Prepararsi alla morte [Alceste]

Sento che la vita, quel trito susseguirsi di fatti a cui mi costringe la società attuale, il Conglomerato Plutocratico della Bontà e del Progresso, ha poco significato.
Riecheggio Montale: “La vita è questo scialo/di triti fatti, vano/più che crudele “.
Non mi riferisco al suicidio, in tal caso, ma al tramonto di un mondo che non è più (il mio) e al sorgere di un’esistenza nuova e diversa, che mi rifiuto di godere e vivere, e da cui voglio sempre più rendermi straniero, in una sorta di romitaggio intellettuale, morale e fisico.
Ogni uomo che, in cuor suo, combatte non solo contro un nemico che odia, ma che sente quale assolutamente altro, un nemico che intende sradicare e soppiantare ex novo il suo mondo, quel mondo che donava barlumi di senso all’agire e al persistere su questa terra – questo tipo di uomo sa quando occorre appartarsi.
Egli presagisce sicuro la sconfitta, e quella sconfitta, che sa già rovinosa, non sarà una resa a chi è superiore, o un banale cedimento di territorio, e nemmeno un’onta possibile a  riparare con una vendetta in un futuro più o meno prossimo.
No.
Questa sconfitta sarà totale, devastante: una definitiva rinuncia a ciò che si era e si tenta di essere oggi; una deprivazione spirituale, lo svuotarsi dei propri sentimenti, la fine di un modo di essere uomini, di una codificazione interiore.
Viene meno una serie di coordinate epocali, una Weltanschauung millenaria.
Forse i più avvertiti fra noi (che sono pochi) proveranno davvero lo scoramento degli indigeni americani che, di fronte alla distruzione del loro popolo, si ritirarono a morire lontani, in comunità sempre più piccole e deboli.
La maggioranza vivrà nell’inconsapevolezza. I più avvertiranno oscuramente, giorno dopo giorno, una mancanza, un vuoto; una frattura nel proprio cuore. Non riusciranno a comprenderne la portata e le ragioni; ignorando cause e andranno alla deriva, inconsciamente, si scanneranno tra di loro e probabilmente impazziranno, di quella pazzia continua e a bassa tensione di cui sarà preda l’uomo del futuro, l’androgino senza passato.
Ma sì, ho perso.
Tutto ciò in cui credevo sbiadisce lento come un affresco negletto.
La giustizia sociale, la serietà, l’amore disinteressato, l’amore per la letteratura e l’arte e la scienza, il rispetto della natura e del paesaggio, l’amore per ciò che si è stati nei millenni e per ciò che hanno edificato coloro che precedettero le nostre sciocche generazioni, il senso del limite, la forza di imporsi un limite (nulla di troppo), la razionalità, il bel gesto, la magnanimità, il conosci te stesso.
Il genio italiano, quei tesori diuturnamente accumulati, ciò che mani esperte e amorevoli sono venute forgiando, limando, distillando, le architetture morali, i monumenti della passione, anche ciò che la ferocia e l’odio corrusco hanno dettato nei cuori selvaggi, la dolcezza e l’ipocrisia della fede, tutto, le pietre i legni i metalli che ancor oggi possiamo ammirare, usurati dal tempo, i luoghi silenti persi nelle campagne italiane dove ristagnano gli spiriti di chi non è più – tutto questo verrà distrutto.
Ed era questo che induceva alla lotta, alla speranza e alla vita piena.
Qualche anno fa scoprii una chiesetta del Cinquecento, minuscola, isolata nelle campagne al confine fra Lazio e Umbria.
Vi ho già accennato a questa storia:
(http://mvl-monteverdelegge.blogspot.it/2014/09/lestinzione-dellitalia-una-cronaca.html).
Amo ripetermi, come i vecchi.
È la storia del suo dissolvimento (la progressiva devastazione nell’incuria e nel menefreghismo) che ho sentito subito come mia: quella chiesa, specialmente per me, che non sono credente, divenne il lampante correlativo oggettivo dell’Italia, e dell’Europa tutta.
I sentimenti che nutro ogni volta che la visito sono gli stessi, di pena e scoramento, che provo leggendo le quotidiane veline sulla disfatta di questi paesi.
Le faccio visita ogni anno, un pellegrinaggio da matti.
Per vederla occorre imboccare un viottolo di campagna, superare qualche campo coltivato a olivi e frutteti e macchie silenziose; dopo un piccolo casolare in rovina, a sinistra, ecco uno spiazzo, e l’apparizione.
Ogni volta avverto un leggero brivido.
E ogni volta mi accorgo di qualche cambiamento. Un pezzo di trave, una grossa pietra smossa, qualche nuovo rifiuto al suo imbocco. Il fico selvatico che sorveglia ciò che rimane dell’entrata è sempre più rigoglioso, ma sterile. Ha foglie a profusione, d’un verde profondo, e nessun frutto. Non produce nemmeno quei minuscoli fichi, i ficarelli appunto, che una volta si usava cogliere verso aprile e ripassare in padella con aglio e olio.
Di solito mi reco lì nel primo pomeriggio, con la certezza di non avere scocciatori intorno. Vi rimango qualche decina di minuti, nell’aria immobile e infuocata, quando il frinire delle cicale si fa ossessivo e sembra annunciare una rivelazione.
Povera chiesa mia, ridotta a quattro pareti desolate, su cui spiccano le cicatrici recate dai devastatori: l’acquasantiera divelta, gli affreschi estirpati; e poi le travi marcite e in rovina sull’altare di pietra, le nicchie nude e ormai inservibili, l’erba vetriola che invade il piccolo vano e pende dal tetto distrutto. Sì, tu sei simile all’Italia, tradita da chi doveva difenderti.
Di ciò che fosti e dei desideri e sogni dei tuoi fedeli non  scorgo più nulla.
Eppure sei stata importante per qualcuno, hai fatto nascere e vivere e morire, in te qualcuno appagava il proprio senso su questa terra.
Solo un labile motivo ornamentale rimane, su una finestra a sesto acuto chiusa da una grata di ferro. E poi? Quando anch’esso svanirà?
Questo è il nostro mondo, inutile girarci intorno, dilegua lentamente.
Siamo a un cambio di regime psicologico di massa, lo si ammetta, un nichilismo nuovo avanza, ben orchestrato, per prendere il nostro posto.
Chi si ribella? Vedete focolai di ribellione?
Cadrà il potere che porta avanti questa reificazione del mondo?
Non lo so, lo spero. Temo, però, e l’ho già detto, che il nichilismo occidentale andrà avanti comunque, a dispetto del tramonto dell’Occidente stesso. È la tecnica che guida le mani dei nuovi alchimisti. Tutto è possibile, tutto.
L’ho già scritto.
Ogni limite morale deve essere abbattuto.
Persino all’ultimo tabù, la morte, verrà presto dato l’assalto.
Anche su questo ci siamo già espressi.
Intanto il lavorìo prosegue.
Leggo su Il Messaggero:
http://www.ilmessaggero.it/societa/nolimits/fratello_sorella_incesto_ana_dani_cambiame-1675999.html)

“Una sorella e un fratello [Ana e Dani] con lo stesso padre ma madri diverse hanno annunciato il loro amore incestuoso in diretta Tv, durante una puntata dello show spagnolo Cambiame … Ana ha raccontato: “… abbiamo qualcosa da dire e questo è un buon posto per farlo. Siamo cresciuti separatamente e 20 anni più tardi ci siamo trovati l’un l’altro attraverso i social media e instaurato un’amicizia. Siamo innamorati”.
Durante la trasmissione ha fatto la sua comparsa anche il padre, che ha scherzato con la figlia dicendole: “Posso chiamarti nuora?”, il tutto tra l’ilarità generale. Al termine del programma, lo stilista dello show, Pelayo Diaz, ha scritto su twitter: “Chi siamo noi per giudicare? L’amore viene prima di tutto”.

Ma certo, l’amore.
Si prosegua con quest’altra chicca su un certo Thomas Beatie:

http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/08/26/luomo-incinta-tutto-vero-e-oltre-il-buon-senso/

“… era donna, è diventata uomo ma prima di cambiare sesso aveva fatto congelare gli ovuli e dopo qualche anno se li è fatti reimpiantare, fecondati. Risultato: un uomo incinta. Sposato con una donna. Nel frattempo ha partorito ed è padre (o madre?) di tre bambini …”

Non sto a chiedermi se queste notizie son vere o false.
Se false sono ancora più inquietanti.
Sono ballon d’essai, ma anche scandali fatti trapelare ad arte per allentare ogni residua resistenza.
L’attacco, in Italia, ora si concentra sulle droghe.
Il Partito Radicale è in prima fila per la legalizzazione della marijuana; anche il buon Cantone approva. Anche questo è un assaggio, per abituare, conformare, mitridatizzare l’opinione pubblica. Il lavorìo del tarlo, implacabile, costante, occulto (solo qualche scricchiolio quasi inudibile), sinché, un bel dì, il mobile si polverizza. Sembrava così solido!
Improvvisamente, un giorno, quel giorno mirabile, si scopre che gli Italiani sono ormai maturi per avere droghe libere (non libere, legalizzate! strillerà il babbeo di turno). E così sarà. Il tetro armadio della morale si è dissolto.
Poi verrà cosa? Bagni per transessuali, compravendita di organi, pederastia, poligamia, adozioni per single, campi di lavoro per laureati in surplus, reintroduzione dell’istituto del nexus? … è tutto previsto e può accadere di tutto.
Questo non è relativismo, sono i Saturnali degli schiavi. La sfrenatezza, la mancanza di un confine entro il quale ci si impone di restare, razionalmente.
Alla faccia della morte di Dio!
E tutto questo, che è voluto, fortemente voluto, per allevare la nuova razza, sembra avere in sé una forza vitale propria; è un crinale che abbiamo imboccato e non c’è verso di fermarsi.
La follia dell’Occidente, ansiosa di negare ciò che è stato, è una malattia il cui decorso può fare a meno della volontà dell’Occidente stesso. Il Golem è ormai senza catene.
Di fronte a tale movimento universale si perde, certo, la voglia di contrastare al nulla.
Dovremmo ritirarci nelle nostre ridotte e aspettare.
D’altra parte è ciò che fanno tutti i ribelli o presunti tali: aspettare il grande botto o tifare questo o quello quale surrogato alla propria ansia di ribellione.
Per conto mio (quanto mi rimane? venti o trent’anni?) ho sempre amato stare ai margini.
Scrivere qui, di tanto in tanto, ha il sapore del lascito.
Ogni articolo è il lacerto di una memoria intercalato da malinconici “item”.
Anche gli articoli di Orso, che è più ruvido e battagliero, sembrano, in successione, i grani del rosario di un missionario all’inferno.
Ma la mia non è una rinuncia, l’odio arde sotto la cenere … è che non son fatto per i tempi a venire.
Mi piace stare fra gli sconfitti e biascicare, ogni tanto,  come un vecchio caprone: “Ma dove sono le belle dame di una volta?”.

Prepararsi alla morte [Alceste]ultima modifica: 2016-08-31T10:44:58+02:00da derosse
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32 pensieri su “Prepararsi alla morte [Alceste]

  1. Hai ragione. E’ finita. Nessuno riuscirà a combattere le forze del male. I cattivi hanno vinto.
    Ogni giorno la mia città è sempre più invasa da negri, islamici e zingari. La peggio feccia dell’umanità. Nessuno si ribella. Interi quartieri sono off limits, il degrado e l’insicurezza sono la normalità. Bande di extracomunitari sempre più violenti e fetenti si aggirano per le strade del quartiere sia di giorno che di sera. Nessun controllo da parte delle istituzioni. Piena e totale connivenza da parte dei partiti al governo (PD in primis).
    Cooperative mafiose sinistre e catto-sinistronze si arricchiscono a spese del popolo italiano grazie a negri, islamici e clandestini vari, uno più parassita e delinquente dell’altro. Tutti sanno la verità, ma nessuno dice niente. Siamo arresi, vinti di fronte a orde di barbari invasori e di fronte a politici sempre più mafiosi, corrotti, venduti, cialtroni.
    Il popolo italiano non ha più alcuna coscienza. E’ venduto in parte per trenta denari ai politici ladroni di turno, in parte è rincoglionito o semplicemente troppo vecchio e impaurito per reagire.
    Siamo finiti. I barbari vengono addirittura traghettati dalla marina militare che in un paese appena serio sarebbe processata in blocco per alto tradimento e tutti i vertici messi al muro e passati per le armi.
    Vedo italiani poveri nascondersi, piangere di nascosto per la loro miseria, mentre africani, islamici, zingari assortiti ricevono ogni assistenza e impunità dagli innumerevoli reati che quotidianamente commettono.
    Possibile che debba finire così?! Possibile che nessuno reagisca?! Nessun momento di orgoglio?!.
    Vorrei essere russo, almeno loro un leader vero ce l’hanno, almeno loro ci provano ad avere un’identità nazionale. Noi invece ci siamo arresi di fronte al nemico. Ormai il nemico ce lo abbiamo in casa. Prima ancora di tutta l’immondizia extracomunitaria che affossa il paese e lo porterà ad essere il sudamerica d’Europa (ma ancora più disastrato e fetente) i veri colpevoli sono gli italiani. Si perchè possono esistere politici dannati e maledetti solo se un popolo lo consente attraverso la propria superficialità e manchevolezza. Abbiamo permesso a degli infami di governarci. Abbiamo permesso alle loro clientele di governarci a livello locale. Abbiamo permesso che uomini di merda costruissero le loro esistenze gettando merda in modo furbo e paraculo sulla collettività fregandosene apertamente delle conseguenze nefaste per la comunità. Abbiamo permesso che l’uomo si facesse merdaccia e per tirare acqua al proprio mulino facendosi RAZZIanamente “i cazzi sua” riversasse letame in quantità industriale sul proprio prossimo meno abile di lui a tirarlo in culo agli altri (o forse solo meno raccomandato in partenza per poterlo fare).
    Adesso raccogliamo i frutti di quello che è stato seminato.
    Fuggire sui monti c’è rimasto, alla ricerca di qualcosa di perduto ormai da tempo. Ma ormai i negri e la corruzione politica hanno raggiunto anche le frazioni più sperdute del paese. La merda è ovunque. Il frutto di una classe politica delinquenziale è sparso capillarmente su tutto il territorio. Guai ad accendere la tv, si potrebbe inbatterci in un telegiornale di regime e subire palate di merda verbali che potrebbero darci il colpo di grazia. Meglio guardarsi su internet qualche vecchio cartone animato giapponese, uno di quelli con robot buoni e robot cattivi e alla fine i robot buoni vincevano sempre.

    • Per Giovanni

      Non è che noi abbiamo permesso che l’uomo si facesse merdaccia (post-fantozziana, in tal caso, e peggiore del povero Rag. Ugo), sono stati loro – le élite occidentali e i molti servitori politico-mediatici-accademici – a diminuire l’uomo così come lo osserviamo oggi. Ho avuto il sospetto che non si tratti soltanto di una nuova ed estesa classe “Pauper” dominata, ma, addirittura di un'”altra specie”, prodotto della manipolazione antropologico-culturale…

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • E’ il linguaggio truculento, razzista e nazistoide che mi disgusta; La peggio feccia dell’umanita’, orde di barbari invasori, immondizia extracomunitaria, ecc. A quando le camere a gas?

      • Leggo testualmente ^^La giustizia sociale, la serietà, l’amore disinteressato, l’amore per la letteratura e l’arte e la scienza, il rispetto della natura e del paesaggio, l’amore per ciò che si è stati nei millenni e per ciò che hanno edificato coloro che precedettero le nostre sciocche generazioni, il senso del limite, la forza di imporsi un limite (nulla di troppo), la razionalità, il bel gesto, la magnanimità, il conosci te stesso.Orso visto che Alceste non rsponde mai ai commenti mi saprebbe dire cosa c’entra la giustizia sociale nel paragrafo sopra.
        Cordiali saluti

        • Solo una lista di cose (personali, che riguardano me solo) a cui tenevo e che ora vedo messe in pericolo dai nuovi tempi.
          Per il resto: non commento per non creare sovrapposizioni fra me e Eugenio Orso, a cui ho delegato i commenti (a parte qualche riserva secondaria la pensiamo alla stessa maniera).
          Questo modo di operare può sembrare antipatico, ma non lo faccio certo per sprezzo verso i lettori.
          A ogni modo tengo conto di tutti i commenti e cerco di rispondere – indirettamente – nel corpo degli articoli.

          Un saluto

          Alceste

          • Grazie Alceste della risposta e un saluto ad Orso che ho chiamato in causa.Mi permetto di dirle personale x personale che se si riuscisse ad abbattere questo sistema (obbiettivo suo e di Orso)e si dovesse ricominciare con la giustizia sociale tempo 10 anni saremmo al punto di partenza. Cordiali saluti

  2. Ad Alceste: intervento suggestivo. A Giovanni: a parte “gli infami che ci governano”, tutto il resto è rivoltante. Non c’è bisogno di tracimare in odio all’invasione.

    • Per Carmine

      Tracimare in odio all’invasione è in linea con le paure diffuse a livello di massa, che nascono dalla realtà delle cose.
      Ci sono due aspetti da considerare, in proposito:
      1) le ondate migratorie, nelle dimensioni attuali, sono prodotte artificialmente sospingendo masse di disperati verso l’Europa con la guerra e l’uso criminale dell’economia e della finanza. I mutamenti climatici, nel breve, non possono produrre simili quantità di immigrati.
      2) In mezzo ai profughi di guerra o economici vi sono mercenari e terroristi al servizio dell’Asse del Male a guida Usa, la cui funzione è di destabilizzare il vecchio continente e diffondere paura e allarme fra la popolazione autoctona. L’obbiettivo è quello di far scoppiare la temuta “guerra civile europea”? In tutto ciò s’innesta drammaticamente l’uso del più feroce fanatismo religioso islamosunnita contro di noi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • è rivoltante quello che fanno o, piuttosto, non fanno i governanti verso questi “migranti” presunti rifugiati di guerra ma in gran parte provenienti da paesi dove la guerra non c’è per niente…e ammesso che ci sia dove sta scritto che bisogna accoglierli e ospitarli con tutti i riguardi specie quando già noi siamo sommersi dai problemi?
      Forse che durante l’ultima guerra gli italiani potevano andarsene in africa come rifugio? E se l’avessero fatto come sarebbero stati accolti? glielo dico io sig. carmine: minimo a pesci in faccia se non addirittura ammazzati.
      Purtroppo in italia oltre ad avere dei governanti servi che addirittura si vantano di aver “salvato 1000 migranti in mare”, abbiamo la somma sfortuna di avere la chiesa cattolica e il suo sovrano (il papa) i quali un po’ perché servi anche loro dei dettami Usa, un po’ perché ci guadagnano, un po’ per sostituire con i nigeriani e i somali i pochi credenti che gli sono rimasti in italia, propagandano a tambur battente (si veda la loro tv “rai news”) la politica dell’accoglienza. La chiesa cattolica è una delle maggiori responsabili della fine di questo paese!
      Purtroppo ci sono ancora milioni di persone (fessi o psicopatici alienati) che, credendo di far piacere a Dio, vanno in vaticano ad ascoltare i messaggi propagandistici di questo papa.
      Forse con la sua politica dell’accoglienza questo papa ci ha salvato da qualche attentato, ma non ci ha salvato dal degrado e dalla lenta agonia.
      E d’altronde cosa ci si può aspettare da un papa che addirittura, parla di “nostri fratelli” anche riguardo a possibili alieni? Quelli magari, ci vogliono succhiare il sangue (peggio degli immigrati) ma lui parla di “fratelli extraterrestri”! Roba da pazzi!

      • Per stefano

        Questo papa ha il compito di “rifare il look” alla chiesa, senza però disturbare le élite finanziarie occidentali sollevandogli contro i cattolici …
        Non indica la luna, ma fa in modo che l’attenzione si concentri sul dito. Suo compito è far sì che gli idioti guardino il singolo albero e non la foresta.
        Il dialogo che predica, anche contro ogni evidenza, è semplicemente una trappola per le popolazioni, che restano inerti e non si difendono.
        Questo papa è un mistificatore e un mentitore, ma più credibile di Renzi …

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  3. un articolo che definirei affascinante per quello che dice e per come lo dice.
    Però, sarò forse un illuso, ma mi viene a mente quella frase “pessimismo della ragione, ottimismo della volontà”
    P.s. mi dispiace ma non parteciperò più all’inserimento di commenti in questo blog…c’è qualcosa di non funzionante nel codice CAPTCHA … nonostante l’inserimento corretto di quel codice, per decine i volte il sistema risponde che c’è un errore! Si nel cervello di chi lo ha programmato!

    • Per Stefano

      In genere, per risolvere il fastidioso problema dello scadere del codice CAPTCHA, basta che copi/incolli il tuo commento, esci dal blog, rientri, digiti il CAPTCHA, incolli l’articolo e invii.

      Cari saluti

  4. Quello che succede ora stava già accedendo nel Novecento.
    Nelle premesse e nello svolgimento.

    Una delle grandi mistificazioni consiste nell’attribuire il concetto di “destra” a tutti gli “ismi” novecenteschi e attribuire il concetto di “sinistra” al solo Comun-ismo.

    In realtà in origine, cioè nella composizione della Assemblea degli Stati Generali della Francia pre-rivoluzionaria, “destra” significa “aristocrazia terriera” e per estensione “conservatori”, “sinistra” significa “borghesia mercantile, professioni”.

    Mussolini, dovrebbero saperlo tutti, comincia la sua ascesa diventando il leader carismatico dei Socialisti italiani. Il termine “nazismo” è una comoda contrazione di “Nazional Socialismo”. Se poi in entrambi i casi fu la Borghesia a vedere rappresentati i propri interessi, questo era perfettamente conforme ai significati originari di “destra” e “sinistra”, cioè sia il Fascismo che il Nazismo erano movimenti DI SINISTRA, cioè propugnavano una rivoluzione borghese.

    La contemporaneità post-comunista è la conseguenza delle teorie “gramsciane” riguardo la presa del potere tramite la colonizzazione dei luoghi dove si forma il “senso comune”, la “coscienza collettiva”. Oggi i bambini vengono condizionati dalle maestre e la programmazione continua fino alla età adulta, dove gli Italiani vengono presi in carico dagli “organi di (in)formazione”, il cui azionariato appartiene a quelle elite della finanza massonica ed apolide che esistevano già ai tempi di Carlo Codega.

    Quando hai il controllo capillare del pensiero, non ti serve più arringare alle folle e organizzare adunate oceaniche.

    La ragione per cui siamo finiti è che abbiamo il nemico nel vicino di casa-robot, prima che nell’invasore straniero.

    • Per LorenzoC

      Concordo slla separazione fra “sinistra”, di origini borghesi e dentro il capitalismo, e comunismo, frutto della coscienza infelice borghese (a partire da Marx e Engels) e teso al superamento del capitalismo e della società classista. Solo che oggi, nella rappresentazione scenica liberaldemocratica che simula la volontà popolare per negarla, i significati originari si sono persi e quelli “di sinistra”, in molti casi, non sanno di essere i migliori servi delle aristocrazie finanziarie occidentali (per certi versi, anche il criminale Soros, pur consapevole del male che fa, è “di sinistra”).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • La “liberal democrazia” di tipo anglosassone è quella del sigillo degli USA; prego osservare il retro del suddetto sigillo.

        E’ un’altra finzione, paravento delle citate elite finanziarie e massoniche. Oppure, vediamola in un altro modo, la Borghesia mercantile non ha alcun valore morale, concepisce la vita come una lotta per la sopravvivenza dove solo il più forte sopravvive.

        Infatti la “democrazia” intesa in quel senso altro non è che una oligarchia dei gruppi di interesse (vedi lobby) che si scannano tra di loro e nel farlo usano le masse come materia prima, combustibile.

        Gli antichi Greci, che pure sono elogiati per avere dato vita alla democrazia ateniese, in realtà preferivano un governo aristocratico. La ragione banale è che l’aristocratico era legato alla terra e era vincolato ai “valori” della sua classe. Scendendo appena un poco, le società che diedero vita a imperi in origine fondavano la propria forza e virtù sulla piccola proprietà terriera, fossero i legionari romani o gli arcieri inglesi. Quando subentra il mercantilismo, nel giro di poco la società implode, perché gli individui non hanno altro legame e valore che il proprio ego.

        La “sinistra” della Rivoluzione Francese comincia il suo “progetto del Mondo Nuovo” con il genocidio del Terrore. Le armate napoleoniche a loro volta rivoluzionarono con la guerra di massa il precedente sistema di aristocratici e i loro vassalli.

        In tempi più recenti, gli ufficiali della Grande Guerra si esponevano dalle trincee per dimostrare il proprio valore, la guerra successiva si fece invece con le macchine e i piccoli burocrati.

        Il marxismo-leninismo è solo una mistificazione perché il “proletariato” viene messo sotto tutela da parte dell’apparato del Partito che si costituisce ancora in una elite di tipo mercantile, edonista e privo di scrupoli. Che poi non fece alcuna fatica a riciclarsi nei vari “magnati” delle risorse naturali, una volta tolto di mezzo lo scenario di cartapesta del “paradiso del popolo”. Idem nella odierna Cina sedicente comunista.

        Insomma un casino di menzogne e paradossi intrecciati.

        • Per LorenzoC

          “Il marxismo-leninismo è solo una mistificazione perché il “proletariato” viene messo sotto tutela da parte dell’apparato del Partito”. Vero, ma fu necessario, perché il proletariato non era una classe rivoluzionaria, in grado di liberare tutti gli uomini dalle catene del capitalismo, e questo lo comprese Marx prima di Lenin …
          La Cina non è più comunista da qualche decennio.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  5. Bellissimo e suggestivo pezzo, quello di Alceste. E suo malgrado, anche commovente. Io non credo però che finché restano al mondo persone vere con sentimenti veri come quelli espressi da Alceste, ci sarà la fine. Mi piace pensare che qualcosa rimarrà. Che il tutto è un po’ come la saga arturiana: qualcuno troverà la spada lanciata nel lago da Parsifal, un re la troverà e forse la spada risorgerà. Certo, ora il reame è in preda a intrighi, a discordie a guerre intestine e carestie. Ma niente è eterno, nemmeno le brutture.

    • Per Nessie

      Se guardiamo alla situazione italiana oggi, la fine sembra l’unico esito possibile. Rispetto a dieci anni fa, l’opposizione tende a ridursi a uno 0,1% …
      Il resto è cinque stelle, Parisi alla guida di forza Italia, Salvini che perde audience, sinistra italiana che simula, etc.
      Forse la Francia potrà riservarci qualche sorpresa e ripescare la spada di Parsifal …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Condivido totalmente, Alceste. L’attacco alla nostra civiltà è in piena forza e sarà compiuto nel giro di qualche anno. Anch’io, come te, sono non credente e anch’io sto sempre più (istintivamente) identificando il nostro Paese con la Chiesa Cattolica, che si sta avviando ad essere distrutta sotto le picconate come da secolare disegno. Quando cadrà la Chiesa cadrà l’Italia (vale anche viceversa), e non escludo che il colpo finale alle mie speranze l’abbia dato proprio l’elezione di Bergoglio nonché (ripeto, sono non credente!) quell’orrida immagine della scimmia sulla facciata di San Pietro. Per me quell’immagine è il simbolo definitivo della vittoria del nostro avversario, e del suo spregio per tutto ciò che siamo.
    Mi viene da dire che non so se credo in Dio, ma comincio a credere davvero al diavolo. Anzi, oi diaboloi, perché sono più di uno.
    Anch’io sto pensando da qualche tempo al mio ritiro, anch’io mi sento parecchio indiana d’America e non voglio fare la stessa fine a tirar frecce contro i carri armati. Mi piacerebbe ritirarmi in Russia, un Paese che sento ancora “protetto” (per quanto?) ma non so se sarà possibile. In alternativa, ho una casetta in campagna lontano da tutto.
    Diventeremo i vecchi saggi del contado. Non ho neppure la presunzione che qualcuno verrà a cercarmi perché “do fastidio”. Siamo 4 gatti con un po’ di sale in zucca, non diamo fastidio proprio a nessuno.
    Un abbraccio

    • Per Cristina C.

      Condivido il giudizio negativo su Bergoglio il gesuita, che considero uno dei peggiori papi della storia della chiesa. Sarà lui ad aprire le porte all'”Anticristo”?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. Articolo da brividi ai polsi.
    Condivido appieno anche lo sfogo di Giovanni (primo commento). Si, la guerra civile è qualcosa che sempre più concretamente è da mettere in conto.
    Io ho però uno sguardo su questa Storia che stiamo vivendo e che riguarda la nostra generazione che tocca le sfere del metafisico, del trascendente e, conseguentemente, pur sapendo che probabilmente le cose andranno ancora peggio di come oggi appaiono, so che non vinceranno “i cattivi”.
    E’ per questo che da qualche anno prego che sia più presto possibile, che se deve arrivare tanto orrore che arrivi veloce e presto, piuttosto che gradatamente ma a lungo. Meglio, per dirla banalmente, una morte rapida di una lenta agonia.

    Tutto questo poteva essere evitato, poteva essere risparmiato alla nostra generazione, ma così non è stato.
    Quando avremo la guerra civile, allora stia attenta l’Europa in che condizioni ci arriverà, perchè allora saremo veramente come burro in cui affonderà il coltello di una Nazione alla quale stiamo facendo troppi torti.
    Solo a questo punto, ed è qui la mia speranza e il mio ottimismo, capiremo i nostri errori, chi doveva ubbidire finalmente lo farà, allora quel coltello, quella Nazione, “miracolosamente” si schiererà a nostra difesa e sarà il nostro baluardo.

    Lo avrete capito sono uno di quei cattolici tradizionalisti, dispregiamente chiamati fanatici, bastonati dal nostro Papa che ci paragona all’Isis e che siamo sgomenti di fronte al sovvertimento della Verità.

    La Nazione è la Russia, la disobbedienza la si conosce conoscendo ciò che successe a La Salette e Fatima.
    Padre Gruner e padre Tognetti spiegano magistralmente quella nostra Storia.
    Oggi le conseguenze.
    Se volete vi posto due link con delle loro conferenze che spiegano molto bene il tutto.

    Chiedo comunque scusa a tutti per questa parte del mio commento che guarda a realtà preternaturali. Per esperienza so che tanti sui blog sono allergici a questi argomenti, ma tutto ciò che anche qui scrivete, lo scempio che viviamo e che descrivete, è comunque e veramente collegato alla disubbidienza di cui parlo.
    Quindi vi chiedo scusa se ho “macchiato” questo blog.

    • Per Giuseppe

      Qui siamo allergici solo ai liberisti, liberali e libertari, servi del neocapitalismo assassino …
      Per quanto mi riguarda, come ho già scritto più volte, Bergoglio è uno dei peggiori papi di tutta la storia della chiesa. Meglio Urbano II dell’appello di Clermont e delle crociate.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Grazie Eugenio.
        Il dolore (e il danno) che sta ci sta dando Bergoglio richiederebbe molto da scrivere. Purtroppo solo ingenuamente si potrebbe pensare che si tratti di semplice inadeguatezza. È colluso con i poteri di questo mondo? Tremenda domanda

  8. Alceste, posso chiederle dove si trova esattamente l’antica chiesetta di cui parla, e qualche indicazione più precisa per raggiungerla?
    Non sono certo di quelle parti (abito a Trieste), ma se dovessi recarmi in zona mi farebbe un gran piacere visitarla.

    Luca

    • Chiesa di San Leonardo, presso Graffignano (località Selva Pagana), un paesetto del Viterbese al confine con l’Umbria.
      Se vieni dall’autostrada è prima di Graffignano, in un viottolo di campagna sulla sinistra.
      Meglio chiedere informazioni in loco per arrivarci.

      A Roccalvecce, un borgo nelle vicinanze, si sta invece sbriciolando la chiesetta di San Rocco, che, pare, contenga affreschi di scuola giottesca.
      Un saluto
      Alceste

  9. Un testo accorato e di gran spessore. Leggo e ne prendo cognizione. Siamo in molti ad essere affranti e spesso scoraggiati. Io non rinuncerei a combattere. Un abbraccio ideale ad Aloceste, ed a tutti noi che ne condividiamo i pensieri.

  10. Hai mai letto La morte del Sole di Sgalambro?

    Te lo suggerisco. Sono i libri e le confessioni che ti fanno provare emozioni anche quando è da molto che gli umani comuni e la ruota della vita ti hanno costretto a imparare a non averne.

    Non scopi commerciali, non di “successo”, nessuna mira mondana.
    Leggi, vibri all’unisono, e pensi: in una stanza chissà dove, alla luce di una lampada da tavolo, nel silenzio, è esistito un umano dal cervello tanto meraviglioso che ha messo quello che aveva visto e capito dentro una bottiglia, l’ha chiusa bene e l’ha affidata alle onde.

    E l’ha fatto per me, per quelli come me.
    La mia solitudine non è assoluta.

    “C’è che si toglie questa disperazione come un dente guasto e chi non vi rinunzia per niente al mondo ma se la tiene come la cosa più cara che abbia. Per costui l’ipocondria è un dono del cielo, è l’unico punto di contatto che gli è rimasto con la realtà e insieme l’unica cosa che gli dia la forza di pensare.
    Egli si agita nella sua stanza come un dannato. Si siede ai suoi libri, poi si alza, torna alle sue carte. Il suo cuore in tumulto non ha pace. La sua mente salta da una a un’altra cosa. Aspetta una scusa che lo tolga da questo inferno ma appena qualcuno lo distrae, lo maledice. No, eglui non chiede requie come quello a cui va maluccio e ambisce a una tregua. L’irrequietezza lo trascina come una squallida Mimì o una grassa mercantessa in cui si sia incarnato, pour ainsi dire,
    il demonio.

    Il suo pensiero non ha tempo di fermarsi su una cosa che subito passa a un’altra, come se da questa dipendesse la sua vita. Poi lo assale il tedio di pensare. Così il pensiero ricade stanco su se stesso quasi che quell’immensa energia si dissolva in languore.
    Dalla stanchezza nascono brevi pensieri…”

    Poter leggere Sgalambro, Severino, ascoltare “Un oceano di silenzio” di Battiato, … sono motivi per vivere.

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