Lotta, vile maschio, dove vai? [Alceste]

Come cambiare le cose?
Leggi d’iniziativa popolare? Se ne strafottono (parlo del potere).
Referendum? Idem come sopra (qui a strafottersene sono pure gli italioti, ormai, stremati da decenni di prese in giro e scemenze pannelliane).
Elezioni? Lo ammetto, le elezioni potrebbero cambiar qualcosa. Se non fossero truccate, aggiungo. Truccate a rigorosa norma di legge.
Basti l’esempio delle elezioni francesi. Col maggioritario non si passa (tralascio qui, per semplicità, altri due fattori potentemente inquinanti: brogli e informazione manipolata).
E non passerà mai nessuno. Col proporzionale corretto (in senso maggioritario, ovviamente) non si passa lo stesso. Strade bloccate. Destra e sinistra, avvinghiate nel nome della NATO, escogiteranno sempre una conventio ad escludendum delle forze realmente alternative.
Il maggioritario è il simbolo dello strapotere ideologico angloamericano, e infatti …
Infatti, una volta crollata l’Unione Sovietica, il vero katechon che si opponeva allo scatenamento neocapitalista, cosa si è andati subito a escogitare? Il maggioritario, ça va sans dire, ovvero il maggioritario scaturito dal referendum che aboliva, per 3/4, il proporzionale della Guerra Fredda, quello che aveva garantito, pur fra alti e bassi, la rappresentanza di Don Camillo, Peppone, fascisti, populisti, monarchici e gauche caviar.
Il paladino del maggioritario (che ci avrebbe riguadagnato la libertà) fu un oscuro democristiano, Mariotto Segni, figlio di Antonio, già Presidente della Repubblica; la legge che scaturì da quel referendum fatale (attivato in contemporanea cogli accadimenti di Berlino: si aveva fretta di liquidare l’Italia) fu denominata Mattarellum, dal nome del suo rabberciatore massimo, Sergio Mattarella, colui che a sua volta (pensate la coincidenza) ricopre oggi il ruolo ottimo del cursus honorum: Presidente della Repubblica (riconosciamoglielo: Sergio la sua stozza se l’è guadagnata).
Chiusa la via elettorale, insomma, non ci resta che il suicidio rituale o la rivoluzione.
Scartata, per il momento, la prima scelta, soffermiamoci sulla seconda: la rivoluzione.
Mi chiedo spesso, a puro titolo ipotetico, chi dovrebbe poi farla questa benedetta rivoluzione. Chi?
E la risposta è una: la rivoluzione, spiace dirlo, la fanno i maschi.

[A scanso di idioti: per maschio, e per femmina, intendo i sessi nella loro accezione, per così dire, da Ancien Régime, anteriore al turbocapitalismo degli ultimi decenni. Vi è da dire che la femmina ha subito una perversione ideologica parallela, maturata, come al solito, sotto le spoglie del progressismo più fasullo]

I maschi, con una congenita e millenaria cultura patriarcale, tradizionale e ideologica (non necessariamente in quest’ordine).
Oggi li vedete i maschi?
Io non ne vedo.
Vedo dei tizi, di sesso maschile, ma di maschi ne girano pochini.
Forse si nascondono.
Poveracci, li capisco. Sono sotto attacco, in tutti i sensi.
Guardate qualche telefilm angloamericano (è solo un esempio fra i tanti): qual è la figura più derisa, dileggiata, disprezzata? Il maschio, non ci sono santi.
Il potere lo ha in uggia, il maschio; il maschio, infatti, stona colla sua alta idea di individuo: androgino, edonista, senza peccato, senza passato, consumatore.
Il maschio normale, patriarcale, capofamiglia è, perciò, nell’ordine: sessista, machista, stupratore, pedofilo, corrotto, retrogrado, losco, alcolizzato, reazionario, accentratore, pesante, antiabortista, illiberale, gaglioffo, profondamente stupido.
Se poteste annusarlo, inoltre, scoprireste che gli puzzano le ascelle.
Provare per credere.
Guardatevi una puntata di Law & Order, Alias, 24, Sex & The City, NCIS e minchiate affini.
Gli antagonisti del maschio sommenzionato sono, invece, la luce della purezza e della libertà: donne (sempre vittime, a meno che siano vendicatrici dei terribili torti), gay (tanti gay), bambinetti idioti, fenomeni da baraccone, minoranze razziali varie (solo quelle utili), ciccioni, handicappati, propugnatori del politicamente corretto, progressisti dei diritti fuffa oppure uomini eterosessuali che, però, si comportano come donne, gay et cetera (sono, infatti, maschi eterosessuali buoni, tanto buoni).
Il maschio stupido, sessista et cetera è quasi sempre, nell’immaginario televisivo natoamericano, un bianco; sia esso un WASP alla John Wayne, o d’origine italiana, irlandese, polacca (a meno che tali WASP italiani irlandesi e polacchi non rinneghino le loro origini tradizionali: in tal caso diventano buoni).
Questo in via generale.
In via particolare il maschio può appartenere a paesi le cui credenze tradizionali cozzano, nella contingenza, con l’ecumenismo natoamericano politically correct.
In tal caso il maschio cattivo di cui sopra potrà essere un russo (mafioso, sessista, crudele); altre volte un iraniano (sessista, patriarcale, crudele); o un palestinese (terrorista, sessista, crudele); o un cinese (mercante di carne umana femminile, hacker, crudele, perfido; i giapponesi no, sono buoni, come gli arabi; intendo gli arabi dell’Arabia Saudita); o un africano antioccidentale (avete visto ER?); o un indiano (sposano le bambine, questi pedofili); o un nazista (il nazista bianco e cattivo entra, di riffa o di raffa, in tutti telefilm natoamericani; per Spielberg e compagnia di regime il nazismo è una ispirazione costante, inscalfibile).
In passato il maschio cattivo poteva persino essere libico o iracheno, ma dopo lo scioglimento nell’acido della libertà dei tiranni cattivi Saddam e Gheddafi, libici e iracheni sono diventati buoni.
I maschi nordcoreani sono, invece, cattivi. I maschi sudcoreani buoni (avete visto Lost?).
Insomma, se siete maschi, bianchi, cattolici, marxisti, calmucchi, tradizionalisti, antiprogressisti e non portate la sciarpetta coi sei colori dell’iride o, peggio, appartenete a nazioni maschiliste, oscurantiste, fredde, perfide e vigliacche come Russia, Cina, Iran e Siria sarete inevitabilmente esposti al pubblico ludibrio.
E questo perché? Perché le rivoluzioni (o le semplici interferenze del potere natoamericano occidentale) le fanno i maschi, anzi quei maschi con un retroterra ideologico (qualunque esso sia) millenario, duro, che non si lascia fuorviare dall’edonismo technicolor e dalla manfrina della bontà.
Le rivoluzioni non le fanno gli stronzetti con la pashmina e la barbetta hipster curata come un orticello o quelli che declinano tutte le nuance del politically correct di Repubblica, Corriere et similia, fanno la dieta vegana e pregano un impalpabile spiritello new age.
Capito?
Vi sembra secondario tutto questo? Terra terra?
No, purtroppo. Per diventare dei sassi che bloccano gli ingranaggi del potere occorre essere duri. Non si può deflettere, mai, per nessun motivo. Occorre saper fare. Occorre resistere. Occorre saper dire addio. E questo è possibile farlo solo credendo in qualcosa di più grande. Occorre credere, sino alla fine, a qualsiasi costo: anche a costo di credere nella menzogna, in una bella menzogna. Occorre essere uomini del passato.
E pochi sanno esserlo, oramai.
E, infatti, il potere martella proprio lì.
Il potere (che chiamo natoamericano perché ha lì la propria scaturigine, ma è in realtà universale) desidera tale novello Adamo: senza sesso, senza passioni, senza passato, senza odio, rivendicazioni, religioni e doppi fondi. Una pasta informe, senza capo né coda, priva di un prima e un dopo, eternamente esposta alla luce del controllo, eternamente spensierata, col muso nel trogolo delle scemenze più crasse, devitalizzata, e felice, di quella felicità insulsa e falsa che vediamo dipinta sulla faccia dei coglioni allo smartphone.
Avete visto il bignami dell’ecumenismo natoamericano, Guerre Stellari? Il potere è donna (vale a dire: non è maschio), e la principessa Leyla si batte per la libertà, a capo di un’armata Brancaleone, simpatica, calda, meticcia e politicamente correttissima, contro gli oscuri illiberali dell’Impero, freddi, ottusi, crudeli, verticistici, retrogradi …. peccato che Darth Vader, nero come un nazista, cattivo come un sovietico cattivo, non possa cicalare in russo … sarebbe un bel colpaccio … Han Solo e Luke Skywalker, invece, parlano americano … o inglese, il latino del potere … peccato che non li si possa far sposare tra loro  … sarebbe forse troppo … un po’ di cautela, ci vuole … magari in Guerre stellari 20 si farà.
Al potere non manca certo il tempo.

Lotta, vile maschio, dove vai? [Alceste]ultima modifica: 2015-12-18T09:43:40+01:00da derosse
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4 pensieri su “Lotta, vile maschio, dove vai? [Alceste]

  1. L’ho già detto e lo ridico: “Chiusa la via lettorale non ci resta che il suicidio rituale o la rivoluzione.” Nessuna rivoluzione con i giovani attaccati allo smartphone e Eurogendfor dotata di droni e di elicotteri da combattimento.
    La sola possibilità per cambiare le cose è un colpo di stato militare. “Quando hai eliminato l’impossibile, quanto rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità” diceva Sherlock Holmes. I militari sono, checchè si creda, l’élite della classe dirigente italiana, non per merito innato, ma perchè ogni anno devono subire controlli e note caratteristiche, perchè il loro lavoro è sottoposto a controlli e verifiche e ispezioni NATO. Basti fare il confronto fra la carriera di un militare, che si ferma al primo sbaglio, e quella di un magistrato. È ben vero che le menti degli ufficiali sono plasmate dalla NATO, che essi si adagiano dalla sudditanza dagli americani, e per questo una loro attivazione per salvare il paese è improbabile, ma tutto il resto è impossibile.
    E, per concludere, le forze armate sono il luogo dove rimane la più alta concentrazione di maschi, nel senso che questo articolo indica.

    • Per Nieuport

      Il suicidio e la rivoluzione come alternative. Purtroppo, oggi, è più probabile il suicidio, perché per la Rivoluzione mancano tutti gli ingredienti: élite antagonista e quadri, programma alternativo, masse.
      Anche l’ipotesi del colpo di stato militare è remotissima, in particolare per l’Italia. L’esercito è in via di continua contrazione, subisce tagli di bilancio da anni, e così marina e aviazione (tranne che per gli F35, imposti dall’esterno ai collaborazionisti subpolitici locali). Anzi, in caso di necessità, se ci sarà un colpo di stato militare, questo sarà deciso dalle élite neocapitaliste occidentali + grande finanza …
      Purtroppo è così.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. I giovani ribelli degli anni 60-70 come li classifichiamo? Non credo come maschi tradizionalisti e brutali…

    Attenzione invece al fattore demografico, che può spiegare molto (baby-boom, poi calo delle nascite…). Per fare la rivoluzione occorrono MOLTI maschi GIOVANI (possibilmente frustrati, sfruttati ecc.)

    • Per Gengiss

      I giovani dei sessanta sono quelli della rivouzione fallita sessantottina, o meglio della “rivoluzione” che ha contribuito al trionfo del neocapitalismo a vocazione finanziaria. Un vero e proprio vicolo cieco.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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