C’è una sola invasione. Ma non è islamica [Alceste]

Qualche tempo fa vidi una foto d’alto valore simbolico.
Due giovani musulmane, paludate nel niqab che le copriva quasi integralmente, passeggiavano su un’assolata spiaggia occidentale (dove tutti, ovviamente, erano in costume o bikini).
Nell’immagine si concentrava, insomma, ciò che altri hanno denominato “scontro di civiltà”.
E io concordo: è uno scontro di civiltà.
Lo scontro fra una civiltà trionfante (il neocapitalismo) e una civiltà morente (l’Islam).
È una mia certezza.
Così come sono certo che i figli e le figlie delle due donne velate, fra pochi anni, saranno proprio lì, su quella spiaggia, in costume e bikini.
La forza di tale convinzione deriva dall’esperienza: noi Italiani quello scontro di civiltà l’abbiamo già combattuto e perso; con una disfatta.
Chi è abbastanza maturo ricorda ancora cos’era l’Italia nei Sessanta e nei Settanta e cos’è oggi.
Anche le nostre donne avevano i loro niqab. I loro figli e figlie e nipoti, no.
Anche gli uomini possedevano un loro codice di comportamento, il loro niqab etico: i loro figli e figlie e nipoti, no.
La secolarizzazione neocapitalista avanza e ci rende tutti eguali. È toccato agli Italiani e ai cattolici del Sud europeo; toccherà agli Islamici; ai cinesi; e a tutti coloro i cui stili di vita sono alternativi al canone occidentale, o vi confliggono.
Il godimento, l’individualismo, la smaterializzazione delle esistenze e del lavoro, la libertà infinita dal peccato e dalla morale, sono richiami irresistibili.
Ci sono voluti decine di migliaia d’anni per edificare le multiformi e delicate architetture dell’etica: costruite, più o meno consapevolmente, per difendere l’uomo da sé stesso, dall’Anticristo del cupio dissolvi. Nulla di troppo. Conosci te stesso. La hubris.
Ora giace tutto in pezzi.
Forse opera davvero una necessità impersonale nella storia; il nichilismo capitalista è uno snodo ineludibile e dobbiamo soggiacervi.
La prima disfatta dell’Islam si registra presso uno dei centri pulsanti dell’Ideologia: Londra, dove è stato eletto un nuovo sindaco, Sadiq Khan.
Sadiq Khan si proclama musulmano e credente.
Ma non è niente di tutto questo. È solo un uomo dei nuovi tempi, apolide e snaturato.
L’Islam non colonizzerà un bel nulla. Anzi, sarà proprio l’Islam a essere svuotato e colonizzato a sua volta.
A meno che non vinca una battaglia campale a suon di atomiche (impossibile) o che il neocapitalismo imploda su sé stesso (vedremo).
Sadiq dichiara: “Sono un londinese, un europeo, un britannico, un inglese, un musulmano, di origini asiatiche e pachistane, un papà e un marito“. Ovviamente è liberale, pro-gay e quant’altro. Coi diritti civili Sadiq Khan ci fa il bagno, come qualunque creatura del neocapitalismo edonista.
Sadiq, Jeremy, Robert, Hillary, Angela sono pedine fungibili dell’unica ideologia sul mercato.

[Un aspetto non secondario della faccenda è anche questo: come ha fatto un figlio di poveri immigrati indiani e musulmani a divenire sindaco di Londra? Come ha fatto un immigrato ad assurgere alle più alte cariche istituzionali nella vera capitale del capitalismo finanziario? Uno che nel 2001, a trent’anni, difendeva Louis Farrakhan in America? Se credete che Londra sia la terra delle grandi opportunità o che il buon Sadiq sia un genio siete da ricovero coatto. Figuriamoci … basti vedere come è trattato, in media, un Italiano a Londra. Chi arriva al potere in Occidente è solo un pupazzo … guardate cosa fanno o producono i geniali Clinton, Aznar, Barroso, Blair, Schroeder oggi, a parte incassare tangenti sotto forma di consulenze … un bel niente … tutto logico: cosa può produrre una nullità se non il nulla sottovuoto?]

E voi direte: ma le guerre in Siria, Libia, Iraq … gli attentati, le destabilizzazioni islamiche?
Certo, ci sono. I tagliagole dell’ISIS o delle altre sigle del franchising NATO sono realtà effettive che generano morti e distruzioni. Esistono perché, per ora, servono. E servono proprio per annientare quelle realtà politiche che ancora non si rassegnano alla dittatura ideologica/economica del neocapitalismo.
Una volta assolto il loro compito sanguinario, esse verranno relegate, nel migliore dei casi, a comparse; e, pian piano, dissolte dalla civilizzazione occidentale.
I ciabattoni tafkiri, i Fratelli Musulmani o gli sgozzatori da youtube sono semplice carne da cannone; buona, nei talk show, per attizzare nel pubblico beota il consueto piagnisteo: “Ci attaccano perché noi siamo liberi!”. Oppure: “Perché invidiano il nostro stile di vita!”.
Le solite fanfaluche.
Quale libertà e quale stile di vita vantiamo oggi? La libertà di scegliere il modello di smartphone?
Noterete, in questo finto bailamme, la grande assente dal dibattito: la questione sociale.
Lavoro, salario, opportunità, welfare … sono termini sostituiti da parole ormai prive di contenuto come diritti civili, accoglienza, efficienza, flessibilità, antirazzismo, dialogo … una manica di scemenze … non c’è alcun dialogo, o discussione, o conversazione nel mondo: o si accetta l’individualismo edonista con le pezze al culo da precari o niente.
Il neocapitalismo, l’unico vincitore del Novecento, non divide fra islamici, negri, omosessuali, cattolici, giudei o calmucchi. A volte esso si serve, come accade per l’estremismo islamico, di tali categorie onde perseguire i propri fini.
Ma ha ben altro in testa.
Il suo sottile, spietato, ecumenismo edifica la nuova Torre di Babele (la Piramide di Babele, potremmo ribattezzarla) che distingue per censo; a faticare, alla base, i milioni del Lumpenproletariat del 21 secolo: negri, gialli, rossi, italiani, tailandesi o chi volete voi; poi, a salire verso il paradiso (i piani si restringono velocemente!) i poveri; quindi i piccolo borghesi, poi qualche benestante, una manciata di nuovi ricchi, e infine le terrazze dei pretoriani, dove Sadiq, Tsipras e compagnia bisbocciano amichevolmente.

Intanto, nascosti fra le nubi, a centomila piedi sopra gli uomini e il tempo, i signori del mondo si godono lo spettacolo. E magari si ripetono fra loro, celiando, la poesiola di W. H. Auden:

A JS/07/M/378
LO STATO DEDICA
QUESTO MONUMENTO MARMOREO

L’Ufficio Statistico attesta
che mai fu fatta contro di lui querela,
e rapporto sulla sua condotta non si dà
che non lo giudichi un santo nel senso moderno di un termine antiquato,
perché in ogni atto egli servì la Comunità.
Tranne che in Guerra, finché andò in pensione
lavorò in una fabbrica e mai fu licenziato,
ma piaceva ai padroni, Fudge Motors Inc.

Eppure non era un crumiro né aveva idee bizzarre,
perché il Sindacato attesta che pagava le sue quote
(e ci è attestato che il Sindacato non mente)
e i nostri Assistenti Sociali hanno rilevato
che era popolare tra i suoi compagni e beveva di gusto.
La Stampa è convinta che comprasse ogni giorno un quotidiano
e che non reagisse alla pubblicità in modo strano.
Le polizze a suo nome mostrano che era assicurato a vita,
e il suo Libretto Sanitario prova che fu in ospedale una volta ma ne uscì guarito.

Le varie Ricerche di Mercato dichiarano
che sapeva usufruire dei Piani Rateali
e che aveva tutto quanto occorre all’Uomo Moderno,
un grammofono, una radio, un’auto e un frigo.
I vari Sondaggi d’Opinione rilevano soddisfatti
che aveva l’opinione giusta al momento giusto;
quando c’era la pace, voleva la pace; quando c’era la guerra, partiva.
Era sposato e accrebbe di cinque figli la popolazione,
numero perfetto secondo il nostro Eugenista per un padre della sua generazione,
e i nostri insegnanti riportano che non ostacolò mai i loro programmi.

Era libero? Felice? Che domande assurde:
se qualcosa non avesse funzionato, di certo ne saremmo informati
(1)

(1) W. H. Auden, Al cittadino sconosciuto, 1940, traduzione di N. Giardini

C’è una sola invasione. Ma non è islamica [Alceste]ultima modifica: 2016-05-17T15:54:02+02:00da derosse
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37 pensieri su “C’è una sola invasione. Ma non è islamica [Alceste]

  1. Siamo davanti a una sorta di profezia – in senso positivo, dal greco profemi – di Alceste che sembra sfidare il Pasolini di Alì dagli occhi azzurri (in Poesia in forma di rosa) e, appunto, Profezia.
    Non c’è nello scritto di Alceste, a decenni di distanza dal Pasolini “terzomondista” che scrutava acutamente il futuro, alcuna speranza di riscatto, alcuna possibilità di rivalsa degli umili nei confronti delle élite.
    Anzi, vi è tristemente la (quasi) certezza della vittoria finale neocapitalista, che oggi sta usando la minaccia islamista sunnita e, contemporaneamente, l'”accoglienza” indiscriminata dei migranti per i suoi scopi geopolitici di dominazione.
    Alceste Vs Pasolini?
    Non direi, perché a distanza di oltre mezzo secolo possiamo affermare che il grande poeta e scrittore ha saputo prevedere l'”invasione” islamico/terzomondista del vecchio continente, anche se è probabile che gli esiti, alla fine dei giochi, saranno quelli preconizzati da Alceste …

    Cari saluti

    Eugenio Orso

    • Credo che Pasolini fosse, soprattutto, in cerca di purezza.
      Il suo terzomondismo a questo aspirava: alla tradizione, alla felicità dell’essere sé stessi come popolo, al rifiuto del consumismo montante.
      Alì appartiene peraltro alla fase precedente l’abiura della famosa trilogia della vita. Poco prima della morte, nel 1974-75, anche lui stava rendendosi conto che il capitalismo terminale era un virus che si propagava senza particolari resistenze.
      L’Islam può invaderci quanto gli pare: non è difficile invadere una nazione di zombie. E tuttavia gli zombie sono pericolosi. Solo la loro prima generazione resisterà all’attacco mortale degli zombie edonisti, poi cadranno anche loro come pere.
      Prima ho parlato di scontro di civiltà, ma è un equivoco. La nostra di civiltà non esiste più … la loro … vent’anni al massimo. Li voglio vedere i paterfamilias musulmani che lottano contro gli smartphone e la pornografia …
      Vi ricordate Simon del deserto, il film di Buñuel? Simon l’eremita riusciva a combattere il diavolo finché rimaneva sulla sua colonna, nel deserto. Appena il diavolo l’ha catapultato nel nostro tempo infernale anche il santo stilita è diventato un debosciato …
      Però l’ho detto: può darsi che il neocapitalismo imploda su sé stesso. Non ho elementi per giudicare.
      Non ci resta che sperare nel grande botto.

  2. Non sono d’accordo sulla capacità di trasformazione dell’Islam verso l’occidentalizzazione e, d’altronde, essa non è nemmeno richiesta dal masterplan.
    All’élite non interessa più il consumismo, è già oltre il capitalismo. Nel futuro è prevista solo la fascia alta di consumo per una ristretta élite selezionata e i loro consanguinei (l contrario esatto dei proclami verso il meticciato dei vari Kalergi). Nell’idea di futuro dell’élite le masse meticciate servono solo, temporaneamente, per lo sterminio di quelli che ancora chiami “piccolo borghesi”. Servono per lo sterminio degli europei e della loro civiltà grazie al principio del sovraffollamento della gabbia. Perché se no l’ONU pubblicherebbe “studi” deliranti che ipotizzano un’Italia con 200 milioni di abitanti nel 2050 per ovviare alla denatalità?
    Per questo scopo distruttivo l’Islam ottuso, fermo al medioevo, legato ad un Dio ancora più psicotico di quello ebraico è perfetto per lo scopo. Gli unici paesi islamici occidentalizzati furono quelli retti da governi laici che avevano separato la religione dallo stato e, non a caso, sono quelli che stanno venendo eliminati dall’Impero Elitario uno dopo l’altro. Quando l’Islam manovrato come un Vendicatore cieco avrà distrutto l’Europa a colpi di sharia (obbligando noi donne occidentali al velo e non viceversa), le masse meticciate verranno sterminate anch’esse, magari con una bomba a neutroni, così non si rovinerà il paesaggio.
    D’altronde ce lo chiede anche il riscaldamento globale. Siamo troppi e Malthus tornerà presto di moda.
    Spero vivamente di sbagliarmi.

  3. Sono d’accordo con Lameduck.
    L’errore di Alceste è un errore di prospettiva, non me ne voglia, marxista, troppo marxista.
    è l’idea di prendere il capitalismo come bersaglio polemico (seppur neocapitalismo, turbocapitalismo, finanzcapitalismo, ecc..), e non il mondialismo che viceversa è una visione del mondo ben precisa, esattamente come potrebbe esserlo il comunismo o il cristianesimo.
    Che esso sia funzionale agli interessi di una élite superiore di stampo plutocratico non ci piove, che esso sia una mimesi del conflitto reale di classe non ci piove, che esso altresì abbia i propri padri nobili nella perfida Albione altresì non ci piove.
    L’errore logico è quello di pensare che l’obiettivo sia quello di una sorta di “tutti borghesi, tutti consumisti”. Falso.
    Il cosiddetto “consumismo” è semplicemente l’effetto collaterale di un cinquantennio circa di capitalismo keynesiano-nazionale-programmatico, laddove viceversa il capitalismo liberista-cosmopolita-concorrenziale (globalizzazione oggi, impero britannico ieri) persegue esattamente l’obiettivo opposto.
    La prova?
    Entrambi i paradigmi pseudo-scientifici imperanti al giorno d’oggi, cioè il marginalismo e l’ambientalismo, sono fondati sul paradigma della scarsità come fonte del valore (in opposizione netta alla teoria classica del valore-lavoro).
    Non so se alla fine andrà come dice Lameduck, con un bell’olocausto nucleare.
    Sicuramente non andrà come asserisce Alceste.

    • Per Lameduck e Matteo.

      Non ne faccio una questione di termini: si può chiamare mondialismo, neocapitalismo o Paolino Paperino.
      Ciò che intendo è questo: esso intende ridurre a sé ogni altro da sé. L’altro non è tollerabile. E ogni nazione o sovrastruttura altra deve essere eliminata o dissolta dal suo acido tecnocratico.
      Il cattolicesimo, ad esempio, che ha sorretto l’Europa per quasi due millenni è, ormai, una sorta di new age spiritualista buono a ogni uso.
      L’Islam farà la stessa fine. Le prime generazioni costruiranno qualche moschea e faranno un po’ di proselitismo, poi getteranno la spugna.
      Non vedo chador nel futuro di Lameduck, né atomiche malthusiane (a meno che queste non servano contro chi non accetta ancora il neocapitalismo, mondialismo et cetera).
      Ci sarà un impoverimento generale dei paesi una volta ricchi e agiati; e un incremento del PIL dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo: un travaso lento e inevitabile.
      Tutto qua. La deflazione tecnologica rende possibile, inoltre, questa nuova umanità ai minimi termini, ridanciana, ottusa, catatonica, senza passato e felice di essere dominata.
      Not with a bang but a whimper …

      A meno che (l’ho detto) la baracca non imploda su sé stessa. Non ho né dati né intelligenza sufficiente per tale previsione.
      Il sistema può crollare esclusivamente per cause interne.

      Anch’io spero di sbagliarmi.

      • La deflazione tecnologica non esiste (non nei termini deterministici in cui ci viene presentata), è un’altra balla del marginalismo-ambientalismo.
        E l’epoca del consumismo è tramontata.
        Non è una questione di intelligenza o meno: è solo questione del fatto che se il capitalismo non è più trainato dai salari, allora è inutile avere una classe media, quella che consuma e quindi costa.

        • La differenza è che la Chiesa Cattolica ha scelto di auto-sabotarsi dall’interno, mentre l’Islam è rimasto immutato, anzi ha ripreso la foga estremistica delle origini. Perché, questa è la cosa tragica, anche se il Califfato, l’ISIS e AlQaeda sono solo ologrammi creati dai fottuti satanisti che governano il mondo, il fedele islamico medio convinto che la moglie debba essere bastonata e che le donne occidentali meritino di essere stuprate in quanto puttane, alla Reconquista dell’Europa da parte dell’Islam, CI CREDE! Gli arrivasse un SMS con scritto “Allah vuole che ti vai a buttare a fiume”, lo farebbe.

          • Per Lameduck

            Sono completamente sdraiato sulla tua linea.
            C’è un duplice aspetto.
            La religione oscurantista, con eccessi “satanisti”, che propaga violenza in forme estreme: pensiamo ai tatuati uccisi a vista dall’isis, o a quelli che portano i baffi, oltre alla barba (la parte superiore del labbro non deve essere coperta da peli!), ugualmente a rischio della vita.
            Secondo aspetto, l’uso da parte dell’Asse del Male a guida Usa dei mercenari, psicopatici e drogati in diversi casi, per seminare il terrore, dissolvere le società, destabilizzare gli stati, spingere masse di profughi verso l’Europa e modificarne gli assetti sociali brutalmente.
            L’islam sunnita/wahabita/salafita, del resto, converge con il neocapitalismo a vocazione finanziaria su diversi punti e da questo è alimentato (mercenari, armi, soldi). Ad esempio, il respiro globale e la dissoluzione degli stati nazionali sovrani, apparentemente per “sottomissione” a dio (il dio semita di Abramo!) e al califfo, “vicario in terra”, nel caso degli islamisti, per “sottomissione” delle classi dominate al mercato sovrano e agli agenti strategici neocapitalisti (Soros, ad esempio!) per quanto riguarda il nuovo capitalismo finanziario.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  4. Caro Alceste tu sai scrivere bene. Lasciami fare però i conti della serva, lasciami fare da portavoce del popolino, quello periferico, che vive il presente volgare e burino. Le nostre città sono invase da clandestini, siano essi negri, islamici o zingari. Le strade sono piene di parassiti o delinquenti, le violenze all’ordine del giorno. Quasi tutti gli stranieri arrivati negli ultimi anni vivono di espedienti, pochissimi fanno un lavoro onesto. La situazione è allarmante, l’invasione è completa. Il risultato è un grandissimo merdaio che ricorda un vecchio film di Charlton Heston: i sopravvissuti.
    Invidio la tua capacità di narrare cose ed eventi in modo a volte filosofico , altre poetico, ma a volte la realtà è così contingente che la poesia diventa prosa e comincia a stuccare. Non prenderla come una critica, la mia è solo un’osservazione di un povero ignorante che vive ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più (come diceva una canzone).

  5. Nell’articolo mi sembra che, anche se volerlo, l’autore faccia eco a quella affermazione di Obama secondo il quale Putin è dalla parte sbagliata della storia.
    C’è una sorta di profezia in quella affermazione obamiana? Oppure è frutto solo dell’arroganza tutta imperiale di chi crede che il capitalismo (o qualunque altra cosa esso sia) americano sia destinato a dominare il mondo?
    Io propendo per quest’ultima ipotesi. Gli Usa sono militarmente ed economicamente potenti ma sono una nazione senza un futuro perché il suo popolo è diviso e moralmente decadente. È un popolo senza spina dorsale manipolato tanto quanto lo sono, ad es, i popoli europei. Un popolo del genere è destinato a soccombere … anche se nel breve periodo potrà sembrare vincente.
    Perciò tra la civiltà islamica e quella americana o europea non ho dubbi che prevarrà la prima. Cosi come non ho dubbi che tra la civiltà islamica e quella russa o cinese prevarranno queste ultime perché sono sicuramente meno feudali e più evolute (anche tecnologicamente) di quella islamica. L’islam distruggerà l’Occidente come un tarlo o come un cancro ma alla fine il vero vincitore su tutti sarà l’oriente.

    • Nell’articolo mi sembra che, anche senza volerlo, l’autore faccia eco a quella affermazione di Obama secondo il quale Putin è dalla parte sbagliata della storia.
      C’è una sorta di profezia in quella affermazione obamiana? Oppure è frutto solo dell’arroganza tutta imperiale di chi crede che il capitalismo (o qualunque altra cosa esso sia) americano sia destinato a dominare il mondo?
      Io propendo per quest’ultima ipotesi. Gli Usa sono militarmente ed economicamente potenti ma sono una nazione senza un futuro perché il suo popolo è diviso e moralmente decadente. È un popolo senza spina dorsale manipolato tanto quanto lo sono, ad es, i popoli europei. Un popolo del genere è destinato a soccombere … anche se nel breve periodo potrà sembrare vincente.
      Perciò tra la civiltà islamica e quella americana o europea non ho dubbi che prevarrà la prima. Cosi come non ho dubbi che tra la civiltà islamica e quella russa o cinese prevarranno queste ultime perché sono sicuramente meno feudali e più evolute (anche tecnologicamente) di quella islamica. L’islam distruggerà l’Occidente come un tarlo o come un cancro ma alla fine il vero vincitore su tutti sarà l’oriente.

  6. Per Giova

    Anch’io prendo l’autobus ogni mattina e, almeno in parte, Roma ricorda il caos e la follia del film che citi. Su ogni autobus il rapporto immigrati/italiani è 5 a 1 e capisco ciò che vuoi dire. Ma il succo del mio discorso, al di là della poesia, era che gli invasori e coloro che subiscono l’invasione alla fine sono e saranno le vittime di un’unica ideologia trionfante ora.

    Per Stefano:

    Vincerà l’Oriente. Benissimo. Ma quale Oriente? A volte, in guerra, i nemici ti cambiano. Sarà un Oriente alternativo? Non so. A me sembra che Giappone, Cina e le varie tigri asiatiche abbiano accettato il modello di sviluppo occidentale. Quale vittoria potrà essere la loro?

  7. Io ho un’altra teoria, prima o poi la pubblicherò.
    Il mio sospetto è che stiamo importando tutti questi giovani maschi perché presto servirà tanta carne da cannone qui in Europa, e non si può mica mandarci la generazione playstation o quelli del gay pride.

    • Per Cristina C.

      Mercenari dell’Asse del Male a guida americana (in tal caso, mussulmani “europei”) che potranno combattere, in futuro, contro altri mercenari dell’Asse del Male (mussulmani sunniti, al-nusra, stato islamico), oppure contro la Resistenza Russa, che si oppone all’avanzata geopolitica dell’Asse del Male?
      Interessante ipotesi ….

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  8. Ho sentito colui che si vanta di rappresentare Dio in terra (il Papa) lamentarsi del fatto che la gente (anzi “le genti”) accudiscono con maggiore amore i loro cani che non i “poveri” immigrati.
    Spero che qualcuno dei suoi fedeli sappia ricordargli che i cani, diversamente dagli immigrati, non rubano il lavoro a nessuno, n’è succhiano soldi alle casse degli stati n’è diventano terroristi o criminali comuni come succede (e succederà sempre più) ai “poveri immigrati” ( quelli, cioè, che pagano migliaia di euro alle varie mafie per farsi traghettare sulle coste europee).
    Fatta questa premessa veniamo al punto dolente sui motivi per cui le élite politiche, finanziarie e clericali favoriscono questi incredibili afflussi di immigrati.
    Secondo me i motivi sono vari a seconda anche dei diversi soggetti politici, economici e clericali che propugnato la cosiddetta “accoglienza” (compreso quello, come ha detto qualche altra, di usarli eventualmente come “carne da cannone” in future guerre).
    Ma aggiungerei che forse sono 2 le ragioni che prevalgono e sovrastano ogni altra:
    1) scaricare sull’Europa masse di immigrati che potrebbero rappresentare un pericolo per le élite all’interno dei loro paesi d’origine (élite che l’imperialismo Usa preferisce che si dedichino ad eseguire i suoi progetti di guerra piuttosto che a sfamare o controllare le loro masse potenzialmente ribelli);

    Poi, strettamente collegato al punto precedente e come effetto dello stesso:
    2)presentarsi (intendo gli Usa e i suoi vassalli europei) in veste benevola agli occhi del (parzialmente) temuto Islam allo scopo di meglio utilizzarlo specie nella guerra contro la Russia (e qui sono praticamente d’accordo con la commentatrice Cristina che le masse immigrate saranno quelle meglio utilizzate come carne da cannone con la differenza, forse, che mentre la citata commentatrice, forse fa riferimento a future guerre civili in Europa, io preferisco fare riferimento alle attuali e prossime guerre contro l russi e i cinesi).

    Quando milioni di islamici si saranno diffusi in tutta Europa, a chi credete che guarderanno con simpatia , al mondo russo cinese o piuttosto alle élite occidentali che li hanno accolti (alla faccia degli interessi dei loro stessi popoli)?
    All’imperialismo occidentale non interessa altro che iniettare, specie nelle vene della molle Europa, correnti umane capaci di odiare l’est più e meglio di quanto saprebbero fare le stanche e inebetite popolazioni autoctone.
    Per queste ragioni ritengo che l’islam vincerà in occidente e questo avverrà specialmente contro i Popoli europei. Come ha sfrontatamente espresso quel farabutto di Soros, l’Europa deve diventare un’enorme Ucraina e chi potrà realizzare questo progetto meglio delle fascistoidi masse islamiche? … anche se magari fornite (ma in realtà lo sono già) di Smart Phone e, forse, di bikini!
    L’importante è che queste masse islamiche portino le loro concezioni reazionarie tanto in materia politica quanto in campo sociale (famiglia); l’importante è che odino l’est Europa come quei nazisti ucraini o polacchi!
    Ma l’antica Roma iniziò il suo declino quando, per combattere le sue guerre imperiali, si rivolse alle masse barbariche inserendole nelle sue stesse truppe…. lo stesso accadrà per l’attuale l’impero Usa con la differenza che le attuali barbariche masse islamiche soccomberanno esse stesse rispetto al più civile e progredito oriente.
    “quale oriente”? mi chiede Alceste
    C’è un solo oriente: quello russo-cinese… il resto (che si chiami Giappone o Vietnam o Corea del sud) è solo una miserabile replica del modello occidentale e, quindi, destinato al fallimento assieme a questo.
    Ma anche Russia e Cina – continua Alceste – hanno fatto proprio il modello occidentale!
    Non mi sento di condividere totalmente quest’opinione…probabilmente anche russi e ai cinesi sono attratti dal consumismo occidentale (consumismo che, peraltro, in occidente è già morto e sepolto da quando si sta diffondendo solo un generalizzato impoverimento ) ma le istituzioni ed il sistema politico economico di quei paesi è alquanto diverso da quello occidentale e, quanto ai loro popoli, tranne forse in alcune frange ipercapitalistiche, sono eredi di una storia e di una cultura profondamente diversa da quella occidentale a marchio Usa.

  9. Alceste, seguo i suoi interventi sempre con estremo interesse, spesso li salvo in un mio apposito archivietto, in quanto, provenendo anche io dalla sua stessa parte politica, condivido i suoi dubbi e le sue considerazioni. Mi consenta però di non essere d’accordo con questo suo ultimo scritto.
    Lei, a mio modesto parere, parte da un presupposto errato equiparando l’etica cristiano popolare degli italiani di una volta con quella dell’islam del burqa o del niqab. La cultura cristiana dell’Italia degli anni 60 era intrisa di amore e di rispetto per la persona. Quel pudore popolare, ingenuo e genuino, era non solo una forma di protezione dal cupio dissolvi, ma una forma di grande protezione comunitaria. Al centro di quell’etica vi era sempre la persona con i suoi bisogni e le sue debolezze. Pasolini ben conosceva il candore di quella cultura, che, come detto, era un formidabile collante comunitario. Lo stesso P.C.I., prima della svolta atlantista, conoscendone le potenzialità si guardava bene dall’offendere quel sentimento religioso. Si trattava, dunque, di un etica radicalmente antitetica al nuovo capitalismo atomistico oggi trionfante. Per questo motivo è stata fagocitata e distrutta attraverso l’illusione edonistica del consumismo, con il beneplacido della Chiesa, priva ormai del tutto del suo ruolo spirituale, e del progressismo sfrenato degli utili idioti 68ni e post 68ni.
    L’etica islamica del niqab non ha nulla a che fare con quella sopra descritta. Essa è intrisa di odio (nelle forme più estreme) di rassegnazione e sottomissione al volere di allah. Non esiste la persona per gli islamisti, esiste solo la volontà di dio a cui sottomettersi e sacrificarsi. Il niqab o le barbe degli uomini ne sono l’esempio lampante: annullamento della persona che è solo uno strumento nelle mani di dio.
    Se a questo aggiungiamo che la Sharî‘a, come osservato da Predieri in “ Sharia e Costituzione”, prescinde da appartenenze etniche e territoriali, il cerchio si chiude. La legge islamica, infatti, non è un codice, un decalogo, una tavola, un documento, ma un vero e proprio sistema di valori che trascende il diritto, le diversità etniche, i luoghi ed i tempi.
    Si tratta, in buona sostanza, di un’etica non solo non contraria al nuovo capitalismo, ma perfettamente complementare ad esso. Proprio per tale motivo il nuovo capitale vomita giornalmente masse di islamici in Europa ( come è possibile che la quasi totalità di questi presunti disperati sia islamica?), essi hanno non solo la funzione di esercito industriale di riserva, – funzione residuale in quanto i diritti dei lavoratori sono già stati ampiamente cancellati – ma quella principale di disgregatori culturali. Non ci sarà nessuna normalizzazione consumistica degli islamici, non è quello lo scopo dei manovratori. L’islam viene usato come una pianta infestante al fine di distruggere le residue resistenze al nuovo mondialismo ancora presenti nella cultura europea. Saremo noi a doverci normalizzare facendo nostro quel sentimento di cupa sottomissione che gli islamici sono chiamati a diffondere, saremo noi a dover “far proprio lo stile di vita dei migranti” (Baldracca docet). Del resto mi sembra che proprio su questo blog il sig. Eugenio Orso aveva avuto modo di evidenziare come di fronte a noi oggi ci sia un mostro a più teste, una delle quali rappresentata proprio dall’islam radicale.
    A questo punto ritengo che l’ultima speranza a cui aggrapparsi siano i vari movimenti identitari che stanno sorgendo in Europa, da quello austriaco sino allo stesso Front National, indipendentemente da quelle che sono ( o sono state) le idee politiche di ognuno di noi.
    Con immutata stima
    Costantino

  10. Le considerazioni di Costantino e Stefano, ben articolate e motivate, meritano sicuramente una risposta, che vada altrettanto in profondità, da parte di Alceste.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

  11. Ottimo articolo, che dice qualcosa di nuovo e mi ha fatto pensare, e ottimi commenti, e colgo l’occasione per portare il mio omaggio a Lameduck, che io adoro, la visita quotidiana al suo sito è, come disse Marx, la mia preghgiera di laico.

  12. Ho letto con interesse il commento di Costantino. Mi sembra che nella sostanza condividiamo l’approccio alla questione dell’immigrazione-invasione islamica.
    p.s. Approfitto dell’occasione per scusarmi dei molti errori di scrittura che, rileggendo, ho riscontrato nel mio precedente commento… in molti casi dipendono da arbitrarie interpretazioni ed integrazioni che il sistema stesso opera automaticamente su quanto scritto e di cui spesso mi accorgo solo in ritardo.

  13. Contro i russi, ovviamente. Non avrebbe senso far combattere gente artificialmente importata contro un nemico artificialmente creato. Entrambi sono controllati dallo stesso puparo.
    Invece, quando serviranno gli scarponi contro la Russia, la Nato avrà una cava pressoché infinita e del tutto spendibile di carne da cannone, mentre la Russia sarà costretta a mandare a morire i suoi figli. E ne ha anche relativamente pochi. A certi livelli non hanno dimenticato che la Russia ha vinto la WWII grazie a 20 milioni di morti che si è potuta permettere… oggi non può più.
    L’esperimento è già stato fatto in Iraq: migliaia di immigrati clandestini mandati a combattere con la promessa del permesso di residenza.
    Non c’è altra spiegazione a questa importazione di maschi giovani e forti coadiuvata addirittura dalla Marina e dall’esercito. La complicità dei governi africani poi è ottenuta grazie al vantaggio che traggono dal togliersi di torno maschi giovani, che demograficamente sono una bomba pronta a esplodere.
    Se l’ho capito io, mi auguro caldamente che l’abbia capito anche Putin.

  14. Fa piacere leggere commenti di persone (Cristina ma anche Lameduck e altri) che hanno colto con precisione il senso che le élite occidentali (Usa in testa)intendono dare alle masse di immigrati islamici… altro che “pluralismo etnico”, cristiana accoglienza di poveri, antidoto alla bassa natalità europea, per finire poi con quella vera e propria porcheria ed offesa all’intelligenza che contrabbanda che i “migranti ci pagherebbero le pensioni” ! (detto per inciso il sig. D’Alema è stato tra i primi a contrabbandare questa porcheria… in buona compagnia di quell’ambizioso demagogo ex ’68ino di Boeri messo dal Renzi a capo dell’inps e di a tutti gli altri che un giorno, spero, saranno essi stessi vittime di tutto quello che si sta preparando nel prossimo futuro).
    Chiunque ieri oggi e domani s’è speso e si spenderà ancora per favorire l’invasione islamica è stato e sarà responsabile della guerra globale che questo fatto favorirà e scatenerà.
    Credo che specie i russi abbiano chiarissimi i motivi per cui papi e presidenti caldeggiano la cosiddetta “accoglienza” sebbene, per ragioni diplomatiche, per il momento si limitano a mettere in guardia gli europei contro i danni che questi immigrati produrranno a loro stessi.
    Purtroppo sia i russi che noi stessi possiamo fare ben poco per ostacolare il progetto criminale e guerrafondaio che si cela dietro tante ipocrite parole di “accoglienza”… è sperabile solo che alcune forze politiche europee (rosse, gialle, nere o blu che siano) riescano almeno a intralciare e ritardare il piano per dare tempo alla Russia di attrezzarsi adeguatamente alle infinite guerre che le si apriranno in tutti i teatri, compreso quello europeo.

  15. Per Cristina

    Non credo che ci sia bisogno di troppi mercenari per imbastire una guerra.
    Un conflitto mondiale atomico può essere gestito da gruppi di computer. Le quadrate legioni (gli scarponi sul campo) sono un residuo nostalgico.
    I maschi islamici (e l’immigrazione tutta) servono solo a impoverire le culture locali residue (tremila anni di storia non svaniscono in solo colpo) e a dissolvere le impalcature filosocialiste edificate nel dopoguerra.
    Ciò a cui si anela è una bella pappetta senza identità (italiani europei islamici orientali sudamericani) che la propaganda può plasmare a piacimento, come creta nichilista.

    Per Stefano

    Credo (ma è la supposizione di un dilettante) che una guerra mondiale ci sarà solo se il Sistema si sentirà minacciato al suo interno (ciò che ho chiamato implosione). Nessuna forza esterna, né un blocco militare russo-cinese, può davvero metterlo in difficoltà.
    Basti dare un’occhiata allo spiegamento militare NATO nell’Est europeo: impressionante (senza contare che alcune nazioni apparentemente critiche verso l’estremismo NATO sono poi fieramente, irriducibilmente, antirusse).
    Il sistema natoamericano preferisce altre tattiche. Guardiamo a cosa sta accadendo in Brasile. Un completo rovesciamento politico in pochi mesi. Senza nemmeno un petardo. Guardiamo al Venezuela, sull’orlo della bancarotta. Guardiamo a Cuba che è infine capitolata. Quanto inchiostro è stato speso per dire che finalmente il Sudamerica s’era strappato dall’abbraccio mortale degli interessi Nato? Eppure siamo ancora lì, alle vene aperte dell’America latina, per dirla con Eduardo Galeano.
    Finché l’ideologia totalitaria del neocapitalismo non sarà sostituita da una organizzazione sociale ed economica più allettante (e capace di stare in piedi da sola), essa continuerà a riprodursi come una cellula tumorale, senza bisogno di scontri frontali.
    E poi non si vorrà derogare alla famigerata regola aurea: nessun paese con un McDonald’s attacca un altro paese con un McDonald’s … Pechino ce l’ha, e anche Mosca (dal 1991). L’ Algeria no (attenzione, aria di rivoluzione colorata …), lo Yemen nemmeno, e neanche la Libia (e infatti …), l’Asse del Male di Bush – Iraq Iran Corea del Nord Afghanistan – non li aveva, la Jugoslavia li ebbe dopo il 1998 … fossi in voi non andrei in Birmania, Laos e Cambogia o negli Stan ex sovietici (a parte il Kazakhstan). Il Pakistan ha i suoi Macs, come la Thailandia (i pedofili possono fornicare tranquilli), ma non la Mongolia (e però chi ci va in Mongolia … giusto i CCCP).

    Per Costantino

    Devo precisare il mio parallelo fra Italia antica e Islam, che tu hai legittimamente evocato (era implicito nel ragionamento): il parallelo nasce non sulla base di analogie positive (è indubbio che Italia cattolica e Islam siano concrezioni profondamente diverse), ma rispetto all’alterità (assoluta) del capitalismo finanziario e tecnologico.
    In parole povere: l’acido dissolutore di tale neocapitalismo (o come lo si desidera chiamare, ognuno lo appelli come vuole e può) agisce in egual modo verso qualsiasi cultura altra da sé. L’Islam e il cattolicesimo (ma anche altre culture terzomondiste) erano “altre” rispetto al capitalismo e pertanto risultavano intollerabili.
    Da tale punto di vista, perciò, benché irriducibili l’uno all’altro, il cattolicesimo e l’Islam sono vittime di uno stesso subdolo assassino (che agisce con le identiche modalità) e in tale frangente storico sono assimilabili fra loro (lo stesso può dirsi di qualunque cultura alternativa. In un mio post ho addirittura eguagliato gli Italiani agli Alacaluf della Patagonia …).
    L’Islam radicale, come detto, è una realtà, ma vale solo come temporaneo strumento di guerra. Esaurita la propria funzione ISIS, Al Qaeda, Al Nusra e compagnia subiranno la damnatio memoriae (ciò che è toccato a Massoud, e poi al suo omicida Bin Laden, e via così).
    Da ultimo: come te sono solidali coi movimenti identitari europei.

    • Alceste,
      credo che gli scarponi serviranno eccome, l’idea che la guerra ormai la si combatta schiacciando un bottone è superata dai fatti. Non si conquistano (e si dominano) Paesi restandosene a debita distanza. Peraltro la Russia venderà carissima la pelle, non stiamo parlando di quattro straccioni con uno Stinger in spalla che scappano alla vista di un drone. Non sarà una guerra atomica, perché non hanno intenzione di distruggere tutto e basta: quindi ci vorranno gli eserciti. Anche perché con la guerra di terra si guadagna di più che a spedire due bombe atomiche.
      Quanto al meticciato… su certe ipotesi di annientamento del welfare e della cultura socialdemocratica sono d’accordo, ma non sul “per plasmarci e controllarci meglio”. Mi pare infatti che riescano già benissimo a plasmarci e a farci credere che Gesucristo è morto de freddo, senza alcun bisogno di farci prima prolificare con gli africani.

  16. C’è chi ha già risposto anche per conto mio ad Alceste… lo ha fatto Cristina con essenziali ed efficaci argomentazioni.
    Vorrei solo sottolineare (come già fatto dalla citata commentatrice) che quando si parla di “guerra globale” non si intende necessariamente riferirsi ad una “guerra nucleare”. Una guerra del genere sarebbe distruttiva per tutti, compresi gli eventuali vincitori e, ammesso che un vincitore ci fosse, potrebbe godersi ben poco o niente delle ricchezze dello sconfitto (eventualmente la Russia e la Cina). Perciò, come è sempre stato, anche le future guerre globali si combatteranno e si vinceranno con gli stivali sul terreno e con la guerra economica. Nessuna apparente novità, quindi, rispetto alle guerre del passato. Tuttavia l’impero si è fatto più furbo e, a parte situazioni particolari tipo le guerre del Golfo o lo stesso Afghanistan, le sue dinamiche interne (impossibiltà di permettersi troppi morti della sua nazione) , sommate alla sostanziale impossibilità di usare l’armamentario nucleare , lo portano a preferire strategie di guerra che prevedono di usare sul campo più che le proprie truppe soprattutto truppe mercenarie o, comunque, locali ( affiancate dall’uso anche di strumenti finanziari ed economici che sono diventati tanto più incisivi proprio per effetto della cosiddetta “globalizzazione”).
    Ed è a questo punto che entrano in ballo prima gli islamici nei balcani (usati nelle guerre di clinton per spezzettare la yugoslavia), poi gli islamici dell’Isi per la guerra in Siria, poi gli islamici della cecenia, quindi gli ucraini nazisti, poi probabilmente ancora gli islamici (tatari) in crimea o gli islamici della prossima europa.
    Quando questi ultimi avranno raggiunto in europa la “massa critica” allora si può essere certi che saranno mobilitati o ancora nei balcani o per attaccare direttamente la russia.
    Basterà dargli in cambio un pò di pecunia… magari assieme alla promessa di cittadinanza europea!
    Perciò i movimenti migratori verso l’europa non dipendono tanto dalla volontà delle elite di imbastardire i popoli europei, di dissolvere ogni residuo nazionalismo sovranista o semplicemente di azzerare ognii residua velleità in senso socialdemocratico… questi sono solo effetti collaterali delle programmate invasioni islamiche mentre la ragione fondamentale (assieme all’altra già citata in altro mio commento) rimane quella di scagliarle (magari assieme agli altri nazisti baltici , lettoni, polacchi, ucraini e rumeni) contro chi, dall’ imperialismo Usa, è stato classificato come il nemico principale : la irriducibile Russia.
    Le elite dominanti occidentali hanno bisogno di sangue fresco … e di nazistoidi, cioè proprio quello che gli islamici (specie i più retrogradi sunniti) possono facilmente dargli.

    • Non hanno usato sempre gli islamici. Nella guerra dell’Iraq del 2003 c’erano migliaia di latinos, messicani, haitiani ecc con la divisa USA, a combattere per avere in cambio una green card.

      Usano chiunque sia un affamato ignorante del Terzo Mondo. I giovani occidentali a combattere ci andrebbero col cavolo, in particolare contro i russi che qui in Europa stanno simpatici a tutti.

      In caso di guerra contro la Russia, avremmo più uomini a correre dietro ai disertori che scappano in campagna che uomini al fronte. In Africa la vita non vale nulla, gli prometti 1000 euro al mese, un iPhone e una green card e si mettono in fila per partire.

      • Non capisco questa puntualizzazione (“”Non hanno usato sempre gli islamici. Nella guerra dell’Iraq del 2003 c’erano migliaia di latinos, messicani, haitiani ecc con la divisa USA, a combattere …”)
        perché io non ho detto che gli Usa hanno sempre usato solo gli islamici per le loro guerre…ad es ho citato le guerre del golfo e la stessa guerra in Afghanistan , nelle quali, pur essendoci naturalmente la presenza di islamici, gli Usa sono intervenuti direttamente.

        Ho solo detto che (almeno con l’amministrazione Obama) gli Usa si sono dimostrati riluttanti ad intervenire direttamente, cioè anche coi loro stivali sul terreno.
        Comunque, anche laddove sono intervenuti direttamente (con gli stivali in iraq o con i bombardieri nei balcani), hanno sempre utilizzato gli islamici (con o senza divise americane) e continueranno ad utilizzarli. Non ho notizie precise ma sono certo che lo stesso sia avvenuto anche nelle guerre di bush in Iraq.
        Addirittura ci sono battaglioni di islamici nella stessa ucraina … e non si tratta solo dei tatari ma proprio dei tagliagole dell’Isi!
        Citami un solo caso in cui gli Usa non abbiano utilizzato islamici per le loro guerre.

        Per il resto, credo che siamo pienamente d’accordo.

        • Per stefano

          Anch’io ho letto, tempo addietro, del “trasferimento” di tagliagole dello stato islamico in Ucraina. Si faceva addirittura l’ipotesi, allora, della destabilizzazione della Crimea riunita alla Russia.
          Nella guerra americana dell’Afghanistan, ad esempio, gli Usa hanno utilizzato sul terreno truppe tagike (islamici sunniti, ma opposti ai taliban) e altri gruppi islamici.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

        • Stefano, io non ne faccio una questione di islamici, ma di truppe “mercenarie” di infimo livello, cioè carne da cannone, prese da Paesi arretrati e sovrappopolati e mandate a combattere al posto dei giovani occidentali.

          Gli islamici di Ucraina invece, credo non appartengano a questa categoria. Sono mercenari addestrati nei campi in cui addestrano mujaheddin, Isis e tutti gli altri “specializzati” che usano nelle guerre sporche in giro per il Medio Oriente e nelle cellule in Europa. In Ucraina serviva gente addestrata.

          Invece gli africani scesi dai barconi saranno mandati a morire in massa stile nemico alle porte, ecco. Spero di essermi spiegata meglio 🙂

          • una premessa e precisazione con riferimento al fatto che nella seconda guerra del golfo di Bush gli Usa non avrebbero utilizzato islamici: dalla lista ufficiale pubblicata dagli stessi americani, tra i 49 membri della cosiddetta “coalizione di volenterosi” imbastita dagli Usa contro I’ Iraq di Saddam Hussein troviamo: l’afghanistan, Azerbaijan ,Eritrea ,Ethiopia, Turchia, Uzbekistan , il Kuwait ,,,,cioè un bel po’ di paesi islamici e, quindi, di islamici.

            Fatta questa premessa e riuscendo adesso a capire meglio la tua posizione, direi che mi sembra di avvertire un certo afflato pietistico verso la massa degli “africani che sbarcano dai gommoni e che saranno mandati al macello” magari senza preventivo addestramento come avverrebbe (e in effetti avviene) , ad es, per i tagliagole dell’Isi.
            Non temere, al momento opportuno saranno addestrati a dovere e vedrai che saranno anche bravissimi allievi animati come sono dall’odio e dfl disprezzo per tutto ciò che è lontano dalla loro cultura (in senso lato).
            Perciò, detto con cruda franchezza, non nutro nessuna pietà per queste “orde di disperati” … che poi, considerate le somme consistenti che versano alle mafie che gestiscono i loro viaggi non mi sembra che siano poi tanto poveri né disperati…neppure ho notato, tra di loro, visi particolarmente emaciati per la fame ma anzi, abbastanza ben pasciuti e addirittura sorridenti.
            In realtà in buona parte, in larga parte, si tratta di gente che, per inseguire i miti che gli hanno inculcato nel cervello di un’europa straricca e generosa, sono disponibilissimi a rendersi complici dei progetti di stati e organizzazione mafiose…e questo lo sanno benissimo anche prima di imbarcarsi sui gommoni.
            In secondo luogo li considero dei traditori dei loro stessi paesi specie se penso ai migranti siriani o, comunque, di quei pochi paesi dove effettivamente c’è una qualche guerra civile in corso. Avrebbero dovuto scegliere da che parte stare nel loro paese invece hanno preferito scegliere l’illusorio benessere europeo. Quando rimarranno delusi si arruoleranno nella criminalità comune oppure nelle file dell’Isi oppure nei battaglioni che la Nato progetta di formare per scagliarli contro la russia… cosicché, ancora una volta, si renderanno semplicemente complici consapevoli delle peggiori mafie statali o non statali.
            Non abbiate nessuna pietà per questa gente , loro non ne hanno minimamente per noi.

  17. Sono “parzialmente” d’accordo, nel senso che ci metteranno meno di quanto crede Alceste a “Deislamizzare”, gli immigrati che sono a qualche kilometro da qui in uno pseudocentro di accoglienza la sera fanno a botte con le bottiglie di birra e di vino che si sono scolate, sono già nati e cresciuti a coca cola e hamburger, il virus si è ormai diffuso in tutto il pianeta, guardi cosa trasmettono le principali TV satellitari di tutti i paesi del mondo, come programmi di intrattenimento, ne ha la prova concreta, la “softpower” è in azione da 70 anni, così come Radio Free Europe.
    Tutto il resto sono una cesta di stronzate, tranne l’implosione probabile del sistema, beh… se implode che diventiamo più poveri che ci vengono a fare qui gli immigrati?

    • Per Jean

      Mi inserisco nel dibattito, spero non impropriamente.
      Io non attribuisco grandi probabilità all’implosione del “sistema” – marxianamente, però da eretico, lo chiamo “modo di produzione sociale neocapitalistico” a vocazione finanziaria. O almeno, non la credo possibile nel breve-medio periodo.
      Il modo di produzione neocapitalistico è di recente affermazione, si sta espandendo adesso e riproducendo con velocità sempre maggiori, nonostante gli ostacoli che incontra (Assad, Putin, i patrioti russi del Donbass ucraino, gli sciiti iraniani o filo-iraniani e via elencando). Suo elemento strutturale è, appunto, la crisi strutturale economica, che si accompagna alla diffusione delle guerre “sporche”, “per procura”, combattute con l’uso di mercenari (isis, euronazisti ucraini, eccetera) e con ogni mezzo illecito (anche dal punto di vista delle convenzioni e dei trattati internazionali).
      La situazione attuale è semplicemente il riflesso di questa espansione totalizzante, ossia dell’affermazione con ogni mezzo – a costo di stragi di massa, vedi la Siria – del potere delle élite global-finanziarie, agenti strategici di questo capitalismo più di quanto lo fu la borghesia nei confronti del capitalismo industriale del secondo millennio.
      Costanzo Preve, quando era in vita, affermava che questa è la peggiore classe dominante comparsa in tutto l’arco della storia umana. Aveva ragione da vendere.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Si, sono d’accordo, ho seguito Preve, concordo in tutto, per quanto riguarda Marx, aveva già previsto tutto ma non le “forze centrifughe” come Isis, di cui si serve il Neoliberismo attuale, o altre varianti attuali, ONG o altro, mi sembra chiaro, non era un veggente, ma la situazione attuale se si studia un pò, sia del “vecchio” che del “nuovo”, ha una sua logica e delineata direzione, chiaramente con tutte le sfumature che esistono tra i vari stati del mondo.
        Giusto per fare un esempio, ricordiamoci bene che a Est non ci sono state le rivoluzioni femministe o del “68 e altro, la popolazione è “formattata” diversamente, alcune cose hanno appiglio altre no, così come nella zona “Islam”, ci sono distorsioni in merito, gli uomini Islamici, concepiscono la libertà “femminista” che vedono sulle nostre strade come forma di puttaneggiamento a gratis, non come forma di “libertà femminista” di andare in giro con minigonne “inguinali” liberamente….

        Cordiali saluti

  18. Il neo eletto sindaco di Londra non e’ indiano ma Pakistano – di origine.
    La comunita’ indiana e’ quasi quello che e’ il vaticano in itaglia, cioe’ possiede gran parte degli immobili sul territorio.
    Avendo vissuto per anni negli emirati quelli “illuminati” Dubai,et cetera, ti assicuro -credimi – che 2 donne niqab o no, MAI passeggerebbero da sole senza fratello, marito o padre appresso, inoltre non hai idea di quanto queste donne siano violente e prepotenti. Come le ho viste tutte vestite di nero maltrattare verbalmente il povero pakistano anche lui musulmano, ma non al loro livello,

    • Per Ianzo

      Si va, a livello planetario, verso una società iperclassista, in cui le masse dominate, nonostante la loro assoluta preponderanza numerica, conteranno meno degli animali domestici.
      L’islam sunnita più radicale, feroce, barbarico e oscurantista, cade a pennello per raggiungere certi obbiettivi …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  19. Bellissimo articolo, e rivelatore di una prospettiva che non avevo considerato (l’islam come sconfitto e dissolto invece che vincente e colonizzatore dell’Europa). Grazie.

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