La “canaglia” trumpiana, gli esclusi e l’Istinto collettivo di sopravvivenza di Eugenio Orso

La risposta globalista ai bisogni popolari nell’occidente e nel nord del mondo non è stata come quella della celebre Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, al popolo francese in occasione delle rivolte per il pane: “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”! La risposta globalista ai ceti medi in declino e ai lavoratori è ancor peggiore, perché nel nostro caso, avanzando gli squilibri sociali, le insufficienze di reddito e la disoccupazione, le brioches non sono neppure in agenda …

La risposta globalista ai bisogni vitali della popolazione è racchiusa nel binomio precarietà/esclusione, nel senso che l’alternativa a una precarietà lavorativa ed esistenziale sempre più spinta è l’esclusione completa del soggetto, la sua invisibilità nella società e tutte le conseguenze nefaste (isolamento, sensi di colpa, addirittura suicidio) del cosiddetto fallimento individuale. In verità, il fallimento non è mai “individuale”, come si vuol far credere grazie all’atomizzazione sociale e alla conclamata scomparsa dei legami comunitari e di classe, ma è conseguenza diretta e sanguinosa della dominazione elitista, che ha messo le sue radici in occidente grazie all’affermazione del modo di produzione neocapitalista finanziario.

La risposta della moderna “canaille” postrivoluzionaria all’élite globalista, simboleggiata da Soros & C. e ai suoi lacchè sub-politici, come Obama, Clinton, Merkel, Hollande, Valls, Sarkozy, Cameron, Tsipras, Renzi, per ora è prigioniera dei meccanismi del voto liberaldemocratico e non si estrinseca in disordini di piazza, incendi di edifici pubblici e sedi di partiti pro-elitisti, o scontri con la polizia. Non siamo ancora giunti al punto di ebollizione sociale, mentre la “canaille” di Maria Antonietta, che avrebbe dovuto acquietarsi mangiando brioches, ci arrivò sotto la guida dell’emergente borghesia rivoluzionaria, il 14 di luglio del 1789.

Per ora, le masse ridotte a nuova canaglia e neoplebe, non ancora dimentiche dell’effimero benessere raggiunto nella seconda metà dell’altro secolo, votano alle elezioni politiche, alle presidenziali e per i referendum in un disperato tentativo di far sentire la loro voce e affermare la propria esistenza, nel nuovo ordine sociale neocapitalista, quale novella classe Pauper non ancora consapevole di esserlo. Quella voce che i servi governativi delle élite non ascoltano e, fin tanto che si sentiranno protetti dai loro potenti padroni, dai sistemi repressivi in essere, dalla costrizione che caratterizza il modo di produzione neocapitalista, continueranno bellamente a ignorare.

Sappiamo che negli Usa, in occasione delle presidenziali d’inizio novembre, la “canaglia” che prima non votava si è iscritta in buon numero per partecipare al voto, dalla “Rust Belt” dei cimiteri industriali al Texas e alla Florida, consentendo l’elezione di Donald Trump, espressione di una “destra populista” che potrebbe dar loro finalmente una voce – I am your voice! Tuonava Trump nei comizi, indicando l’uditorio con gesto eloquente.

Una “canaglia” simile a quella trumpiana si è manifestata, con grandi numeri, anche nel voto al recente referendum costituzionale italiano, solo che in tal caso ha votato – sicuramente “di pancia”, come direbbe con insopprimibile disprezzo un radicale chic o un’anti-populista piddino – contro qualcuno e contro qualcosa. Contro l’illusionista di Firenze, al servizio delle grandi banche d’affari d’oltreoceano, e contro il suo tentativo di scardinare definitivamente una costituzione già scardinata e in buona parte inapplicata. Un voto di massa in negativo, a differenza della “canaille” trumpiana statunitense, che ha votato in positivo, sedotta da Donald Trump e dal suo programma. Un programma politico che non è solo muro con il Messico ed espulsione degli islamici (come hanno cercato di farvi credere), ma soprattutto abolizione dell’Offshoring Act, a favore degli industriali che delocalizzano distruggendo i posti di lavoro negli States, la ricontrattazione degli accordi internazionali globalisti, penalizzanti per il popolo, come il Nafta, il ritiro dal Partenariato Trans Pacifico e la rinuncia al TTIP fra le due sponde dell’Atlantico.

La “canaglia” italiana che non votava più ed è tornata in buon numero alle urne, il 4 dicembre scorso, a differenza di quella nordamericana non ha, però, un solido riferimento politico, che sia un personaggio emergente e ciclonico, come Trump, o un partito di vera opposizione al sistema elitista dominante. Per questo la nostra “canaille” (lo scrivo con affetto e un po’ di pena) può solo votare in negativo, cioè contro qualcuno e qualcosa.

Fin tanto che anche in Italia non emergerà una personalità anti-sistema degna di questo nome – tale non è il comico Beppe Grillo, che in passato ci fece molto divertire – o, comunque, una forza politica portatrice di un programma anti-liberista e quindi “rivoluzionario”, la “canaglia” italiana potrà solo votare contro, mai in positivo, per un programma politico alternativo, per un leader veramente rappresentativo, per una speranza che oggi latita!

Potrebbe anche darsi che messi alle strette, colpiti dalla crisi strutturale che continua implacabile accompagnandosi al declino dell’economia italiana, questi “mascalzoni” che devono pagare il conto salato della globalizzazione e dell’euro, si stufino di votare una volta e per tutte, passando come ultima ratio alle vie di fatto. In tal caso dovrebbero farlo senza una vera guida politica, esponendosi alla repressione violenta e al rischio di sconfitta, perché l’Italia è terra di collaborazionisti delle élite dominanti (piddì), di false opposizioni parlamentari (cinque stelle) e di opposizioni debolissime (Lega).

Ci sono, però, degli aspetti rilevanti che accomunano la “canaglia” italiana a quella trumpiana in America.

Il primo aspetto comune è che tutti costoro sono gli esclusi dai (supposti) benefici della globalizzazione neoliberista, ai quali resterà, in futuro, soltanto la scelta fra la precarietà lavorativa ed esistenziale, con redditi via via decrescenti, o l’esclusione tout court e l’”invisibilità” totale. Questo esito sarà inevitabile, poiché è nel DNA neocapitalista spingere le differenze sociali – e la compressione materiale e psicologica dei dominati – fino alle estreme conseguenze.

Il secondo aspetto comune è che fanno tutti parte della nuova classe dominata neocapitalista, in fondo alla piramide sociale, cioè la Pauper class. Prima se ne renderanno conto e meglio sarà, perché l’aspetto soggettivo coscienziale della classe (come avrebbe detto un Filosofo del calibro di Antonio Gramsci) è di cruciale importanza. La piena consapevolezza dell’appartenenza alla classe degli sfruttati crea legami di solidarietà, spinge consapevolmente e collettivamente alla lotta e muove la storia nella direzione giusta. Perché la storia si muova nella giusta direzione evolutiva, tuttavia, tale consapevolezza da sola non basta. E’ necessario che compaiano capi e aggregazioni politiche ostili all’élite dominante e disposti a rappresentare le istanze della “canaglia”, facendosene carico. Così fece Lenin, con il Partito dei Bolscevichi e i Soviet alternativi al parlamentarismo borghese e vinse la sua storica battaglia rivoluzionaria, grazie all’appoggio della massa di contadini poveri nell’Ottobre Rosso.

Il terzo aspetto è il comune “Istinto collettivo di sopravvivenza”, che è emerso sia nel voto alle presidenziali Usa di novembre sia in quello referendario italiano dei primi di dicembre. L’argomento l’ho trattato una prima volta qui: http://pauperclass.myblog.it/2016/11/16/lo-strano-populismo-del-xxi-secolo-rivolta-cosciente-delle-masse-o-istinto-collettivo-sopravvivenza-eugenio-orso/. Riporto di seguito il finale del mio articolo: “Per quanto mi riguarda, in prima battuta, rilevo che l’”establishment” finanziario-globalista-occidentale (che qualche cameriere ci vende come se fosse una civiltà) è stato battuto non da un voto di massa razionale e informato, che spinge il popolo a rivoltarsi coscientemente, ma da una sorta di “Istinto collettivo di sopravvivenza”. E’ proprio questo istinto (che al momento non saprei definire diversamente) che spinge le masse, il popolo sempre più “populista” e impoverito dalle élite, a fare esattamente il contrario di ciò che “suggeriscono” i servitori dell’”establishment”, a non cedere al ricatto per paura, perché una paura più grande lo attanaglia: quella di non riuscire neppure a sopravvivere, in futuro, se le cose dovessero andare avanti così …”. La “canaglia”, trumpiana e italiana, per ora si limita a votare obbedendo al predetto istinto e facendo esattamente il contrario di ciò che vorrebbero le élite. Costoro, da bravi “mascalzoni” (lo scrivo con affetto), rigettano tutte le lusinghe e resistono, più che in passato, ai ricatti economici, alla paura che i media servi e i politici collaborazionisti seminano. L’obbedienza non è più assicurata ed anche la manipolazione incontra dei limiti.

Verrà il giorno in cui la “canaille” dell’inizio del terzo millennio diventerà classe sociale a pieno titolo, con la coscienza di esserlo e la consapevolezza della reciproca solidarietà …

Per ora, questi ”mascalzoni” che se ne fregano delle adozioni gay, dell’accoglienza illimitata nei confronti dei migranti e di tutti i capisaldi del politicamente corretto, questi reietti della globalizzazione neoliberista che votano contro i candidati politici delle élite e rigettano riforme costituzionali penalizzanti, obbediscono a un potente Istinto collettivo di sopravvivenza, per una sorta di “autoconservazione di massa”, mettendo sempre di più i bastoni fra le ruote all’onnipotente Establishment neocapitalista e ai suoi camerieri.

La “canaglia” trumpiana, gli esclusi e l’Istinto collettivo di sopravvivenza di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-12-06T16:54:24+01:00da derosse
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32 pensieri su “La “canaglia” trumpiana, gli esclusi e l’Istinto collettivo di sopravvivenza di Eugenio Orso

  1. Non mi trova d’accordo la definizione della Lega quale “partito di opposizione debolissima”, piuttosto li annovererei fra la finta opposizione visto che non si sono opposti alla introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, in attuazione del Fiscal Compact dettato dalla UE da loro tanto vituperata.

      • Per MyBlog

        Se vuoi, per comprendere come distinguo fra falsa opposizione e opposizione debole/debolissima, leggi il commento di risposta che ho scritto per Flavio.
        E’ vero quello che segnali tu, ma restando prigionieri delle regole del sistema, fissate dal sistema stesso, non si va da nessuna parte e si può solo che perdere, o essere costretti ad abbassare la testa.

        Cari saluti

        Eugenio Orso

    • Per Flavio

      Ho un criterio per distinguere l’opposizione completamente falsa da quella debolissima e, perciò, inefficace sul piano pratico.
      Esempi utili per distinguere:

      1) I grullini fanno un ridicolo “Restitution Day” propagandistico per annunciare la restituzione agli italiani/piccola media impresa dei soldi pubblici ricevuti dai parlamentari. Secondo loro 80 milioni di euro rappresentano “una cifra enorme”, mentre invece sono spiccioli irrilevanti, una goccia nel mare, rispetto alle esigenze di milioni di “incapienti” e a quelle della Pmi in crisi da molti anni. Costoro non fanno una giornata per il lavoro e i lavoratori, contro la precarietà, per un salario minimo garantito, per i diritti sul posto di lavoro e il tempo indeterminato. Troppo pericoloso. Meglio spostare l’attenzione del popolo bue su questioni irrilevanti e non pericolose per il “movimento”, altrimenti le spietate élite, allarmate e indispettite, li farebbero a pezzi. Civati, uscito dal piddì, fondato un movimento/partitello di falsa opposizione che non si sa se esista veramente – “possibile” – ha sostenuto la legalizzazione completa della Cannabis, che avrebbe risolto i problemi dell’Italia incrementando il Pil dell’uno per cento! Meglio concentrarsi sulla legalizzazione della droga, che non da fastidio ai manovratori, che sollevare la questione del lavoro e dei redditi popolari, pericolosissima a causa delle contromisure delle élite dominanti e dei loro servi. La falsa opposizione non tratta le questioni vitali dell’epoca, non rappresenta l’interesse delle classi dominate, non lavora per loro, ma il suo compito è quello di spostare l’attenzione del volgo su cose irrilevanti e di condurre un’eventuale protesta in un vicolo cieco.

      2) La Lega, in occasione della campagna elettorale per le europee del 2014, ha sollevato la questione rilevante e reale dell’euro e della camicia di forza che la moneto unica ha messo all’economia italiana. “Bata euro!” era lo slogan salviniano. L’opposizione debole, quindi, tratta questioni rilevanti e reali, a differenza della falsa opposizione, ma lo fa con scopi elettoralistici e agli slogan non segue nulla, o quasi, perché l’opposizione debolissima è prigioniera del recinto liberaldemocratico, gioca la partita secondo le regole fissate dal nemico e per sopravvivere abbassa la testa.

      Mi sono spiegato?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. w il movimento cinque stalle, i cui parlamentari tengono la stalla pulita e linda.
    Non c’è traccia di merda siore e siori, prego controllare.
    Se governirebbimo noi, voi carissimi cittadini avreste ben 220 milioni di euro risparmiati dagli stipendi dei parlamentari. Una cifra non indifferente sui 600 miliardi di spesa dello stato, non trovate ?
    Noi siamo diversi.
    Il debito pubblico che abbiamo pagato 1500 miliardi di interessi dal 1992 al 2014 e nel frattempo il debito è passato da 1100 a 2200 miliardi, va ripagato perchè è giusto !
    Noi siamo diversi e non rubiamo e vogliamo pagare anche gli usurai internazionali.
    Però in modo equo e solidale.
    magari facendo arrivare qua 10 milioni di immigrati però non come il pd che li lascia in mezzo alla strada dopo 1 anno di paghetta per coope e hotel degli amici degli amici. No siore e siori, noi intendiamo costruire nuove case di cui beneficeranno i nostri amici africani a cui noi daremo istruzione e lavoro e una casa!
    Noi siamo diversi ! Votateci

      • li odio molto più del pd.
        Il gioco del pd è chiaro e ci sta che esista un partito collaborazionista. Ci son sempre stati in tutti i paesi del terzo mondo.
        il movimento delle cinque stalle invece fa le stesse cose (anzi peggio) sfruttando il malcontendo della gente e facendo leva sull’ignoranza. non dico altro che loro sono tanti e sono pericolosi e io sono solo, e sennò mi arrestano.
        siano maledetti loro e i loro figli.

        • Per MDA

          La tua ira è giustificata, perché non hai rappresentanza effettiva come moltissimi italiani. Non hai un riferimento politico essendoci, in questo sfortunato paese, soltanto entità collaborazioniste, false opposizioni (il 5 stelle, almeno fin tanto che non arriverà al governo …) e opposizioni debolissime/”vorrei, ma non posso”. Il vuoto di rappresentanza effettiva degli interessi della maggioranza della popolazione è un problema serissimo.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • Per Rakovsky

            PD = vorrei perché devo …

            Ci aggiungerei, per meglio approssimare cos’è nella realtà il piddì, “mento perché vorrei” … nascondere ciò che sto facendo. Quintessenza del più vile collaborazionismo.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  3. Mi sono affacciato a questo sito per la prima volta. L´argomento sembrava
    promettente. Poi ho letto un cumulo di vaneggiamenti, per non dire
    stronzate, anti 5 stelle, ed ho subito inteso la natura subdola di questo sito.
    Meglio uscirne immediatamente. Alla merda su ordinazione, non c´é mai fine.

    • Esci e vattene affanculo, come direbbe l’abile comico genovese vostro mentore.
      Se non capite di essere burattini nelle mani del sistema, seppur “telecomandati a distanza”, non c’è nulla che valga la pena dirvi.

      Eugenio Orso

  4. Stimo le analisi di questo blog, come l’autore sa,ma concordo con leo: il giudizio è troppo benevolo verso la Lega e sbagliato sul M5S. Se ne fa una caricatura simile a quella che fanno i giornali padronali e non si va alla fonte (i video dei loro discorsi si trovano tutti in Rete) per capire davvero chi sono. Per esempio, il taglio degli stipendi è da tempo definito da loro stessi importante a livello simbolico e non economico, come una chiave per scardinare la casta. La casta stessa è stata definita mille volte da Di Battista come burattini dei mercati. So che il mio consiglio non verrà ascoltato, ma provate ad ascoltare cosa dicono in piazza, perché mi pare che qui dentro abbiate le idee molto confuse. E mi pare anche di avvertire una benevolenza verso certe destre che pure a me fanno meno schifo del Piddi ma che sono imbottite di furbastri che del popolo se ne fottono. State sbagliando.

    • Per valdo66

      Ti esorto a riflettere sull’inanità del cinque S.
      In tre anni e mezzo di occupazione di seggi parlamentari – e non pochi! – non ha ottenuto un solo risultato rilevante a vantaggio della popolazione, anzi, in questi anni in cui il falso movimento ha “scaldato i banchi in parlamento”, la povertà di massa è esplosa, la disoccupazione e l’inattività hanno raggiunto picchi storici e la precarietà è avanzata in tutti i settori produttivi.
      Quanto alla “Casta”, è solo un libro di successo, molto venduto e incensato dai media, dei furbastri Stella e Rizzo, che serve per spostare l’attenzione del popolo bue – oggi in parte “grillino” – dalla camicia di forza dell’euro e dei trattati europei al pittoresco “malcostume” (con o senza risvolti penali) della miseranda classe politica italiana, come si suol dire, la quale, però, è ridotta nelle condizioni che osserviamo (senza neppure bisogno di Stella, Rizzo e grillini) proprio perché il paese è occupato, in mano a collaborazionisti sub-politici e prigioniero nell’eurolager.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • ma le cinque stalle cosa vogliono scardinare il sistema con il ridicolo taglio degli stipendi: 20.000€ x 12 mesi x 945 parla mentari = 226.800.000. Duecentoventisei milioni di euro.
      Ma di cosa cazzo stanno parlando ?
      Ma chi cazzo pensano di prendere per il culo ?
      Giusto dei mentecatti che non sanno prendere una cacolatrice in mano.
      Il reddito di cittadinanza. Ma perchè non lo fanno a Torino ?
      Sono al governo. La sindaca figlia di è appunto sindaca. Ma appunto la sindaca è figlia di. Figlia di un grosso industriale. Ecco di chi. Unoc he nel sistema Torino ha sguazzato e sguazza ben bene. A Torino sono stati eletti per il reddito. Mica per le loro cazzate varie. Per il reddito. Perchè a Torino c’è la fame, perché Torino è terzo mondo.
      A Torino ci son stati i Forconi. Ecco una delle poche realtà che han rischiato di aprire il paese come una scatola di tonno. I Forconi e la LIFE veneta. Mica le puttanate di sti servi degli usa.

      • Per MDA

        I cinquestellini non vogliono scardinare proprio niente.
        Stanno aspettando, da bravo “partito di riserva” liberaldemocratico/politicamente corretto (o scorretto solo formalmente, per avere i voti) la chiamata dei padroni al governo. Intanto possono rispolverare anche questioni sostanziali, come la partecipazione all’euro, ma lo fanno solo in modo vago, capzioso, per puro tornaconto elettoralistico, poi resettano e si occupano di minchiate. Di Maio “istituzionale”, Di Battista “rivoluzionario”, Fico nel mezzo (come Crasso…), gli interventi “correttivi” di Grillo, ma si tratta appunto di un giochetto.

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  5. Nel commento di un certo “leo” (poi approvato da qualche altro commentatore che mi ha preceduto) ho letto questo:”Mi sono affacciato a questo sito per la prima volta. L´argomento sembrava
    promettente. Poi ho letto un cumulo di vaneggiamenti, per non dire
    stronzate, anti 5 stelle, ed ho subito inteso la natura subdola di questo sito.
    Meglio uscirne immediatamente. Alla merda su ordinazione, non c´é mai fine.”

    Se questo “leo” fosse una persona minimamente intelligente, direbbe la sua e se ne andrebbe dal sito e basta, senza bisogno di offendere chi invece ritiene di starci.
    Quanto al suo 5s (nel quale le persone degne di fiducia e di rispetto si contano sulle dita di una mano), non voglio fare discorsi sull’euro, né su qualunque questione costituzionale o meno…mi limito a prendere spunto da un fatto di “cronaca” recentemente avvenuto a roma: la sig.ra Raggi, militante del 5s e sindaco di roma, ha incontrato (o intende incontrare) la famiglia marocchina contro la quale si sono ribellati gli abitanti di un quartiere popolare romano (mi sembra che sia il quartiere S. Basilio) a difesa di un italiano indigente al quale volevano sottrarre un appartamento (abusivamente occupato dallo stesso) per darlo a quella famiglia marocchina.
    Ebbene a me non risulta che in marocco ci sia una qualche guerra e che, quindi, quella famiglia marocchina sia da considerare come famiglia di “rifugiati” eppure, nonostante questo, la mafia politica e religiosa che oramai infesta questo paese in stretto connubio con la mafia classica, ritiene (e la Raggi se ne fa interprete!) che sia da dare una casa a dei marocchini “rifugiati” abusivi (cioè solo per finzione scenica) piuttosto che a un italiano altrettanto indigente!
    Perciò, a quanto pare la “filosofia” mafiosa e criminale che alimenta il fenomeno migratorio ha fatto breccia anche nel 5s o almeno in alcune sue importanti componenti.
    E questo sarebbe un “movimento rivoluzionario”? Un “movimento alternativo”?
    Premesso che non ho particolari amori né ho mai votato per la Lega, tuttavia penso che allo stato attuale forse l’unico movimento parzialmente alternativo (e sottolineo il “parzialmente”) è quello della Lega (e, forse, quello dei Fd’I) … nonostante il disprezzo di cui sono fatti oggetto da parte dei pariolini “de sinistra” che votano renzi e nonostante tutti gli errori fatti in passato dai bossi e compagnia, quantomeno oggi la Lega di Salvini cerca di farsi interprete del malumore e dei problemi della gente…diversamente dal tanto acclamato e pubblicizzato (dai media) m5s che, col suo moralismo da strapazzo, mi sembra solo una riedizione aggiornata del defunto partitucolo che si chiamava “Italia dei valori” fondato da uno “sbirro” manovrato anche e soprattutto dalla Cia, prima per buttare il sistema politico nella merda e poi, fondato il suo partito, per buttare l’italia intera nel caos e nella merda.
    Per fortuna quell’ultimo tentativo non riuscì e oggi quel pecoraro (detto senza offesa personale ma in senso politico) Di pietro è sparito dalla scena politica, però ha fatto da battistrada a un esperimento molto più riuscito del suo e che ha prodotto il m5s, un movimento che in gran parte (e ripeto che comunque nel 5s ci sono anche persone che mi sembrano rispettabili) è formato e gestito da piccolo borghesi che sanno solo fare belle chiacchiere moralistiche proprio come faceva quel pecoraro che li ha preceduti.
    Mai, ad esempio, che gli amici 5s di “leo” si degnino di fare una manifestazione nelle piazze come sarebbe necessario fare e come altri, invece, cercano di fare sebbene abbiano un seguito molto meno consistente dei 5s.
    Infatti tutti i loro presunti afflati rivoluzionari si esauriscono nelle stanze del potere disdegnando, da bravi piccolo borghesi quali sono, le masse popolari alle quali, nella migliore delle ipotesi, si limitano a distribuire demagogiche illusioni o fantomatiche promesse…né più né meno di come ha fatto proprio il sig. renzi al quale intendono sostituirsi.
    Detto questo, siccome in politica a volte bisogna anche
    turarsi il naso, non direi che sarebbe una cattiva idea allearsi almeno momentaneamente anche con tutto o parte del m5s pur di far fuori un sistema mafioso qual’è quello in cui siamo immersi…sebbene credo che nella realtà sia un’alleanza irraggiungibile perché i padroni del vapore hanno tutto l’interesse che i loro cuccioli del m5s continuino ad abbaiare senza mischiarsi con altri che potrebbero creargli dei problemi.

    • Ringrazio sentitamente Stefano per il suo lungo commento, in cui porta un esempio concreto di “conformismo” del cinque S.
      Del resto, chi crede che l’eterea Raggi sia un grande politico, con una visione nuova, in grado di risollevare l’Urbe, avrà modo di ricredersi mille volte …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Sono “risorse” che – a spese degli italiani che sono stati dissanguati dalle tasse per generazioni avranno vitto, alloggio e stiratura – garantiranno i voti ai 5* (jus soli e di conseguenza reddito di cittadinanza, magari levando le pensioni agli italiani).
      Guardatevi, sentite “la speranza e’ una trappola Mario Monicelli” sul tubo. Non c’e’ niente da aggiungere.

      • Per Ianzo

        Anch’io ho l’impressione che tutto ciò che fanno e dicono i cinquestellini sia per puro tornaconto elettoralistico. Grillo non spera più in una maggioranza del novanta per cento dei voti (come l’indimenticabile Todor Zhivkov, nella Bulgaria d’altri tempi), ma pare accontentarsi di quella relativa … Basti pensare che i grullini hanno rispolverato la spinosa questione dell’euro, dalla quale si sono tenuti lontani ogni volta che hanno potuto.

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  6. Rispetto alla monarchia francese e all’1% della popolazione costituita da nobili e clero che possedeva tutta la ricchezza, l’attuale elite finanziaria mondiale si trova in una posizione decisamente migliore.
    Non è una classe dirigente in crisi economica come quella francese del ‘700, ma grazie all’azione dei governanti servi ha indebitato le nazioni tenendole sotto ricatto; non è chiusa dentro i confini nazionali, ma ha creato degli organismi sovranazionali, come la UE, dove ha piazzato i suoi uomini bypassando le leggi e le istituzioni degli Stati nazionali che difendevano i diritti dei lavoratori; controlla le forze armate e quelle di polizia, ma soprattutto grazie alla moderna tecnologia tiene continuamente monitorata la popolazione dei sudditi, intervenendo preventivamente per soffocare rivolte, far cadere governi non allineati e agendo sui media per modificare e confondere le idee della pauper class.
    L’unico modo per combattere questa classe dominante globalizzata è tornare a rinchiudersi nei vecchi Stati nazionali, nazionalizzando il sistema bancario e battendo moneta senza prenderla in prestito dalle istituzioni finanziarie angloamericane; ricreare un’industria pubblica che faccia da traino a quella privata, tornare a proteggere il lavoro con leggi e contratti che permettano ai lavoratori di avere un reddito sicuro e sufficiente a far ripartire i consumi etc. etc.
    Ma per fare cose del genere occorrerebbero politici di una statura morale e di un coraggio spaventosi.
    In Italia non sono mai nati dei Churchill o dei de Gaulle.

          • sarei interessato a seguire i temi di questo blog in qualche convegno, evento o altra iniziativa alla quale tu partecipi.
            buon fine settimana

          • Per renzo

            Io sono molto isolato (in una torre non d’avorio …). Mi rimane solo il blog e non partecipo a “iniziative politiche” perché, oggi, in questo paese, sono soltanto bufale o fallimenti aprioristici. Ai convegni non partecipo, per lo stesso motivo. Mi convinco sempre di più che è necessario attendere il raggiungimento del “punto di ebollizione” sociopolitico e ritengo che AK-74 e simili saranno molto più utili del voto, in frangenti nuovi e “dinamici” di liberazione. Alle soglie dei sessanta sto ancora aspettando di veder comparire, all’orizzonte, una vera opposizione anti-sistema … Moriremo piddini e liberaldemocratici?

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  7. Una coda al tuo bel commento sul PC politically correct. Ci sono dimostrazioni di giovani bianchi americani che si disperano, piangono e sfilano con cartelli che affermano che Trump NON e’ il MIO presidente.
    Tutto normale in quanto l’unica categoria umana che oggi puo’ essere contestata sbeffeggiata e umiliata si riduce al maschio, bianco (non frocio, sa va sans dire), e se e’ pure WASP o cattolico…
    Trump e’ Luterano.
    Penso che tanti bianchi a cui magari un Obama, mezzo negro di cittadinanza incerta, musulmano – il nome e’ musulmano – se si fosserro azzardati a fare la stessa cosa, ti immagini la reazione dei media ? “ecco che esce la vera faccia dell’america razzista” ma visto che lo fanno contro un bianco, e’ tutto OK, anzi, da congratularsi. Lo sceriffo Joe Arpaio di Maricopa Country, Arizona – che non e’ una sperduta landa – , uno con le palle quadrate, di origine italiana come La Guardia e Rocky Marciano, da anni ha combattuto una battaglia per dimostrare che il certificato di nascita di Obama era falsificato, che i numeri della social security card (il nostro tesserino fiscale) appartenevano a defunti.
    Sempre con stima.
    Ne sentiremo delle belle in futuro sull’abbronzato.

    • Per Ianzo

      E’ più probabile che il tristo Obama caschi sull’appoggio ai tagliagole al-qaeda/isis e simili (“ribelli moderati) nella guerra in Siria, o in Iraq. Potrebbero emergere responsabilità dell’amministrazione federale. Non a caso diverse fonti di controinformazione (Palaestina Felix come Controinformazione di Lago) hanno rivelato che è partito l’ordine ai “corpi speciali” di eliminare i caporioni jihadisti (soprattutto di al-qaeda) in Siria, per far sparire le tracce del coinvolgimento USA/Obama …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Sull’appoggio all’ISIS, il capro – giustamente – espiatorio sara’ Killary. L’ambasciatore ammazzato, Stevens ? (scrivo a braccio) era in collegamento con lo State Depatment = Killary. Obama, puo’ sempre dire, era lei la “responsabile” che cazzo centro io.
        La cosa e’ complicata e Stevens si e’ prestato ad una porcata che poi gli si e’ rivoltata contro.
        Non dimenticare che uno dei precetti dei presidenti USA e’ la deniability. In termini nostrani, non ne sapevo niente, altrimenti che cazzo ci sta a fare il ministro degli esteri, che negli usa non e’ una mezza cartuccia come Gentiloni, ma ha autonomia, suoi poteri, sua polizia.

  8. Eugenio, ho smesso di leggere questo blog per un po’ di tempo dopo aver letto non te, ma l’altro scrittore, dire una cosa come “I Radicali devono essere distrutti”.

    Non ho simpatie, né antipatie per i Radicali: sarebbe poco logico averne dal momento che non esistono più, al più potrei averne nostalgia del giovane Pannella e della sua banda.

    Per spiegarmi, farò così: mettiamo X al posto dei Radicali.
    X può essere qualunque gruppo.

    Io su un blog di persone intelligenti per persone intelligenti spero di non leggere pensieri come “X è da distruggere”.
    Lo rigetto culturalmente. E mi fa venire di dire “allora sei come X, solo ti trovi dall’altra parte”.
    (Ovviamente, eccezioni potrebbero darsi, ma certo non per i Radicali, che non hanno mai fatto o teorizzato genocidi, per esempio!).

    Lo posto qui e non come commento ad un suo post perché sono ancora, diciamo così, arrabbiatino, e i suoi post non li leggo.

    Detto questo, lettura consigliata (siamo nel 1969. Non dimenticare di ripetere a te stesso, mentre leggi, che erano nel 1969 — al più tardi, se anche quel tale che riferisce avesse mentito, sarebbero stati nel 1988):
    http://100777.com/nwo/barbarians

    NOTA: non conosco quel sito né, quindi, posso condividere il loro messaggio.
    Ho letto solo quella pagina, e l’ho trovata indubbiamente molto interessante.
    (Dal look generale, nelle altre pagine potrebbero esserci una montagna di fesserie, questo mi ha spinto ad aggiungere la Nota).

    • Per podavkfg

      I radicali sono l’espressione degenerata del neocapitalismo liberal-liberista-libertario che ci opprime. Niente di strano che una mente sana e retta ne desideri la distruzione per il bene di noi tutti. Concordo in tutto e per tutto con chi scrive su questo blog e approvo senza riserve la frase “I Radicali devono essere distrutti”, anche se il nostro problema, oggi, non sono i radicali, ma l’infame piddì collaborazionista della troika e la falsa opposizione delle cinque stalle. Questi dovrebbero essere urgentemente distrutti, senza alcuna pietà …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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