Attenti alle terga! Nozze e adozioni gay oscurano la questione sociale di Eugenio Orso

Parlare, oggi, di questione sociale, di scontro di classe, di conflitto, sempre latente nella società spaccata – quella vera, bene inteso, non quella “aperta” e “accogliente” dipinta dalla propaganda neoliberista – non fa audience, non attira consensi, non garantisce un alto share, annoia le masse ridotte a pollastri in batteria. Le annoia quanto o più della geopolitica, spietata e mortifera dal quadrante russo-ucraino a quello medio-orientale, che assieme alla questione sociale determina il nostro destino, individuale e collettivo.

La questione sociale è dimenticata, al punto che pare in sonno letargico sotto i livelli della coscienza e della memoria, completamente oscurata dalle “battaglie” per i diritti civili e delle minoranze, orchestrate dalle élite global-finanziare, dai loro servitori politici locali e dall’intero apparato ideologico, massmediatico e accademico, come lo chiamo io, a completa disposizione del sistema che ci imprigiona.

Le unioni civili, meglio se accompagnate dalla possibilità di adottare bambini, rappresenterebbero perciò una tappa fondamentale, per raggiungere un più alto livello “di civiltà”, irrinunciabile sotto il segno del mercato e della democrazia.

Quanto precede, sembra essere un dato acquisito anche in Italia, messa sotto pressione dai potentati neocapitalisti sopranazionali, perché ancora non c’è, qui da noi, in periferia, una legge che regoli la sponsorizzata e vezzeggiata ”eccezione familiare”, ovviamente a scapito e detrimento della famiglia tradizionale.

Molto presto, però, in accordo con i desiderata della classe dominante global-finanziaria, la legge in parola sarà operativa anche da noi, grazie al governo collaborazionista piddino e al sostegno della piazza Arci, gay e lesbiche. Infatti, il ddl Cirinnà, dal nome di una senatrice ovviamente piddina, incombe e segnerà la differenza con il passato, checché ne dicano la chiesa, i non ancora del tutto idiotizzati, i “tradizionalisti” che hanno manifestato – debolmente, in modo testimoniale, come parte sconfitta – nel recente Family Day.

Fin troppo evidente, ormai, che quello che si “batte” per le unioni civili è un utile idiota terminale (o addirittura in mala fede, per quanto riguarda organizzatori, capi e capetti) a sostegno della società aperta di Soros e Goldman Sachs, ancor più che del vecchio arnese liberale Karl Popper, fondata sul mercato sovrano e sugli evanescenti “diritti civili”.

Anzi, costui, sia o non sia gay o lesbica, abbia o no abbia alle spalle una “famiglia tradizionale” che si vuole superare, è oggettivamente un nemico degli italiani impoveriti, senza lavoro, con poca pensione, sempre di più in difficoltà economica, e un collaborazionista del grande capitale finanziario, quello che negli Usa, non a caso, ha finanziato e supportato allegramente le campagne per i diritti civili e l’”eccezione familiare”.

Secondo i famigerati complottisti, che sempre più spesso vedono giusto e ci prendono, dietro la lobby omosessuale americana (e mondiale), sponsorizzata dal capitale finanziario egemone, ci sono pezzi da novanta, sostenitori e finanziatori per calcolo e interesse di classe, come Soros, JPMorgan, Rockefeller Foundation, al punto che si potrebbe consigliare agli italiani la lettura dell’interessante libro Unisex. La creazione dell’uomo “senza identità”, di Perucchietti e Marletta, edito da Arianna Editrice, in cui si svelano le vere ragioni, molto concrete, del sostegno assicurato dalla finanza di rapina ai diritti della minoranza omosessuale e alla cosiddetta ideologia Gender, a partire dalla “società pilota” statunitense.

Si legga in rete questo articolo del 26 giugno 2013, non di fonte “complottista”, ma del Corriere.it, dal titolo Usa: JP Morgan e Goldman Sachs brindano alle nozze gay:

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Usa-Morgan-Goldman-Sachs-brindano-nozze-gay/26-06-2013/1-A_007275050.shtml

Addirittura i vertici della Apple si sono uniti al giubilo dei maggiori sciacalli della finanza, quando la corte suprema americana, ha definito incostituzionale il defense of marriage act, che riconosceva come matrimonio solo quello fra un uomo e una donna, e da quel momento in poi l’avanzata dell’”eccezione familiare”, per scardinare le resistenze nella società al progetto neocapitalista di dominio assoluto, è diventata travolgente in molti paesi cosiddetti occidentali, fino a investire l’Italia.

Solo un povero imbecille può credere che gli squali dell’alta finanza,  nonché i vertici dei gruppi produttivi-finanziari, investano tempo e risorse e spendano la loro immagine per liberalità, convinti che ciò migliorerà anche l’aspetto lavorativo, aumenterà l’efficienza e risponderà a una richiesta sentita da clienti e dipendenti. Più realisticamente (e cinicamente) è meglio spendere un po’ di soldi, paragonabili a quelli spesi per la pubblicità, se non per la cancelleria, piuttosto che soccombere davanti a richieste di giustizia sociale e miglioramento dei redditi popolari, che implicherebbero riduzioni delle loro fortune per centinaia, o addirittura migliaia di miliardi di dollari. Meglio puntare sulle adozioni da parte di transessuali, per scongiurare lo spettro dell’assistenza sanitaria pubblica gratuita garantita a tutti …

Accertato chi sono gli sponsor delle campagne occidentali per i diritti omosessuali, la diffusione dell’ideologia Gender e l’”eccezione familiare”, che si vorrebbe diventi addirittura una regola soppiantando la famiglia tradizionale, ci viene il fondato sospetto che la manovra costituisca un passo successivo – non solo di distrazione dalla questione sociale – a quello già compiuto e metabolizzato dell’idiotizzazione di massa, che ha portato alla perdita, per i più, della dimensione politico-sociale e della capacità di lottare per un futuro migliore. Un passo successivo per l’individualizzazione completa, al di fuori di qualsiasi etica, della società che deve “aprirsi” a ogni sorta di nefandezza mercatista.

Si lotta soltanto per i diritti gay e le unioni civili, mentre il panorama di una società socialmente devastata e sempre più ineguale resta in ombra, come se la realtà sociale non ci fosse più e non esistessero le classi, tutt’al più una generica distinzione, neppure culturale e di costume, fra ricchi (sempre più ricchi e sempre di meno) e poveri (sempre più poveri e sempre più numerosi). Aclassismo ipocrita e eccezione familiare come cavallo di troia per vincere le resistenze di natura comunitaria della famiglia tradizionale, costituiscono altrettanti inganni neocapitalistici che procedono appaiati.

I segnali di questo cambiamento, dagli esiti per noi devastanti sono tanti, anche in Italia. A tale proposito riporto l’inizio di un articolo recente del giornale.it (che non è una fonte complottista):  Anna Maria Greco Roma L’estetica no-gender dei brand Miaoran e L72, la donna androgina di Greta Boldini, la famiglia tutta femminile annunciata dalla maison Gattinoni, con mamma Giulia, mamma Anna, baby Julia e il cane Mia. C’è la legge sulle unioni civili a far da sfondo all’apertura della manifestazione di Alta Roma e, nello stesso giorno del Family day contro le nuove norme, ecco la performance fuori calendario, un po’ rock e molto rococò, chiamata «Family Couture Day». Domani, dunque, le damine del 700 trasformate in Figlie dei fiori anni ’70 dal creativo di Gattinoni, Guillermo Mariotto, lanceranno anche un messaggio pro coppie gay. http://www.ilgiornale.it/news/politica/e-moda-gattinoni-pro-coppie-gay-1218118.html

Dai media all’alta moda, dalla sub-politica tributaria dei potentati finanziari alle associazioni lobbiste, tutto spinge verso uno scenario di devastazione etica nella penisola e di perdita dei più elementari riferimenti esistenziali. L’individuo deve naufragare nella più completa confusione sessuale e dei ruoli, non deve avere più alcun appiglio e difesa, per essere facile preda del mercato sovrano. La questione sociale non deve più essere sentita come una priorità, ma, al contrario, deve sparire dai palinsesti televisivi, grazie alla prevalenza dei diritti delle minoranze, o essere banalizzata annegandola nel politicamente corretto ultra liberaldemocratico, grazie alla presenza sullo schermo di sindacalisti “televisivi” alla Landini (o peggio, alla Camusso e alla Annamaria Furlan), e deve essere cancellata dalle coscienze, concedendo ampi spazi, mediatici e sulle piazze, alla potente lobby gay e lesbiche.

Riassumendo, in conclusione del discorso, la spinta esterna e interna all’Italia sui diritti della minoranza omosessuale, che diventano prioritari su tutto, consentirà alle élite globaliste di conseguire i due seguenti obbiettivi principali, anche nel nostro paese:

1)    La disintegrazione progressiva della famiglia tradizionale, unità di base della società, resistenza di natura comunitaria al neocapitalismo e difesa per l’uomo, che deve essere completamente individualizzato e privato di ogni appiglio e difesa su cui poteva contare in passato.

2)   L’oscuramento della questione sociale, non più prioritaria, e la sua sostituzione, fino al raggiungimento degli obbiettivi elitisti – nozze e adozioni – con la questione gay/lesbiche.

Mi si consenta, ora, un’ultimissima considerazione. La lobby gay e lesbiche, almeno a livello di vertice e di “quadri”, non può non essere consapevole dell’affiancamento interessato, in questa battaglia “di civiltà e democrazia”, da parte delle élite neocapitaliste, che finanziano, sostengono e fanno il tifo per l’affermazione oltre ogni limite dei diritti omosessuali. Per tale motivo i lobbisti gay e lesbiche sono così spavaldi, invasivi, provocatori, sicuri di sé. Per questo gli osceni gay pride, manifestazioni non d’orgoglio gay, ma di cattivo gusto, di degrado etico e di costume ottengono protezione, in occidente, e un’ampia risonanza mediatica.

Stiano attenti, però, costoro, a non tirare troppo la corda, a non provocare e sbeffeggiare troppo chi, appartenente alla maggioranza, se la deve vedere ogni giorno con la disoccupazione di lungo periodo, il salario in picchiata, la pensione insufficiente, le esose bollette per le utenze domestiche, le imposte e le tasse, cresciute a dismisura in fondo alla piramide sociale . Infatti, se il vento della storia cambierà improvvisamente, andando nella direzione giusta, sicuramente non ci dimenticheremo di loro, delle loro provocazioni, del supporto furbesco e interessato che hanno dato al nemico principale neocapitalista, che oggi ci tiene agevolmente sotto il tallone. E’ una minaccia, la mia? Certo che lo è!

Attenti alle terga! Nozze e adozioni gay oscurano la questione sociale di Eugenio Orsoultima modifica: 2016-01-31T17:11:04+01:00da derosse
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16 pensieri su “Attenti alle terga! Nozze e adozioni gay oscurano la questione sociale di Eugenio Orso

  1. C’è un grande senso di impotenza e sconforto di fronte alla tragedia cui stiamo assistendo, della demolizione del nostro paese e del nostro popolo. Non so quale sarà il futuro, ma il presente è di un’affranta consapevolezza. La stessa sensazione dovettero provare altri in altre epoche di fronte ad altre tragedie di cui essi percepivano le premesse. Il destino di chi capisce di più è di soffrire di più. E’ sempre stato così.

    • Per Marco Zorzi

      Concordo e aggiungo che non ci si deve attendere alcuna reazione popolare sanguigna nei prossimi mesi, né per motivi economico-sociali né per altre questioni, come l’attacco alla famiglia tradizionale.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. In me lo schifo e la rabbia hanno raggiunto livelli tali che ormai mi impediscono di discutere su queste cose in modo ponderato e civile. Anzi, credo d’essere diventato decisamente asociale e omofobo, mi ci hanno fatto diventare.

    Se la coscienza del popolo imbecille dovesse risvegliarsi di colpo, per miracolo, travolgerebbe tutto. I pervertiti, anche se possono essere considerati incolpevoli persone malate, potrebbero catalizzare la rabbia e l’odio perfino più della Mafia Finanziaria Internazionale che ora li utilizza assieme ai migranti per distrarre popoli di idioti e coglioni.

    • Per frair-tuck

      Voglio precisare due cose, che mi sembrano importanti (non ho potuto farlo nell’articolo, che altrimenti sarebbe stato troppo lungo e un po’ dispersivo):
      1) Il mio “warning” minaccioso è rivolto ai capi e capetti lobby gay e lesbiche, che fiancheggiano in questa “battaglia di civiltà” (che ci porta lontani da una vera civiltà) le élite neocapitaliste globali, dalle quali sono finanziati, appoggiati e sponsorizzati. Non minaccio chi essendo omosessuale può essere schierato contro questo sistema, può non essere caduto nella trappola e può essere disposto ad attivarsi contro le ingiustizie sociali.
      2) Sarebbe sbagliato, in una situazione rivoluzionaria, rivolgersi principalmente contro costoro, più ancora che contro il nemico principale neocapitalista e i suoi servitori sub-politici (questi ultimi più facilmente raggiungibili dei loro padroni …). Il nemico principale è rappresentato, su un piano sociale, dalla classe global-finanziaria dominante e, su un piano squisitamente politico, dai collaborazionisti liberaldemocratici che oggi sono, in modo particolare, “di sinistra”.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Mio figlio, 15 anni, a queste conclusioni (in versione semplificata) ci è arrivato da solo. Io lo avevo tenuto all’oscuro di certi miei ragionamenti. Si è accorto di una propaganda pervasiva che “spinge” e non riesce a spiegarsi perché.
    Ne ha parlato con i compagni, si è sentito dare dell’omofobo e ne è rimasto scioccato.
    Sono stata costretta ad insegnargli a tacere, a non esprimere le proprie idee, a non dire ai compagni e a scuola cose contrarie alla vulgata comune specialmente se si accorge di una propaganda intensa. Per non venire criminalizzato.

    MAI nella mia vita avrei pensato di dover insegnare a mio figlio cose simili.

    • Per Giovanna

      Se ci arriva un ragazzino di 15 anni, allora significa che lo stato comatoso di una parte rilevante della popolazione italiana è irreversibile …
      Purtroppo è necessario capire che non si può parlare liberamente, in questa splendida liberaldemocrazia, andando controcorrente rispetto alla massa idiota, pena l’emarginazione o, addirittura, la criminalizzazione.

      Sono solidale con te

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Egregio Orso e cara Giovanna le prima linea di controllo del sistema sono proprio la massa delle persone dove essendoci l’uguaglianza ovvero 1 uguale 1 il risultato e’ lo stesso da 50 almeno.20 anni fa si era berlusconiani,30 anni fa arrivisti,40 anni fa ruffiano del padrone e sempre nazi-fascista in tutti i tempi.
        Saluti

    • Cara signora Giovanna.
      Io non ho (ancora) figli, ad essere sinceri ne vorrei (nonostante la paura di non essere indicatissimo come padre), ma mi è capitato di conoscere il mondo attuale della scuola pubblica, sia a causa dei miei nipoti sia per il breve periodo in cui ci ho lavorato (18 mesi più o meno).
      Le do un consiglio da amico, che ovviamente venendo da uno sconosciuto lascia il tempo che trova.
      Uno sconosciuto che, ci tengo a precisarlo, ritiene che l’istruzione pubblica sia la maggiore conquista della modernità.
      Se se lo può permettere, lo iscriva ad una scuola privata.
      Cattolica, anche se (come me) è atea ed anticlericale.
      Quello che si sta programmando nelle scuole pubbliche è un abominio, salvare i propri figli un dovere civico e morale.
      Dall’Euro prima o poi usciremo, per dire, e prima o poi anche la NATO (impero americano) andrà a ramengo, ma se le giovani generazioni vengono traviate cosa cazzo rimarrà?
      Niente.
      Non sono molto ricco, ma se dovessi mai riuscire ad avere un figlio, a costo di tornare a fare la libera professione, piuttosto che lasciarlo in balia dei radical-chic della CGIL che infettano le scuole pubbliche lo mando a studiare all’estero.

  4. Grande Orso sempre sul pezzo e sempre in grado di analizzare e sviscerare lo svolgersi delle evoluzoni politico sociali. Purtroppo mi debbo unire agli altri commentatori nel condividere questa sorda rabbiosa sensazione di impotenza che invece che spingermi verso ipotetiche manifestazioni di dissenso, o peggio.., mi fa rinchiudere sempre di più in me stesso, nei mie libri, nei blog che frequento e nelle acora minime cose che mi danno un piccolo piacere come lunghe passeggiate nei boschi con il mio cane, un bicchiere di buon vino o la piacevole compania di una donaa. Che cosa oscena!Che cose vecchie banali e trite. E cosi rinchiuso nel mio angolo virtuale a volte leggo e passo via sconsolato e altre volte come adesso qualcosa mi spinge a scrivere. Ma credo di sapere cosa è: quella piccola fiammella di un simpatico ragazzino 15enne che che si chiede e fa domande..
    Forse esistono ancora famiglie sane che crescono ragazzi sani, e mi dispiace aver detto ora la seconda oscenità!
    Cara Giovanna, non insegnare ti prego a tacere e ad andare nel verso della vulgata. Insegnali a riconoscere gli idioti con cui non perdere tempo ma soprattutto le persone con cui invece potersi confrontare.
    Mi hai dato una piccola speranza.
    Luca

    • Per Luca

      Ringrazio e preciso di condividere il tuo (moderatissimo) ottimismo davanti a un quindicenne che intuisce la vera sostanza e il vero scopo delle unioni civili e delle adozioni gay, più spesso definite con l’esotica espressione “stepchild adoption”, per dismettere anche la lingua italiana, oltre che la famiglia. Un quindicenne che mostra più capacità di critica e di analisi di molti “vecchi” obnubilati, miei coetanei.
      Come diceva e scriveva Costanzo Preve, prima della sua scomparsa, anche (e soprattutto) in queste condizioni di minorità è importante tenere viva la fiammella della critica per i tempi a venire, pur lontani che siano, e questo lo sento come un mio compito.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. Sottoscrivo fin nelle virgole lo spirito dell’articolo. Che i matrimoni omosessuali facciano parte di quelle false libertà (ovvero licenze) che servono a distrarre dalle vere gabbie, lo si vede fin troppo bene in Grecia. Non hanno di che mangiare, non c’è lavoro, hanno tagliato le pensioni, sono invasi da ondate migratorie, però c’è la libertà di sodomizzarsi. Capirai!
    Però un piccolo appunto: non chiamiamo la famiglia naturale con l’aggettivo “tradizionale”. Sennò saremmo costretti ad ammettere che le unioni gaie sono “nuove famiglie” o “famiglie progressiste”. La famiglia è la famiglia ed è sempre preesistita perfino alla nascita delle nazioni. Senza altri aggettivi.

    • Per Nessie

      Comprendo l’appunto ed è vero che tradizionale si contrappone a nuovo/progresso. Per l’esattezza, però, a “progresso” si contrappone tipicamente “reazione”, identificando, nella dicotomia, “reazione” con destra e “progresso” con sinistra. Cose ormai superate dai mutamenti socioeconomici, politici e culturali. Forse si potrebbe dire “famiglia naturale” (ovviamente l’unica possibile), in contrapposto a quella “artificiale” – grottesca caricatura e sostituto dell’altra – sponsorizzata dal neocapitalismo.
      Tuttavia, il nuovo che si contrappone al vecchio e alla tradizione, non è necessariamente buono e il progresso, da cui “progressismo”, ha costituito fonte di gravi equivoci (diciamo pure così) e di subalternità culturale per i marxisti e la sinistra, trattandosi di un’ideologia tipicamente borghese, di quando borghesia e capitalismo produttivo procedevano appaiati. Oggi non è più così. Ergo, usiamo espressioni vecchie, del passato, talora improprie, per definire fenomeni politici e sociali (almeno in parte) nuovi, in contesti nuovi di zecca.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. “Tuttavia, il nuovo che si contrappone al vecchio e alla tradizione, non è necessariamente buono”.
    Questo è verissimo. Ma lo sappiamo tu, io e pochi altri. Per i media mainstream tutto ciò che è “nuovo” diventa necessariamente buono, bello e soprattutto inevitabile. Da qui il ritornello mistificante: “tutte le liberal democrazie d’Europa hanno già una legge sui matrimoni gay”. Della serie, così fan tutti.

    Ecco, mi pare che se proprio vogliamo aggettivare la famiglia composta da un uomo e una donna, “famiglia naturale” vada più che bene. Del resto è la costituzione stessa che ci viene incontro, con il tanto vituperato art. 29:

    “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
    Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

    • Per Tiziano Fabbri

      L’attuale legge sulle unioni civili, lo ripeto, è un’imposizione esterna delle élite globaliste-finanziarie per trasformare (come conviene a loro) la società italiana, scardinando la famiglia composta da un uomo e una donna. Il che significa che si cerca così di eliminare una resistenza di tipo comunitario, togliendo un appiglio alla popolazione per individualizzarla meglio, secondo le esigenze del “mercato”. Questa cosa non è – lo ripeto – un’esigenza vitale e sentita del popolo italiano.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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