Perché gli immigrati islamici tacciono su terrorismo e jihad? di Eugenio Orso

Chi non vuole pronunciarsi, evita di dare risposte a una domanda precisa che implica una scelta di campo, svia il discorso, finge di non parlare la lingua del paese in cui si trova (magari da molti anni!), pur di non rispondere a una domanda imbarazzante, e lo fa, in linea di massima, per uno dei seguenti motivi:

1) E’ dalla parte del nemico, ci odia, ci disprezza, o ambedue le cose insieme, ma non vuole dichiararlo, almeno per il momento, sentendosi ancora troppo debole e minoritario per farlo. In sintesi: La quinta colonna nemica infiltrata “dietro le linee”.

2) Ha una paura matta del nemico di cui conosce la determinazione e la ferocia, e, per non rischiare, preferisce tacere, evitando così una chiara scelta di campo. In sintesi: L’impaurito che tace e sfugge.

3) Ignora il problema – e il nemico, che potrebbe diventare anche il suo – esorcizzandolo evitando di parlarne, facendo finta che non esista, oppure che sia cosa lontana, addirittura marginale, e che non centri nulla con l’islam. In sintesi: Lo struzzo che mette la testa nella sabbia per non vedere.

La grande maggioranza dei musulmani emigrati in Italia non vuole parlare né dell’isis/daesh né degli atti terroristici di Bruxelles e Parigi, non condanna e non mostra alcuna solidarietà per le vittime. Alla luce dei punti 1, 2 e 3 – la quinta colonna, l’impaurito, lo struzzo – questo è addirittura un esito scontato. Solo in pochissimi, mere eccezioni fra imam e fedeli, accettano di parlare dell’isis, del terrorismo islamico, di condannare apertamente le stragi in Europa. Alcuni lo fanno senza mostrare il loro volto alla telecamera, con la voce deformata per non essere riconosciuti, altri addirittura apertamente. Quanti saranno, costoro? Quanti sunniti osano scoprirsi in questo modo, rischiando rappresaglie nella “comunità islamica”? Sicuramente meno del 10%, forse il 5% o forse anche di meno. Davanti alle loro dichiarazioni di condanna, nettamente minoritarie e isolate, possiamo ben dire che una rondine non fa primavera, che l’eccezione conferma la regola … Regola che in tal caso vuol dire omertà, il non rispondere, lo sviare la domanda, non condannare daesh e non mostrare apertamente solidarietà per le vittime.

I punti 1, 2 e 3 li ho ordinati in modo decrescente. Il che significa che la maggioranza dei sunniti presenti in Italia – abbiano o non abbiano la cittadinanza, che è un elemento secondario – o fiancheggiano il nemico jihadista, sostenendolo in modo indiretto, oppure … ne fanno parte, nel senso che anche loro sono il nemico, ne condividono gli obbiettivi e gioiscono segretamente a ogni strage di infedeli!

Quelli che hanno paura del nemico islamista, oppure esorcizzano il pericolo non parlandone e non pensandoci, sono meno numerosi dei primi, che stanno oggettivamente – in certi casi concretamente come reclutatori e reclute! – dalla parte dell’islam che decapita apostati, atei, idolatri e infedeli. C’è da giurarci (anche se evitano accuratamente di dirlo) che costoro, ampiamente maggioritari nelle cosiddette comunità islamiche italiane, approvano la schiavitù della donna e l’asservimento o lo sgozzamento degli infedeli, ineliminabili caratteristiche dell’islam fin dalle sue origini, nel VII secolo d.c.

Gli immigrati islamici sono tutti “sfuggenti”, sul tema guerra santa, terrorismo, daesh, a partire dai loro religiosi, ossia dagli imam che guidano le preghiere, figure importantissime nelle comunità di musulmani. Sanno di essere ancora deboli, non in grado di sopraffarci e, di conseguenza, non essendo abbastanza coraggiosi da palesarsi, vivono “sottotraccia”, mantengono un profilo basso, evitano le domande con ogni sorta di escamotage … In attesa del momento in cui raggiungeranno la “massa critica” e potranno dilagare! Così fanno quando qualcuno li intervista e li incalza con le domande, poiché, trattandosi solitamente di un giornalista al servizio del sistema e della “società multietnica di mercato”, vorrebbe disperatamente che dicano a voce alta: siamo contro daesh e il terrorismo, ci dispiace per le vittime!

Se ci fate caso, nei grotteschi e interminabili talk-show televisivi, fatti per confondere, disinformare e rimbecillire ancor di più la popolazione (in modo che perda definitivamente il contatto con la realtà “reale”), emerge in piena luce ciò che non dovrebbe emergere con troppa chiarezza, nella realtà virtuale creata dall’apparato ideologico-mediatico per conto delle élite. In barba a qualsiasi distinguo e sottigliezza, gli immigrati musulmani in Italia, in grandissima maggioranza, non rispondono in modo diretto e aperto all’imbarazzante domanda: condannate le stragi compiute dall’isis? Costoro si defilano, sgusciano come anguille, non parlano la lingua o, addirittura, fingono di non sapere nulla di ciò che è accaduto a Bruxelles e a Parigi … Un vecchio e saggio detto ammonisce: chi tace acconsente!

Giornalisti, intellettuali e ospiti vari dei talk show cercano di giustificare questa situazione, di indorare la pillola, ben sapendo che i musulmani immigrati in Italia, ai quali sommiamo settantamila convertiti, sono ormai oltre un milione e mezzo e costituiscono sempre di più una bomba pronta a deflagrare. Nonostante il pericolo sia reale, si sentono idiozie del tipo “non c’è un piano di integrazione nel paese”, “lavorano troppo” per potersi interessare ad altro, “molti non parlano ancora la lingua” (almeno la metà fra gli intervistati, sembrerebbe!), eccetera.

Anche i giornalisti, gli intellettuali e altri valletti del sistema sviano, intorbidando le acque, ma persino un mezzo imbecille potrebbe comprendere che in tutto questo c’è qualcosa che non va … Che l’omertà trionfa sempre fra i musulmani sunniti, quando ci sono di mezzo stato islamico, jihad, il profeta, le stragi di infedeli in Europa. Persino un frescone, che segue i talk show sull’argomento pendendo dalle labbra dell’anchorman di turno, potrebbe porsi la seguente domanda: ma gli islamici che abbiamo qui non è che stanno, direttamente o indirettamente, dalla parte del nemico? Certo non proprio tutti, ma almeno una robusta maggioranza!

La verità è che non esiste islam moderato, europeo, in odor di “riforma”. Esiste l’islam e basta, in particolare quello sunnita più ortodosso, con accenti hanbaliti, wahabiti, deobandisti, salafiti. Si tratta di un corpo unico, che stermina gli apostati, gli sciiti del “rifiuto” (anche loro islamici!), gli adoratori della croce e seguaci del Nazareno, i miscredenti, gli idolatri, i pagani, i politeisti, gli atei, eccetera eccetera … Cioè elimina tutti gli altri, considerandoli non-persone.

Il corano, per intenderci, ha come autore nientedimeno che allah (la lettura della parola di dio!), che attraverso la mediazione dell’arcangelo Gabriele semplicemente lo trasmise al profeta. Vita religiosa e vita civile non sono distinte e non possono procedere separatamente, impedendo nei fatti l’evoluzione delle società umane. Tutto è già scritto nel corano, integrato dalla sunnah, che riporta i detti e fatti del profeta e, assieme al corano, alimenta come seconda fonte la famigerata sharia, cioè la legge islamica, ferma al VII secolo d.c. o poco oltre. Coloro che hanno cercato di riformare positivamente l’islam dall’interno, come al-Afghani nel XIX secolo (fra l’altro uno sciita mascherato da sunnita), hanno tutti fallito, gli aspetti spiritualisti di matrice sufica stanno scomparendo, la condizione della donna torna a esser quella di due millenni fa e mai come oggi possiamo comprenderlo bene, assieme alle implicazioni future.

La verità è che i prodotti culturali del mondo islamico, tendente sempre di più a un’ortodossia soffocante, sono alieni alla civiltà europea, che di suo sta andando in rovina. Una civiltà superiore a tutte le altre, quella europea, ma da tempo in disarmo, addirittura in demolizione, a causa dell’occidente neocapitalistico. Un faro di luce per il mondo, l’Europa, imprigionato in uno spazio di libero mercato, soggetto al potere della finanza, vittima di ogni nefandezza antisociale. Ciò che dovrebbe apparir chiaro è l’impossibilità di conciliare in qualche modo la tradizione islamica – sunnita e rigorista (scuola hanbalita, nono secolo), alla ricerca di una primeva ma sanguinosa purezza – con noi italiani ed europei, indeboliti dalla progressiva distruzione, per opera dell’assolutismo mercatista e del progetto elitista di “società aperta”, delle nostre tradizioni e della nostra stessa identità.

Nessuna vera integrazione è possibile, dunque, né alla seconda o terza generazione d’immigrati sunniti, né lo sarà alla trentesima. La cittadinanza è irrilevante, così come l’assimilazione della lingua e la conoscenza delle (residue) tradizioni italiane ed europee. Persino il rispetto delle leggi sembra opzionale, se uccidono le figlie o semplicemente le segregano perché amoreggiano con un italiano infedele e portano i jeans. In proposito, ne abbiamo avuta ampia conferma in Francia (rivolta della Banlieue, 2005, i recenti attentati a Parigi) e in Gran Bretagna (attentati del luglio 2005 a Londra), dove l’immigrazione islamosunnita è di più antica data, oppure nel nord dell’Europa (Svezia, Danimarca), in cui ci sono città importanti che fra un paio di decenni rischieranno di diventare a maggioranza islamica (come ad esempio Malmö, in Svezia). Inoltre, l’integrazione è resa ancor più inverosimile dalle dinamiche neocapitaliste-finanziarie e dal rigore contabile di Schäuble e Merkel, che tolgono continuamente risorse allo stato sociale, riducono i redditi da lavoro e le pensioni, alimentano la disoccupazione di massa, la marginalità e l’esclusione.

Incompatibilità dell’islam sunnita più ortodosso, imposto con i petrodollari del Golfo alla maggioranza degli islamici, politiche neoliberiste di strangolamento dell’economica italiana, perdita di identità e delle tradizioni da parte della popolazione autoctona della penisola, congiurano insieme per rendere esplosiva la situazione nei prossimi anni. Gli islamosunniti aspettano di essere almeno un quinto o un quarto della popolazione (il 3% attuale è troppo poco), per muoversi manifestando la loro vera natura e la preferenza per una jihad sanguinaria che non ci risparmierà, in linea con l’intransigenza sunnita-wahabita-salafita. Sempre che non intervengano, nel breve-medio periodo, sconvolgimenti al momento non immaginabili, che potrebbero velocizzare il processo di conquista islamista dell’Italia. E’ chiaro che costoro, se interrogati sulle vere intenzioni che hanno e sulle preferenze – democrazia piuttosto che sharia, stato laico piuttosto che stato islamico, eccetera – mentono sapendo di mentire, si defilano, cambiano discorso, sfuggono alla domanda, non si palesano, non essendo poi così coraggiosi e fieri come qualcuno li dipinge …

Voglio precisare, infine, che l’inestinguibile opposizione fra islam ed Europa è nata prima del capitalismo e si è concretata nell’invasione della penisola iberica (al-Andalus, per loro) già agli inizi dell’ottavo secolo d.c. e, per quanto riguarda specificamente l’Italia, della Sicilia nel nono secolo (emirato con capitale Balarm/Palermo). Anche se l’occidente capitalista che c’imprigiona non ci fosse, ci sarebbe pur sempre il conflitto insanabile fra noi europei e loro, non soltanto per la diversità di religione, e tale conflitto esploderebbe periodicamente nel corso della storia, come accade ora, mentre nei secoli più tranquilli ha covato sotto le ceneri.

Solo che oggi le élite neocapitaliste del denaro e della finanza, americane, europee, ebree, arabe del Golfo (in una, occidente) utilizzano l’islam sunnita più ortodosso per scopi geopolitici, e le masse islamosunnite di immigrati per scardinare e meticciare le società europee, con particolare riguardo per l’Europa occidentale, in cui anche noi siamo compresi. Sarà interessante vedere come, in futuro, riusciranno a far convivere, in Italia e in Europa occidentale, i rigori della religione islamica ortodossa – donne con il niqab, poligamia, pratiche schiaviste, punizioni con mutilazioni corporali – con i “diritti umani”, dei gay e delle minoranze, e le tanto osannate “libertà individuali” …

In ultimissima istanza, dirò che sbaglia chi vede la questione come un semplice ma efficace “divide et impera” neocapitalista (mi riferisco al filosofo Diego Fusaro, sul piccolo schermo), per mettere i disoccupati italiani contro di quelli islamici immigrati. La considerazione sarebbe potuta andar bene in altri anni, in altri contesti, con riferimento ad altri poveri e disoccupati (buddisti, ortodossi, confuciani, induisti, e via elencando), ma non va bene nel caso odierno degli islamosunniti. Qui gli aspetti d’incompatibilità culturale, di costume, di religione, in una, di civiltà, predominano su tutto e sono anteriori alla nascita del capitalismo, retaggio di un conflitto più antico. Noi siamo sfavoriti, rispetto a loro che dilagano, dai veri interessi delle élite finanziarie occidentali, che intendono toglierci identità e meticciare la società italiana fino a renderla irriconoscibile (accoglienza a tutti i costi), siamo penalizzati dalla demografia e vittime della cosiddetta geopolitica del caos, che usa come arma le masse crescenti di profughi di guerra e immigrati economici …  Guarda caso, in buona maggioranza islamici e sunniti.

Perché gli immigrati islamici tacciono su terrorismo e jihad? di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-03-31T17:43:37+02:00da derosse
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “Perché gli immigrati islamici tacciono su terrorismo e jihad? di Eugenio Orso

  1. Non so, per me manca un ingrediente fondamentale in tutti i discorsi che vengono fatti su questo argomento.
    Se fossi un islamico personalmente non mi sentirei di stracciarmi troppo le vesti dinnanzi alle piccole stragi che provocano questi tragici quanto ridicoli “bombaroli” cinturati. Sicuramente la stragrande maggioranza non li approva. Ma immagino ci sia un “ma” grande come l’Universo prima di riuscire a sentire qualche tipo di empatia con noi occidentali.
    Lasciando perdere i secoli di colonialismo europeo, guardiamo solo agli ultimi decenni. Il mondo occidentale si è reso responsabile di stragi di popoli, genocidi, guerre e distruzioni immani di intere nazioni, violazioni tremende dei diritti dei popoli, intromissioni, ribaltamenti di governi legittimi, decenni di inferno…
    Con tutto il rispetto che si deve alle vittime di ogni parte, cosa sono qualche decina di nostri morti in un anno rispetto a quello che abbiamo fatto e stiamo facendo noi da decenni su scala incommensurabilmente più grande? Come mai prima di qualche decennio fa in tutti i paesi che abbiamo poi messo a ferro e fuoco convivevano sostanzialmente in pace mussulmani sunniti, sciiti, cristiani ed ebrei? L’unica questione che allora provocava grandi contrasti era la questione palestinese in prossimità delle aree interessate. Se non ci fosse stata la questione provocata dal popolo maledetto, che solo l’altr’anno ha trucidato impunito 2000 palestinesi della Striscia di Gaza, ci sarebbe stata pace e tranquilla convivenza.
    Non si può pretendere che questi popoli ora non odino noi e la nostra laida, fatiscente e decadente quanto arrogante e violenta inciviltà. Nessuno mai riporta ciò che dicono sempre questi pazzi suicidi durante le loro deliranti azioni di morte. Loro dicono sempre che ci stanno ammazzando perché noi abbiamo fatto lo stesso a casa loro. Noi abbiamo trucidato i loro bambini e le loro donne in casa loro. E consentitemi, …con che differenza di mezzi, potenza ed effetti su persone e cose.
    Fossi un mussulmano farei davvero molta fatica a provare empatia con noi, cordoglio e pietà per le vittime sì, ma penserei anche subito all’enormità delle stragi subite dal mio popolo e per le quali nessun paese occidentale si è mai sognato di fare autocritica, chiedere scusa e ripagare almeno in parte gli enormi danni.
    E sembra che nessuno di noi abbia coscienza di questo.
    Per i mussulmani forse è una questione di inopportunità. Come per noi non si può dire male degli ebrei anche se assassini e degli omosessuali indecenti dei gay pride, così i nostri mussulmani non osano dire male delle nostre mortifere azioni nei loro paesi, perché non starebbe bene, a noi non suonerebbe bene, e anche perché loro ora vivono qui tra noi.

    • Per F. Gardini

      La tua argomentazione non è poi così inconsueta, perché è una fra le giustificazioni di certe prese di posizione di giornalisti e intellettuali – che non condivido, per vari motivi spiegati altrove nel mio sito – come, ad esempio, Massimo Fini.
      Posso dire che gli islamici – nel caso specifico islamosunniti, oggi tendenti al rigorismo più ortodosso – identificano l’occidente con l’Europa e il cristianesimo. Costoro fanno, cioè, di ogni erba un fascio, mettendoci dentro anche il cristianesimo (cattolico, ortodosso, copto, eccetera) e confondendolo con l’occidente a guida americana. Inoltre, rievocano le crociate di un millennio fa, come se non fossero trascorsi secoli e secoli di storia, da allora, e gli scenari non fossero completamente mutati.
      Credo che per molti questa giustificazione funga da pretesto che consente di non condannare, giustificando in tal modo l’isis e simili.
      E’ vero che l’azione (militare, geopolitica, economica, eccetera) dell’occidente ha causato vittime fra gli islamici, nei paesi islamici (non solo arabo-islamici), ma moltissime vittime sono imputabili allo stesso islam ortodosso, o alle lotte fra i “rais” locali, oppure fra i “rais” locali e gli islamisti. Inoltre, particolarmente ipocrita, direi di comodo, è l’identificazione dei cristiani orientali con l’occidente, come se fossero ciò che non sono: una quinta colonna dei “crociati”. La verità è che si tratta di un obbiettivo facile da colpire, perché generalmente non protetto.
      Il fatto, poi, che i kamikaze e gli stragisti islamosunniti in Europa giustifichino le stragi con la vendetta, per l’uccisione di donne e bambini nei paesi islamici (sunniti, lo ricordo ancora), è un’ipocrisia, una facile e scontata giustificazione che nasconde i loro veri obbiettivi (e i mandanti!), poiché i loro omologhi sul posto, schiavizzano e uccidono abbondantemente proprio le donne e i bambini …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Un precedente commentatore scrive che la maggioranza degli islamici presenti in Europa “sicuramente” non approva gli ultimi attentati dei farabutti criminali taglia gole affiliati all’Isi…io penso l’ esatto contrario considerandoli invece contentissimi dei morti che quei mafiosi prezzolati dell’isi vanno sempre più ferocemente seminando in Europa. La maggioranza degli islamici in Europa sono il mare in cui nuotano quegli assassini ed è un mare continuamente alimentato dagli incontrollati flussi migratori che avvengono con la benedizione di papi, di presidenti, delle boldrini e via dicendo.
    Guardate le rivolte di questi “poveri migranti” ai confini tra Grecia e Macedonia! Se credete che tra quei “disperati” che sfidano la polizia macedone non ci siano anche organizzatori affiliati al califfato siete dei poveri ingenui o dei farabutti in malafede e alleati di quell’ organizzazione mafiosa che di chiama Isi e che si ammanta di vesti pseudo religiose o di pseudo spirito anti crociati solo per meglio ingannare anche chi, tra noi, soffre di assurdi complessi di colpa come il commentatore di cui sopra. Se non ricordo male poco tempo fa la Macedonia è stata fatta oggetto di un tentativo di ennesima pseudo rivoluzione colorata… il tentativo momentaneamente è fallito e allora, guarda caso, gli scatenano contro migliaia di “poveri migranti”! Come mai quei “poveri migranti” non cambiano rotta sbarcando sulle molto più accoglienti coste italiche? semplicemente perché migliaia di quei “poveri migranti” in realtà sono usati come testa d’ariete per abbattere uno dei pochi stati che in Europa cerca di opporsi all’islamizzazione forzata. E per quale motivo tanti, troppi, si affannano a favorire questi pazzeschi flussi migratori? ( ciascuno di loro ricorrendo a motivazioni diverse ma convergenti verso l’obiettivo di favorire l’invasione islamica: papi e clericali fanno appello a un malinteso spirito di “solidarietà Cristiana” sebbene quelli – i migranti – siano strumento di mafie varie e di stati islamici altrettanto mafiosi che peraltro scannano proprio anche i cristiani; i presidenti mescolano arbitrariamente questioni di vino con questioni migratorie, parlamentari vari si appellano a valori umanitari e di “civiltà” senza mai spiegare dove sta scritto che un qualsiasi paese si debba far carico di flussi migratori biblici per il solo fatto che in alcuni paesi di provenienza dei migranti ci sarebbero delle guerre..peraltro alimentate proprio dai loro padroni d’oltre atlantico per i loro piani di distruzione della Russia).
    La risposta è semplice: questi flussi migratori sono voluti da una serie di mafiosi stati arabi (Arabia saudita e Turchia in testa) che intendono utilizzarli per i loro scopi cosi’ come per i loro scopi utilizzano le bande armate (proprio da loro) dell’Isi….il tutto, naturalmente, con la benedizione degli Usa. E’ per questa ragione di vassallaggio verso il padrone Usa e i suoi alleati islamici che da vari pulpiti si affannano giornalmente a favore dei “poveri migranti”… centra poco o niente una qualche volontà di “meticizzare” i popoli europei, e altrettanto poco o niente centra la volontà di “destabilizzarli”! la questione, la motivazione è molto più semplice : per gli Usa si tratta solo di fare il gioco dei loro alleati in quelle zone mediorientali e africane mentre per i suoi vassalli europei si tratta solo di obbedire e adeguarsi alla volontà imperiale. Naturalmente a nessuna delle marionette europee piace sentirsi e considerarsi “servo”…ecco allora che scatta la falsa coscienza e tutto viene giustificato tirando in ballo la “carità cristiana” o i principi di “civiltà”.

    • Per stefano

      Anche io credo che molti immigrati sunniti ortodossi/salafiti/wahabiti esultino (fra loro, non in pubblico perché sfuggenti) quando si ammazzano miscredenti … cioè noi!
      Per questo dovrebbero essere espulsi IN BASE ALL’APPARTENENZA ALLA RELIGIONE SUNNITA, escludendo tutti gli sciiti, i curdi e (con beneficio d’inventario) i palestinesi.
      Non ci sono solo i “mafiosi stati arabi”, come turchia e arabia saudita, a sostenere isis, al-nusra, salafiti in Asia e Africa, terroristi e kamikaze in Europa. Costoro fanno parte della famigerata Asse del Male a guida usa – come la chiamo io – a partecipazione unionista europea, alleanza atlantica, monarchie del golfo e israele. L’Europa è “campo di battaglia”, per il suo controllo totale in funzione anti-russa e anti-sovranista, anche se non ancora completamente devastato come Siria e Libia.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.