nazioni definitivamente. Ma si continua ad additare il nemico come nazista, come a purificarsi, a darsi una stigmate di candore. Può essere umanamente comprensibile, dato che il maglio orwelliano è immensamente devastante, ma rimane anti-storico, anti-politico e irrazionale. Alla fine i giudici di Norimberga, di Milosevic, Saddam e Gheddafi rideranno in faccia al mondo anche da morti.

    • Per Giovanni

      Non è come dici tu, per quanto mi riguarda. Si sono impossessati anche del nazismo, morto nel 1945 fra le macerie di Berlino. Pensiamo all’uso “spregiudicato” che Usa, Ue e atlantisti hanno fatto dei mercenari ucraini anti-russi che si definiscono nazisti … Assassini, esaltati, criminali comuni che adottavano simboli del passato senza comprenderne appieno il significato storico e politico, nella nostra realtà ormai illeggibile o quasi. Anche per questo uso l’espressione “euronazisti”. Spero di essermi spiegato.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • la situazione in ucraina è un pò complessa però.
        1) chi comanda sono gli ebrei. Tutti i milionari sono ebrei. Tutti i politici sono ebrei.
        2) i russi hanno le loro ragioni a non voler essere cacciati ma lì il paese si chiama ucraina non russia. se vogliono la russia emigrino.
        3) gli ucraini rispettino i russi di oggi che non sono certo colpevoli dell’holomodor. sappiamo bene chi sterminò i 6 milioni di ucraini. salvo poi chiedere soldi in usa per lo sterminio e i soliti piagnistei 1870-2016 ergendosi a vittima….
        4) la feccia di svoboda e co. non conta un tubo. zero zero zero.

  5. qualcuno qui, riguardo all’Ucraina, ha scritto:
    “2) i russi hanno le loro ragioni a non voler essere cacciati ma lì il paese si chiama ucraina non russia. se vogliono la russia emigrino.”

    Se i russi del donbass “HANNO RAGIONE A NON VOLER ESSERE CACCIATI! ” allora dire che dovrebbero andarsene volontariamente
    è usare lo stesso argomento che gli anticomunisti usavano in passato contro quelli che allora si definivano “comunisti”?
    Dicevano infatti: “se ti piace i comunismo russo allora emigra in russia!”
    Bell’esempio di “democrazia”!
    Perché allora non usare lo stesso argomento se a qualcuno non piace berlusconi o renzi o, oggi, il gentiloni?
    Se ne vadano tutti quelli ai quali non piacciono questi personaggi.
    Inoltre, chi come questo commentatore anonimo indica la strada dell’emigrazione, evidentemente non sa neppure che non è poi così semplice andarsene perché mica un altro paese ti accoglie solo perché te ne vuoi andare dal tuo!
    Comunque, per quanto mi riguarda, effettivamente me ne sono andato dall’italia per il disgusto totale che ho non semplicemente della classe politica, ma soprattutto per il clima mafioso che imperversa oramai in ogni ambito sociale, politico, economico e finanche religioso.
    Poi perché oramai l’italia non è altro che un’appendice dell’imperialismo occidentale e, in particolare, di quello a marchio USa…e non importa se la colpa sia degli “ebrei” o piuttosto proprio dei “cattolici”, come invece penso.
    Cattolici come quel presidente che or ora ha detto che “l’italia ha bisogno di un governo nella pienezza dei poteri” … e tanti saluti alla volontà espressa nel referendum che è stato nient’affatto un voto “solo” sulla riforma bensì, in larghissima misura, è stato un voto proprio contro il bulletto renzi e contro le sue politiche che spacciava come progressiste mentre erano nient’altro che espressione dei voleri delle elite oligarchiche di ridurre a pezzi questo paese.
    A parte qualche demagogica miserabile elargizione ai pensionati, non c’è stato un solo atto di quel renzi che non fosse diretto a comprimere i diritti (soprattutto dei lavoratori) oltre che la stessa sovranità del popolo.
    Ora è stato apparentemente (e momentaneamente) sostituito da un altro fedele servitore di quelle stesse elite: il sig. gentiloni del quale non credo si possa dimenticare né quello che non ha fatto in materia di flussi immigratori (a parte qualche accordo con qualche paese destinato a rimanere lettera morta) né quello che fece al momento dello scoppio del caso Regeni e che lo portò a schierarsi senza se e senza ma a favore delle tesi che volevano Al Sisi (attuale presidente egiziano) come responsabile di quella morte.
    Non dimentichiamo neppure la sua linea russofoba favorevole alle sanzioni contro la russia appaiandosi ai peggiori russofobi quali oggi sono gli ucronazi alla poroscenko e company.
    Alla luce di questi precedenti c’è solo da sperare che questo governicchio (praticamente per l’ennesima volta imposto da un presidente che sostanzialmente si è mosso nella stessa scia aperta dall’abominevole napolitano) duri il meno possibile per tornare finalmente a votare.
    Personalmente in passato mi sono votato solo all’astensionismo ma chi non è per questa scelta spero che riesca a mandare definitivamente all’inferno i renzi e con lui tutta la congrega del Pd che oggi rappresenta il maggiore nemico dell’indipendenza italiana dai circoli dominanti occidentali e, quindi, il maggior nemico della stragrande maggioranza degli italiani.

  6. è incommentabile ma ci provo lo stesso.
    1) lo so che solo li tallia accoglie e fa arrivare chiunque mentre gli italiani all’estero ruscano.
    2) i cattolici io non ne ho mai visti né conosciuti. Sono come i comunisti. Mai esistiti in italia. Comunista era Fidel che ha nazionalizzato i latifondi (il 2° più grande era quello di sua mamma), in italia non ce n’era nessuno. Molti ipocriti. Si. Quel 35% che votava piccì. Ipocriti ma mica comunisti. Ipocriti come i cattolici che votavano diccì.
    3) se non capisci chi comanda inutile discutere. O ci arrivi da solo o ci arrivi da solo. Vedi chi non puoi mai criticare. E poi capisci chi comanda.

    • Per MyBlog

      E’ sempre più chiaro chi comanda, se il governicchio Gentiloni è quasi fotocopia di quello renziano, nonostante la vittoria dei No …
      Tanto peggio, tanto meglio. Lasciamo che continuino così, o anche peggio, massacrando la popolazione. Anzi, speriamo che arrivi la troika, dopo il conte Gentiloni (dei miei coglioni …).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. C’è sempre la finanza dietro molti membri dei governi di questi anni, con tutti quegli strani fallimenti bancari e, soprattutto, con l’acquisto di un istituto per il triplo del suo valore.
    Ho ritrovato un vecchio articolo che descrive le tragicomiche vicende che hanno portato al disastro MPS, perchè credo che, finchè quella vicenda non sarà chiusa e sepolta, non ci saranno elezioni:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/24/mps-antonveneta-mussari-spese-nove-miliardi-soltanto-con-telefonata/689987/

    • Per andrea z.

      Ringrazio per la segnalazione.
      Tuttavia, non credo che le elezioni politiche siano condizionate dal solo caso MPS, tenendo conto che c’è anche il dissesto delle popolari e altri guai bancari sono prevedibili nel breve …
      Credo che non si andrà a elezioni politiche fintanto che non lo decideranno i poteri esterni finanziari, veri padroni del paese.
      Due possibilità: 1) Dopo il conte Gentiloni un governo-troika commissariale tanto agognato dalle élite, con scacco matto all’Italia e alla sua popolazione. 2) Dopo Gentiloni, il congresso piddì e le “primarie”, di nuovo Renzi in sella, elezioni politiche e nuovo governo Renzi collaborazionista delle élite finanziarie, rinviando ancora il momento del commissariamento dell’Italia. Sempre che non si costituisca prima il “partito della nazione” in sostituzione del piddì, non necessariamente con Renzi alla guida.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  8. La lega ha detto che “scenderà in piazza” per racccogliere firme contro questo governo e per “elezioni subito”!
    Il m5s ha dichiarato che “scenderà in piazza” il 24 gennaio!
    I Fd’I hanno dichiarato niente ma probabilmente faranno anche loro una qualche raccolta di firme!
    Di Berlusconi e FI non vale neppure la pena di parlare!
    Se queste sono le forme di opposizione contro il governicchio del conte gentiloni allora stiamo freschi!
    Non ci resta che sperare in renzi per andare a nuove elezioni!
    Il quale renzi probabilmente per un po’ lascerà marcire questo governo salvo poi, quando lo riterrà opportuno, suonare le trombe della riscossa per andare a nuove elezioni , incassare almeno buona parte di quel 40% che ha votato “SI” nel referendum, tagliare le gambe a tutti (opposizione interne ed esterne) e farsi eleggere “dittatore d’italia”!
    Speriamo che mi sbaglio!

    • Per stefano

      Tempo fa, avevo “predetto” che dopo Renzi ci sarebbe stato un quarto piccolo Quisling della troika e poi si sarebbe materializzato, in condizioni finanziarie, economiche e sociali drammatiche, suscitate dall’esterno, il governo-troika commissariale definitivo, che avrebbe messo la pietra tombale sull’Italia, con il rigore contabile e la sua “cura” selvaggia e ultraliberista.
      E’ possibile che il Duca-Conte ex Minchion degli Esteri Paolo Gentiloni Silveri di Macerata e altre località (per dirla alla Fantozzi-Villaggio) sia il quarto e ultimo Quisling (Gran Farabutt) nominato, prima dell’arrivo in loco dei commissari europei e Fmi?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  9. Moody’s, agenzia di rating di proprietà delle grandi banche d’affari e sotto accusa per manipolazione del mercato nel 2011, ha modificato il giudizio sul settore bancario italiano da neutro a negativo adducendo come motivazione: “effetti negativi sulla fiducia conseguenti il rifiuto da parte del Paese delle riforme costituzionali”.
    Si prevede un taglio del rating con successivo crollo dei prezzi azionari e richiesta di soccorso ai benefattori europei, che ci propineranno il MES.
    Si sta avvicinando l’ultimo atto della tragedia italica: da quinta potenza economica mondiale in venticinque anni, grazie anche alla collaborazione di personaggi come Andreatta, Ciampi, Draghi etc., ci hanno asfaltato e ridotti a colonia agricolo-turistica.

    • Per andrea z.

      Direi che stiamo raggiungendo il Climax abbastanza rapidamente. Seguiranno dissesti bancari, lo spettro della patrimoniale e dell’aumento dell’Iva. La manovra approvata come ultimo atto da Renzid ovrà essere pesantemente “corretta”. Il problema sarà grande almeno 15 miliardi, ma secondo alcuni fino a 25. Gentiloni sarà il quarto e ultimo piccolo Quisling prima dell’arrivo della troika?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • bagliori di squadrismo.
      intervenga la maggistratura (la più efficientisssema d’europa anzi del mondo).
      è ora di finiamola. Si facci governare il piddì orgoglio del paese !

    • Per MDA

      I carabinieri interverranno sempre in difesa dei parlamentari, mai della popolazione. Il tentativo di arrestare Napoli lo trovo patetico, ben altri dovrebbero essere i metodi di lotta, ma so bene che non ci sarebbe nessuno disposto ad applicarli.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  10. Di fronte allo strapotere attuale della finanza siamo tutti portati a credere che i grandi banchieri e i centri finanziari siano imbattibili, ma in realtà non è così e lo dimostra un episodio accaduto nei primi anni ’80, quando il socialista Mitterand divenne Presidente della Repubblica Francese con un programma di nazionalizzazioni che colpivano anche i supposti intoccabili, come la famiglia Rothschild, di gran lunga la più ricca di Francia.
    Dopo una furiosa battaglia parlamentare, nel Febbraio del 1982 la banca dei Rothschild fu nazionalizzata e, dal momento che la famiglia aveva incautamente accorpato alla banca anche le attività industriali che spaziavano in tutto il mondo, perse tutto, con un indennizzo al cambio attuale di 180 milioni di euro; nulla rispetto al valore delle loro proprietà.
    Chiaramente questa potente dinastia schierò tutta la sua potenza di fuoco, politica, economica e mediatica, ma di fronte alla determinazione di Mitterand non ci fu nulla da fare.
    Questo per dire che, se uno Stato vuole veramente farsi valere, per i famosi “banksters” la festa è finita.
    La loro invulnerabilità dipende solo dai politici corrotti.

    • Per andrea z.

      L’interessante caso storico che hai evocato dimostra che la globalizzazione economico-finanziaria e il dominio del libero mercato globale non sono un “fenomeno naturale” e neppure destino inevitabile dell’umanità, ma un insieme di politiche, di trattati e di procedure, stabilito secondo gli interessi della classe dominante, che può essere azzerato con scelte politiche di segno completamente diverso.
      Speriamo in Putin, Trump e Le Pen, anche se i segnali che ci giungono sono contraddittori.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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