La tecnica dello sciacallo di Eugenio Orso

Tre sono le tecniche da me considerate.

La prima, in un ordine casuale, è quella dello stupido, non ben strutturata e autolesionistica ma molto diffusa (ahimè), perché gli stupidi notoriamente abbondano e con le loro azioni danneggiano anche se stessi, oltre che gli altri. Anzi, in certe occasioni lo stupido danneggia solo se stesso, quale suprema manifestazione della pochezza e dell’irrazionalità umana. Un esempio lampante, in Italia, lo offrono gli elettori piddini/piddioti (e forsanche quelli del cinque stelle …).

La seconda è la tecnica dello sciacallo, noto canide di piccola taglia che si ciba di piccoli animali, più deboli di lui, non disdegnando le carogne di quelli morti. Un caso di necrofagia conclamato, che porta lo sciacallo a divorare cadaveri, la qual cosa ci disgusta favorendo i conati di vomito.

La terza è quella dell’Apache, non tanto supportata con rigore dalla verità storica, quanto dagli stramaledetti western di Hollywood. L’Apache, coerente con se stesso, se ne stava paziente in agguato fra le rocce, a quaranta gradi all’ombra durante il giorno e venti sotto zero durante la notte mangiando lucertole, o ciò che trovava per sopravvivere. Quando il nemico mostrava segni di cedimento e si apriva uno spiraglio allora attaccava uscendo allo scoperto, sapendo di avere una possibilità di vittoria, e uccideva, scalpava, torturava senza dir nulla (solo le urla di guerra per spaventare).

Ebbene, la tecnica che io prediligo – e che applico anche nella realtà quotidiana e lavorativa – è quella dell’Apache, perché sarebbe autolesionistico attaccare un nemico più forte, senza possibilità alcuna di vittoria. Allora, è necessario mantenere un profilo basso e sopravvivere, senza dimenticare chi siamo, senza scordare gli odi e i conti da regolare, pronti ad agire con la massima spietatezza contro il nemico quando si apre il fatidico spiraglio e si profila la possibilità di vittoria. Ciò è coerente con l’insegnamento leninista, secondo il quale il rivoluzionario (bolscevico, nel caso storico di Lenin) deve lavorare duramente, deve mantenere coerenza anche quando le condizioni gli sono avverse, per poi poter approfittare al meglio delle occasioni favorevoli, quando i tempi maturano e si profila la possibilità di sconfiggere il nemico.

Lasciando perdere gli stupidi, la cui madre è sempre in cinta (più delle coniglie), quella che ho definito non troppo scherzosamente la tecnica dello sciacallo è regolarmente applicata dal ripugnante, miserabile e mercenario stato islamico sunnita, mangiatore di carogne, feroce con i più deboli e con coloro che non possono difendersi. Una caratteristica che, guarda caso, condivide con i suoi sponsor della classe dominante finanziaria neocapitalista, i quali attaccano i deboli da posizioni di forza – la lotta di classe a senso unico in corso da un trentennio in occidente, la shock economy – e si “cibano” dei cadaveri degli stati nazionali che fanno fallire o destabilizzano in modo violento (ovviamente per aprire al mercato, modernizzare la società e portare la democrazia). Il legame fra le élite dominanti del denaro e della finanza, i loro valletti politici e lo stato islamico è ormai evidente, anche in termini di obbiettivi. Obama è amico dello sciacallo e lo sarà anche la strega psicopatica Hillary Clinton.

Sfruttando la confusione che la Brexit britannica sta portando in un’Europa socialmente devastata dai trattati europei e, nel girone dantesco più interno, dalla moneta unica elitista, lo stato islamico in difficoltà in Siria e Iraq applicherà ancora una volta la tecnica di caccia dello sciacallo, ma questa volta nel vecchio continente. Si prevedono attacchi, stando alle agenzie di stampa che diffondono prontamente (sempre solerti, in tali casi …), a Berlino e Bruxelles, tali da paralizzare l’Europa.

Sicuramente lo stato di guerra asimmetrica che s’innescherà, sconsiglierà i popoli europei di seguire l’esempio britannico, stretti nella morsa dei sanguinosi attentati e dei crolli di borsa, sopraffatti dalla paura. Il cerbero neocapitalista dalle tre teste – liberismo, liberalismo e libertarismo – dovrà ringraziare ancora una volta i suoi protetti jihadisti tagliagole, come ha già fatto in Siria, Iraq e Libia, finanziandoli e armandoli di tutto punto. Saranno contenti i Padroni e gli euroservi Merkel, Schäuble, Hollande, Valls, nonché la sinistra collaborazionista tutta che continua a ingannare i popoli, inventando false opposizioni.

Prepariamoci a tempi difficili, quindi, ma non solo per gli sprofondi di borsa, le crisi bancarie, lo spread in salita, anche per ragioni per più tragiche e sanguinose.

Lo sciacallo jihadista è alle porte e si prepara a dilaniare la carcassa dell’Europa …

Ad infima!

La tecnica dello sciacallo di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-06-25T15:36:26+02:00da derosse
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