Il solito ricatto: No = spread, Sì = “crescita” di Eugenio Orso

Le élite i loro camerieri sanno soltanto ricattare e impaurire la popolazione, per ottenere i risultati elettorali sperati. Sono un po’ come la Madonna, che quando appare a Fatima, piuttosto che a Medjugorje, minaccia soltanto sventure, neanche fosse un droide alieno all’uopo programmato …

Così fanno Renzi, il Financial Times e tanti altri attori dello schieramento egemone elitista, in occasione del voto referendario sulla materia costituzionale in Italia. J.P. Morgan ha ammonito che “la costituzione più bella del mondo” (secondo quel giuda di Benigni, schierato con il Sì al referendum), è troppo “socialista”, troppo sbilanciata verso la tutela del popolo italiano e – si sottintende – poco protettiva nei confronti dei grandi interessi finanziari privati globalisti (leggi classe dominante neocapitalista), perciò deve essere cambiata. Il Mercato über alles. E’ proprio quello che sta facendo l’obbediente Renzi, mascherato da innovatore, alfiere del cambiamento e del rinnovamento, che ha chiamato il paese al voto referendario.

L’ha detto Renzi, come velata minaccia a coloro che si recheranno alle urne: se vince il No sale lo spread, se vince il Sì sale il Pil. La minaccia è chiara, e trova conforto nelle fosche previsioni di Bankitalia, secondo la quale a ridosso del voto referendario saliranno le turbolenze finanziarie, i mercati saranno perturbati e crescente la volatilità. Il Financial Times – attraverso la penna del crucco Wolfgang Munchau – dal canto suo, ammonisce che la vittoria del No metterebbe in dubbio l’appartenenza dell’Italia all’eurozona. Il Munchau è quello che aveva criticato qualche annetto fa anche lo stesso Monti, valletto della troika e della Germania, poiché incapace di guidare il paese … Per non dire della Deutsche Bank, i cui vertici intimano all’Italia la solita “svalutazione interna” alla greca (taglio pensioni, spesa sanitaria e scolastica) o l’uscita dall’euro.

Insomma, gli organi di stampa delle élite, le loro banche e i loro camerieri sub-politici – a cominciare da Renzi – minacciano il popolo italiano, affinché voti secondo i loro desiderata mettendo la croce sul Sì. E’ come se costoro dicessero “dopo di noi, il diluvio”, con malcelato disprezzo per gli italiani che finiranno male, in caso di trionfo del No.

Forse non si vedranno le cavallette, se vincerà il No quel fatidico 4 di dicembre, ma di sicuro questi bastardi si vendicheranno con le “turbolenze finanziarie” e lo spread, mentre non è detto che il buffone di Firenze si dimetta …

Comunque, se andrete alle urne, votate No, perché la ribellione a un potere vile e criminale, la libertà di scelta, la vostra stessa dignità personale, da preservare anche davanti a ricatti e minacce, non hanno prezzo, sono già una vittoria … anche se dovesse vincere il Sì, grazie ai brogli.

Il solito ricatto: No = spread, Sì = “crescita” di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-11-21T16:03:07+01:00da derosse
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6 pensieri su “Il solito ricatto: No = spread, Sì = “crescita” di Eugenio Orso

  1. L’eventuale vittoria del no rimarrà come testimonianza del desiderio di libertà e di rivolta contro l’oppressione dei centri finanziari e dei loro camerieri italici.
    Però non facciamoci illusioni; abbiamo a che fare con oscuri conglomerati di potere, che non hanno esitato a provocare catastrofici attentati interni per giustificare guerre con milioni di morti.
    Se non sarà questo governo ad accontentarli, sarà il prossimo; d’altronde il solo Jobs Act, con la precarizzazione del lavoro, rappresenta già un servizio importante a favore delle elites finanziarie, meritevole di un qualche incarico europeo per qualche solerte servitore.
    E’, però, probabile che dopo il Brexit e il successo di Trump, anche un insignificante referendum come quello di Dicembre, rappresenti un test importante agli occhi delle grandi banche, per capire se la vecchia Europa, ormai prostrata dopo anni di crisi e di “riforme” neoliberiste, abbia ancora un qualche sussulto di vita e di orgoglio, soprattutto in vista di un 2017 decisivo in Francia e Germania.

    • Per andrea z.

      Credo che stiamo vivendo momenti pericolosi e che il pericolo aumenterà, nelle prossime settimane. Le élite stanno ovviamente preparando una “controffensiva” per ristabilire la situazione a loro vantaggio. In Italia, le armi della turbolenza finanziaria e dello spread sono le più ovvie, ma non escluderei neppure attentati devastanti, in particolare di matrice jihadista.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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