Modello Boldrini (l’armata delle lacrime) [Alceste]

Sull’accoglienza del migrante o profugo o quant’altro posso dire una cosa: è una delle cause della nostra disfatta come nazione.
Non ho, parimenti, alcun dubbio che tale disfatta sia voluta e pilotata.
Voluta a vari livelli, non sempre comunicanti fra loro.
La migrazione di massa fa data da un’altra disfatta, quella dell’Unione Sovietica. Fu quella disfatta ad aver liberato gli spiriti del vaso di Pandora della globalizzazione più folle.
La globalizzazione di uomini e merci dura da almeno venti anni, e oggi gode di una recrudescenza fortissima a causa delle guerre che la Nato ha scatenato.
Essa è alla base del deterioramento del tessuto sociale, economico e urbanistico italiano.
Guardate Roma: tutti ad arrovellarsi su cosa fare per Roma, come guarire Roma, come risollevare la comabonda Roma.
L’unica cosa che nessuno ammetterà mai è che l’immissione nella città di almeno mezzo milione di individui (senza qualifica, senza controllo e senza alcun rapporto con la comunità preesistente) la vera e precipua causa dell’abbassamento della qualità dei servizi e di un’anarchia sociale senza precedenti.
L’Italia tiene ancora dopo vent’anni e più di assalti perché ha ancora grasso da tagliare. Come detto in altri post, il grasso finirà.
Quando il grasso finirà ci sarà da ridere (o da piangere) e sarà troppo tardi per reagire.
La migrazione epocale in atto ha lo scopo di livellare in basso le conquiste per il benessere della piccola e media borghesia ottenute nel dopoguerra al riparo della Costituzione Repubblicana.
La migrazione di massa in atto nel nostro paese, inoltre, è parte della guerra civile italiana. Polizia, magistratura, media, larga parte del mondo economico assistito col soldo pubblico, i politicanti e le loro legioni di clientes la appoggiano. Essi rappresentano il patriziato.
Tutti coloro che non rientrano in questo cerchio magico, i plebei, la subiscono.
Il patriziato amante dell’invasione è una minoranza, ma ben oliata e organizzata.
I plebei che subiscono l’invasione sono un branco di pecore a cui basta l’abbaiare di un cane qualunque per rientrare nei ranghi. Anzi, a volte queste pecore non hanno nemmeno l’astuzia di riunirsi in un branco. Belano e basta. Spesso l’una contro l’altra.
Il patriziato occupano tutti gli spazi preposti della propaganda.
I plebei sfogano il livore su Internet e poco altro gli resta.
Il patriziato della propaganda si servono di un’arma formidabile: la compassione.
La compassione del politicamente corretto è usata in modo sistematico, tramite una serie di luoghi comuni ben definiti, che il patrizio della propaganda ha oramai mandato a memoria.
Esempio: se affonda un barcone questo barcone è quasi sempre di profughi, mai di clandestini.
Se il barcone affonda e ci sono morti fra i morti ci sono sicuramente un certo numero di bambini (il patrizio della propaganda sa, miracolosamente, da subito, quanti sono, onde stuzzicare la lacrima facile).
Se il barcone affonda e ci sono sopravvissuti, i sopravvissuti sono giovani donne.
Fra queste giovani donne è quasi sempre una donna incinta.
Oppure una vecchia che fuggiva dalla guerra.
Oppure un dissidente che fuggiva dalla guerra voluta dal dittatore che, sempre, è un dittatore sgradito alla Nato.
Tutti, infatti, fuggono dalla guerra, soprattutto se fuggono da una nazione che non contempla guerre in corso.
Questo il teatrino.
Anche quei razzisti di Goro e Gorino cosa hanno respinto?
Donne (una incinta), bambini, vecchi, profughi che scappano dalla guerra (quale guerra non si sa; fuggono dalla guerra in generale; inutile che controlliate).
L’essenza del politicamente corretto è questa: far sentire in colpa il terribile uomo bianco italico.
La sinistra sessantottina e il putridume dei centri sociali sono naturaliter terzomondisti, come la borghesia chic che legge gli inserti di Repubblica e Corriere.
I bianchi italiani, soprattutto i maschi, hanno sempre torto. Anzi, è loro la colpa. Gli abitanti di Goro sono colpevoli in quanto maschi, bianchi e italiani, soprattutto. Loro non lo sanno, ma le loro calde case e quei quattro soldi che si ostinano a difendere rappresentano l’emblema della colpa.
Chi ha una casa e qualche risparmio oggi in Italia è, infatti, un colpevole.
E di che?
Di tutto.
Delle colonizzazioni, della fame nel mondo, della lebbra in Asia, della mortalità infantile in Angola. Di tutto. Se non accogli sei colpevole. Devi accogliere per espiare la tua storia, uomo bianco.
Ce lo ripetono tutti i giorni. Anche oggi a Radio3.
L’ho sentito con le mie orecchie.
Degli abitanti di Gori il conduttore si vergognava profondamente.
Era davvero schifato.
Noi li abbiamo ridotti così, piangeva, e noi dobbiamo espiare, accogliere, aprire porte e case e cantine e alberghi.
Se non lo facciamo siamo dei Caino.
Capito, gretti abitanti di Goro?
E il prefetto? Un piangina mai visto.
E il sindaco? Buttava lacrime come la Madonna di Civitavecchia.
La compassione è un’arma cruentissima.
Nel 2016 serve a vincere guerre.
E questa è una guerra. Non fra Islam e Occidente, ma fra ricchi e (futuri) poveri.
La compassione … la compassione … ce l’hanno instillata giorno dopo giorno.
Il bambino, la donna (incinta), l’uomo che fugge dalla guerra.
Quante figurine può giocare la propaganda.
Il bambino, la donna, l’uomo che fugge dalla guerra – queste lacrimevoli statuine che usano per farci accettare l’inaccettabile – mi hanno fatto venire in mente un bellissimo racconto di Philip Dick, Modello 2 (Second variety).
Un racconto del 1953.
Ve lo riassumo in breve.
Scoppia una guerra nucleare fra Unione Sovietica e Stati Uniti.
L’Europa è spazzata via.
Gli Stati Uniti sono desertificati, tanto il loro Quartier Generale è costretto a trasferirsi sulla luna. Anche L’Unione Sovietica è un cumulo di macerie, ma conserva un vantaggio bellico consistente.
Finché i tecnici americani non inventano gli Artigli.
Gli Artigli hanno un unico scopo: rintracciare ogni forma di vita nemica (in tal caso i soldati russi) per annientarla. Si rivelano efficientissimi.
Lo scontro mondiale, grazie al nuovo ritrovato tecnologico, volge ora a favore degli americani.
Ma vi è un intoppo.
Le fabbriche che producono gli Artigli, completamente automatizzate e autosufficienti, sviluppano una sorta di autocoscienza e cominciano a produrre androidi di alto livello indistinguibili dagli esseri umani. E questi androidi, in modelli sempre più perfezionati (Modello 1, Modello 2, Modello 3, Modello 4), non cercano solo lo sterminio dell’Armata Rossa, ma di ogni parvenza di essere umano: russo, americano, tedesco, polacco.
E come questi modelli androidi riescono a infiltrarsi nei bunker atomici e a distruggere ogni forma di vita?
Grazie alla compassione.
A esempio, ecco il Modello 3, chiamato David, il Bimbo con l’Orsacchiotto.

Era piccolo, giovanissimo. Poteva avere otto anni … indossava un maglioncino, azzurro scolorito, logoro e sporco, e dei pantaloncini. Aveva i capelli lunghi e arruffati, di colore castano. Gli ricadevano sul volto e intorno alle orecchie. Teneva qualcosa tra le braccia … Era un giocattolo, un orso. Un orsacchiotto. Il ragazzo aveva gli occhi grandi, ma senza espressione“.
I soldati russi vedono il  bambino aggirarsi sulle spianate calcinate dalle battaglie termonucleari. Si impietosiscono. Aprono le porte del bunker.
Dice uno dei protagonisti, un maggiore: “Li abbiamo fatti entrare e abbiamo cercato di nutrirli. I soldati si affezionano subito ai bambini“.
Una volta entrato il piccolo androide David (David che tiene stretto il suo orsacchiotto) compie la strage. Centinaia, migliaia di David eguali l’uno all’altro, una folle teoria di automi, si insinuano nei più segreti avamposti del fronte russo. L’esito è devastante. Il fronte cede di schianto.
L’americano Hendricks si volta a guardare l’androide David (uno dei tanti), a cui un russo ha fatto saltare la testa: “Dai resti di David rotolò via una rondella. Si vedevano dei relè, il luccichio del metallo. Pezzi, fili. Uno dei russi diede un calcio al mucchietto dei resti, ne uscirono fuori i pezzi di un ingranaggio … rondelle, molle e asticelle di metallo … la parte frontale della testa era volata via, riusciva a distinguere il cervello artificiale, i fili, i relè, i tubicini e gli interruttori, migliaia di piccoli bulloni …
Ma questo è solo uno dei modelli.
Ce n’è per tutti.
Ecco il Modello 1, il soldato ferito: “… seduto sul ciglio di un sentiero, con un braccio legato al collo, il moncherino di una gamba disteso, una rozza stampella in grembo“. La compassione vince di nuovo. Si spalancano i bunker: come resistere a un commilitone ferito, in fuga dalla guerra? Accogliamolo. Il modello Uno entra e fa strage, di nuovo. “Somigliano a delle persone, ma sono macchine … ne basta uno per far entrare tutti gli altri …
Poi c’è il Modello 2, quello che sarà fatale alle linee e al quartier generale americano. Una ragazza, una diciottenne, capelli neri, occhi neri, smagrita dalla guerra. Il protagonista, Hendricks, mosso dalla compassione, le regala i codici per arrivare su Base Luna. Troppo tardi si accorgerà che il suo gesto pietoso avrà condannato l’ultimo avamposto degli Stati Uniti.
Il Bambino, l’Uomo che Fugge dalla Guerra, la Donna.
Dick s’è inventato anche il modello 4, Klaus Epstein, un empatico soldato austriaco (arruolatosi nell’Armata Rossa) dal dolce nome ebraico.
Al Modello 4 egli s’è fermato.
La propaganda non si ferma, però.
Modello 5: il giornalista dissidente in fuga dal dittatore (si diventa dittatori solo quando si è contro la NATO).
Modello 6: il “diverso” perseguitato dalla repressione del (feroce) dittatore.
Modello 7: l’intellettuale (che ha studiato nei paesi NATO) perseguitato (in contumacia) dalla (ferocissima) dittatura.
Modello 8: il povero vecchino centenario in fuga dalla repressione del feroce dittatore.
E così via.

La cosa che più mi disgusta, tanto che ormai non leggo o ascolto più niente, è che tale compassione falsa, stucchevole e strumentale ha provocato in me il rigetto sadico di ogni forma di pietas. E questo, per me che vengo dalla tradizione della sinistra comunista, è un vero capolavoro di demoniaca malvagità.

Dal racconto è stato tratto un film nel 1995 (Screamers. Urla dallo spazio) che ne snatura l’essenza profonda.
Vi consiglio, perciò, la lettura del testo originale.

Modello Boldrini (l’armata delle lacrime) [Alceste]ultima modifica: 2016-10-28T14:57:26+02:00da derosse
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21 pensieri su “Modello Boldrini (l’armata delle lacrime) [Alceste]

  1. oooooooh finalmente ci siamo: La migrazione di massa in atto nel nostro paese, inoltre, è parte della guerra civile italiana. Polizia, magistratura, media, larga parte del mondo economico assistito col soldo pubblico, i politicanti e le loro legioni di clientes la appoggiano. Essi rappresentano il patriziato.
    _________
    hai dimenticato gli impiegati pubblici: nazionali, regionali, provinciali, comunali, rionali, enti del cazzo di tutti i tipi, uno più inutile dell’altro.
    Mai parlato con uno di loro ? sono dei cyborg, tutti uguali, 82% di loro vota pd (sondaggi seri). Non essendosi mai verificato il caso di uno sbarcato a lampedusa che finisce a fare il dipendente pubblico, non essendoci un nuovo italiano a svolgere queste nobili professioni (a parte gli atleti da olimpiade fiamme gialle, fiamme azzurre, fiamme vaffanculo), sono tutti favorevolissimi all’immigrazione. Quando gli dici che in certe professioni gli italiani non ci sono più, ti guardano con le loro faccine tra l’incredulo, il patetico, il ti compatisco e il ma questo che cazzo dice?

    • Per MyBlog

      Tuttavia, il processo di riduzione dei costi del pubblico impiego li ha già colpiti, li colpisce e li colpirà ancora di più in futuro.
      Quando la situazione diventerà insostenibile anche per loro, cosa faranno?
      Mi pongo spesso questa domanda, anche se, per ora, sembra tutto tranquillo …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • La generalizzazione è un’altra arma in possesso di chi ci ha ridotto in questo modo. lavoravo in Provincia ora sono stata trasferita in Regione nel settore della formazione professionale. Ora o il mio ufficio è un’isola felice in mezzo ed un mare di compassionevoli oppure generalizzare è un esercizo inutile.

    • Per Barbara Tampieri

      Ringrazio a nome di Alceste.
      Volendo fare una battuta e richiamando ancora l’illuminante racconto di Dick, come ho scritto in mail ad Alceste Boldrini-eroina che lotta contro razzismo, sessismo e omofobia potrebbe essere il famigerato e letale Modello 9 …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per sarastro

      Grazie per la segnalazione.
      (personaggi come Naomi Klein e Bernie Sanders possono dire ciò che vogliono, ma si sono sputtanati: Klein perché ha puntato su un movimento inefficace e perdente come Occupy Wall Street e Sanders, vittima di brogli alle primarie, ha ceduto totalmente a favore della Klinton …)

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Il problema dei gretti abitanti di Goro e delle Boldrini pietose è che vivono in realtà totalmente differenti, non hanno esperienze comuni. Stamattina a Coffee Break su La7 ho sentito una scriteriata, che ho scoperto essere tale Annalisa Chirico, giornalista e fidanzata (a 27 anni) di Chicco Testa (62 anni) che ha detto, testuale (me la sono risentita sul sito di La7): “La vera demarcazione è fra i partiti che costruiscono ponti a favore dei flussi migratori, a favore della politica delle porte aperte e i partiti che demoliscono i ponti. Ma permettetemi l’ottimismo, noi viviamo nell’epoca più fortunata della storia. Abbiamo il massimo livello di benessere. Sono aumentate le differenze relative fra i più ricchi e i più poveri, ma la povertà in termini assoluti è diminuita. Rispetto a 50 anni fa mangiamo meglio e campiamo più a lungo, siamo fortunati…”
    Ora, a parte che la poveretta non sa nemmeno che l’ISTAT ha certificato che la povertà è in aumento e che 4,6 milioni di persone vivono in povertà assoluta e 8,3 milioni in povertà relativa, come si fa a concedere la parola a una che vuole la politica delle porte aperte, meno che a Capalbio, dove lei va in vacanza con il suo Testa?
    I rivoluzionari francesi misero la testa della principessa di Lamballe in cima a una picca, ma i nobili di Versailles erano almeno più colti, più responsabili e più onesti dei piddini di oggi.

    • Per Nieuport

      Teniamo conto che Annalisa Chirico ha fatto scienze politiche alla Luiss Guido Carli ed è reduce dall’Erasmus in quel di Bruxelles. Generazione Erasmus + laurea e dottorando Luiss … tutto sembra più chiaro e si comprende perché spara quelle cazzate provocatorie.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      P.S.: ci vogliono un certo coraggio e autocontrollo per seguire Coffee Break su La7 …

  3. articolo lucido e intellettualmente onesto nella maniera più assoluta, roba che farebbe tremare i polsi persino al più immigrazionista di turno (rigorosamente in malafede).
    che dire?

    Chapeau ad Alceste

  4. Bellissimo pezzo, ho letto con grande piacere anche i precedenti, grazie. Grazie a tutti per gli interventi, come sempre, molto interessanti
    Philip Dick anticipa un futuro che ritengo veramente plausibile. Nello scenario del racconto narrato, come nell’attuale, è un dato di fatto, l’azione umana dipende da fattori inconsci, irrazionali (compassione, paura, etc.).
    Mi sto sempre più convincendo che potrebbe essere vero, l’annichilimento dell’uomo prodotto dall’inconscio è il fine ultimo del processo cosmico. Come si spiegherebbe altrimenti che, da sempre, gli Uomini che hanno dedicato la propria vita a cause “giuste”, portatori di pensieri che avrebbero dovuto essere rivoluzionari, valori comunitari di assoluto buon senso che avrebbero dovuto essere a ragion di logica condivisi da ogni uomo in ogni angolo della terra sono stati ostacolati, emarginati, uccisi; impossibile non riconoscere una componente totalmente inconscia e “demoniaca” nelle azioni dell’uomo.
    L’uomo in un futuro, oramai non tanto prossimo, potrebbe essere “cosa” diversa da quella che abbiamo conosciuto non più servo della gleba ma automa-similuomo totalmente lobotomizzato e/o dotato di microchip cerebrale…. (dichiarazioni favorevoli in questo senso sono state fatte da Ordini di importanza mondiale) – Guarda la realtà meschina ed indegna che ti offro e:
    A) vivi l’intera tua esistenza cercando di campare in qualche maniera limitando come puoi gli attacchi di bile se ci riesci (oggi chi sopporta la realtà in cui l’uomo vive -a prescindere dalla propria condizione personale-, senza attacchi di bile ha una “cyber-coscienza”; oggi, come spesso viene ricordato, chi ha un lavoro pagato dignitosamente ha sicuramente non meno di 60anni – le generazioni successive sono tutte malpagate e/o precarie, quanto ereditato dai genitori o dai nonni verrà prelevato forzosamente)
    B) alienati spontaneamente, suicidati, drogati (vedi legalizzazione cannabis), obnubilati la coscienza. Uomo depotenziati, pensa solo a fare tanti soldi, ad essere ben depilato e ad avere i denti sbiancati (sono una donna, mi riferisco al femmineo che, nella sua essenza, quando non equilibrato dall’equivalente maschile, è negativo e viceversa ovviamente). Donna compra profumi e balocchi, pensa a farti bella, stai zitta e non rompere i coglioni se non vuoi fare una brutta fine, che tanto oramai lo sai che i bambini, noi uomini, li possiamo far nascere utilizzando un simil-utero.
    C) fatti installare questo microchip che ti resetterà il cervello e vivrai felice

    Lo spirito delle Erinni, vendicativo, funzionale al principio ordinatore, potrebbe destarsi in molte donne per concorrere a destabilizzare l’attuale status quo, il che potrebbe voler dire, comunque, andare verso l’annichilimento in quanto non vi è un’unica via per arrivare alla stessa conclusione ma fa tutta la differenza del mondo il “come” ci si arriva, oppure no…
    Un caro saluto.
    Arianna

    • Per arianna

      A mio dire, molto dipende dalla struttura di classe, dalla distribuzione delle risorse, dagli squilibri o, in positivo, equilibri sociali, dall’organizzazione dello stato e dalla sua sovranità. Sarà che ho un approccio storico-strutturale simile a quello marxiano … per quanto possa apprezzare alcuni romanzi di Philip Dick.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Grazie Eugenio, si, si, mi è comprensibile il tuo approccio.
        Spesso però anche chi produce film o scrive romanzi, non mi riferisco a Philip Dick in modo particolare, segue coordinate storiche, dalla filosofia greca all’idealismo tedesco….
        La storia ci insegna che le dinamiche complessive degli insiemi sociali sono imprevedibili, accadimenti che si potrebbero pensare improbabili, nel bene e nel male, potrebbero invece concretizzarsi, la psicologia inoltre (una recentissima proposta ancora di troppo poco interesse per molti a mio avviso) offre ulteriori strumenti utili ed è spesso complementare alla comprensione della storia e delle azioni umane.
        Cari saluti
        Arianna

      • Eviterò prossimi interventi di questo tipo in quanto comprendo che questa sede non è ovviamente la sede opportuna, tuttavia ho pensato che, in questo caso, potrebbe forse interessare prendere in considerazione un punto di vista psicologico/filosofico:….l’azione ponendosi come condizione prima per l’esistenza dell’uomo, abolisce tutti i dualismi e rende inessenziali i nessi escogitati per la loro connessione, dunque l’uomo è generato dalla sua azione che crea un mondo che lo definisce. In questo senso l’uomo crea se stesso e, con se stesso, la storia che, come successione di auto-creazioni, è iscritta nella natura non stabilizzata della sua matrice pulsionale….Alla base della volontà dell’uomo c’è dunque l’inconscio, psicologicamente parlando.
        Ci si domanderà allora se l’uomo sarà mai in grado di emanciparsi dal proprio istinto grazie all’antagonismo tra volontà irrazionale e intelligenza, cioè attraverso la coscienza. (Hartmann, Nietzsche, Jung, etc.). Al momento sembrerebbe una possibilità remota – “foste non fatti per viver come bruti”… mah?!
        Cari saluti,
        Arianna

  5. “Harvard University suspended its first-place men’s soccer team Thursday for the rest of the season after discovering that players’ crude sexual comments about the women’s team persisted for years, the Harvard Crimson reported.

    The online practice of the men rating the women players on their sexual attractiveness was discovered from a 2012 document, but it appeared to “be more widespread across the team and has continued beyond 2012, including 2016,” athletic director Robert L. Scalise said in an email.

    “The team will forfeit its remaining games and will decline any opportunity to achieve an Ivy League championship or to participate in the NCAA Tournament this year,” he wrote.

    University president Drew Faust said in a statement she was “deeply distressed” that the “appalling actions” of the men’s team were more widespread, ESPN reported Thursday night.

    “The decision to cancel a season is serious and consequential, and reflects Harvard’s view that both the team’s behavior and the failure to be forthcoming when initially questioned are completely unacceptable, have no place at Harvard, and run counter to the mutual respect that is a core value of our community,” Faust wrote.”

    Tutti scandalizzati che i giocatori maschi dessero i voti di attrattività alle calciatrici.

    Una delle poche domande che mi accade ancora di farmi circa gli umani è per quanto del tempo che recitano sappiano che stanno recitando.
    Credo poco.

  6. A proposito della Boldrini, e a proposito della china del politicamente corretto già citata da Alceste, andrei ancora più indietro nelle citazioni, che per la signora in questione calza a pennello. Nel romanzo di Ignazio Silone “Pane e Vino” la figura della maestrina di paese, rigida, stupida, stolida e risentita che tenta di inculcare nelle teste dei contadini i ritornelli di regime propagandati (non proprio puntualmente vista la scarsa comunicabilità) sul giornale murale del villaggio, che lei aveva l’unico merito di saper leggere, il che la gonfiava dell’autorità propria di chi non se la merita. A proposito di lei, i contadini nel libro si esprimono così: “Non c’è niente di peggio di una gallina che vuole fare il gallo” “Bisognerebbe farle la carità d’un figlio” “quando la donna insegna all’uomo, l’uomo non è più uomo”. Parliamo di un libro che era letto e tradotto in tutto il mondo negli anni 30-40 (in Italia no, per ovvi motivi, Silone era un esule comunista, allora).

    • Per Sitka

      Rispetto alla maestrina, però, la quale sembra “indottrinata” e in stupidissima buona fede, la Boldrini potrebbe essere una farabutta, che mente sapendo di mentire e lo fa per squallido interesse personale, traducibile in privilegi immeritati, soldi intascati e carriera facile. Infatti, i collaborazionisti della troika sono tutti così e, perciò, sono doppiamente colpevoli.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • infatti, notavo la somiglianza, con una maestrina di regime, fascista peraltro, trattata in quel libro, il problema è che all’epoca vedi, esistevano i contadini, ancora. Saluti a te e grazie della risposta. Sitka

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