L’Europa lavora di bianchetto [Alceste]

Queste sono annotazioni poco serie; non dovreste tenerne conto se non come divertissement.
Di più: avrebbero da essere vergate nel diario di un pazzo e lì custodite. Ma ogni tanto uno sfogo ci vuole, e questo, per vantare efficacia deve essere rivolto a qualcuno. La coscienza non può chiudersi continuamente nel recinto di un perbenismo superficiale e sorvegliato: ha bisogno, invece, di allentare di qualche buco la cintura che tiene le trippe, la bile, il risentimento, il non detto, ed esige un pubblico a tali sconce eruzioni di verità.
Per cui, eccoci qui.

E così in Austria ha vinto il candidato verde ed europeista.
Sconfitto il terribile ultranazionalista Hofer.
Grazie al voto postale. Più di 800.000 austriaci migratori hanno ribaltato l’esito elettorale sancito dagli austriaci stanziali.
Il distacco fra Hofer e l’altro tizio era superiore ai tre punti (51 e frattaglie contro 48 e frattaglie), e poi, dopo una notte di riflessione, con molta calma, sono state aperte le buste del Rischiatutto … e, per dirla con Gadda, da mane a sera c’è stato er controcazzo.
Gli exit poll sul voto postale prevedevano circa tremila voti di differenza finali fra Hofer e l’altro tizio; si è visto poi che erano in realtà 30.000.
Magari a qualche scrivano (o skrivanen) sarà sfuggito uno zero di troppo. O magari ho letto male io.
Il succo della questione è questo: non si erano ancora finiti di contare i voti degli Austriaci stanziali (un esito che spiaceva) che già si era trovata la scappatoia. Id est: i voti degli Austriaci migranti, nientemeno. Si era talmente sicuri della scelta di questi crucchi cosmopoliti che non si è creduto neanche per un attimo alla vittoria di Hofer.
Quel che stupisce, peraltro, non è il ribaltone in sé, ma il modo in cui è stato ottenuto. Con modalità volgari, camorristiche, gradasse, scopertissime. Più che alla proverbiale efficienza crucca mi è venuto da pensare a Nusco … chissà se tale nome evoca ancora qualcosa a qualcuno. Quei voti che riposano per un’intera notte al riparo dagli scrutatori, sacchi che vengono, sacchi che vanno, sviste digitali … la notte porta sempre consiglio ai despoti e ai buffoni di regime; non a caso il governo italiano anela ardentemente il voto sdoppiato fra domenica e lunedì … stavolta non ci è riuscito, ma al referendum di ottobre ci riproveranno. Taroccare i sì e i no, poi, non dovrebbe costituire un grande ostacolo. L’unica speranza di vittoria è ottenere percentuali stellari … 75 contro 25, ad esempio … come per certe squadre di calcio raccomandate: bisogna segnarne almeno tre per cominciare a sperare nella vittoria al fischio finale.
L’Europa è salva. L’ultranazionalista Hofer torna nella polvere dell’indifferenza (ma poi che significa ultranazionalista?). Chi afferma, incautamente, che, nonostante la sconfitta, l’Austria si è comunque avviata verso lo sganciamento dall’Europa non ha capito la psicologia di massa. Queste sono battaglie da vincere a qualsiasi costo. L’occasione irripetibile, il colpo di mano, il blitzkrieg da non fallire. Una sconfitta è ben più di un solitario rovescio. La prossima volta, infatti, torneranno a salire i consensi dei partiti tradizionali e questa temporanea ferita nel corpo politico conformista, che poteva aggravarsi sino a una cancrena fatale, tenderà a cicatrizzare.
Vedremo.
Vi è una morale in tutto questo? Certo. La democrazia è una bella cosa, bellissima, a meno che non contrasti con la marcia a passo dell’oca del potere.
La NATO ha creato gli Stati Uniti d’Europa e questi uniti devono stare. Se c’è uno sbrego, un anello che non tiene, il sistema interviene a raddrizzare lo svolgersi storico degli eventi.
Il broglio, in tal caso, assume la stessa valenza degli interventi dell’orologiaio divino. Il creatore predispone le cose verso un fine celeste (disegno intelligente); se vede che qualcosa non va interviene con piccoli colpi (divini) d’aggiustamento.
Il creatore intelligente è la UE/NATO; gli stupidi, in tal caso, gli austriaci pro-Hofer.
Sì, i sudditi di Cecco Beppe stavano per combinare la frittata e allora sarebbe stata dura … una volta cucinata la frittata, è difficile tornare alle uova: occorre ricomprare i pulcini, crescerli, aspettare che si degnino di deporle ‘ste maledette uova … no, è preferibile, nottetempo, sabotare il fornello del gas … e così l’ultranazionalista razzista colla passione per i blocchi alle frontiere è rimasto con la padella in mano, e il cappello da chef sulla capoccia (il che gli dona, adesso, un’arietta un po’ scema, almeno di fronte al pubblico più allineato e boccalone).
D’altronde i brogli li aveva denunciati già Haider nel 1999 … qualche secolo fa, quando l’euro era solo una prospettiva; e quando il partito FPO rivaleggiava a malapena per il terzo posto … ma, si sa, il disegno intelligente dei creatori della UE viene da lontano.
Lo ripeterò allo sfinimento: il potere ha un’utopia, noi no.
E così le nostre vite di sudditi prendono sempre più corpo. Dapprima il broglio era considerato un’eventualità impossibile; addirittura inconcepibile. Oggi sta divenendo, poco a poco, un evento familiare. Presto lo considereremo normale come un vecchio soprammobile. Ci si abitua a tutto. L’abolizione delle elezioni come noi le conosciamo dal dopoguerra è dietro l’angolo. Presto voteremo con le piattaforme di facebook e twitter, tramite “mi piace” e condivisioni.
Il broglio prende piede.
Di qualche tempo fa è l’intercettazione di due pezzenti di Mafia Capitale: “La mia rete di scrutatori è al lavoro … ti tratterò bene … possiamo aggiungere parecchie schede …”. Ma sì, una più una meno …
Ai brogli del 2000 (Bush vs Gore), invece, allude un filmetto di Joe Dante, Homecoming (tit. it. Candidato maledetto). Alla signora nella war room della Casa Bianca non piacciono gli exit poll e allora fa una telefonatina … i risultati si invertono subitanei, il perdente vince il vincente perde …
Taccio del referendum scozzese, di quello danese et cetera.
Anche i risultati delle elezioni elettorali europee (quelle che ci condannarono a un Renzi a vita) puzzano forte.
Io, che sono pazzo, come detto, vidi in quei numeri finali un’impronta aritmetico-massonica. Se assumiamo l’8 come cifra iniziatica (il lato della scacchiera!) avremo un curioso tripudio di multipli e divisori da squadra e compasso: i sottopanza del governo (Vendola e Alfano), uno da sinistra e l’altro da destra, presero un 4% … un filino sopra la soglia dello sbarramento … fortunelli … il padrino politico d’Italia, invece, il Berluscon calante, si fermò al 16% (ma, chissà perché, non se ne dolse) … il Salvatore della Nuova Ausonia ebbe a trionfare col 40,8% … splendido multiplo del nuovo mirabile numero massonico/patriottico … un capolavoro di simbologie esoterico truffaldine, contro ogni previsione, sondaggio, exit poll e palla di vetro statistica.
E prima delle elezioni: 80 euro a tutti, 800.000 posti di lavoro (mica un milione), + 0,8 di crescita, tagli per 8 miliardi e ripresa col b(8).

[Non prendete nulla sul serio: l’ho detto, sono un mattacchione].

Che il broglio intervenga per mettere le cose a posto sembra, ormai, indubbio (taccio, inoltre, di altri referenda: il danese, lo scozzese ….).
Peraltro, a rendere le elezioni (quelle importanti) fortemente sospette concorre una semplice constatazione: nessuno sa spiegare davvero cosa sia un’elezione.
Il delicatissimo funzionamento della macchina amministrativa deputata a tradurre la volontà popolare in rappresentanza politica effettiva è del tutto sconosciuto. Almeno ai più. Ci fidiamo. E basta. Da una vita. Una burocrazia segretissima e aliena dalla divulgazione civica sovraintende al meccanismo che decide le vite di milioni. Ci sono appalti esterni? Chi tratta i dati delle sezioni? Personale del Ministero o cococo presi per l’occasione? Quando si trasforma il cartaceo in digitale? Quali passi sono necessari? Chi controlla i controllori? Quali sono i sistemi di sicurezza? Et cetera: domande a cui nessuno risponderà in modo netto e inequivoco.
La controinformazione si occupa rarissimamente di tale questione (salvo piangersi addosso quando le cose non vanno come si spera, come nel caso dell’Austria).
Una volta, a uno dei maggiori controinformatori italiani, proposi un tavolo di lavoro per analizzare e definire meglio tali processi (occorre una sinergia fra specialisti in materie giuridiche): mi rispose in maniera sprezzante.
Ovviamente, a ridosso delle elezioni austriache, lo vedremo piagnucolare sulla cattiveria del potere …
Tuttavia (e qui concludo la mia tiritera da svitato) la pratica sistematica del broglio vanta un aspetto altamente positivo.
Seguite il parasillogismo.
Le elezioni sono espressione essenziale della vita democratica delle costituzioni libere dell’Occidente.
Inquinare la validità e la veridicità di tale espressione equivale, quindi, a negare la democrazia stessa.
Se democrazia non c’è i cittadini vivono in una non-democrazia: sono, perciò, tenuti a considerare i propri governanti quali despoti abusivi, e le istituzioni da loro abusate quali strutture repressive e ostili.
In parole povere: è ora lecito, da parte del cittadino, dar fuoco alle polveri.
Ribellarsi al tiranno è obbedire a Dio.

Ma queste sono considerazioni di un pazzo.

L’Europa lavora di bianchetto [Alceste]ultima modifica: 2016-05-24T16:05:06+02:00da derosse
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15 pensieri su “L’Europa lavora di bianchetto [Alceste]

  1. Sottoscrivo in toto caro Alceste. Forse sono pazzo anch’io..
    Intanto pare che nel collegio “Waidhofen an der Ybbs”, l’affluenza al voto sia stata del 146,9%. Più i votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale. Il risultato nel collegio, ovviamente, è stato tutto in favore di Van der Bellen..
    Errore nel sistema di conteggio? Intanto per non saper ne leggere ne scrivere il ministero dell’interno austriaco ha bloccato la pubblicazione dei risultati elettorali fino al primo giugno.
    Sarà più facile così aggiustare i dati che, nella fretta, sono scappati di mano…
    Un rassegnato saluto
    Costantino

    • Pare che il min. interni si sia scusato per il refuso del 146%. Comunque aveva anche pubblicato in anticipo dati che davano van del BAllen vincente. “Oops, che sbadati! Facevamo delle prove.”
      Il voto postale è contestatissimo in UK. Ci sono state inchieste di Scotland Yard fin dalle elezioni del 2010. Un’altra trovata dei laburisti.

      Condivido il post. Ho scritto anch’io oggi sull’argomento e sono pessimista. http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2016/05/per-un-pugno-di-voti.html

      • Per Lameduck

        Forse mi sbaglierò (come spero), ma anche il risultato del Brexit è scontato. Vinceranno loro, a costo di brogli anche plateali, perché, comunque, gli inglesi non si solleveranno in armi per liberarsi del giogo UE…

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  2. Nel 2006, mentre Prodi vinceva di lunga su Berlusconi (diversi punti), intorno alla mezzanotte i voti per Berlusconi cominciarono a salire. Salivano con tale precisione aritmetica che a quell’ora riuscii a calcolare con quanta differenza avrebbe vinto Prodi a risultato concluso: circa appena 25.000 voti di scarto, il risultato che arrivò due ore dopo.

    Non ho mai capito se fu un broglio riuscito male, oppure una “risalita” voluta più in alto per tenere Prodi per i cosiddetti. Tempo dopo, si vociferò di un intervento notturno in extremis del Ministro dell’Interno Pisanu (che infatti in seguito sparì dall’orizzonte politico).

    Questo per dire che da tempo i brogli in grande stile (intendo oltre ai broglietti locali per far vincere il capataz, che vanno avanti da sempre) stanno governando i Paesi Occidentali. Non è un caso neppure che ormai in tutti i Paesi i sondaggi diano due partiti testa a testa al filo di lana, in modo che basti una spintarella appena per far vincere uno o l’altro.

    Noi non contiamo più niente. Molta gente comincia a subodorare, ma sempre una minoranza.

    • Per Cristina C.

      In questa situazione, l’imperativo dovrebbe essere la ricerca di nuove ed efficaci “forme di lotta”, liberi dai tabù della democrazia liberale.

      Cari saluti

      Eugneio Orso

  3. Per Costantino:
    La cosa che dovrebbe far impazzire veramente è come tutto questo scivoli via senza clamore. Anche l’atteggiamento di Hofer è inspiegabile.
    Un approfondimento qui:
    http://www.rischiocalcolato.it/2016/05/al-brennero-si-chiude-al-voto-vinto-brogli-problema-vero-un-altro-cosa-ci-aspetta.html

    Per Cristina:
    Ricordo bene quella serata elettorale. Sull’episodio venne pubblicato anche un libriccino abbastanza interessante, Il broglio, scritto da un fantomatico “Agente Italiano”. I contorni della vicenda, però, non mi sono mai stati chiari. Anche qui, tuttavia, a stupire fu la reazione del centrosinistra, piccata, ma non troppo … come di chi conosce le regole del gioco.

    Per Lameduck:
    Il voto postale è uno dei tanti modi per inquinare le elezioni.
    I maestri del voto fintamente democratico sono gli americani dove, in realtà, vota circa il 30% effettivo della popolazione sul territorio (per tacere delle storture provocate dal sistema delle donazioni et cetera).
    Sono comunque convinto che oggi sia impossibile, per via pacifica, ribaltare un indirizzo politico di portata internazionale.

      • Per Cristina C.

        Riconosco che è molto difficile anche con una lotta armata di liberazione senza quartiere, soprattutto in un paese come l’Italia dove l’imbecillismo di massa e la passività sociale dilagano da anni.

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  4. Ricordo sempre che dopo le lezioni europee che diedero la “spinta” al PD nostrano non riuscii a trovare per lungo tempo (almeno un mese) i numeri delle schede bianche e nulle…..provò anche un mio amico e non ebbe fortuna….

    • Semplicemente tu come molti non sai nulla di elezioni.
      Le percentuali del CDX durante gli spogli crescono e quelle del CSX calano da sempre perchè per primi arrivano i dati
      dalle regioni rosse.
      Per esempio nel 2013 con 10000 sezioni su 61000
      Bersani era al 33,3% e Berlusconi al 24,7%.
      Però poi con lo stesso trend del 2006 Bersani calerà al 29,5%
      e Berlusconi salirà al 29,2%.
      E nel 2014 con 7000 sezioni il PD era al 43,8%,ma calerà durante lo spoglio fino al 40,8%,invece Forza Italia passerà dal 14 al 16,8%.
      Brogli del CDX anche nel 2013 e 2014 ?

  5. Cari Alceste ed Eugenio Orso,,
    il broglio elettorale è connaturato, ontologicamente per così dire, alla democrazia liberal-cleptocratica. Un breve excursus: ricordo anch’io il libro ed il documentario di Deaglio (e l’attesa che suscitarono: a Casalecchio di Reno, nel primo teatro in cui lo proiettarono, rimasero fuori in centinaia), ma le “prove” citate semplicemente non stavano in piedi, tutto si sgonfiò prestissimo e l’idea che mi son fatto (quale umile mattacchione a mia volta) è che l’operazione sia servita solo ad alzare un po’ di polvere, deviando l’attenzione dal “core business”.
    Il mitico 40% del PD puzza e non poco: tuttavia, al contrario delle presidenziali austriache o di quelle messicane (2 vittorie nette scippate ai vincitori), quali elementi di carattere tecnico possono far sì che si gridi al broglio? Io non ne vedo.
    E poi, diciamola tutta: i vari leader “populisti” alla fine si sottomettono ad un gioco più grande di loro, ma il popolo dov’è? Se io pure avessi votato Van der Bellen, da sincero ed ipotetico democratico, dovrei essere indignato, o no? E gli altri? Se ne fottono? Questa non è l’apoteosi delle oligarchie, questo è il collasso del popolo.
    Saluti, Moravagine.

    • Per Moravagine

      Io sono sempre dell’idea che il popolo, cioè la massa, la maggioranza schiacciante, viene dopo. Prima ci devono essere il programma politico alternativo e i quadri (in tal caso) “populisti”.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. A proposito di imbecillismo (e ignoranza) copio ed incollo questo commento dalla posta del famigerato Dagospia:
    Caro Dago, Obama in visita a Hiroshima. E pensare che i suoi avi si lamentavano dei campi di cotone!
    N.Caffrey
    In realta’ gli “avi” di Obama mai hanno lavorato in campi di cotone, Obama e’ figlio di una bianca con legami CIA e di uno studente del Kenia che si e’ trombato la madre senza credo sposarsela. Quindi nessun antenato afro/americano.

    • Per Ianzo

      Meglio occuparsi del serpente Obama e delle sue visite pelose che affrontare di petto la questione sociale e quella geopolitica … così non si rischia.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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