25 aprile: come siete diventati brutti e stupidi, cari compagni [Alceste]

Scruto l’avvenire dal fondo d’un passato nerissimo, e trovo che nulla mi è permesso, tranne la fedeltà a una causa assolutamente perduta

Joseph Conrad, lettera a Cunningham Graham

Sono nato a sinistra. Feci in tempo, per due volte, a votare Partito Comunista Italiano. Alla fine degli anni Ottanta.
In altre parole: ero comunista.
Queste non sono affermazioni politiche: sono prese d’atto. Ero così. Essere comunista! Confesso che c’entrava poco la collettivizzazione della terra, il Soviet e l’abolizione della proprietà privata. Credevo in uno Stato totale, benigno e regolatore, questo sì, e nell’onestà di fondo dei dirigenti di partito, individui pronti a trasferire questa loro inclinazione a livello nazionale, una volta vinte le elezioni.
Per il resto non m’interessavano granché le riunioni, le candidature, i programmi, i preamboli, le intenzioni; le sale fumose, i dibattiti, le mozioni.
Amavo la burocrazia attiva: l’assegnazione dei libri scolastici gratuiti, ad esempio. Cosa bisogna fare? … ci domandavano. E si spiegava alla mamma il passo necessario. L’otturazione del molare all’Enpas: è possibile? Certo, si può fare, ma devi riempire il modulo tale e presentarlo in talaltro posto. E le esenzioni per la borsa di studio? Quest’anno è cambiato tutto: devi fare così e così et cetera. Una volta, al liceo, tentai di organizzare pure una biblioteca gratuita, ma andò a schifio.
Al contrario mi trovavo a disagio (a dire il vero lo trovavo insopportabile) con il lato sessantottino e movimentista del PCI: l’esistenza bohemienne, la scapigliatura di sinistra, il cantautore barbuto col lambrusco sul tavolo, gli artisti off e ‘de sinistra’ (tanto più arroganti quanto più insulsi), i brindisi, le canne, le iniziative estemporanee. Una volta, a una festicciola per l’elezione di non so chi, di fronte all’ennesima birretta stappata sotto il ritratto di Enrico Berlinguer e del fesso che imbracciava una chitarra per declinare (ancora!) De André o Guccini, mi sorpresi a pensare con forza: “Mi sa che io, alla fin fine, sono fascista” (i populisti, nei primi anni Novanta, erano ancora merce rara). La mia vita è ricca di queste rivelazioni improvvise: si scorre tranquilli per anni, poi, come se avessi lentamente sovraccaricato di tensione una linea, avviene l’inopinato corto circuito: “Mi sa che io, alla fin fine, sono fascista“.
Dovevo essere proprio fascista (anzi, un bel fascistone) anche ieri, mentre guardavo di sfuggita il corteo per i festeggiamenti del 25 aprile. Mi son lasciato convincere ad andare, ma poi mi sono ritratto. A dirla tutta: mi vergognavo. Non perché mi sentissi fuori posto. Non solo per questo, almeno. È che trovavo tutta quella messinscena ridicola. Ridicoli i partecipanti, gli slogan, i ritornelli.
Sì, la sinistra si è imbruttita. I volti, i gesti, le rivendicazioni … tutto è ridicolo, non trovo altro termine. Fisicamente, anche. Osservando il corteo da lontano, come una parata da circo Orfei, si aveva la sensazione che il crollo della tensione morale e civile si fosse incarnata nei comizianti: che residuava quale concrezione allegorica della rinuncia e della disfatta. Sì, la disfatta dell’utopia, tramutata nel meschino cabotaggio dei diritti civili, si riverberava inevitabile anche nell’aspetto, nel linguaggio, nell’adeguatezza fisica degli uomini.
Sostituire la dignità del lavoro con la dignità di Vladimir Luxuria ci ha donato buffoni, mostriciattoli, rovine, falliti. La manomissione del genotipo di un partito secolare, in un paio di decenni, ha trasformato anche il fenotipo del militante: dai camalli si è passati a questa bella acqua fresca di oggi che non spaventerebbe neanche un Rotondi.
Le idee sono gli uomini, non c’è nient’altro da aggiungere.
E le idee, a sinistra, sono finite. A parte qualche stupida mascherata antirazzista, i soliti vagiti no war, l’utero è mio, lavorare tutti lavorare meno, pagare tutti pagare meno … le consuete sciocchezze, insomma.
Ho sempre avuto rispetto della canizie, ma ieri non avrei avuto pietà. Pietà l’è morta. Quei pochi sopravvissuti al nazismo e al fascismo (che all’epoca, in media, saranno stati adolescenti), al solo scorgere la zazzera della Camusso o l’esangue profilo della Furlan o il grugno dell’altro tizio (di cui non rammento il nome; l’oblio, a volte, è pietoso) avrebbero dovuto abbandonare il corteo, altro che storie. Un atto dovuto, da veri socialisti d’antan …  e invece, ecco i salamelecchi … pure a Renzi, venuto a presenziare con la sua arietta sfottente, panza in fuori e mano in tasca, assieme a numerosi altri grassatori istituzionali di cui taccio il nome.
Va bene: le bandiere al vento, i fazzoletti, i labari, i ricordi, la nostalgia … comprendo tutto, ma non la stupidità a fronte di un disastro epocale.
I giovani, poi, sono il peggio del peggio.  È proprio il tipo fisico del sinistrato che ormai mi offende. Dal 1989 c’è stata davvero una pingue immane frana, come sosteneva, in tempi non sospetti, l’apostata Ferretti. I giovani, i trentenni, carne da cannone. Animali da cortile o da compagnia a cui il potere sta togliendo i recinti sociali che ancora li difendono dai predatori. I giovani della sinistra! Che utopia oppongono? I matrimoni bisex? L’utero in leasing? Il sogno europeo?  Perché, come abbiamo spiegato, il turbocapitalismo un’utopia la possiede: un’Italia abitata da operai della piramide di Cheope, da centralinisti, da camerieri, da puliscicessi. Lo sanno, questo, i giovani de sinistra?
Ma no, non lo sanno.
E i danni non sono rimediabili. C’è da invertire una rotta politica, e, soprattutto, antropologica (per rotta non intendo direzione, bensì fuga disordinata davanti al nemico; o, peggio: resa senza condizioni). Impossibile a breve o medio termine.
Un partito di sinistra serio in Italia lo rivedremo nel 2050.
Forse.
E poi la manfrina di Bella ciao
La maggioranza di questi tipi, almeno, lo sanno cos’è Bella ciao?
Se voi lo ignorate, potete andare qua.

http://mvl-monteverdelegge.blogspot.it/2013/11/bella-ciao-breve-storia-di-una-canzone.html

C’ho scritto sopra qualcosa. Niente di originale, per carità …
En passant, dubito che i partigiani cantassero Bella ciao. Il canto istituzionale era Fischia il vento.
Dubito, parimenti, che i partigiani cantassero.
Cos’ha da cantare un soldato? Da che mi ricordi manco nei film sovietici di guerra più seri i soldati cantano: La ballata di un soldato; o il capolavoro di Larisa Shepitko, Ascensione. Chi ha voglia di cantare quando si rischia la buccia?
Se qualcuna di quelle anime belle (magari un esponente della gauche caviar) leggesse queste note penserebbe: fascista! Rossobruno!
Ormai l’epiteto non mi fa né caldo né freddo. Non è un’offesa, è una reliquia linguistica sedimentata nei gradi più superficiali dell’animo. Come quando, all’inizio del pranzo, ti dicono: “Buon appetito!”. E tu sei costretto a rispondere: “Altrettanto!”, se no sei maleducato.
Ma no, non sono fascista. Forse lo diventerò. Se serve. È la mia origine contadina e piccolo borghese a farmi pensare cosi. Non lo diceva pure Lenin che i contadini, in fondo, sono piccolo borghesi? Perbenisti, puliti, poco amanti della goliardia, secolari, ordinati, seriosi, renitenti alla novità. Come parecchi dirigenti del PCI del bel tempo che fu: timidi, completo bigio e cravatta, oscuri, sobri nella cieca dedizione. Ecco, io ero così: pepponiano, conservatore, puritano. Tale sono rimasto. E non mi piaceva l’andazzo frou frou della nuova sinistra, lanciata verso il partito leggero, la socialdemocrazia leggera, l’affarismo pesante, il capitalismo ben temperato; e ossimoricamente devota al rimpianto nostalgico (La locomotiva! La canzone del maggio!) e al frontismo dell’immaginazione al potere (gli Immaginifici ci sono poi andati davvero al potere: solo l’immaginazione è rimasta a terra).
Sono nato a sinistra, ma, anno dopo anno, sono rimasto un solitario. Divenni un tritone, mezzo comunista, mezzo risentito; mi prese male: litigai con qualcuno, abbandonai questo, mandai al diavolo quello.
Cambiai. E cambiò l’Italia. Anzi, vi confesso che, forse, fui io a rimanere al mio posto e la nazione, invece, come un satellite eretico, a mutare orbita e rivoluzione. Con una velocità che stupisce ancora adesso.
Il fascismo (ma sì, quello dei picchiatori) si confermò un residuato bellico: insignificante, irrilevante. Sorse il vero Fascismo: quello globale, finanziario; che compra gli uomini al mercato della pace; li irretisce coi flauti del nulla; li depriva delle emozioni, degli scatti dell’odio; li comanda e li placa con i giochi circensi e con gli appelli alla correttezza politica e ai cosiddetti diritti civili: la parodia immonda della politica e dei diritti che furono pagati con la vita dei milioni.
In questo bailamme ho imparato a riconoscere il Nemico. Il Nemico si presenta come un buon padre di famiglia: pensa a tutto lui, tu devi solo accondiscendere. Produci consuma crepa, ma con bonomia pubblicitaria. E però questo padre di famiglia, se lo osservate bene, ha i piedi da caprone.
Col tempo divenni ecumenico. Cominciai a parlare con tutti: vecchi fascisti delusi, sindacalisti al confino, casapoundiani, intellettuali dissidenti, trotzkisti fuori tempo massimo, anarchici, bombaroli, futuristi, populisti, nazionalpopolari, inattuali, integralisti cattolici (più sono integralisti più mi piacciono).
Quando il Nemico ti sovrasta si rappattumano le legioni reclutando tutta la soldataglia superstite.
Si fanno degli incontri assolutamente impensati, poi. È quasi divertente. Qualche anno fa venne organizzato un convegno sul partigiano Manlio Gelsomini. Manlio Gelsomini: ex atleta vanto del fascismo, medico, poi oppositore al regime: detenuto a via Tasso e assassinato alle Fosse Ardeatine. Gelsomini riuscì a scrivere, nella galera di via Tasso, un diario: lo nascondeva, durante il giorno, nelle fenditure interne del cappotto. Ma il diario chi lo conosce? Nessuno. Tutti sanno di quello d’Anna Frank (lo conoscono, mica lo leggono), ma chi sa che, prima di crepare, al gabbio, un Italiano (un Italiano!) scrisse un resoconto simile? Lo sapevate? No. Andiamo avanti: al convegno parlai anch’io: una breve relazione sulla lapide partigiana di Piazza San Zaccaria Papa a Roma, Italia: dodici nomi dodici morti. Ve lo dico per far capire chi sono.
All’incontro si presentarono quattordici persone. Quattordici. Ve lo dico per farvi capire cosa siamo diventati. Senza rancore.
L’unico appassionato alle parole dei relatori fu il signor Antonio: interveniva, rettificava, coinvolgeva. Alla fine si presentò: “Io studio da sempre la Resistenza … prima mi sono un po’ accalorato … ho studiato la banda Mosconi [il capitano Fulvio Mosconi, comandante della Banda Fulvi cui apparteneva anche Don Morosini] … sa, nei miei studi sono stato emarginato … in quanto di idee liberali … e monarchiche … capisce, vero?“.
E certo che capisco. Ora capisco più che mai. Non ho mai capito tanto.
Capisco che a un convegno sulla Resistenza non si presenta un cazzo di politico o micropolitico o attivista di sinistra. Della pletora di politici e micropolitici e attivisti che nutriamo, compresi quelli che fanno la morale agli altri cicalando Bella ciao nel sedicente Parlamento della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e fondata sul Lavoro, e nei ridicoli cortei prendingiro del 25 Aprile.
E cosa capisco ancora?
A sinistra hanno passato decenni a disprezzare il fascista, il populista, il bigotto, l’ignorante, quello che non legge, quello antifemminista e sessista, il razzista. Ma questi sono Italiani. E sono la maggioranza. Sono un distillato sociale, storico, millenario; e i fenomeni si studiano, non si giudicano.
Li si riconduce alla radice, per comprenderli. Una volta compresi cosa resta? Resta, oggi, la certezza d’essere parte di essi. Popolo. Italia.
Dall’Altro ho imparato tutto su di me.
Capisco, da ultimo, che il nemico non è il fascista o il sessista. Il Nemico è un potere enorme, disumano, impalpabile e globale che sta annientando la nazione e il suo passato. Un Nemico forte della poltiglia partitica che gli tiene bordone, destra centro sinistra. Di fronte alla liquidazione di un popolo non si può che rimanere atterriti: uno spettacolo mai visto, straziante.
Non si può che provare somma compassione per la Vittima, l’Italia. E alla fine, deposto il rancore, non si può che amare gli Italiani, questi poveri stronzi sbandati, senza patria, venduti al miglior offerente da un potere meschino quanto cinico.
Lo ammetto: amo l’Italia, il suo passato prossimo, la grandezza remota, i lembi dimenticati, le sacche irriducibili, gli antichi cantucci che resistono al genocidio.
Non è facile capirmi, ve lo concedo.
D’altra parte, come scrisse Tahar Ben Jelloun, per comprendere una singola vita è necessario inghiottire il mondo.
Magari neanch’io ho capito molto di ciò che sta accadendo all’Italia e al resto.
Sono solo uno sconfitto gonfio di risentimento, un fesso bilioso che invecchia.

25 aprile: come siete diventati brutti e stupidi, cari compagni [Alceste]ultima modifica: 2016-04-27T10:03:16+02:00da derosse
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33 pensieri su “25 aprile: come siete diventati brutti e stupidi, cari compagni [Alceste]

  1. Alceste non è il solo accusato di rossobrunismo o fascismo: ci sono anch’io, ovviamente, ed è successo molte volte nel corso degli ultimi dieci anni … Persino quella grande anima che era Costanzo Preve, è stato accusato strumentalmente, in vita, di rossobrunismo! L’onestà intellettuale si paga cara, in questo sistema degenerato.

    Non è questo, però, il tema del mio intervento, perché voglio sottolineare ancora una volta che comunismo non vuol dire “sinistra”. Anzi, nella storia i due fronti sono da vedere come fronti contrapposti. Per i comunisti veri dei tempi andati, “sinistra” significava revisionismo, internità al capitalismo, quinta colonna che ti sparava alle spalle. Mai come oggi, epoca in cui la dicotomia destra/sinistra rimane in vita solo propagandisticamente, la “sinistra” è il principale puntello sub-politico delle feroci élite neocapitaliste e dei detentori del capitale finanziario, mentre i comunisti (veri) si stanno estinguendo rapidamente … A meno che non si considerino comunisti piccoli farabutti imbroglioni come Paolo Ferrero e Marco Rizzo, in Italia (dove non contano più un cazzo), o l’imbroglione motociclista, economista “britannico” e playboy Gianis Varoufakis in Grecia …

    Cari saluti

    Eugenio Orso

    • Per valdo66

      Suvvia … “comunisti” italiani (partito dei), quelli della scissone di rifondazione per restare attaccati al cadreghino di governo e sottogoverno! Rizzo, quello che non gli bastavano quattromila euro al mese, perché aveva la madre anziana …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

        • Per valdo66

          Anche Cremaschi ha contribuito a metterlo nel sedere ai lavoratori, quando era presidente del comitato centrale della fiom e poi, pensionato col culo al sicuro, ha cominciato a trafficare col NoDebito e a ricrearsi una verginità …
          Fanno tutti così.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  2. In un certo senso, mi sento complementare con Alceste.
    Fascista fin dai 15 anni (anche se probabilmente non sapevo nemmeno cosa vuol dire) più che altro per reazione all’educazione ricevuta, ho sempre dato scandalo nell'”area” (si diceva così…) per la mia fascinazione per Che Guevara ed altri, riscoperti in tempi recenti anche da CasaPound.
    Ho sempre letto Keynes, ho sempre disprezzato la deriva anti-italiana della DR dovuta all’infatuazione per alcuni pessimi maestri (Evola, Romualdi, Locchi, Freda, Adinolfi).
    Ho sempre avuto quantomeno dei sospetti su quella deriva masturbatoria nota come Nuova Destra, ho sempre ammirato marxisti eretici come Preve, ho sempre disprezzato i clericali che vedono nel Risorgimento il solito complottone demoplutogiudaico.
    Rimango, ora come ora, quello che probabilmente sono sempre stato: un socialista reazionario.

    • Per Matteo

      Non preoccuparti di essere un “socialista reazionario” (e, spero, sovranista convinto) … Pensa che lo era anche mio nonno paterno (classe 1892), anche se lui aveva preferenze monarchiche. Sempre meglio del liquame sinistroide neoliberale, neoliberista e neolibertario (le tre teste del Cerbero!) che oggi impazza, o degli adepti degeneri della “destra del denaro”, che con i primi vanno a braccetto anche se, poi, si contrappongono per la sceneggiata elettorale.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. @Stefano

    La cosa più agghiacciante di tutte è questa: quanto tempo abbiamo perso con le baruffe destra-sinistra? Almeno trent’anni. Almeno. Con l’antiberlusconismo e l’anticomunismo berlusconiano di sicuro vent’anni … mentre l’Italia andava a puttane.
    Spero che queste divisioni, per la maggioranza di noi, contino oggi meno di niente.

    @db

    Grazie. La parabola che ho descritto è comune a te e a molti altri disillusi.

    • Per saverio

      Quella di Alceste è storia comune a una (piccola) minoranza dotata di senso di responsabilità verso la società (e la propria classe), di onestà intellettuale e di capacità di esercitare una critica sociopolitica.

      Moltissimi altri sono stati idotizzati e alcuni si sono rivelati opportunisti, carrieristi, farabutti, disposti a qualsiasi bassezza pur di riempirsi – come amo dire con espressione poco elegante – il ventre di escrementi e di soldi.

      Quella che oggi chiamano sinistra, con presenze ex comuniste ancora rilevanti, è guidata da farabutti, opportunisti, carrieristi (in quel sordido mestiere che è diventata la politica) ed è sostenuta dalle masse passivizzate e imbecilli.

      Sic et simpliciter

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Ma come fanno i piddini a dire assurdità simili: che stanno costruendo una società civile, senza sopraffazione, responsabile? Ma non hanno gli occhi?
    Non hanno costruito nulla, hanno solo distrutto una società civile, fatta di belle città e bei paesi, abitata da famiglie unite, con solidarietà e dignità, con la soddisfazione di sapere l’Italia ai vertici della meccanica, della chimica, dell’elettronica, in cui i lavoratori erano protetti dal sindacato, in cui i vecchi credevano che la vita dei loro figli era migliore e quella dei nipoti ancora di più. E si parlava liberamente di tutto. E questo solo 50 anni fa, quando i comunisti avevano i giovani pionieri con la cravatta rossa per fare concorrenza agli scout. E ora? Città sporche e brutte, le baraccopoli del dopoguerra stanno tornando, certe zone delle nostre città sembrano la banlieu o il bronx, o la Los Angeles di Blade runner, la miseria che cresce e un futuro buio, senza lavoro e senza pensione. E attenti alle parole, perchè se dici negro o che una donna fa bene a fare la madre, sei bannato.
    E questi ci dicono che stanno costruendo una società civile? Ma sono deficienti o mentitori?

    • Per Nieuport

      Ho cancellato il commento del ratto piddiota e anche il mio rabbioso controcommento, scritto di getto. Meglio così.
      Credo che i ratti del piddì abbiano troll in abbondanza, oltre a puttane delle banche come la Boschi o a troie del malaffare petrolifero come la Guidi.
      Costoro non costruiscono nulla, distruggono obbedendo agli ordini – come mercenari vigliacchi e luridi collaborazionisti – dei loro padroni.

      Non prendertela, forse un giorno vedremo sorgere forze di vera opposizione che derattizzeranno completamente questo disgraziato paese, eliminando senza pietà questi scarafaggi bastardi …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Leggo il blog da parecchio e le analisi che qui trovo sono spesso illuminanti oltre che confermare quelli che qualche anno fa pensavo fossero solo sospetti personali. Non sono del vostro stesso parere sul censurare i pddini, i boldriniani, i sostenitori di SEL e altro fecciume sparso. Bannarli restituisce loro un’altezza morale che non hanno ed inoltre penso che le loro idee siano così stupide ed indecenti che è necessario renderle pubbliche per dimostrare ancora una volta che gente indecente e spesso deficiente sostiene gli attuali traditori degli interessi italiani che siedono al governo.

        • Per Angelo

          Costoro non hanno idee loro, avendo subito manipolazione/lobotomizzazione. In molti ripetono slogan propagandistici, talora vuoti, sono condizionati al punto di non vedere minimamente la realtà. Bannarli non restituisce loro alcuna “altezza morale”, che non possono avere, però aiuta a mantenere il blog puro, privo di sgradite interferenze, libero da insetti e scarafaggi. Se vogliamo, è una questione d’igiene …

          Cari saluti

          Eugenio orso

  5. Prima è entrato un commento di un piddiota provocatore.
    Io non sopporto questi vermi, che non considero parte della specie umana.
    Sicuramente i ratti sinistroidi e piddini hanno troll in abbondanza. La loro specialità è mentire vigliaccamente, imbrogliare, provocare, sabotare.
    Dopo un (mio) controcommento rabbioso ho cancellato tutto.

    Speriamo che le infiltrazioni di questi insetti cessino, perché aspiro a un blog “batteriologicamente puro”. Nessun dialogo è possibile con quelli che sono disposti a vendere questo paese e la sua popolazione come schiava, con coloro che affamano vecchi pensionati e tolgono l’assistenza agli invalidi.
    Sono solo sciacalli che banchettano sul cadavere dei più deboli.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

  6. 1981 nasce la televisione privata, non è facile esprimere valori controtendenza, ma quelli che ci riescono sono temperati.

    Bisogna mantenere il filo rosso della trama, difficile ma non impossibile. Altri lo hanno fatto, altri lo faranno.

    il vuoto in natura e in politica non esiste, la consapevolezza acquisita occorre trasmetterla e ci sarà chi prende il testimone

    • Per martelun

      Mi sento di affermare anche a nome di Alceste che siamo in sintonia con te.
      Hai fatto bene a ricordare la nascita negli ottanta della televisione privata (ricordi l’apparentemente innocuo e divertente Drive in di Ricci, con Greggio e D’Angelo?), perché ha avuto un ruolo non secondario, a mio dire, nel far diventare brutti e stupidi i “cari compagni”, come ha scritto chiaramente Alceste …

      Cari saluti

      Eugenio orso

  7. Per favore non bannate Pierlu100, è utile. Se non altro mostra a che abissi arrivino le menti del PD.
    Saprebbe dire una ragione per cui non si debba esaltare Putin? Eletto democraticamente, approvato dal 90% del suo popolo, disapprovato solo da un’infima minoranza al soldo degli americani, e che cerca di fare il bene del suo popolo. E perchè non si dovrebbe appoggiare Assad? Presidente legittimo, eletto in elezioni regolari, a capo di un paese ospitale, tranquillo, nel quale si viveva bene, attaccato da nemici fanatici, in massima parte mercenari stranieri pagati dall’Arabia Saudita e dalla CIA.
    Viva la Resistenza, viva il PD? I partigiani veri al PD gli sputerebbero in faccia.

    • Per Nieuport

      Mi dispiace ma devo bannare i provocatori piddioti anche perché sappiamo bene, ormai, dopo anni di “analisi”, come funziona il loro cervellino bacato. Inoltre, con questa lordura non ha senso discutere. Avrebbe senso trattare con i loro padroni sopranazionali, che però sono troppo forti e non hanno bisogno di scendere a compromessi … Con altre parole, non si tratta con i servi, cosa priva di senso, ma solo con i padroni, quando è necessario.
      E’ chiaro, come scrivi tu, che Putin, oggettivamente, è una speranza non solo per i russi, ma per buona parte dell’Europa oppressa e governata dai collaborazionisti (noi e i greci compresi). Inoltre, è verissimo che i defunti partigiani, se uscissero miracolosamente della tombe, sputerebbero in faccia a questi sinistroidi collaborazionisti. Anzi, gli sparerebbero direttamente alla schiena, mentre scappano …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  8. La madre dei cretini è sempre incinta.
    Quella del “cambiare l’Europa dall’interno” l’ho già sentita.
    Da chi?
    Fammici pensare…mi pare fosse greco.

    • Per Matteo

      Da Tsipras a Renzi i sinistroidi si sono ormai scoperti totalmente. Si mostrano per quello che sono: collaborazionisti e servi delle City finanziarie e delle grandi banche d’affari. Spero che un giorno non lontano abbiano la durissima punizione che meritano.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  9. Ritiro quello che ho detto: bannatelo! No, uno che dice che bisogna voler bene all’Europa perchè se no c’è l’imperialismo russo e poi vuole far emergere… la sinistra Dem, fa male a se stesso e anche a noi.
    Mi pareva troppo forte che Eugenio Orso dicesse vermi, ratti e sciacalli, ma forse ha ragione.

  10. Invece io penso che sia sbagliato bannare questo pierlu100 perché in questo modo gli si darebbe il pretesto per continuare a pensare che lui è un democratico mentre gli altri sono dei fascisti o rossobruni… lasciatelo dire, almeno altri che leggeranno (se non sono proprio della stessa razza) potranno toccare con mano a che livello di menzogna, di travisamento dei fatti, di illusionismo sono capaci di arrivare quelli che si riconoscono nel PD … magari nella sua cosiddetta sinistra come mi sembra che sia per questo pierlu100.
    “Putin fascista”! cioè colui il cui padre, se non erro, è morto nella guerra contro i fascisti o comunque ha combattuto contro i fascisti sicuramente molto di più di quanto non abbia mai fatto questo signore pierlu100.
    “Assad fascista” ! cioè colui che aveva fatto della siria (come Gheddafi per la Libia) uno dei paesi più progrediti del medio oriente.
    Ma lo sa, signor pierlu100, per quale motivo vero i suoi amici “democratici” alla Obama o all’inglese e francese si sono scatenati contro Assad? Non glielo hanno detto i suoi democraticissimi amici del Pd? glielo dico io: perché Assad si opponeva a far passare in siria un oleodotto che gli americani e i loro democraticissimi compari di Israele, del quatar , dell’arabia e della turchia volevano far passare proprio per la siria allo scopo di eliminare la “dipendenza” europea dal gas e dal petrolio russo.
    L’altro motivo, poi, non meno importante era ed è che una volta eliminato Assad, una volta distrutta la Siria e gli hezbollah, gli americani e gli israeliani potevano passare a distruggere l’Iran, cioè uno dei pochi paesi che , assieme alla Russia, si oppongono al dominio americano-israeliano… nel frattempo Israele poteva annettersi, come ha già fatto, le alture siriane del Golan.
    Poi, dopo l’iran, sarebbe stata la volta della stessa Russia e della Cina!
    Ha capito sig. pierlu100? Tutto quello che è successo e succede sotto i suoi occhi annebbiati è solo frutto dei progetti egemonici planetari da parte degli americani-sionisti e dei loro vassalli della zona…vassalli che non mi risulta che siano un esempio di “democraticità”.
    E che dire poi degli immigrati? Vengono qui spinti da stati reazionari (la solita arabia saudita, i soliti paesi del golfo, la solita turchia), loro si davvero fascisti, che si servono della mafia per mettere in ginocchio l’europa e, in particolare, i paesi del sud europa come l’Italia…pagando peraltro fior di quattrini alle mafie per salire sui loro barconi.
    Nonostante questo, nonostante l’evidente collusione della mafia e dei peggiori stati feudali-fascistoidi della zona, papi e presidenti ci predicano un giorno si e l’altro pure che dobbiamo essere accoglienti e chi non si dimostra accondiscendente sarebbe un razzista e un fascista!
    Voi, sig. pierlu100, siete i veri fascisti – seppure travestiti da brave persone – e che, con la pancia ben gonfia, state distruggendo l’europa e l’italia…peraltro fregandovene altamente dei milioni di indigenti, disperati italiani che vanno aumentando di anno in anno.
    Si spendono milioni, anzi miliardi, per “assistere i migranti” ma si lasciano marcire milioni di italiani.
    Questa è la vostra politica dell’accoglienza! cioè, nel migliore dei casi, è nient’altro che disprezzo per il proprio paese, per i propri connazionali, per una vile adesione ai diktat che vengono dall’america e dai suoi vassalli della Ue.

    • Per stefano

      Non polemizziamo fra noi su questo argomento marginale, cioè il disturbatore, troll testa di cazzo piddino. Prima o poi il piddiota si stancherà di rompere i coglioni per seminare zizzania. Sono solo dei vigliacchi con la testa (di cazzo) piena di propaganda neocapitalista e … democratica.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  11. Egregio Alceste e saluti a Orso riconosco le vicissitudini della vita che descrive ma al contrario di lui mai stato comunista anzi dispezzo i comunisti dalla scuola media (non so cosa votessero i miei genitori sa meglio non saperle certe cose) quando ho sentito x la prima volta quella grande frase ”siamo tutti uguali” e me ne frega poco se prima di luxuria e bertinotti il comunismo era diverso visto che il 100% degli italiani ne parla ma nessuno si e’ trasferito nell’Europa dell’Est per provarlo.Lei dira’ nemmeno tu ed infatti attacco il personaggio che dice di essere comunista (il prodotto della pubblicita’)e trovo che i comunisti fossero da circo Orfei 30anni fa come utili idioti oggi.Mi piacerebbe sapere da lei Alceste quando dice ”saro’ fascista se serve” e dopo scrive ”Sorse il vero Fascismo: quello globale, finanziario;” cosa vuol dire.
    Cordiali saluti

    • Per myopinion

      Non è proprio come credi … ma lasciamo perdere, in quanto i comunisti (quelli veri) sono in via di rapida estinzione, ossia appartengono ormai al passato.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  12. Siamo alle solite, un giornale notoriamente filoimperialista a stelle e strisce come il Corriere propaganda che il cattivo Assam ammazza bambini e pediatri in un ospedale di Aleppo, una televisione (si distingue per solerzia propagandistica Rai 24 news) amplifica la notizia e subito esce fuori il piddino a dire: ” ecco vedete di cosa è capace il sanguinario Assad?”
    Inutile sperare che il piddino del momento si sforzi di trovare conferme credibili alle notizie propagate da quegli organi di pseudo giornalismo cartaceo o digitale! Per il piddino quello che gli propina il corriere o Repubblica o rai news è oro colato e non si discute! Provate a dirgli ( intendo al piddino) che sia russi che siriani di Assad hanno smentito di aver mai bombardato quell’ospedale oppure provate a ricordargli che Assad nel recente passato è stato anche accusato di aver gasato non so quante migliaia di siriani salvo poi venir fuori ed essere dimostrato che in realtà erano stati i suoi “democratici oppositori” a farlo ( magari con l’aiuto di quegli altri criminali dell’Isi )…provate, dicevo, a dire tutto questo al piddino e vi accorgerete che è solo una perdita di tempo tanto è visceralmente, autenticamente reazionario o imbevuto come una spugna di propaganda filo americana, sionista ed Europoide… il piddino è fatto cosi’: la sua bandiera e il suo cuore sta dall’altra parte dell’Atlantico, la sua lingua preferita è l’inglese (ricordate quel vile segretario del suo Ds o Pds di un tempo che gridava “we can”?), e la sua bevanda preferita è la coca cola assieme agli amburgher di Mac Donald.
    Ma lasciatelo sparlare di Putin, di Assad, dei cinesi, di Fidel castro, di Gheddafi e di chiunque altro gli venga in mente come si addice a chiunque (stupido o furbo opportunista) che ha venduto l’anima ai peggiori imperialisti a stelle e strisce o con la stella di Davide e ai loro reggicoda della Ue…. sono solo rutti di chi beve troppa coca cola.

      • D’accordo, ma qualche volta è opportuno rispondere e smentire le loro truculente affermazioni non perché si può sperare di fargli cambiare idea ma solo nell’interesse di altri lettori.

  13. Mi scuso con chi legge e con Alceste, perché ho dovuto intervenire con commenti e contro commenti di fuoco nel suo articolo, ma evidentemente l’articolo, oltre a interessare molti lettori e commentatori in buona fede, ha attirato troll piddini, disturbatori, imbecilli e farabutti … E’ un rischio che dobbiamo correre! E poi, per liberarsi delle presenze sgradite, è sufficiente disinfestare bannando solo ed esclusivamente certi “commenti” sgraditi e inutilmente provocatori.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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