Donald Trump, la tua voce! di Eugenio Orso

Dopo la convention repubblicana di Cleveland, in Ohio, qualcosa sembra essere cambiato nella politica degli Stati Uniti, che rappresentano il più grande “strumento” monetario, finanziario, commerciale e militare a disposizione delle aristocrazie del denaro e della finanza.

A detta di molti osservatori, quella di Cleveland non è stata una kermesse politica tranquilla, scontata, ingessata e politicamente corretta, perché ha incoronato con grandi numeri, fra molte polemiche e attacchi, il “corpo estraneo” Donald Trump quale candidato repubblicano alle presidenziali del prossimo novembre.

Resistenze fortissime, polemiche, accuse, fischi, principi di rissa e persino spari hanno costellato l’adunata dei repubblicani, divisi fra sostenitori di Trump, in linea con la volontà popolare, e i “never Trump”, asserviti agli interessi dei signori della finanza e del dollaro.

I servi del grande capitale finanziario hanno tentato di tutto, persino dentro il partito repubblicano, per bloccare l’ascesa di Trump. Si va dai disordini ai comizi del miliardario durante le primarie, orchestrati da gruppi dediti ai “diritti umani”, al soldo di Soros e della City finanziaria, alla ridicola accusa, rivolata a Melania, terza consorte di Trump, di aver copiato parti del suo discorso da quello di Michelle Obama nell’ormai lontano 2008.

Non sono arrivati al punto da lasciar completamente liberi i delegati dei vari stati di votare “secondo coscienza” e non per chi ha vinto nel loro stato, ma poco ci è mancato.

Persino la scamorza Ted Cruz, ampiamente sconfitto alle primarie da Trump, ha tentato (per conto terzi?) di rovinare la festa di Cleveland, con un discorso contro Donald e il rifiuto di dargli il suo appoggio, ma il sabotaggio non ha funzionato e costui è stato sommerso da urla e fischi.

Quello che appare chiaro è che Trump sta dando voce, sia pure in modo un po’ rozzo, improvvisato e anche un po’ opportunista (voto non olet!), non agli immigrati dell’ultima ora, clandestini o regolari, da un lato, e neppure ai valletti con il culo al sicuro delle élite finanziarie che dominano gli Usa, dall’altro lato, ma alla classe media impoverita, finita completamente sotto il tallone delle banche d’affari e di Wall Street. Lo stesso eclettico miliardario di New York l’ha detto in modo chiaro, mostrando la volontà di voler dare una voce – la sua – alle schiere di dimenticati, che lavorano duro ma non hanno più la parola. Sicuramente si è riferito alla numerosa classe media in rapida discesa nella scala sociale, soprattutto dopo l’innesco della crisi del 2008.

Per essere la voce della vecchia middle class in difficoltà, non basterà, però, “tirare i remi in barca”, occupandosi delle vicende di casa e rinunciando al sogno/incubo neocon della superpotenza solitaria che detta legge al mondo. Sarà necessario investire valanghe di denaro pubblico in infrastrutture, scuole, ospedali e strade, tutelare i redditi e i diritti della classe media che lavora, incrementando la sua quota di partecipazione al prodotto sociale, nonché rivedere il cosiddetto sogno americano, orientandolo un po’ di più verso la giustizia sociale. Sarà capace di farlo e, soprattutto, vorrà veramente impegnarsi in tal senso Donald Trump, se riuscirà a conquistare, fra mille difficoltà e insidie, la presidenza Usa?

Dal punto di vista di noi europei, oppressi dall’unione monetaria e dall’alleanza atlantica, Donald Trump potrebbe cadere a fagiolo, perché il suo piglio isolazionista da America first(!), la sua volontà di normalizzare le relazioni con la Russia e l’intenzione, manifestata in più occasioni, di ridimensionare o liquidare la Nato, vanno nel senso della tutela dei nostri interessi vitali, come popoli e come singoli.

E’ dunque possibile che l’eccentrico, eclettico e … simpatico miliardario newyorkese (simpatico almeno per quanto mi riguarda) dia una voce anche a noi, indirettamente, creando le condizioni per liberare l’Europa dall’oppressione neocapitalista/elitista e dai rischi di guerra che si moltiplicano sulla nuova cortina di ferro, creata artificialmente con manovre d’accerchiamento ai confini con la Russia.

Donald Trump, la tua voce! di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-07-22T15:19:38+02:00da derosse
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8 pensieri su “Donald Trump, la tua voce! di Eugenio Orso

  1. Strano che si parli di Trump e non di quanto successo in Turchia con implicazioni negative, per la Nato, probabilmente maggiori delle chiacchiere di Trump contro la Nato.

    • Per stefano

      La possibilità (peraltro non grande) che Trump arrivi alla presidenza Usa – cioè a prendere possesso politicamente del principale strumento di dominio neocapitalista – è più importante della pur influente, a livello mediorientale e europeo, situazione turca. La deriva ottomano-islamista turca, dopo oltre un decennio di islamizzazione intensa, fino all’inciucio con l’isis è sicuramente foriera di gravi problemi, per noi europei, ma resta centrale la situazione politica negli Usa, ancor più determinante per il nostro futuro. Se fosse eletta la serva criminale dei poteri finanziari, Hillary Clinton, sarebbe come dover affrontare il pericolo rappresentato da dieci Erdogan …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • vabbè, però non dire neanche una parola su un fatto a dir poco eclatante come quello del tentativo di golpe in Turchia mia sembra un’omissione difficilmente comprensibile.
        Non dipenderà dal fatto che hai qualche difficoltà a schierarti un pò di più verso la Turchia ora che erdogan sembra quasi rinsavito e voler riprendere buoni rapporti con Russia e Siria?
        Quanto all’articolo su Trump, evito di ripetere quanto già detto in altro mio commento e mi limito a riportare quanto detto in proposito da Assad in una sua recente intervista: “non siamo interessati alla propaganda e retorica preelettorale americana, abbiamo altro a cui pensare”

        • Per stefano

          L’omissione, significativa a tuo dire, di un’articolo sulla situazione turca – della quale non nego l’importanza! – deriva semplicemente dal fatto che in questo periodo ho altri impegni, di natura personale …

          Assad è in una situazione di guerra, ancora drammatica, e con i russi cerca di salvare e mettere al sicuro ciò che rimane della Siria. Si possono capire la sue parole. Si può capire anche l’ostilità del presidente siriano nei confronti degli Usa, che hanno contribuito in modo determinante a distruggere il suo paese, ma credo che anche lui comprenda che una presidenza Trump sarebbe molto meglio della presidenza Clinton per i destini della Siria martire.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • va bene, allora aspetto che tu abbia risolto i tuoi problemi personali per leggere qualcosa anche sulla turchia.
            saluti cordiali

          • nell’attesa, mi permetto di riportare un brano che mi sembra interessante e tratto da un articolo di La Grassa su C&S: “Visto che ci sono aggiungo qualcosa di diverso. Di tutte le ultime roboanti dichiarazioni di Trump, l’unica di possibile effettuazione è la separazione, affidandole ad organismi diversi, tra operazione di “credito ordinario” e operazioni “d’affari” (magari di finanza speculativa). Tutto il resto sono panzane di impossibile applicazione perché gli Usa non sopravviverebbero più, dopo centocinquant’anni di crescita di potenza in seguito alla guerra civile (1861-65) fino a diventare il paese predominante nel mondo. Senza più essere la prima potenza mondiale, il paese si sfascerebbe. Se Trump non lo sapesse, sarebbe un grave pericolo per il suo paese e accelererebbe poi una drastica revisione della politica estera americana, che avvicinerebbe il confronto policentrico. In realtà, sono convinto che sappia bene le cose e punta soltanto, demagogicamente, a differenziarsi dalla Clinton sperando che il popolo, ignaro come sempre dei reali bisogni di una potenza, sia affetto da desiderio di pacifismo ingenuo. Mi sbaglierò, ma credo che quel popolo voterà in maggioranza per la Clinton. Se sbaglio, contentissimo; tutto andrà accelerandosi.”

            Meno male, mi sembra che oltre ad Assad e al sottoscritto ci siano anche altri che non si sentono molto attratti dalle chiacchiere di Trump…comunque spero hche vinca Trump per avere la prova definitiva che la sua fu solo propaganda elettorale.

          • Per stefano

            Eppure Trump rappresenta forse l’unica, seria possibilità che abbiamo (anche in Europa!) per poter sperare di cambiare rotta …
            Non è detto che manterrà almeno in parte le sue promesse e, soprattutto, non è detto che sarà lui il presidente, perché le potenti élite, da qui a novembre, potrebbero tentare di annichilirlo … scandali privati, reati commessi nella gestione del suo ingente patrimonio, altre diavolerie e forse potrebbero farlo uccidere da uno squilibrato (sarebbe un omicidio di ben altra portata rispetto a quello Cox prima del referendum Brexit).

            Cari saluti

            Eugenio Orso

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