Il piddì nella ridotta della Leopolda in attesa del Ciclone Trump di Eugenio Orso

Renzi si congratula con Trump augurandogli buon lavoro, magnifica le solide relazioni Italia-Usa nel quadro di un’alleanza strategica! Proprio divertente. Forse pensa di fare bella figura davanti a Trump, accreditandosi in occasione del G7 del prossimo anno, a presidenza italiana.

Il cordiale messaggio di Renzi al neopresidente degli Stati Uniti nasconde la preoccupazione, se non la paura, che caschi improvvisamente il palco e lo schianto metta a nudo la vera natura del suo sub-potere, ma soprattutto la vera natura, perversa, del potere dei padroni che lo “sponsorizzano”.

Forse costui spera che l’appoggio smaccato alla Clinton, da parte della sua “cancelleria” e del piddì tutto – dalla Boschi a D’Alema – sia passato inosservato, negli Usa, profittando del fatto che moltissimi americani considerano l’Italia un remoto paese d’operetta e di vacanze, ammesso che sappiano dove si trovi.

Non è che dopo la vittoria di Trump – supremo “populista” anti-sistema, terrore dei media e dei sondaggisti al servizio dei potentati finanziari – vorrebbe far dimenticare la sua visita alla Casa Bianca, durante la campagna elettorale americana, e l’atteggiamento (interessato) di pieno appoggio che ha avuto l’astuto Obama nei suoi confronti?

Sa Donald Trump che Renzi, poveretto, ha dovuto fare tutto questo per avere l’appoggio/interferenza di Obama (e dell’ambasciatore Usa a Roma John Phillips) al Sì per fargli vincere il referendum costituzionale di dicembre?

Probabilmente Trump e il suo staff se ne fregano di queste cose. Gran parte degli americani, del resto, non sa nulla della politica italiana. Mia figlia, sposata in America e residente a New York da anni, non sapeva neppure che Berlusconi non è più presidente del consiglio da circa un lustro (ho dovuto rivelarglielo io al telefono) e ignorava l’esistenza di Renzi. Ma sicuramente i vincitori delle presidenziali Usa hanno notato i rapporti di sudditanza del governicchio italiano nei confronti di Obama, della Clinton, dell’Asinello in generale e delle élite finanziarie che li manovrano (in pratica, dell’ “establishment”).

Hollande la mozzarella compare di Renzi – poveretto anche lui, disprezzato com’è dai francesi – aveva già preparato un accorato discorso per la vittoria della Clinton, ma si è trovato a dover fare i conti (e gli auguri!) con Donald Trump.

Scherzi a parte, l’avanzata del “populismo” nel cuore del sistema global-finanziario neocapitalista, i cui effetti dirompenti arriveranno presto anche in Europa continentale, non lascia ben sperare sulla sorte dei sinistroidi del vecchio continente, da molti anni saldamente legati al carro del Libero Mercato Globale, delle City finanziarie e delle élite dominanti, assolutamente allineati con l’”establishment” contro il popolo.

Tralasciando il finto scontro interno all’entità collaborazionista della troika e del Pentagono (pre-Trump) – Bersani, D’Alema contro Renzi, Cuperlo nel mezzo – il piddì tutto, dalla Leopolda ai vecchi circoli sparsi sul territorio (che io chiamo simpaticamente “covi”) sa che il Ciclone Trump, dopo aver colpito gli Usa, si abbatterà anche sull’Europa, perché le due coste dell’Atlantico sono strettamente interrelate, anche se il micidiale TTIP probabilmente non si farà, grazie a The Donald.

La sinistra europea che lavora come un sol uomo per l’“establishment” – cominciando dal piddì, continuando con il partito socialista francese e chiudendo con syriza – questa volta ha buone ragioni per preoccuparsi. Non sarà più sufficiente agitare gli spettri del politicamente corretto, come il sessismo, il fascismo, l’omofobia, la xenofobia, il razzismo e il populismo, per imbrogliare il popolo e tenerlo sotto il tallone delle élite. Soprattutto quando la crisi, la delocalizzazione/deindustrializzazione (“turismo industriale”, per i più spiritosi) e l’impoverimento di massa avanzano implacabili.

La situazione italiana è però peggiore di quella francese, non soltanto da un punto di vista economico, perché oltralpe c’è la Le Pen, con tanto di Front National al seguito, che giubila per la vittoria di Donald Trump e si candida alla presidenza della République. La strada sarà in salita, per lei, perché probabilmente dovrà affrontare in ballottaggio il ferrovecchio Sarkozy, ultima risorsa del solito “establishment”, che potrebbe ingannare i francesi e catalizzare il consenso idiota/politicamente corretto/”moderato”, ma la Le Pen ha qualche speranza di farcela (data la situazione sociale francese, in costante peggioramento), come gliel’ha fatta Trump contro ogni previsione e ogni manipolazione.

Qui, in Italia, invece, tutto lo spazio “politico” è occupato dai collaborazionisti della troika e del Pentagono (ovviamente pre-Trump), dalle false opposizioni come i sinistroidi extra-piddì e soprattutto i cinque stelle, dalle opposizioni deboli o debolissime, che hanno gli slogan giusti in campagna elettorale (Basta euro!), ma a essi non fanno seguire nulla (vedi la Lega di Salvini).

Il fatto che da noi lo stato comatoso della popolazione – nonostante la rapida discesa dei redditi, le impennate della disoccupazione e la sistematica distruzione dello stato sociale – abbia raggiunto un picco come in nessun altro grande paese europeo, alla fin fine favorirà il piddì, graziando anche i sinistroidi extra-dem e le opposizioni posticce. Può sembrare bizzarro, ma sarà così …

In effetti, siamo davanti a un paradosso, perché maggior disoccupazione e maggior perdita di reddito, combinate con l’immigrazione selvaggia da ripopolamento, che i sinistroidi mascherano da civilissima “accoglienza”, dovrebbero aprire i cuori delle classi dominate al populismo più spinto e all’anti-sistema in forme estreme (ben oltre Trump e Le Pen). Ma il paradosso è solo apparente. Un quarto di secolo d’inganni, manipolazioni mediatiche e ricatti economici, hanno ridotto tanta parte della popolazione italiana come la possiamo osservare oggi: inerte, lontana mille miglia dalla politica, preda di una sconcertante passività sociale, o addirittura disposta a vendersi per ottanta euro di elemosina (che poi la sinistra si riprende con gli interessi).

Altro dato cruciale è che qui, in Italia, a contrastare i collaborazionisti piddini-sinistroidi euroservi pro “establishment” ci sono solo opposizioni posticce, di comodo, dal cinque stalle che è la più consistente ai sinistrati extra-dem del 3%, e opposizioni deboli/debolissime, del tutto interne alle regole truffaldine della liberaldemocrazia, che agli slogan elettorali non fanno seguire niente e non ottengono risultati tangibili.

Ciò significa che la storia, per noi, potrà essere rimessa in movimento soltanto da eventi politici, geopolitici, socioeconomici o, purtroppo, bellici, esogeni, come, ad esempio, l’elezione di Trump alla presidenza Usa, piuttosto che la Brexit, e la possibile, futura, elezione di Marine Le Pen alla presidenza francese. Una triangolazione Usa di Trump, Russia di Putin e Francia della Le Pen, potrebbe rivelarsi letale per le infami sinistre europoidi pro-Ue e pro-élite, cui dobbiamo la nostra decadenza.

Cosa farà il piddì in simili frangenti, non potendo più sventolare il “sogno europeo”, trasformatosi in un incubo, per coprire le sue vergogne e non potendo più contare oltreoceano sugli astuti Obama, sulle Killary e sulle Nancy Pelosi?

Semplice, cercherà di cambiare pelle, come fanno periodicamente i serpenti. Probabilmente si ricompatterà per sopravvivere, perché i collaborazionisti, abbandonati sul terreno al loro destino dal padrone in ritirata, o vanno a nascondersi, facendo perdere le proprie tracce, oppure cambiano casacca, azzerando il passato e saltando sul carro del vincitore. Un esempio storico, che riguarda l’Italia? I partigiani, durante la guerra civile, erano all’inizio poche decine di migliaia (forse quarantamila?), mentre i repubblichini più di centomila. Alla fine della guerra, con il collasso di Salò e la ritirata dei tedeschi, il numero dei partigiani è lievitato a più di centomila …

Temo che i piddini riusciranno a cambiare pelle per salvarsi il culo e la poltrona, se Le Pen vincerà in Francia nel 2017, unione europide ed eurozona saranno prossime al collasso, Trump si accorderà con Putin, il TTIP globalista non si farà, la Nato inizierà a smobilitare.

Ci riusciranno proprio perché in Italia c’è il vuoto, mancando del tutto una vera opposizione organizzata anti “establishment”. Lo spazio politico che dovrebbe essere occupato da coriacei oppositori “populisti”, per liberare definitivamente il paese, lo occuperanno ancora una volta gli infami sinistroidi (ex)servi delle élite finanziarie, sostituendo allo slogan “ci vuole più Europa”, con cui hanno inculato a sangue il popolo, slogan accattivanti dal vago sapore populista. Che ne so … “soldi pubblici per lavoro e pensioni, non per le banche”, o rispolverando il bersaniano “abbiamo messo al centro il lavoro”. Pretendendo di essere loro, ancora una volta ma in direzione apparentemente opposta, i salvatori e il cambiamento.

Costoro si ricicleranno molto più facilmente dei loro compari socialisti francesi, guidati dalla scartina Hollande, o dei seguaci imbroglioni di Tsipras in Grecia, appunto perché in Italia non c’è una vera opposizione, per quanto piccola, pronta a occupare gli immensi spazi politici, le voragini che potrebbero aprirsi nel prossimo futuro, grazie al terremoto causato da cruciali eventi geopolitici esterni. Uno dei quali si appena verificato: l’elezione a presidente Usa di The Donald.

Ancor peggio, il piddì potrà continuare a esistere e a governare con una robusta operazione di maquillage, un “change” di facciata aiutato dai soliti media compiacenti (che sentiranno anche loro un po’ di fuoco sotto il culo), ritrovando la sua unità per opportunismo e necessità di sopravvivenza, dopo i contrasti Sì/No al referendum fra renziano-leopoldini e sinistra dem.

Tuttavia, sappiamo che la forza arrogante del collaborazionista, tutto il suo potere esercitato contro il suo stesso paese, risiede esclusivamente nella forza del padrone esterno che lo appoggia e lo usa. Se il padrone è costretto alla ritirata, non si occupa di mettere in salvo il servo, ma lo abbandona al suo destino pensando soltanto a se stesso. Ritornando alla seconda guerra mondiale, tanto per fare un esempio, i tedeschi in ritirata non si sono preoccupati di portare in salvo i repubblichini italiani, i cosacchi, e tanti altri collaborazionisti, che se la sono vista brutta, abbandonati sul territorio. Ma in quel caso c’erano i partigiani a occupare spazi politici, e militari, impedendo che i collaborazionisti la passassero liscia.

La mia conclusione è che nel prossimo futuro (questione di un paio d’anni, o forse anche meno), se la storia andrà nella direzione giusta in Francia con Le Pen, oltre che negli Usa con Trump, e le élite finanziarie perderanno progressivamente potere effettivo, non assisteremo alla liberazione del paese perché qui manca una vera opposizione, pronta a cogliere l’occasione storica. Assisteremo, con maggiori probabilità, al cambio di pelle dei collaborazionisti piddini che si ricicleranno e che manterranno, almeno per un po’, il governo del paese.

Allora capiremo che sarà stata colpa nostra, della nostra inerzia, della nostra viltà, del nostro implicito rifiuto a rischiare per un futuro più dignitoso, più degno di essere vissuto.

Il piddì nella ridotta della Leopolda in attesa del Ciclone Trump di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-11-11T16:16:39+01:00da derosse
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13 pensieri su “Il piddì nella ridotta della Leopolda in attesa del Ciclone Trump di Eugenio Orso

  1. 11/9 giorno di elezione di Trump è giorno della caduta del muro di Berlino e contrario dell’11/9 twin towers. Sembra davvero l’inizio di un ciclo nuovo, in continuità con la caduta del muro che divideva la nostra europa. Lo sapremo solo tra qualche anno però se sarà stato davvero così.
    Sul pd io penso che tra un anno sarà morto e sepolto. Farà la fine del Pasok. Il problema è che come i giovani pasokkini si son riciclati in syriza, qui i piddini si ricicleranno nel partito della nazione. Non credo che le recenti frasi di mrenzy siano casuali. Sono una strategia. Sia che perda sia che vinca il referendum, rottamerà il pd e sarà lui il leader populista che si schiererà contro l’europa cattiva e contro gli accordi cattivi (che il pci-pds-ds-pd ha firmato dal 91 al 2015).
    Resta da capire se gli italiani ci cascheranno. Se non ci cascheranno e mancheranno i voti ci sarà sempre la solita stampella a sinistra (il gay canadese+ bersani e cuperlo) e a destra col m5s che anche nella prossima legislatura si farà saccheggiare il 28% dei pappamentari (andate a controllare il numero di eletti nel 2013 con il numero di stellini attuali e poi vedete): il m5s è davvero il più grande problema del paese, il tappo che impedisce la formazione di un partito che ancora non c’è, ma che sarebbe più facile creare se l’ex collaboratore di debenedetti a ivrea, si fosse dedicato ad altro. Un partito che raccolga i voti di farsaitaglia, fardelli d’italia e lega e appunto m5s.
    Probabilmente ci arriveremo. Probabilmente tardi tra 4-5 anni, buon ultimi in europa, anche dietro ai greci.

    • Per MDA

      Le grida “fuori fuori” rivolte dai renziani alla ridicola e vergognosa sinistra dem nell’ultima kermesse-Leopolda, riservata ai miserabili Vip sinistroidi, lasciano intendere che il progetto del “partito della nazione” elitista è vivo e la sua realizzazione procede.
      Tuttavia, ci vorrà del tempo per creare una nuova entità sub-politica collaborazionista, in sostituzione dell’ormai obsoleto piddì nel servaggio verso le élite e, inoltre, dobbiamo tener conto dell’incognita – grande come una casa – rappresentata dalla nuova amministrazione federale USA e soprattutto dall’asso pigliatutto Donald Trump.
      Per tale motivo ritengo che il piddì e il governo-Quisling renziano potrebbero avere ancora un biennio, o quasi (forse un anno e mezzo), di sopravvivenza, a meno di sorprese.

      Eugenio Orso

      P.S.: dimenticavo di precisare l’altra opzione, che è nel mio articolo: se ci sarà un cambiamento a trecento e sessanta grandi con Trump, il piddì, restando al governo, potrebbe riciclarsi come “populista”, resistente all’unione europide in odor di smobilitazione, per sopravvivere e mantenere le poltrone. In tal caso, cesserebbero le beghe interne in un attimo …

  2. Renzi e tanti altri, da superficiali ignoranti si sono fidati della CNN e sono andati a baciare il culo alla strega guerrafondaia, non credo se lo dimenticheranno. Paul Craig Roberts, quello che diceva: i comizi di Trump sono strapieni, quelli della Clinton semideserti – Renzi mai avra’ letto i suoi commenti.
    Comunque in un certo senso va bene. Trump vuole riavvicinarsi alla Russia, quindi levare le sanzioni e cercare un dialogo. Poi, “che la NATO se la paghino gli europei, anche questo mi e’ piaciuto – provasse la UE a mantenere la NATO con i limiti di bilancio.

    • Per Ianzo

      Penso al grande Risiko mondiale in atto in questo momento, che grazie all’anomalia Trump ne potrebbe uscire sconvolto.
      Un asse Trump-Putin a cui potrebbe unirsi, nel 2017, la Le Pen, se sarà eletta alle presidenziali francesi cambierebbe completamente le carte in tavola e potrebbe modificare il corso della storia.
      L’ipotetica alleanza Trump-Putin-Le Pen sarebbe benefica per la maggioranza dei popoli europei e potrebbe salvarli dal declino, apparentemente inesorabile, al quale oggi il neoliberismo apolide e predone li ha condannati.
      Cosa faranno, in quel caso, il ratto Renzi e la sua marmaglia sinistroide piddiota?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Ohhh ma guarda guarda, scopriamo che il rivoluzionario compagno Eugenio Orso ha una figlia che vive negli Stati Uniti… anzi, proprio a New York. Dubito molto che la figluola si sia recata a Manhattan per organizzare movimenti clandestini di lotta armata o per pulire i cessi… Anzi, magari lavora a Wall Street o si è sposato un danaroso yankee… Questo per capire come sono i populisti di tutte le risme, bravi a sbraitare e a fomentare la rivolta ma poi, quando conviene, ben felici di avvicinarsi alla mangiatoia del sistema che criticano! Caro Orso, ringrazi che abbiamo ancora in Italia qualcuno che si oppone al tanto peggio tanto meglio che vi piace tanto e rende questo Paese ancora un po’ civile…

    • Per pierlu100

      Lascia stare mia figlia, verme testa di cazzo piddiota sinistroide figlio di troia!
      Se ti avessi sottomano – e tutti gli insetti della tua specie nociva – ti staccherei la testa dal collo, come a tutti i vermi di Soros che infestano adesso New York!
      Vai a strisciare da un’altra parte o sei un troll pagato dal piddì di merda?

      • Non arrabbiarti che è domenica. Purtroppo i pidddioti se ne sono andati di testa. Ogni tanto gioverebbe ricordargli che sto paese ha avuto 4 guerre civili (i meridionali deportati nel campo di sterminio di Fenestrelle, il biennio rosso, la repubblica sociale e gli anni 70) e il momento in cui siamo ci vuole davvero un fiammifero per incendiare tutto….e loro sarebbero i primi della lista, anche se non l’han capito…

        • Caro MDA … pensa che è possibile, in futuro, che anche lo stronzo sinistroide che mi ha provocato (tirando in ballo mia figlia, il pezzo di merda), si ricicli come “populista” assieme ai suoi compari, cercando di nascondere il passato. Immagina che dopo le presidenziali francesi del ’17, con il trionfo (ipotizziamo) della Le Pen, si stabilisca un’Asse Putin-Trump-Le Pen. L’unione europide, costruzione elitista, avrebbe i giorni contati e lo strumento militare Nato andrebbe in disuso. Costoro cercherebbero in ogni modo – da vigliacchi, servi, opportunisti e sinistri quali sono – di salvare il culo e le poltrone, riciclandosi in massa con il piddì e profittando del fatto che in questo disgraziato paese manca del tutto una vera opposizione. Questo potrebbe essere il pericolo che correremo …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • per me non è un pericolo ma una certezza.
            hai fatto caso che non c’è stato uno dico uno leader, leaderino, lidericchio della opposizione di sinsitra-centro-destra che sia sia alzato e abbia detto: bene ha vinto trump che non vuole la nato ? pure noi non la vogliamo !!!
            nessuno!!!
            tutta muta la opposiZIONe….Quindi il tuo timore diverrà certezza. I pidiot li vedremo riciclarsi come anti Ue..certo anti ue ma sempre con i bei stipendioni in euro, mica sò fessi…..hai visto che Mrenzy ha tolto la bandiera ?

          • Per MDA

            Questa mattina ho scritto un post, pubblicato or ora, proprio su questo argomento, in cui ipotizzo un grande cambiamento geopolitico, la nascita di un’Asse Putin-Trump-Le Pen e gli effetti sull’Italia.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

          • Mia figlia, Vera di nome e di fatto vive da anni in Australia ed e’ moderatamente sinistrosa e campa bene nonostante me, e allora ?
            Mia nonna era una ignorantona e allora ?
            P.S. Scusa se la sto facendo fuori dal vaso, ma le tue giuste considerazioni sulla Habedin, di un paio di post fa mi hanno fatto venire in mente il film di Checco Zalone… “Che bella giornata” .

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