Cerco un centro di gravità permanente [Alceste]

Grande è la confusione sopra e sotto il cielo, e il Potere ci sguazza alla grande.
Inversioni, cambi di campo, voltagabbana dal giorno alla sera, sospetti, deduzioni geopolitiche, futurologie, interpretazioni del passato a uso del presente.
Il terrorismo a chi giova? A destra, a sinistra, ai fascisti, ai nazisti, ai populisti, a Trump?
Erdogan si è fatto il golpe da solo? Sì, no, forse, è la CIA, no sono i perfidi giudei che controllano la CIA, Erdogan è un dittatore amico dell’ISIS, anzi no, ha fatto la pace con Putin …
Difficile districarsi in tale ginepraio di interpretazioni: opposte, discordanti, arroganti, allusive, concilianti … chissà se fra una strage e l’altra, in questa estate irreale e metafisica del 2016, esiste un filo di Arianna da seguire.
A mio avviso c’è, è sempre quello; sta lì da parecchi decenni, anche se ha è più visibile – spesso e ben teso – dopo il 1989. Ci si può scannare, umiliare; possono esplodere bombe, si possono sgozzare preti, estinguere etnie, ma il nostro filo di Arianna è sempre lì, a guidarci nel labirinto, in bella vista peraltro. Ma attenzione! Esso ci porterà nelle fauci del Minotauro, invece che all’uscita, se, a ogni svolta, a ogni andito, a ogni parete specchiata, a ogni gomito dei cunicoli di Cnosso noi ci facciamo distrarre da strepiti, grida e falsi profeti.
Il Potere senza patrie e bandiere il programma ce l’ha e si articola in due punti:
1. Smaterializzazione dei diritti e instaurazione di un ordine neofeudale (coi suoi vassalli e buffoni e clientes)
2. Accrescimento dell’anomia (distruzione di ogni legge morale, di ogni cultura basata sulla comunità e sul sangue, annullamento del passato come vaglio critico del presente)
I diritti, no, quelli ci scivolano via di mano giorno dopo giorno. Vi ricordate le proteste violentissime contro il jobs act francese? Sparite. Invece il jobs act è in pieno vigore. Dal 21 luglio. Lo sapevate? Al coperto dalle urla dei feriti il Potere non si lascia certo distrarre; il Potere non perde tempo; il Potere organizza la propria linea d’azione in poche concise paginette e tiene la barra salda verso la propria utopia, altro che controinformazione!
E l’anomia? Anche qui il Potere se ne frega di morti, eroi mutilati, bambini stritolati, suore in fuga. Fa partire invisibili ordini ai propri scherani, e questi agiscono: legalizzazione delle droghe, perché no? I più fessi subito si precipitano: riguarda solo il fumo, è giusto perché ormai il mercato è libero, la repressione ha fallito, si combattono le mafie, la marijuana è più innocua del Guttalax … e via con simili amenità. Il nocciolo, ben duro, della questione, risiede in tutt’altro: la legalizzazione delle droghe (perché così è, altro che erba) è l’ennesimo passo avanti verso la dissoluzione della società in una sommatoria di individui: poveri, ridanciani, incapaci di comprendere il presente poiché ignoranti del passato, istupiditi dai gadget tecnici, inetti alla ribellione. L’ennesimo passo avanti: seguiranno altre delizie: sdoganamenti progressivi di qualsiasi parafilia da un lato; e dall’altro, in spietata consonanza, l’annientamento preciso di ogni sapere critico (arte, filosofia, latino, greco) che permetta una visione del mondo vera, onnicomprensiva, e capace di immaginare e progettare una Utopia davvero alternativa a quella che oggi ci è imposta (la “pietrificazione della realtà”).
L’individuo nuovo deve essere amorale, non porsi domande, essere sempre felice, e rifugiarsi continuamente nel proprio particolare, nel piccolo paradiso straccione che la tecnica e il permissivismo folle gli mettono a disposizione. E se, inconsciamente, egli avvertirà la disperazione del proprio stato ci saranno a sua disposizione meravigliose droghe farmaceutiche; e se qualcuno va fuori di testa … sono gli incerti del mestiere. D’altra parte non abbiamo abolito i manicomi? Non esistono matti, solo gradazioni di follia …
Questa l’utopia del Potere.
In due punti.
Il resto è rumore di fondo, compresa (lo dico a mio rischio, in un momento in cui tutti gli eventi mi remano contro) la mitica invasione islamica.
Ma sì, voglio togliermi il nodo dal gozzo: se, nel momento in cui scrivo, a Roma, esplodessero decine di furgoni rigonfi di tritolo islamico polverizzando il Colosseo e San Pietro, anche in tal caso non vi sarebbe invasione islamica; se l’Italia, dalle Alpi alle Madonie, si coprisse di minareti non vi sarebbe invasione islamica; se migliaia di ciabattoni sciamassero per Bologna, Napoli e Milano, urlacchiando al loro presunto Dio, non vi sarebbe invasione islamica.
Sono ragionamenti per assurdo, estremi, giusto per farvi capire quanto è forte il chiasso ideologico dietro cui il Potere continua il proprio lavorio per ottenere la Vera Utopia.
Non vi è scontro fra civiltà europea e islamica; lo scontro, l’unico reale scontro, dovrebbe essere quello fra noi, uniti, contro la Civiltà del Vuoto, come l’ho delineata prima.
L’Europa è ormai devota alla Civiltà del Vuoto, vi si getta con la voluttà del suicida. E gli islamici cosa combattono in noi? La Fallaci cicalava di Rinascimento, arte, storia … è questo che dobbiamo difendere contro le teste di stracci, diceva …  E lo diceva da New York, la culla del Vuoto e dell’Anomia, i due Golem nichilisti che hanno distrutto e stanno distruggendo millenni di Rinascimento, arte, storia … e aggiungerei: morale, classicità, cristianità; e diritti (i diritti alla scelta, a una vita dignitosa).
L’Islam verrà svuotato come noi, è solo un fantoccio, un pupazzo di paglia, uno spauracchio per il grande pubblico.
Questo nella migliore delle ipotesi.
Nella peggiore è solo un sommovimento provocato ad arte, eterodiretto con perizia. Ragioniamo: come è cominciato tutto questo: con l’11 settembre? E come fu ribattezzata la lotta contro il terrorismo islamico? Enduring Freedom. Enduring: ovvero: durerà finché ci farà comodo, finché, dietro tale cortina di false libertà e inneggiante alla falsità dei nuovi diritti civili, verrà attuato il progetto del Vuoto.
Ragioniamo ancora: come si concilia questa ipotetica guerra contro l’Islam con una politica dell’immigrazione permissiva oltre ogni limite? In tempo di guerra, se vi è una guerra, si blindano i confini … o no? E soprattutto: che guerra è? Cosa si propongono di fare questo pugno di bislacchi assassini? Vogliono conquistare cosa? A quale madrassa appartengono, peraltro, visto che sono tutti psicolabili, alcolizzati e invertiti? Che cosa hanno in mente? Quale il loro programma? Hanno un loro programma, a parte le consuete rivendicazioni gradasse filtrate da sospetti media occidentali? Ci sarà mai un superstite che avrà la bontà di illuminarci su tale strategia di invasione? Ci sarà mai un intellettuale fanatico dell’Islam, finalmente colto con le mani nel sacco, che, debitamente interrogato, ci svelerà finalmente i piani dell’invasione dell’Europa? E magari ci illustrerà, dopo una seduta di waterboarding, come pensano di tenere città come Madrid, Vienna e Parigi, una volta conquistate? Non riescono a tenere una zona desertica e sottosviluppata della Siria, ma insomma … forse sono migliorati. Ci vogliono colonizzare con il numero, con la demografia? Certamente, può essere …  E allora perché le nostre Giovanne d’Arco, nessuna esclusa, e i nostri Carlo Martello, nessuno escluso, continuano a srotolare tappeti rossi davanti a qualsiasi falso profugo? Con la lacrima d’ordinanza quando le bagnarole vanno a fondo?
Non sarà che tale invasione sia voluta proprio dai presunti invasi? Non c’è bisogno di scomodare Kalergi, basta ritrovare un centro di gravità permanente spulciando il punto due del precedente filo d’Arianna:
2. Accrescimento dell’anomia (distruzione di ogni legge morale, di ogni cultura basata sulla comunità e sul sangue, annullamento del passato come vaglio critico del presente)
I figli e i nipoti dei nostri invasori islamici si accenderanno la pipa da crack con le pagine del Corano … è la Civiltà del Vuoto che avanza, quella è il nostro nemico.
Temo, però, che i prossimi avvenimenti (ancora più fragorosi e sanguinosi) ci facciano intendere il filo d’Arianna al contrario … e il Minotauro bisboccerà coi resti dell’Europa (e con i resti dell’Islam, beninteso, poiché l’Islam è una vittima del Vuoto).
Per quanto riguarda l’Italia … noi non perdiamo mai il gusto della clownerie … cosa accadrà l’ho visto, esemplificato con preclare semplicità (il Potere non è mai complesso, vuole solo presentarsi come tale) in un dibattito a quattro su RAI International.
Dramatis personae dei mentitori presenti:
Il Conduttore, uno dei clientes del Potere, pagato profumatamente con l’incipiente bolletta della luce
Il Destro, che stupidava su tradizione, padri, nonni, Italia e libertà
L’Esperto di Geopolitica, un giovinotto con la faccia da giuggiolone, che, fra inglesismi e sciocchezze varie, ripeteva il programma di For a new American Century
La Sinistra, una gallina del PD che ci invitava, con nonchalance da alto borghese, a convivere con il terrorismo … perché, insomma, non sarà mica una cosa di un giorno, ella spiegava … la gallina ha, poi, preso poi a narrare un proprio aneddoto da nababba cosmopolita: ero a Londra nei giorni degli attentati dell’IRA (ma lei ha pronunziato: AI ER EI, perché è una signora che studia, immersa nello studio, una vera esperta, mica come quel cafone di Alceste) e sono stata colpita dalla compostezza degli inglesi che fuggivano dalle bombe … vicino a me era una signora incinta … scappava, ma a passo regolare, con calma … ma che voleva significare la gallinacea? Questo: abbiamo una Gaza in casa, tanti anni di instabilità e precarietà davanti, occorre adattarci, fare fronte comune senza protestare più di tanto, durerà (Enduring Freedom!) un bel po’, facciamoci il callo, ma, rassicuriamoci, no pasaran! Noi abbiamo la libertà e i diritti … questo invidiano i birichini col turbante … noi abbiamo il baby Vendola e loro no, noi il topless e loro il burqa … vogliono distruggere il nostro Italian way of life … per fortuna la Trimurti di Galline mie pari Merkel, May, Clinton erigerà un baluardo di civiltà contro l’oscurantismo e la barbarie … perché noi europei siamo per il dialogo con l’Islam moderato (leggi: quello a nostro libro paga), magari con i buoni uffici del Vaticano che, lo vedete?, si sta aprendo ai nuovi tempi …

Ci saranno guerre fra europei e nuovi immigrati? Sì, perché no, un po’ di ulteriore bordello fa sempre comodo alla Civiltà del Vuoto. Quando si comincerà a fracassare qualche capoccia islamica, quello sarà il momento migliore per togliere qualche diritto (una bella imposta magnum sulle successioni, in modo da interrompere definitivamente la trasmissione del benessere da genitori a figli) o rilanciare sui diritti (i bagni per i trans, sdoganamento della pederastia, depenalizzazioni a raffica … eh, son problemi).
Avanti, pezzentoni, c’è una guerra da combattere. Maledette teste di stracci, ve lo facciamo vedere noi … Vladimir, per fortuna, è con noi … Putin? Intendevo Luxuria … combattete, soldatini … finito lo scannatoio tutti al resort due stelle, con la cover band di Lady Gaga, l’animatore Luttwak e tanti Pokemon Go per i vostri bimbi rincoglioniti …
E non dimenticate di richiedere i trecento euro del reddito di cittadinanza alla più vicina BancaCoop!

Cerco un centro di gravità permanente [Alceste]ultima modifica: 2016-07-29T14:26:16+02:00da derosse
Reposta per primo quest’articolo

13 pensieri su “Cerco un centro di gravità permanente [Alceste]

    • Per Monia De Maniax

      Quindi tu sei in sintonia con Alceste. Fra i due conflitti in corso, dietro i quali ci sono sempre le élite neocapitaliste, attribuisci un’importanza soverchia alla “lotta di classe” alla rovescia, attuata con violenza dai servi delle élite neocapitaliste … La cosiddetta guerra di civiltà, o di religione, che vede oggi in prima linea l’aggressivo e sanguinario islam sunnita sarebbe soltanto un paravento – così come la conseguente minaccia dell’invasione islamica – per mettere in ombra la guerra dichiarata dalla classe dominante finanziaria globale alle popolazioni dominate.
      Solo lo sviluppo storico, procedendo implacabile fra conflitti, masse di profughi e attentati sanguinosi, potrà darci una risposta chiara … ovviamente con il senno di poi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  1. L’Islam è l’unico blocco eteroforme rispetto al livello di integralismo che rappresenta: sunnita, sciita, wahabita, etc… che sembra non voglia adattarsi alla civiltà del vuoto, la nostra, narrata da Alceste, rispetto a noi nichilisti inveterati/invertebrati completamente resi burattini sotto i lacci dei nostri burattinai. Ma è, altresì, una civiltà del vuoto che usa, sfrutta – e questo è il caso dell’islam cosiddetto moderato – detesta e spera un giorno di annientare.

    L’integrazione lavorativa del musulmano che dopo 10 anni di onesto lavoro retribuito a Parigi, Berlino, Bruxelles e di religiosità vissuta nel caldo utero della sua privacy, cessa con un attacco suicida, non è certo il segno di un complotto neocapitalista.

    Sembra che le sirene che hanno attecchito alle trombe di eustachio dell’integrato musulmano kamikaze del momento, siano quelle assordanti del Corano e di chi lo interpreta per lui nelle moschee dove la lingua araba è una cortina di fumo ben più solida e invalicabile dei vecchi confini di quella di ferro.

    L’Islam moderato, gli uteri gravidi delle donne musulmane, i recuperi dei disperati sui barconi, le coop che sfruttano gli spiaggiati profughi o non profughi che siano, sono il corpo del cavallo di Troia che servirà a realizzare la dhimmitudine planetaria che scalpita fedele ad antichi principi che prevedono, come prima tappa geografica di sottomissione (tale è la traduzione del termine islam), da secoli, la conquista dell’Europa.

    Uno dei sultani del Qatar, gran maestro di sta’ sunna, dichiarò che gli aiuti all’Indonesia, dopo il catastrofico tsunami del 2004, erano soltanto il 2% rispetto ai 2 bilioni di dollari offerti dal resto dei paesi non islamici, perché la tragedia era la giusta punizione inflitta da Allah ai suoi fedeli indonesiani manchevoli di corretta fede.

    Questo è il medioevo, non certo i caustici scritti della Fallaci, che piacciano o meno ai veterosinistri che della borghesia hanno indossato i panni odiati, ma solo in prospettiva di una grande rivoluzione proletaria che non si è mai realizzata, non certo a causa del clero, dei servizi segreti e delle monarchie.

    Una borghesia delle banche, degli immobili, delle assicurazioni, dei media, della politica, traditrice del popolo che l’ha eletta e non, che, tra pacifismo, liberalismo, guerre giuste e democratiche, è riuscita a divorare buona parte di se stessa, la classe media che sprofonda nell’imbuto marxista della povertà, dove si incontra con il rifugiato, il profugo, l’esaltato o lo sfruttato del terzo mondo, con il quale condivide, per ora, la condizione di pauper.

    Se l’Islam sarà in grado di farsi portavoce universale di questo sprofondare inesorabile, è veramente la domanda delle domande… la risposta spetta, come sostiene Orso, in chiosa al commento a Monia de Moniax, al processo storico nella sua compiutezza.

    Saluti cari.

    PS Consiglio vivamente la lettura del saggio “Guida politicamente scorretta all’Islam e alle crociate” di Robert Spencer

    • Per Il Poliscriba

      Non dimentichiamo, però, che gli “sponsor” degli islamisti sunniti in armi e della “religione di guerra” islamosunnita, come l’ha giustamente definita l’assassino Abu Bakr al-Baghdadi, fanno parte della classe globale dominante occidentale … Costoro non rappresentano in alcun modo gli interessi delle classi oppresse.

      Consiglierei, in tal caso, di non adottare il punto di vista terzomondista di un tempo, che ha trasferito la lotta di classe su un piano planetario, per cui il sud e l’oriente del mondo rappresentano il Proletariato, mentre il nord e l’occidente e la Borghesia …

      A parte il fatto che Proletariato e Borghesia, dialetticamente contrapposti nella società conflittuale, non esistono più come classi sociali e mondi culturali, ricordiamo che gli infami signori del petrolio e della guerra, nella penisola arabica, sono i principali padrini della jihad islamosunnita e fanno parte, a pieno titolo, della classe globale dominante di matrice occidentale.

      E’ in esaltazione, oggi, il duplice aspetto della guerra di religione, motore di un’inesauribile scontro di civiltà, e l’aspetto della lotta di classe a senso unico, delle élite (fra le quali gli infamissimi principi sauditi …) contro i dominati e i popoli. Questi due aspetti, compresenti, si saldano in una complessiva guerra di civiltà, che può essere solo – come notiamo – una guerra senza quartiere e senza prigionieri, di puro sterminio.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

        • Per Il Poliscriba

          Peccato che l'”islam politico” (citato nell’articolo) abbia avuto il supporto delle élite neocapitaliste – tali sono anche i principi sauditi, oltre che i “finanzieri” euro-americani o giudei – e senza il loro determinante “apporto” non sarebbe neppure nato. Più che politico, l’islam dei tagliagole imbottiti di captagon è wahabita, con origini non troppo lontane (diciottesimo secolo) in Arabia e diffuso grazie ai capitali sauditi, ed è deobandista in Pakistan (parente stretto del wahhabismo), grazie al dittatore Zia ul-Haq che ne ha permesso, per reggersi al potere, la rinascita e la diffusione. Nonostante le apparenze e le adesioni, ciò non ha nulla a che vedere con una spontanea reazione dei popoli alla globalizzazione neoliberista (provocata dai petrodollari sauditi?), che fa strage di tradizioni nazionali come di sistemi sociali, ma è direttamente connesso agli interessi della classe dominante postborghese …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  2. Mi piace quello che scrive, ma a volte mi frullano in testa storie e pensieri, non è che con tutta questa propaganda “ci vuole più Europa”, da una parte e questa invasione dall’altra, andiamo a posizionarci tra qualche anno in piena dittatura e apriamo i campi di concentramento per gli immigrati?
    Oggi sarebbe più facile sterminare qualche milione di persone, la tecnologia è avanzata…
    Un riflessione a proposito delle droghe, quelle le hanno sempre gestite gli stati, non è che ci vuole molto a capirlo, la legalizzazione di massa farà rincitrullire un bel pò di persone, ma alla fine, quei complottisti che volevano eliminare miliardi di persone dal pianeta, perchè si viveva meglio se eravamo 500 milioni, non è che abbiamo capito male e invece di ucciderli il senso era “neutralizzarli”??

    Saluti

    • Per Jean

      Le due cose – “ci vuole più Europa”, da una parte e questa invasione dall’altra – non sono in contraddizione, nel piano complessivo elitista. “Ci vuole più Europa” significa imporre la transizione al governo sopranazionale, mentre l’immigrazione serve per meticciare le società europee creando una “razza di schiavi” adatta a vivere nelle dimensioni sociali, economiche e culturali del neocapitalismo imperante. I due, conseguenti, obbiettivi da raggiungere sono il governo assolutista dei Mercati & Investitori e la piena vittoria nella lotta di classe “alla rovescia”, per “modellare” a piacimento il fondo della piramide sociale …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Voglio leggere dietro le righe facendo l’esegesi del pensiero di Alceste con una sintesi ermetica attraverso una citazione dalla Divina Commedia di Dante:
    _Uomini siate e non pecore matte si che di voi tra voi ‘l giudeo non rida._

    • Per Cesare

      Con l’aria che tira, potrebbero accusarti di antisemitismo … una delle più gravi accuse neoliberiste, neoliberaliste e neolibertarie.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Perché non c’è bisogno di scomodare Kalergi? Io lo scomoderei per schiarirci le idee. Concordo con chi ha citato Dante: uomini siate, non pecore matte, eccetera. Chiamiamola elite capitalista, chiamiamoli illuminati, gesuiti, massoni, rettiliani se volete. Il fatto è che poi, quando sali in cima alla piramide seguendo il flusso di denaro, ti accorgi che i grandi giostrai sono sempre loro, quelli che sono ossessionati da tre cose: sheqel, potere e smania di distruggere l’uomo bianco, ossia colui che li ha sempre espulsi quando lo meritavano.

    • E bravo Cesare. E bravo Eugenio. E bravo Andy, perché “i grandi giostrai sono sempre loro”, coi loro 90 anni – chi più, chi meno – a testa. Quant’è bella [l’eterna] giovinezza, specie se sei vecchio decrepito. Tanto muori pure tu, perché 90 è ‘a paura.

  5. Chapeu, veramente essenziale. Due o tre frasi che non avevano ancora trovato ordine nella mia testa, il potere non è mai complesso, vuole solo apparire tale. Vero cazzo. Poi, devo dire che avevo sempre opposto una cosa molto basilare al cosiddetto “pianokalergi” tanto strombazzato dai complottari sul ueb, la cui tesi di fondo sarebbe che il creare una razza meticcia equivale a creare una razza pigra e inetta, roba per nazisti dell’illinois, in quanto in sudamerica furono proprio i meticci, a fare le rivoluzioni etc. Poi noi italiani, già siamo abbastanza meticci nel senso stretto della parola, e non poco. Dunque il discorso razziale è farneticante e sconclusionato (volutamente), ma quello storico no. Infatti come tu ben dici la consapevolezza delle radici o meramente la consapevolezza e la difesa clanica del sangue qualunque esso sia ha a che vedere con lo stile di vita, con i gruppi familiari, ma soprattuto con lo stravolgimento dello stile di vita. E li il discorso si fa serio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.