Il colonnello fa bella casa [Alceste]

Mi sveglio verso le sei e mezzo, come sempre.
Accendo la televisione, aziono il televideo: no, Napolitano non è ancora morto.
Mi preparo.
Azioni di routine.
Esco verso le sette e un quarto circa.
Vicino casa noto due mezzi dell’esercito.
Soldati.
Gran vociare in dialetto stretto.
Qualcuno canta, addirittura.
Il colonnello, al terzo o quarto piano, fa bella casa.
Presto si sentirà raschiare furiosamente; poi avverrà la silenziosa, metodica, rasatura dei muri; quindi il colore (un bell’albicocca?).
Più qualche lavoricchio qua e là.
Una corvée in nero che i Nostri baldi giovani non disprezzeranno.
L’episodio mi fa venire in mente un altro ufficiale, protagonista del penultimo Kubrick, Full metal jacket; egli affermava, rivolto ai propri sottoposti, e riferendosi alla guerra in Vietnam, con tono distaccato: “Qui abbiamo un gran panino imbottito di merda e tutti quanti devono ingoiare il loro morso“.
Quando c’è una guerra, o una crisi, o una carestia, ciascuno dovrebbe fare la propria parte, infatti.
Ma non funziona mai così.
Funziona, invece, in quest’altra maniera: alcuni gustano pasticcini nelle retrovie, altri mordono il panino imbottito di merda due volte.
Oppure: alcuni degustano ostriche nelle furerie saccheggiate, altri mordono il panino tre o quattro o cinque volte; tante volte quanto è necessario a mandare in tavola le ostriche anzidette.
Anche questa è una guerra, però: la guerra civile italiana.

Il colonnello fa bella casa [Alceste]ultima modifica: 2016-10-18T15:04:59+02:00da derosse
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8 pensieri su “Il colonnello fa bella casa [Alceste]

  1. Quando ho fatto il militare io succedevano cose da pazzi.
    Passati tanti anni, tutto prescritto.
    Ma continuo a sperare in una bella guerra, vera, che li spazzi via tutti.

  2. Caro Alceste hai ragione come sempre.
    Conosco anche io episodi come quello da te raccontato. Purtroppo sono l’emblema di questo paese corrotto. La cosa che più mi dispiace è che non vi sarà mai una punizione per tutti questi infami. Vorrei un giorno ci fosse la resa dei conti, magari in seguito ad una guerra ed a un successivo cambio di regime. Sarei pronto a vedere diventare l’Italia parte di una nuova Unione Sovietica pur di avere l’opportunità di far mangiare la sua dose di merda ad alcuni figli di mignotta di mia conoscenza…

  3. 192 – Sarebbe bene rendersi conto, una volta per tutte, in tanti già lo dicono ma probabilmente ancora non basta, che il mondo abitato dai nostri genitori, almeno per quello che si vede dalle mie parti, è ormai destinato ad esaurirsi in brevissimo tempo.

    Temo funzioni come le mega-offerte delle grosse catene di supermercati: chi fa in tempo si butta a capofitto sul prodotto, svuotando avidamente lo scaffale e riempendo il proprio carrello; chi arriva tardi dovrà ripiegare sull’unica alternativa prevista con la quale il banco, di solito, recupera con gli interessi quanto concesso in precedenza. Quel finto sconto, in definitiva, si trasforma in una pistola puntata sulle testoline immacolate degli eredi inconsapevoli.

    Saltano allegramente in aria tabelle di marcia, griglie, previsioni e statistiche; a cambiare è l’uomo stesso, ed è inutile fare riferimento alle versioni precedenti: nel recente passato a quindici anni si veniva considerati adulti e arruolabili per ogni tipo di mansione.

    Assistiamo ad un progressivo rallentamento, un processo di imbalsamazione collettivo.
    Ci troviamo in un limbo con le sponde ripide, altissime, dove si entra seguendo un percorso obbligato e si esce, dopo un’attesa dilatata a dismisura, solo se si verifica la combinazione giusta. Ad attenderci non c’è il paradiso terrestre, ma una sorta di baraccopoli tirata su tra paludi e sabbie mobili.
    Così non ci rimane altro da fare che scandagliare ogni centimetro quadrato della cella e rendere pubblici i risultati dell’analisi e dell’osservazione. Siamo le pupille che garantiscono il corretto funzionamento dell’apparato visivo.

    foocault.is.dead

    • Per foocault

      La baraccopoli tirata su paludi e sabbie mobili corrisponde alle periferie sempre più degradate, inospitali e abbandonate a sé stesse, senza ordine pubblico e manutenzione di edifici e strade. Il luogo “ideale” dove vivranno le neoplebi, preponderanti numericamente e costrette a vivere – sia pure inconsapevolmente – sotto la legge del mercato sovrano …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Io avrei ripreso l’incipit alla fine “e Napolitano non è ancora morto. 🙂
    Privilegi di classe degli ufficiali superiori. Ci sono sempre stati (anche in URSS). Erano un pò più rari nel III° Reich tra le SS, che erano il laboratorio della società senza classi nazista ma, temo, siano ineliminabili.
    Oggi la manovalanza, anche nell’esercito, è talmente rara che è difficile che non venga pagata. Però, le competenze sono altrettanto scarse grazie all’abolizione della coscrizione obbligatoria.
    Un militare professionista dovrebbe infatti essere un guerriero, ma lo Stato in dismissione non riesce più nemmeno a quello. Forze Speciali a parte, le Forze Armate sono ormai precarizzate come tutto il resto della società.
    Un colonnello di oggi ha probabilmente partecipato a qualche campagna di esportazione della democrazia, mentre quasi tutti gli ufficiali superiori, fatti generali in blocco, per prepensionarli non avevano visto altro se non parate ed esercitazioni di seconda scelta.
    La situazione globale peggiora ad ogni giorno che passa, ma i privilegi restano, anche se l’americanismo galoppante permette fino che ufficiali e truppa si diano del tu. E non è solo ipocrisia, in quanto quella militare era l’ultima società rimasta basata su gerarchia ed obbedienza.
    Che vuoi che ti dica: speriamo nella disobbedienza.

    • Per Rudi

      I privilegi che le élite concedono di mantenere (ed estendere) ai collaborazionisti sono l’oggetto di un mercimonio fra padrone e servo.
      Il padrone (la global class deterritorializzata neocapitalista) difende e spalleggia il servo (sub-politico, mediatico, giudiziario, impegnato nei corpi armati, come il colonnello di Alceste) fin tanto che gli è utile. In seguito, potrà sacrificarlo o abbandonarlo al suo destino. come accadrà con certezza matematica al piddì quando e se sorgerà sulle sue ceneri il “partito della nazione” e si arriverà al governo-troika commissariale definitivo.
      Come premio per l’obbedienza servile – che si manifesta applicando programmi politici devastanti per il paese, attraverso la “cessione della sovranità” e l’idiotizzazione sistematica della popolazione, o anche il partecipare in qualità di ascari alle guerre per “l’esportazione della democrazia” e del mercato – le élite dominanti permettono ai servi/collaborazionisti di continuare a rubare e di godere di ingiusti privilegi. Ovviamente non c’è un “contratto scritto”, ma si tratta semplicemente di una “benevola” concessione del padrone al servo …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Sottoscrivo, Eugenio. Certo, anche nel passato era così, ma l’impero non aveva conquistato le menti fino a questo punto. La figura del tanto ridicolizzato colonnello Buttiglione era abbastanza verosimile, ma l’originale non si sarebbe mai prestato ad un gioco come l’attuale. Pur nella alleanza di ferro post IIa GM, la fedeltà era ancora nazionale, non a livello di coscienza e, pure nel servaggio, vigeva ancora una certa dignità. Oggi il patriottismo è inteso esclusivamente pro USA e Israele, e non solo in Italia. Circa l’uso che il regime fa dei militari avrei parecchio da dire, ma nella cinematografia USA ci sono da tempo denunce molto circostanziate. A tutte queste nuove acquisizioni dovute alla nostra sfortunata esperienza odierna, dovrebbe comunque accompagnarsi una robusta revisione delle nostre credenze circa la storia moderna; sia che si venga da destra o sinistra. La qualità del vero Potere di oggi, non si nasconde affatto, ma non desidera essere nominato. Cordialità.

  5. oggi ho visto il maresciallo che cercava di rabbonire i cittadini di un paesino nel ferrarese che non volevano i profughi: ma sono solo in 10 e guardate che 8 sono donne…abbiate pazienza dai.
    Non uno che abbia saputo dirigli: signor maresciallo è bello andare in pensione a 50 anni eh ?

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