Quattro interrogativi geopolitici di cruciale importanza di Eugenio Orso

Come forse qualcuno ha compreso, io non sono un esperto di Geopolitica e di Relazioni Internazionali, con le iniziali maiuscole perché si tratta di cose molto serie e di discipline riconosciute.

Tuttavia, in questo frangente storico tali materie acquistano un’importanza esiziale, alla presenza di un conflitto di classe a senso unico, in occidente, che non è un vero e proprio conflitto verticale, in cui l’alto e il basso della piramide sociale si combattono – con tutte le implicazioni del caso, come accadeva nel novecento – ma semplicemente un attacco delle strapotenti élite finanziarie neocapitaliste ai diritti e ai redditi delle classi dominate, che appaiono inerti e prive di difesa.

Se la Geopolitica e la Guerra neoimperialista del grande capitale finanziario diventano cruciali nel determinare il nostro futuro, osservando “il campo di battaglia”, che oggi è in pieno fermento in tre continenti, non posso evitare di pormi alcune domande d’importanza cruciale:

1)    In Libia, le milizie “islamosunnite moderate” di Misurata e altre forze, per conto del governo Serraj imposto dall’esterno (Onu, Usa, Ue e altri), stando a quanto strombazzano i media, stanno per liberare completamente Sirte e sconfiggere lo stato islamico, con l’aiuto di commando inglesi sul terreno e di qualche bombardamento aereo americano. La finalità di queste operazioni militari, supervisionate e appoggiate dall’occidente neocapitalista, è veramente quella di spazzar via gli islamisti sunniti di al-Baghdadi dalla Libia, oppure di consentirne il riposizionamento, nel quadro della “guerra infinita al terrore”, per perpetuare la minaccia e continuare con la destabilizzazione, investendo anche l’Europa? 

2)    In Siria, la battaglia di Aleppo potrebbe entrare nella fase finale, pur fra mille difficoltà per i governativi di Assad, le milizie alleate e i Russi. Le maggiori probabilità, allo stato attuale delle cose, sono quelle di una vittoria sul campo del legittimo governo siriano, appoggiato dalla Federazione Russa e dall’Iran, anche se i tempi potranno non essere brevissimi. La battaglia di Aleppo ha un grande valore strategico e anche simbolico, perché gli sconfitti non sarebbero solo al-nusra, l’esercito della conquista e le altre bande di tagliagole che hanno insanguinato per più di cinque anni la Siria, ma soprattutto i loro sponsor dell’Asse del Male, Usa, Nato, la scodinzolante Ue, le monarchie islamosunnite del Golfo, la Turchia, Israele. Guarda caso, nel momento in cui i mercenari delle élite neocapitaliste, dopo aver perso oltre cinquemila elementi fra morti e feriti, rischiano il collasso, infuria la solita tempesta mediatica, contro Assad, la Russia (e l’Iran), con accuse di aver utilizzato il cloro nei bombardamenti, con la pelosa e interessata pietà per gli abitanti senz’acqua e senza luce, per i bambini uccisi, eccetera. Mobilitato anche l’inutile e vile Onu, a partire dai burattini Ban Ki-moon e Staffan de Mistura, che promuove un’inchiesta sull’utilizzo del cloro per accertare crimini di guerra, naturalmente a senso unico, onde mettere sotto accusa la Resistenza governativa siriana. Ciò che si vuole, nonostante le apparenze di “ingerenza umanitaria”, è imporre una tregua – o peggio, una no-fly zone – per rifornire e riarmare i tagliagole jihadisti superstiti, mettendoli in grado di “contrattaccare” ancora. Non dimentichiamo che esiste un piano di spartizione della Siria condiviso da molti stati-canaglia, dagli Usa all’Arabia saudita, dalla Turchia a Israele. Riuscirà l’Asse del Male a guida statunitense a impedire che la Resistenza governativa siriana, appoggiata dalla Russia, dall’Iran e da Hezbollah, vinca in modo chiaro e netto la battaglia di Aleppo? 

3)    L’infame ottomano islamosunnita Erdogan sembra che abbia compiuto un rapido voltafaccia, a trecento e sessanta gradi, dopo il fallimento dell’ambiguo golpe del 15 di luglio, apparentemente rivolto contro di lui. All’interno, le epurazioni, dall’esercito alla magistratura e alla pubblica istruzione procedono spedite e consolidano il potere del miserabile sultano.  L’incontro con Putin, coronato da successo e dalla progressiva rimozione delle sanzioni russe alla Turchia, dovrebbe aver ufficializzato la svolta nella politica internazionale turca, tanto che si riparla di Turkish Stream. Putin è un grande statista che deve avere, nel suo ruolo, un po’ di pelo sullo stomaco – l’ha dimostrato una volta di più stringendo la mano di Erdogan! – ed è interessato a indebolire la minaccia, per la Russia, l’Europa e il mondo intero, rappresentata dalla Nato. Per quanto mi riguarda, Putin non ha fatto nulla di sbagliato e non ha tradito nessuno (tantomeno il popolo russo), incontrando Erdogan. La domanda che mi pongo, però, è la seguente: Erdogan sta cessando di rifornire, attraverso il confine turco con la Siria, i tagliagole “moderati” annidati ad Aleppo, nell’Idlib e nell’estremo nord della provincia di Latakia, e lo stato islamico ancora insediato a Raqqa, oppure sta facendo una sorta di doppio gioco, prostrandosi davanti a Putin, ma continuando a sostenere, da brava pedina dell’Asse del Male, i terroristi in Siria? 

4)    In ultimo la situazione in Crimea e nel Donbass ucraino ridiventata incandescente. La ripresa della tensione fra la Russia e l’Ucraina di Poroshenko, che ha tentato sabotaggi nella Crimea liberata e sfondamenti nel Donbass, è soltanto una tensione passeggera determinata dalle difficoltà interne del regime ucraino, che non farà saltare gli accordi di Minsk 2 (garanti Merkel e Hollande!), oppure rappresenta la riapertura del fronte dei Balcani profondi, nel quadro dell’aggressione dell’Asse del Male alla Russia, prima delle presidenziali americane di novembre?

Lascio agli esperti di Geopolitica e Relazioni Internazionali (e alla vostra capacità d’analisi) la risposta alle mie domande …

Quattro interrogativi geopolitici di cruciale importanza di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-08-12T13:22:30+02:00da derosse
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13 pensieri su “Quattro interrogativi geopolitici di cruciale importanza di Eugenio Orso

  1. riguardo alla Libia leggo nell’articolo: “gli islamisti sunniti di al-Baghdadi ” … domanda: ma quella marionetta (al-Baghdadi) non era stato ucciso da una qualche incursione Usa di almeno qualche mese fa?
    Comunque, mi sembra che in Libia non ci siano chissà quali grandi battaglie e tutta la grande mobilitazione contro i tagliagole dell’Isi sembra essere la solita sceneggiata, anzi sembra che i tagliagole siano velocemente spariti dalla scena…probabilmente non sono più molto necessari e sono stati convogliati su Aleppo dove non si capisce bene come stanno le cose…si dice che la situazione è fluida: i tagliagole avrebbero rotto l’assedio ma il corridoio aperto sarebbe praticamente inutilizzabile a causa dei bombardamenti aerei.
    Insomma è presto per dire chi sta vincendo.
    Quanto a Erdogan temo che stia continuando ad aiutare i tagliagole specie nella battaglia per Aleppo.
    Putin ha avute le scuse che voleva ma per il momento sembra che, a parte alcuni scambi economici ripristinati, non ci sia molta carne al fuoco. Inizialmente, cioè dopo il golpe fallito, mi sembrava che stessimo assistendo a un veloce cambiamento di politica estera da parte della Turchia e ad una profonda spaccatura nella Nato con possibile uscita della Turchia, ma al momento le cose non sembrano essere tanto entusiasmanti…sebbene bisogna tener conto che certi cambiamenti di alleanze richiedono tempo e non si può pretendere che avvengano da un giorno all’altro…comunque credo che gli USa e i loro servitorelli della Ue si daranno da fare per “calmare” erdogan e riportarlo all’ovile magari con le scuse per essersi svegliati con un certo ritardo…vedremo meglio in futuro se ci riusciranno…anche in Turchia, quindi, come ad aleppo, la situazione è ancora molto fluida e incerta.
    Riguardo ai fatti della Crimea, credo che forse per la prima volta abbiamo assistito ad un vero e proprio attacco militare contro il territorio della crimea (cioè della federazione russa) se è vero che in uno dei loro tentativi di infiltrazione i sabotatori sarebbero stati addirittura coperti dal fuoco di mezzi corazzati ucraini.
    Putin ha detto che “punirà” i sabotatori…non – aggiungo io – l’ucraina nei cui confronti si sta limitando a chiedere che i loro sponsor occidentali facciano pressione per costringere poroscenko alla moderazione.
    Insomma, forse sono troppo focoso o bellicoso, ma mi sembra che Putin reciti il solito rosario da “partner” degli Usa e della Ue.

    • Per Stefano

      Noto che abbiamo “dubbi” molto simili e ambedue guardiamo oltre le apparenze nella direzione giusta … vedremo fra poco se la storia ci darà ragione.

      Sintetizzo:

      a) Libia. La riconquista di Sirte nasconde la volontà di mostrare che il governo fantoccio di Serraj vince sul campo (ma con truppe “islamiste moderate”, cioè, credo, fratelli musulmani) e la “coalizione” a guida Usa combatte veramente l’isis. A prescindere dalla sorte di al-Baghdadi, che probabilmente è ancora vivo ma non più tanto, come in passato, agli “onori delle cronache” e dei media, credo che l’Asse del Male a guida statunitense stia coprendo e favorendo, con la “lotta all’isis” in Libia, un suo “riposizionamento” in Nordafrica, ma anche, purtroppo, in Europa.

      b) Erdogan sta facendo il doppio gioco. Pur essendosi prostrato davanti a Putin, pur avendo promosso, apparentemente, il voltafaccia, simulando di voler allontanarsi da Usa e Nato, riavvicinandosi all’Iran e, addirittura, alla Siria di Assad, tiene concretamente il piede in due scarpe, continuando a far parte dell’Asse del Male e a rifornire almeno i “ribelli moderati” in Siria, prossimi alla sconfitta nella cruciale battaglia di Aleppo. Putin, dal canto suo, sembra stare al gioco perché un suo scopo è quello di dividere e indebolire la Nato, sventando la minaccia guerrafondaia che questa grande organizzazione criminale armata esprime.

      c) La Crimea rappresenta la crisi geopolitica più importante e insidiosa, in questo momento, perché gli Usa e la Nato (con il cagnolino UE al guinzaglio) non hanno rinunciato alle provocazioni contro la Russia, per far scoppiare una guerra in Europa dagli esisti imprevedibili. Poroshenko è, in questo frangente, il loro agente provocatore sul campo. La guerra scoppierà prima della presidenziali Usa di novembre? Anche qui, Putin sta assumendo comportamenti prudenti, non volendo lasciarsi tirare per i capelli in un conflitto devastante, destinato ad allargarsi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. riguardo alla Crimea, così come col donbass, mi sembra che Putin stia assumendo un atteggiamento fin troppo prudente…intanto i nazisti di Kiev e i loro sponsor continuano e continueranno con le aggressioni (altri le chiamano “provocazioni”).
    Con qualche sforzo posso capire l’atteggiamento che Putin tenne riguardo al donbass…ma riguardo alla crimea (ben oltre 2 anni dopo il golpe a kiev) e dopo l’intervento in siria (con tutto quello che ha rappresentato anche in termini di dimostrazione di potenza militare russa) francamente mi sembra che Putin sia fin troppo prudente… ma su questo mi sembra di essere uno dei pochi a pensarla in questo modo mentre la maggior parte dei commentatori di questo o di altri blog ritengono che faccia bene a non cadere in questa o quella “provocazione” di chi a Kiev e a Washington vorrebbe tirare la russia in guerra. Se lo volesse, Putin potrebbe distruggere l’esercito di Kiev al massimo in una settimana e, in tal caso, state certi che quella bagnarola della Nato non farebbe niente se non quello che già fa: passare armi ai nazisti di Kiev…ma a che servirebbero quelle armi se essenzialmente l’esercito ucraino fosse distrutto?
    Sono dell’idea che non ci sarebbe nessuna “guerra devastante” e nessun “allargamento” se putin colpisse i nazisti di Kiev con un veloce attacco anche solo aereo.
    I nazisti di kiev farebbero la guerriglia? ma è quello che stanno già facendo e che faranno ancora di più in futuro proprio perché sicuri della sostanziale inerzia di Putin.
    Il problema è che Putin o è frenato da alcune componenti del suo stesso entourage oppure si illude che col tempo Kiev cadrà da sola come una pera cotta (o marcia) … secondo me se pensa questo sbaglia perché Obama (o la Clinton) e i loro servitorelli della Ue sosterranno Kiev ad oltranza…meno che con l’invio di truppe della sgangherata Nato.
    O forse pensa che il fronte principale in questo momento sia la Siria e, quindi, non vuole impelagarsi in altre guerre…ma sbaglia anche su questo perché la guerra in ucraina (donbass e ora crimea) è già iniziata.
    Perciò, gli piaccia o no dovrebbe adattarsi all’idea di dover combattere su entrambi questi fronti….peraltro in ucraina avrebbe tutte le carte in mano per vincere e chiudere velocemente la questione specie mobiliando i separatisti del donbass che finora ha volutamente frenato coi risultati che vediamo: continui scontri e bombardamenti
    Ma, ripeto, sono uno dei pochi a sostenere queste tesi mentre da parte di molti si continua a plaudire alla “prudenza” di Putin…intanto la gente crepa e sempre più soldati russi vengono ammazzati.

    • Per stefano

      Anch’io vorrei, d’istinto, che il grande statista Putin (tale è, anche se può non risultare simpatico ad alcuni) spazzi via i mercenari dello stato-canaglia ucraino. I russi potrebbero arrivare a Kiev non in una settimana (come ha dichiarato in passato, prudentemente, lo stesso Putin), ma in ventiquattro ore o poco più.
      Pensandoci meglio, però, in tal modo cadrebbe nella trappola preparata dall’Asse del Male a guida statunitense e inizierebbe, in Europa, un conflitto destinato ad allargarsi, con probabili esiti nucleari. I rimasugli neocon, i “falchi” guerrafondai, i valletti politici delle élite finanziarie come Obama e Hillary (detta Killary …) non aspettano altro, per colpire la Federazione Russa e acquisire il totale controllo del vecchio continente, a costo di ridurlo in macerie.
      Ecco che Vladimir Vladimirovich Putin, assumendo un atteggiamento prudente che non solo tu contesti un po’, ma anche i nazionalisti russi, sta cercando di evitare una guerra devastante e il confronto nucleare, fortissimamente voluto dalle élite neocapitaliste che manovrano l’Asse del Male a guida americana. Fino ad ora c’è riuscito egregiamente, annettendo la Crimea, salvaguardando gli stati panrussi di Donec’k e Lugansk nel Donbass ucraino e, a livello internazionale, con i successi in Siria e nella guerra contro lo stato islamico, ha riportato la Russia al rango di grande potenza mondiale (non più soltanto regionale).
      Putin sta facendo gli interessi dei russi e della Federazione, è ovvio, ma anche i nostri, cioè quelli dei popoli europei imprigionati nell’organizzazione armata criminale Nato e nell’eurolager …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • “I rimasugli neocon, i “falchi” guerrafondai, i valletti politici delle élite finanziarie come Obama e Hillary (detta Killary …) non aspettano altro, per colpire la Federazione Russa ”

        Possiamo un attimo ragionare senza farci prendere dal panico?
        Comincio con una domanda: in che modo gli Usa e company potrebbero reagire in caso di attacco (difensivo) russo contro la junta di Kiev? Lanciando i missili della Nato? Non è possibile perché l’ucraina ancora non fa parte della Nato.
        Gli Usa e altri suoi fedeli accoliti potrebbero, indipendentemente dalla Nato, scagliare i loro missili contro la russia? Si, certo, ma sarebbe la guerra nucleare totale…c’è qualcuno meno che pazzo, anche tra i “falchi” di Washington, disposto a una guerra del genere per l’ucraina? No di sicuro!
        Facciamo anche quest’altra ipotesi: la Nato scatena quegli altri pazzi dei baltici o della Polonia e Romania contro la russia. In che modo? invadendo la russia? Quei 4 coglioni sono capaci solo di fare gli isterici e ammesso che abbiano il coraggio di invadere la russia sarebbero annientati in men che non si dica a meno che non siano soccorsi dalla chiocciola Nato … ma in tal caso cadremmo nella domanda di prima: c’è qualcuno disposto a fare una guerra nucleare per l’ucraina o i paesi baltici o la polonia ? Uguale risposta: no di sicuro!
        In conclusione, in caso di un attacco veloce, distruttivo dei russi contro l’esercito ucraino, la baldanzosa Nato non potrebbe fare altro che gridare allo scandalo, mettere nuove sanzioni (e chi se ne frega!) e dare altre armi alla junta di Kiev…ma che se ne farebbero delle armi con un esercito ridotto a pezzi e disarticolato nei centri di comando? Poco o niente! E in tutto questo scenario favorevole ai russi sarebbe da tener conto anche del fatto che i russi potrebbero mobilitare quelli del donbass facendoli arrivare fino a Kiev, annientare la junta e indire nuove elezioni davvero democratiche.
        Fine dei giochi, con la russia vincente e la Nato (oltretutto militarmente sgangherata) che sbraita ma si tiene le pigne in mano.
        Se tutto questo è razionale, allora viene da sospettare che la prudenza di Putin non sia dettata dal bisogno di evitare una guerra mondiale (almeno per il momento non c’è nessuna guerra mondiale da temere) ma da altre ragioni…non so bene quali, forse è frenato dalla quinta colonna interna al potere russo, forse le casse russe sono troppo prosciugate per permettersi una scelta del tipo accennata, forse ci sono altre ragioni economiche o politiche ma mi pare sia da escludere che Putin faccia il prudente perché vuole evitare l’olocausto nucleare.
        e con questo chiudiamo il discorso per non annoiare troppo eventuali lettori.

        • Per stefano

          I provocatori baltici, ad esempio, opprimono la numerosa minoranza russa presente sul loro territorio. Si tratta di russi, come quelli che popolano la Federazione, come quelli di Crimea che hanno voluto essere annessi alla FR, come i patrioti del Donbass ucraino …
          Un aumento della repressione potrebbe indurre il gruppo dirigente russo e Putin a intervenire, sotto forte pressione dei nazionalisti e patrioti russi nella FR. Se Trump fosse presidente, come ha dichiarato di recente, Stati Uniti e Nato probabilmente non interverrebbero con le armi, a loro volta, scatenando la guerra in Europa (tanto più che i Baltici provocano istigati da Usa e Nato …). Con Hillary Clinton, detta opportunamente Killary, invece, l’intervento sarebbe assicurato e la guerra in Europa scoppierebbe … naturalmente a causa dei russi – starnazzerebbero i media occidentali! – e l’intervento americano/Nato lo si farebbe passare per “difensivo”.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  3. La Russia si difende. Di rischi Putin se n’è già preso uno enorme (Siria, proiezione della forza a 1000 km da casa, in una polveriera come il Levante).
    Piacerebbe anche a me che ci cavasse le castagne dal fuoco, ma la vita non funziona così.

    • Per sarastro

      Continuo a sostenere che i veri interessi dei popoli europei, per fortuna, sono coincidenti con quelli che tutela Putin, assumendosene i rischi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Sono ben lieto che Putin ci sia, grazie a lui di esistere, altro che Silvio. Segnalo solo che ha molte e grosse gatte da pelare, e che l’ultima cosa che si possono attendere gli italiani e gli europei è che agisca nel loro interesse. E’ nel nostro interesse che Putin CI SIA, perchè fa da kathecon rispetto alle peggiori forze dissolutive, ma Putin AGISCE nell’interesse della Russia, non nel nostro (com’è giusto). E l’interesse della Russia non mi pare contempli salvataggi dell’Europa, interventi per liberarci dalla NATO, dalla UE, dai piddini, etc. Questi sono tutti cavoli nostri, non aspettiamoci che ce li risolva lui o chiunque altro.

        • Per sarastro

          Il gruppo dirigente di Putin potrebbe, però, finanziare e sostenere i “populisti” anti-Ue e anti-Nato in Europa occidentale, per metterli in condizioni di vincere nei loro paesi … non necessariamente attraverso le sole elezioni politiche.
          Ciò sarebbe anche nell’interesse dei russi.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  4. Nemmeno io sono uno specialista in materia, anche se appassionato di Geopolitica, il problema è che in rete, più andiamo avanti e più informazioni e analisi false si trovano, in special modo lasciate da pseudo-specialisti che fanno gli interessi di Atlantisti e Trotzkisti.
    Quindi, detto questo, diviene difficile trarre una realtà dei fatti veritiera o perlomeno che si avvicini in quelche modo alla verità.
    Provo comunque a rispondere ai suoi quesiti;
    1) La Libia sembra debba essere divisa in tre regioni, sotto influenze diverse, quando sono iniziati i bombardamenti i così detti “terroristi”, che non sono altro che quelli a libro paga di quelli che bombardavano, sono spariti, nel senso proprio del fatto, non ci sono filmati di grandi battaglie, sono semplicemente andati via da Sirte, se poi sia per venire in Europa, questo non è certo, sulla carta c’erano in progetto anche la destabilizzazione della Tunisia, finita con la base Americana sul loro suolo e più cruciale quella dell’Algeria, ma che pare sia blindata da Russi e Cinesi.
    2) In Siria la svolta cruciale non sarà Aleppo, ma la conquista di Raqqa, che è a venire, i primi che arriveranno a liberare Raqqa, si potranno sedere al tavolo del negoziato di Ginevra con il coltello dalla parte del manico, sarebbe la fine della guerra in Siria, probabilmente vinta dalla coalizione Siria/Russia/Iran/Hezbollah,
    solo questi ultimi hanno inviato via terra per la battaglia di Aleppo ben 3000 miliziani, impegno non indifferente, appoggiati da intelligence Iraniano e aviazione Russa.
    3) L’infame Ottomano si è accorto che gli olicarchi occidentali ti lasciano in mutande anche se stai con loro, mentre gli oligarchi Russo/Cinesi applicano più una strategia win/win, comunque sia più che fare il doppio gioco, credo abbia ormai paura di morire (politicamente e fisicamente), quindi cerca aiuto, solo che questo aiuto in un modo o nell’altro deve pagarlo, comunque sia il riavvicinamento sia alla Russia, si con Israele potrebbe temporaneamente essere solo una questione di “comunicazione”, semplice propaganda insomma.
    4) Questo è il quesito più incerto da rispondere, da una parte pare che non si voglia più finanziare l’Ukraina perchè i soldi che gli hanno prestato, perlomeno gli ultimi milioni se li sono incassati bellamente gli oligarchi che sono al potere, in più, vediamo che negli ultimi mesi alcuni hanno abbandonato, tra questi anche l’uomo degli USA, Yatsenyouk, se ne sono andati a vivere a Londra, o altrove, quindi il paese è abbastanza allo sbando, più che aggressione e sviluppo della guerra o invasione Russa, o scontro NATO/Russia, io ci vedredi gli ultimi vagiti di un paese ormai fallito, con una dirigenza che è stata abbandonata ormai anche dall’occidente, perchè incapace di mettere in atto le direttive occidentali e hanno giocato in modo sporco rubandosi anche i prestiti dello stato, pensando solo ai loro affari, non realizzando assolutamente nessuna riforma che gli occidentali gli avevano indicato, solo miseria che vedo, poi tutto potrebbe essere, ma credo che qui, sia in Crimea, che nelle due repubbliche, i Russi hanno il coltello dalla parte del manico e non si lasceranno coinvolgere in incidenti sporadici, ma risponderanno sempre adeguatamente a tutte le provocazioni.

    Poi tutto può essere Eugenio, chi lo sà, il tempo dirà la verità….

    Cari Saluti

    • Per Jean

      Comprendo i tuoi ragionamenti, sul terreno geopolitico, anche se mi sento in dovere di precisare quanto segue:
      1) La battaglia di Aleppo è decisiva, nel senso che poi nessuno si azzarderà a chiedere la rimozione di Assad. Anche se i siriani conquistassero oggi Raqqa, resterebbe la spina nel fianco rappresentata dai terroristi “moderati”, incistati ad Aleppo e presenti nell’Idlib. Costoro potrebbero, con colpi di mano, rovinare la festa dopo la riconquista di Raqqa e riaccendere ancor di più il conflitto (nonostante la palese sconfitta dello stato islamico che perde la sua capitale).
      2) Non sottovaluterei lo stato-canaglia ucraino e le attività di provocazione e destabilizzatrici dei suoi mercenari, in quanto è ancora uno strumento nella mani di Usa e Nato per attaccare la Russia e far scoppiare una guerra in Europa (per il controllo finale del vecchio continente). Non si tratta di semplici colpi di coda prima del tracollo, a mio giudizio. Eventuali proteste della popolazione, dato il disastro economico, finanziario, sociale indotto dopo il Maidan, potranno essere represse con la forza .. e l’uso spregiudicato contro la stessa popolazione ucrainofona dei mercenari euronazisti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. “ma semplicemente un attacco delle strapotenti élite finanziarie neocapitaliste ai diritti e ai redditi delle classi dominate, che appaiono inerti e prive di difesa.”

    Nel nostro tempo le armi sono cerebrali. Ovvio che le classi sottostanti siano indifese: non hanno neppure la capacità di vedere il loro gioco, figurarsi chi glielo tiene attaccato. Anzi, li prendono per amici e benefattori.
    E’ il gioco della differenza di intelligenza, un poco baro e un poco cinico, fatto dalla natura.

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