Nessuna illusione sulla Brexit di Eugenio Orso

Avrei scommesso, ovviamente a malincuore, sulla vittoria del “Remain” in Gran Bretagna, dando per scontato che le élite finanziarie e i loro servi hanno, ormai, una potenza schiacciante sui popoli, almeno in Europa. Dopo l’omicidio Cox, pianificato per influenzare i risultati, mi aspettavo brogli nello scrutinio a vantaggio della permanenza nella Ue. Sappiamo bene con quali entità criminali, senza scrupoli e limitazioni etiche, abbiamo a che fare.

Secondo i media, ieri le famigerate borse erano in rialzo, i sondaggisti (altrettanto famigerati) davano il “Remain” oltre il cinquanta per cento e gli scommettitori, notoriamente interessati ai soldi, scommettevano cinicamente sul Brexin. Eppure ieri la maggioranza dei britannici, presentatasi alle urne in massa (per oltre il settanta per cento degli aventi diritto), ha ribaltato un risultato che al sottoscritto sembrava scontato.

Questa mattina, di buon’ora, quando ancora ignoravo l’esito del referendum inglese sulla permanenza nella Ue, qualcuno mi ha inviato un sms dal contenuto inequivocabile: “Gloria e onore al popolo britannico”. Sono caduto dalle nuvole, tanto ero sicuro che il combinato disposto omicidio Cox-campagna diffamatoria e terroristica contro gli indipendentisti-brogli elettorali pro-Ue avesse reso impossibile un risultato diverso dal “Remain”.

E’ evidente che mi sono sbagliato … il problema è perché mi sono sbagliato. Di seguito presento due ipotesi.

1)    Forse l’omicidio Cox – donna, antirazzista, laburista, politicamente corretta pro-Ue – la campagna mediatica terroristico-diffamatoria ed eventuali brogli in nome del Brexin non sono bastati davanti alla caparbietà di un popolo che vuole sovranità e indipendenza. Ciò significherebbe che gli onnipotenti elitisti finanziari, che manovrano le “istituzioni europee”, i collaborazionisti politici e mediatici, gli stessi mercati, sono stati sconfitti per la prima volta dalla tenacia di un popolo affamato d’indipendenza e libertà. Forse costoro non riescono a controllare proprio tutto e qualcosa inizia a sfuggirgli di mano … a partire proprio dalla Perfida Albione, per ironia, antica culla della “mano invisibile” assassina del mercato, del liberismo economico “classico” e del liberalismo politico.

2)    Forse, però, l’aver permesso la vittoria degli indipendentisti e sovranisti britannici, senza insistere con altri omicidi o attentati, senza esagerare con i brogli, potrebbe essere cosa non propriamente positiva, ma il riflesso di un piano elitista di riserva. In pratica, “Lasciamo che i britannici si sfoghino al referendum e manifestino la loro voglia d’indipendenza, per poi colpirli in modo severo ed esemplare, con la destabilizzazione, gli attentati, il crollo della sterlina, le difficoltà finanziarie, l’indipendenza della Scozia attratta dall’Ue, eccetera”. Ciò consentirebbe di dare una lezione memorabile al ribelle, che potrebbe essere costretto a “tornare all’ovile” pesto e umiliato e – due piccioni con una fava – di creare un terribile precedente per impedire che altri popoli europei, molto più oppressi dalla Ue dei britannici, seguano la stessa strada.

Quale delle due ipotesi sarà vera? Non so perché, ma pur avendo ciccato in pieno il risultato del referendum britannico, mi sento di rischiare ancora, scommettendo sulla seconda …

Nessuna illusione sulla Brexit di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-06-24T15:29:39+02:00da derosse
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16 pensieri su “Nessuna illusione sulla Brexit di Eugenio Orso

  1. Ho le tue stesse paure ed ho fatto le tue stesse previsioni…….mi sbagliavo nelle previsioni spero di sbagliarmi anche nelle paure.
    Non credevo che gli elitari permettessero la vittoria del leave e questo vuol dire sicuramente che hanno un piano B…..staremo a vedere.
    Intanto, onore agli inglesi !!!!
    Avevo giurato che non sarei mai andato in Inghilterra (e in tempi non sospetti !!) e,
    con grande felicita’ mi rimangio il giuramento:
    Viva la Gran Bretagna, onore ad un popolo che ha riconquistato onore e dignita’ !!!!!
    Appena posso andro’ in Inghilterra !!!!!

    • Per Pino Bran

      Bisognerà vedere fino a che punto Nigel Farage e Boris Johnson (forse futuro primo ministro conservatore) tireranno la corda …
      I britannici sono preparati e abbastanza duri per resistere e affrontare le rappresaglie dei Mercati?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Un conto è non esultare come se l’avessimo vinto noi questo referendum, e sono perfettamente d’accordo.
        Un altro è essere sempre negativi a questo punto.
        I mercati hanno un potere di ricatto praticamente nullo sul Regno Unito, la quale elite ha semplicemente approfittato di un momento estremamente favorevole (Obama a parte minacciare non è politicamente in grado di fare più nulla) per smarcarsi e quindi gestirsi il TTIP ed il TISA per i fatti propri.
        La Brexit è un buon segno, nulla di più.

        • Per Matteo

          Ti esorto a riflette. E’ un buon segno, ma innescherà la reazione violentissima dell’élite, per evitare referendum e “abbandoni” a catena. Infatti, le agenzie battono la notizia che scenderà in campo lo stato islamico, colpendo a Berlino e Bruxelles, per profittare della confusione e paralizzare l’Europa …
          Argomento che tratterò nel mio prossimo post.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  2. Caro Orso,
    non esageriamo con i complottismi. Gli inglesi sono liberisti ma del voto hanno rispetto e soprattutto la storia ha dimostrato che non amano essere ricattati da entità straniere. Il Brexit c’è e non porterà disastri, la UK è pur sempre la migliore amica degli Usa. L’evento è positivo e creerà problemi a tutta la gabbia eurista. Il che non significa dire che la battaglia sia vinta. Sarà durissima ma per una volta non fasciamoci la testa.

    • Per valdo66

      Non si tratta di “complottismi” … anzi, evitiamo il più possibile di usare questa espressione denigratoria, usata dal nostro nemico per delegittimare!
      Ne abbiamo viste troppe, finora, per non nutrire sospetti sull’improvvisa “cedevolezza” delle élite e dei loro (euro)servi. Ripeto la domanda: “perché hanno permesso che il Leave vincesse?”
      Io ho presentato due ipotesi, nell’articoletto, ma personalmente ritengo più probabile la seconda, in cui un evento positivo per noi e negativo per loro (élite e servi) può rovesciarsi in un evento negativo per noi e positivo per loro. Tuttavia, visto che mi sono sbagliato una volta, nel dare per scontata la vittoria del Remain, non è escluso che possa sbagliarmi anche questa volta … anche se non lo credo.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Caro Eugenio
        secondo me non hanno permesso un bel niente anzi ci hanno provato in tutti i modi ad impedire il brexit. Il fatto è che sta venendo proprio tutto giù ed il sistema non ce la fa più a controllare gli eventi. Penso all’intervento russo in Siria, alla situazione quasi prerivoluzionaria in Francia, ai brogli elettorali in Austria ed anche alla possibile affermazione di Trump in America, tutti segnali di situazioni sfuggite al controllo. Certamente concordo con te che cercheranno di fargliela pagare cara agli Inglesi e serreranno le fila sul continente e c’è ancora d’aspettarsi di tutto.
        Saluti
        GioC

        • Per GioC

          Il neocapitalismo vive d’instabilità permanente, che si traduce in crisi economico-finanziarie e in guerre … possiamo dire che è strutturato così. Anzi, l’instabilità permanente tende a velocizzarsi, la crisi a cronicizzarsi e la guerra anche (quella siriana sembra non avere fine, nonostante l’intervento russo).
          Le crisi sono un'”opportunità” e lo vediamo in occasione della vittoria del “leave”, perché i mercati ne hanno approfittato per attaccare – come sciacalli che si gettano sui più deboli e sui moribondi – l’Italia e la Spagna.
          In Francia ci sono e ci sono stati cenni di vera rivolta contro la loi travail, ma Valls ha messo le mani avanti, ha detto che il “terrorismo” durerà un’intera generazione e l’obbiettivo, come appare chiaro, è quello di vietare manifestazioni, cortei e disordini contro le leggi della troika.
          In Austria dovrebbero ripetere le presidenziali, ma non oso pensare cosa potrebbero fare per delegittimare il partito di Hofer e Hofer stesso.
          Negli Usa il sanguigno populista-isolazionista Trump dovrà vedersela, da qui a novembre, con infiniti ostacoli e insidie (arriveranno al punto di ucciderlo, simulando un attentato islamico o il gesto folle di un messicano, di un latino?)
          Da noi, in occasione del referendum di ottobre – sempre ammesso che la situazione economico-finanziaria non precipiti prima, data la risposta dei mercati alla Brexit – forse basteranno semplici brogli nello spoglio, unitamente a un’intensa campagna di disinformazione mediatica e ai ricatti della troika. La passività sociale e l’imbecillismo degli italioti sono ormai proverbiali …
          Gli inglesi la pagheranno cara …
          Sono più prudente di te, perché temo che prima che si sgretoli la Ue e il sistema dell’economia globale – cosa pericolosa ma positiva – ci sgretoleremo noi …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

    • Per alek

      Questa volta sembra che ci sia veramente una possibilità che venga giù tutto.
      Non a caso, dopo il Brexit sono partite le minacce dello stato islamico, che vuole colpire, profittando della debolezza, per “paralizzare” l’Europa.
      Chi c’è dietro? Chiediamocelo …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per valdo66

      Sembra che il TTIP sia la priorità delle priorità e lo stesso serpente Obama vorrebbe chiuderlo prima di scadere …
      Dubito che le deboli resistenze a parole di Valls (euroservo, filo-atlantista) possano bloccare la firma del trattato, che ci colpirà su diversi fronti, a partire dall’alimentazione …
      Forse Valls lo fa per sviamento e propaganda, per recuperare qualche consenso, perché sa che i francesi sono contrari alla “sua” loi travail che, fra l’altro, soggiace alle stesse logiche neocapitaliste del TTIP.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. di sicuro ne vedremo delle belle….ora sarà tutto un rincorrersi di crucciatissime considerazioni su come si è sbagliato nel pensare solo agli interessi delle banche e non al popolino.

    temo e sono molto avvilito per questo, che sia solo un po’di teatro…per tranquillizzare gli spettatori, mentre si riorganizzano.

    anche io come Orso, spero di essere ancora vivo e in salute per partecipare attivamente ad una reazione a tutto questo…ma gli altri esseri pensanti….come si fa a svegliarli ?

    • Per alek

      Sappiamo già a priori che i servi subpolitici e mediatici della troika piagnucoleranno, si stracceranno le vesti, chiederanno “cambi di passo” – occupazione, socialità, potere d’acquisto – mentre non cambierà una sola virgola nelle politiche di strangolamento.
      Prenderanno un po’ tempo e poi sferreranno colpi micidiali per mantenere a tutti i costi (anche a costo di ridurre l’Europa in macerie) la presa sul continente e sui popoli.
      Il verme socialistoide europoide Valls vuole vietare le manifestazioni, in Gran Bretagna è iniziata la destabilizzazione, con la raccolta di firme per il contro-referendum elitista e la Scozia asservita minaccia di andarsene (nella Ue!), i mercati attaccano come sciacalli Italia e Spagna, eccetera …
      Altro che “cambio di passo”! La minaccia è incombente.
      La Ue è irriformabile e sarà la nostra tomba, perciò deve essere distrutta e i collaborazionisti eliminati.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Caro Orso,
    propongo a te e ai lettori del blog questo capolavoro di arte povera firmato da Lia Celi, vignettista del sito Prugna e in passato di altre pubblicazioni piddin-selline, Così, tanto per ricordarci la profonda abiezione cui può giungere la subcultura di quest’area. Buon divertimento.

    «Il fascismo non arriva mai in abiti pittoreschi. Il fascismo arriva come un amico. Vuole ridarti il tuo onore, farti sentire fiero, proteggere la tua casa, darti un lavoro, ripulire il tuo quartiere, ricordarti il tuo glorioso passato, spazzare via gli affaristi e i corrotti, eliminare tutto ciò che avverti come diverso da te… Non entra in scena dicendo: ‘Il nostro programma prevede milizie, detenzione di massa, deportazioni, guerra e persecuzioni’».
    Parola di Michael Rosen, romanziere e poeta inglese nato da genitori ebrei e comunisti, quindi esperto in materia. È una delle tante citazioni postate su Twitter in queste ore da molti e spaventatissimi inglesi anti-Brexit (scrittori, artisti, gente dei media, incolpevoli giovani under-24).
    COME IN ITALIA CON IL CAV. Emanano un senso di choc, di stupore doloroso, di disgusto per i propri connazionali che ricorda, si parva licet, l’umore di una parte degli italiani dopo la vittoria di Berlusconi nel 1994.
    L’impressione rabbiosa e avvilente di non aver mai capito il proprio Paese, di essere vissuti in una bolla dove la percezione della realtà, la visione del futuro, i valori su cui impostare la vita sono diversi, se non antitetici, rispetto a quelli di chi sta fuori.
    Ma in realtà non è davvero un fuori, è solo un’altra bolla piena di illusioni, solo un po’ più grande di qualche punto: 52 contro 48. Una bolla piena di baby-boomers invecchiati e impauriti, non troppo istruiti, attaccati alle proprie abitudini, residenti in provincia, l’equivalente inglese dei nostri «umarells», com’è stato osservato.
    E OGNUNO FA QUELLO CHE GLI PARE. E mentre noi continentali stiamo ancora elaborando il lutto per la Brexit, dobbiamo assistere anche a uno spettacolo inaspettato e sconvolgente: la Gran Bretagna che diventa sempre più piccola, divisa, litigiosa, un posto «dove ognuno fa il cazzo che gli pare», come nel vecchio sketch di Guzzanti sulla Casa della Libertà.
    La premier scozzese annuncia che Edimburgo non si farà strappare dall’Europa contro la sua volontà. Il vicepremier dell’Irlanda del Nord proclama che i risultati del referendum non hanno «nulla a che fare con ciò che è meglio per noi».
    Trump, di passaggio in Scozia, dice la sua stronzata («Qui tutti pazzi per il voto! Si riprendono il loro Paese come abbiamo fatto noi americani!») causando un mezzo incidente diplomatico.
    Cameron si dimette esattamente un’ora dopo che il suo ministro degli Esteri Hammond ha assicurato: «Non si dimetterà e resterà al suo posto».
    JOHNSON SOGNA DA PREMIER E SI IMPROVVISA POMPIERE. Boris Johnson, dopo essere stato un ultrà della Brexit, sente odore di Downing Street e nell’intervallo fra il mestiere di sindaco e quello di premier si improvvisa pompiere: «Ce ne andremo senza fretta e non volteremo le spalle all’Europa».
    Mentre nei laburisti scatta il riflesso-Pd, «ogni occasione è buona per un sanguinoso regolamento di conti», Farage straparla e propone il 23 giugno come Independence Day, una versione estiva della Bonfire Night che il 5 novembre ricorda il fallimento della Congiura delle Polveri. Una festa uguale e contraria: la Bonfire Night ricorda una mancata esplosione, il 23 giugno commemorerà l’implosione del Regno Unito.
    SULLO SFONDO LA TRAGICA MORTE DI JO COX. Sullo sfondo di un pandemonio politico che in Inghilterra non si vedeva da fine Seicento, la tomba ancora fresca della povera parlamentare Jo Cox, trucidata per strada per le sue idee, una cosa che si credeva potesse succedere solo in Turchia o nella Russia di Putin.
    Paesi che, in effetti, già godono della fortunata condizione desiderata dalla maggioranza degli inglesi: non fanno parte dell’Unione europea. Chissà se a Pas de Calais hanno già approntato una tendopoli per chi fuggirà dalla Piccola Bretagna.

    Twitter @LiaCeli

    • Per valdo66

      Ti dirò che io continuo a credere che le élite abbiamo permesso la vittoria del “Leave”, senza calcare troppo la mano con omicidi (e forse stragi) e brogli nello spoglio delle schede. Evidentemente hanno un piano B, che potrebbe essere anche “soft”, per annullare gli effetti della Brexit. Altra cosa è se “daranno una lezione agli inglesi” per spaventare altri popoli d’Europa che vorrebbero seguire la stessa strada …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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