Sulla chiusura di Comedonchisciotte [Alceste]

Non conosco i reali motivi della chiusura del sito Comedonchisciotte.
Non posso ardire di scoprirli (ignoro, peraltro, chi siano i suoi validi amministratori, di cui solo ora ho appreso i nomi in codice: Tao e Truman).
Forse le cause di tale decisione, drastica, sono banali. Chissà.
La vicenda, però, stimola a qualche breve, seppur incompleta, riflessione.
Sulla controinformazione in generale, e su me stesso; io non sono nessuno, ma, ostinandomi a interpretare la realtà alla modesta luce della mia intelligenza e delle mie conoscenze, mi reputo parte di questo mondo.
1. L’improvviso e brutale messaggio con cui uno dei due amministratori comunicava a tutti l’intenzione di lasciare non mi sorprende. Lo trovo, anzi, ragionevole. Umano. La corda si tira, si tira sin allo spasimo, e poi si rompe. Noi rimaniamo scioccati dall’ultimo evento solo poiché ignoriamo ciò che lo ha preceduto. Come quel personaggio di Hemingway a cui domandano: “Ma come hai fatto a ridurti così?”. E lui: “Prima un po’ alla volta e poi tutto insieme”.
Lo stress e le disillusioni lavorano interiormente, senza soste. Una malinconia nera avvelena lenta il sangue. D’un tratto la corda si rompe. Improvvisamente sentiamo che tutto ciò che è stato edificato è un nulla, una sciocchezza. Si cerca di perseverare per un po’, a fatica, quindi si lascia. Definitivamente. Si prova persino disgusto per tutto ciò che, una volta, occupava e dava senso alla nostra esistenza: di qui la volontà di annientare tutto in una sorta di novello “Muoia Sansone con tutti i filistei!” (pare che Comedonchisciotte andrà offline, annientando, in tal modo, dieci anni di materiale).
2. Ma cosa sono queste disillusioni?
La mancanza di gratificazione, certamente.
La gratuita stupidità di alcuni frequentatori che, in poche parole, spesso offensive, liquidano un lavoro che è costato ore o giorni d’impegno.
La gratuita idiozia di alcuni autori che, ritenendosi unti dall’olio della profezia, passano il loro tempo non a esporre le proprie idee (il dialogo socratico!), ma a irridere e demolire quelle altrui, e, conseguentemente, a trattare il prossimo come un venduto, un cialtrone, un ingannatore del popolo.
Il senso di ingiustizia a fronte degli eroi dell’informazione “positiva”, i quali, ad onta della propria crassa mediocrità e d’una moralità inesistente, accumulano onori, prebende, titoli.
Lo sconforto, a volte dilagante, che coglie nel rendersi conto che battere il chiodo d’un argomento giusto e sensato non ha il minimo ricasco nell’opinione pubblica normale ( o normalizzata).
Il feroce senso di impotenza nel constatare che un mezzo come Internet, il quale prometteva, grazie all’universalità e alla libertà di fruizione, di liberare le menti, si sia rivelato un vasello di coccio in mezzo a galeoni d’acciaio. Significa qualcosa se un grande articolo di controinformazione, puntuale e sincero (di Eugenio Orso, Blondet, Mazzucco o chi volete voi), abbia 10.000 visualizzazioni e le tirate embedded della Botteri 2.500.000? Certo: significa sconfitta, e scoramento.
3. L’ultima riflessione è quella, a mio parere, più sottovalutata: lavorare e riflettere “contro” o “fuori”, alla fine ti sfianca. Si è davvero come dei proscritti. Si vuole restare fra gli agi della correttezza o prendere la via dei monti? Si desidera la vita agiata, ma in cattività, o il libero pensiero? Non è facile. All’inizio la scelta appare galvanizzante, poi, lì fuori, fra le intemperie e le privazioni, e i disinganni, si cambia, quasi impercettibilmente. È inevitabile. La crisi, prima o poi, arriva. Ci si interroga: non avrò sbagliato? Oppure: possibile che mille abbiano torto e io solo ragione? Oppure, anche se questo non lo si ammetterà mai, ci si domanda, prosaicamente: ma chi me l’ha fatto fare?
Sì, lo affermo e ne ne sono convinto: il conformismo è una droga potente. E piacevole. Vivere fuori dei margini, no; è pericoloso, stancante; ogni domanda non è mai prestabilita; ogni passo deve essere accorto; ogni svolta nasconde un’insidia. Un piccolo tratto di strada richiede tempo, sensi all’erta: e questo non tutti se lo possono permettere. Non tutti i giorni, i mesi, gli anni. Occorre staccare, ritrovare un pizzico di bonario qualunquismo; variare; scendere a valle; permettersi autoironia; altrimenti si finisce risucchiati da una follia autoreferenziale.
C’è un bel film sui proscritti, di Victor Sjostrom. Un film muto, non per tutti. È ambientato in Islanda. I proscritti del film – un uomo e una donna – sono Waldganger (a tale istituto nordico allude Ernst Jünger ne Il trattato del ribelle), esclusi dalla società a cui, a torto o ragione, hanno recato offesa. Salgono, perciò, sui monti, lontanissimi dal vivere civile. Sono felici, lì; sono liberi. Dall’alto, poi, scorgono ogni giorno un panorama neppure intuibile dal basso, vastissimo: che sia la verità? A quelle altitudini, però, le condizioni di vita sono dure; e col passare degli anni sempre più proibitive. Gli uomini normali, peraltro, neanche allora danno tregua: bisogna fuggire, più lontano, più in alto. E i protagonisti di Sjostrom così faranno, dopo aver pagato un prezzo spaventevole. E dopo i rinfacci, e i pentimenti, durante una notte lunghissima, in cui le tempeste sembrano non aver mai fine, troveranno la morte, seppure riconciliati l’uno all’altra.
No, a queste altitudini non si può vivere per sempre. Occorre scendere, fermarsi. Non per rinunciare, ma per ritemprarsi. Capire. Eliminare ciò che va eliminato. Accettare la mediazione di intelligenze altre. Ricomprendere, una volta pacati, la scena nel suo insieme, con un colpo d’occhio più vissuto e disincantato; più umano.
Spero che anche i due bravi amministratori di Comedonchisciotte facciano altrettanto.
Li aspetteremo, senza fretta, con fiducia.
E la grande riconoscenza che gli dobbiamo.

Sulla chiusura di Comedonchisciotte [Alceste]ultima modifica: 2016-04-20T15:37:26+02:00da derosse
Reposta per primo quest’articolo

8 pensieri su “Sulla chiusura di Comedonchisciotte [Alceste]

  1. CDC almeno da qualche anno era molto decaduto… molti utenti – forse tra i migliori – si erano defilati … forse anch’essi per stanchezza del clima rissoso che di frequente si creava nel forum o/e forse per timore di essere spiati e schedati e/o forse perché la crisi avanza e s’approfondisce al punto che molti persone (e utenti di CDC) hanno ben altre questioni a cui dedicarsi per “tirare a campare”.
    A me, poi, a volte ha dato l’impressione che almeno qualcuno degli amministratori fosse molto di parte e, in particolare, fosse un simpatizzante del m5s.
    Ora tutti o molti stanno a piangere perché uno degli amministratori (un tale Davide alias Tao) ha deciso di finirla e di chiudere CDC prendendo a pretesto la “stanchezza”.
    A me sembra un pò strano che un’unica persona possa prendere una decisione simile… a meno che in realtà non fosse il “padrone” del sito.
    Comunque sia non credo che la eventuale effettiva chiusura di CDC sia una grande perdita… in gran parte CDC era solo un gran casino infestato da personaggi narcisisti e offensivi…. non parliamo del loro modo di scrivere che spesso li rendeva incomprensibili o difficili da leggere.
    Più che il forum forse saranno da rimpiangere solo alcuni articoli interessanti che a volte apparivano in home…. es. quelli di Craig (se ricordo bene il nome).
    Comunque staremo a vedere ma non credo che davvero CDC sarà chiuso…

    • Per stefano

      Il mio giudizio complessivo su CDC è un po’ meno negativo. E’ vero che negli ultimi tempi c’era qualche simpatia di troppo, non giustificata nella realtà, per una falsa opposizione come il cinque stelle. E’ vero che c’era talvolta rissa e alcuni commenti erano soltanto provocatori, da troll. E’ vero che c’era (e ci sarà ancor di più in futuro) la probabilità di essere schedati. E’ altrettanto vero, però, che questa fonte di controinformazione ci ha dato articoli, notizie, analisi, di italiani ed esteri, che altrimenti i più non avrebbero avuto occasione di leggere, e questo era, è e rimane il principale merito di CDC.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • D’accordissimo con derosse, da molto tempo era infestato dai penta stellati che ad ogni commento negativo sui loro confronti attaccavano in massa come le vespe africane,
        Spero in una risurrezione, d’altra parte un sito del genere ha bisogno di diverse opinioni, altrimenti ? Sarebbe il blog di Casaleggio.
        Anche Uriel – persona che ho sempre percepito come arrogante, ma spesso scriveva cose interessanti e Uriel sfanculava tutti e aveva creato un sistema che per mandare un commento era un problema. Sindrome da Marchese del Grillo ? Eppure anche lui, nonostente le barrierem si e’ stancato ed ha chiuso il blog. Mi manca e senz’altro mi manchera’ CDC, che naturalmente e’/era tutt’altra cosa.

        • Per Ianzo

          L’infestazione di pentastellati (aiutata dai poteri forti, come utile “riserva” nel caso dismettano il piddì) c’è anche da altre parti. Non è questo il problema centrale, poiché su CDC comparivano articoli di analisi politica (vedi in questi ultimi tempi F. Dezzani) a dir poco critici nei confronti dei grillini. Il problema è la “terra bruciata” che stanno facendo fuori dal sistema, per impedire il sorgere di qualsivoglia alternativa reale, e ciò riguarda anche la controinformazione, una luce sempre più fioca, che si sta spegnendo …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

  2. “su CDC comparivano articoli di analisi politica (vedi in questi ultimi tempi F. Dezzani) a dir poco critici nei confronti dei grillini”

    Forse proprio per questo qualcuno esterno (mi riferisco a qualcuno di qualche partito) o interno a CDC (mi riferisco a quel tale Davide amministratore più o meno unico di cdc) ha voluto chiudere quel blog.
    Comunque non credo affatto che sia stato chiuso dai “poteri forti” né dalla Cia né da qualche servizio omologo di casa nostra né dal PD di renzi!. Figuriamoci, a questa gente CDC faceva un baffo anzi forse gli serviva pur di tenere impegnata un po’ di gente disadattata.
    Perciò o CDC chiuderà proprio per la stanchezza di qualche suo gestore oppure perché forse non faceva più comodo a qualche pentastellato (esterno e interno a CDC).

    • Per stefano

      In chiusura di dibattito via commenti, ti segnalo che qualcuno avanza l’ipotesi delle minacce, rivolte fors’anche contro l’amministratore e da prendere sul serio.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.