Il vero ruolo del cinque stelle di Eugenio Orso

C’è un partito, presente in parlamento, i cui rappresentanti – compresi gli espulsi e quelli che se ne sono andati – sono stati eletti con legge incostituzionale (quisquiglie già dimenticate), un partito che si spaccia per movimento, ovviamente duro e puro di popolo, e ogni tanto, per confondere le acque e distinguersi, fa una giornata di cagnara in aula, senza alcun costrutto e senza riuscire a fermare le controriforme troikiste-renziane (ammesso che ci sia la volontà di farlo).

C’è un altro partito che ha garantito un po’ di appoggio esterno al piddì e al governo della troika, ma poi si è sottratto per almeno due buoni motivi: 1) lo sgarbo fatto da Renzi a Berlusconi eleggendo Mattarella presidente della repubblica, senza concordare; 2) il recente tentativo di ricompattare i resti del vecchio centro-destra sotto la guida salviniano-leghista.

Fuori forza Italia e dentro il cinque stelle, in appoggio esterno al governo Renzi! Come si nota, alla fine Renzi i voti li trova e continua a galleggiare, come cosa non dico.

Si chiude così la penosa questione dell’elezione di tre giudici della corte costituzionale (più spesso detta consulta) e il piddì può dire che il problema è risolto, che la “politica”, ma soprattutto la maggioranza, è riuscita a fare l’accordo con l’opposizione e a chiudere il caso spinoso. Se la questione si fosse incancrenita, senza questo provvidenziale inciucio in parlamento con il cinque stelle, forse avrebbe contribuito, almeno nel medio periodo, a “mandare tutti a casa” assieme alle altre gravi questioni aperte – fallimenti bancari e risparmiatori razziati, pressione fiscale, suicidi, sicurezza, sanità, etc – ma grazie al cinque stelle ecco la stampella al piddì e a Renzi, ammantata di “accordo istituzionale”. Eppure, mandarli tutti a casa, da forza Italia-pdl allo stesso piddì, era una promessa elettorale (un giuramento!) di Grillo davanti alla piazza, nella campagna per le politiche 2013.

Pian piano vien fuori il vero ruolo del partito a cinque stelle all’interno del sistema. A) Narcotizzare la protesta, facendo credere che un’alternativa dentro il sistema c’è ed “esploderà” alle prossime politiche (campa cavallo …). In questo gli stanno dando una mano anche gli infidi sondaggisti (m5s al 28%). B) Far rientrare o evitare un po’ di astensionismo, che altrimenti esploderebbe oltre il 50%, a livello delle ultime elezioni nella devastata Ucraina. C) Sostenere il piddì-governo – esattamente il contrario del “mandare tutti a casa” – con espulsioni e uscite dal gruppo di (ormai) numerosi parlamentari, liberi di votare per il governo, ed evidentemente anche “sostituendo” Berlusconi e i suoi, quando urge un appoggio esterno. Staremo a vedere se dopo l’elezione dei membri della consulta indicati dal parlamento, i cinque stelle lo faranno ancora nel prossimo futuro, ma per conto mio è quasi certo che lo faranno, magari con la scusa di votare entrando “nel merito” dei provvedimenti.

Il vero ruolo del cinque stelle di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-12-17T16:45:51+01:00da derosse
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2 pensieri su “Il vero ruolo del cinque stelle di Eugenio Orso

  1. eugenio,
    mi sa che a qualcuno fa comodo questo regime.
    forse perché, se fosse abbattuto, molti giornalisti, non sapendo di cosa parlare, dopo 6 lustri e più di inciucio catto-massonico-oligarchico, rischiano di tornare a… zappare terra…!?!?
    saluti a 5stelle

    • Per Tonino Basile

      Mi pare una piccola provocazione. Raccolgo, visto che non sono un nemico preconcetto del 5 stelle e all’inizio, in campagna elettorale per le politiche, per un paio di mesi o poco più mi è sembrata una forza (moderatamente) “protorivoluzionaria”. Questo nell’ormai lontano 2013! Premesse del tutto disattese, dopo oltre due anni e mezzo, ma già due o tre mesi dopo l’ingresso in parlamento degli allora anonimi grillini, si sarebbe dovuto comprendere che si trattava semplicemente di un altro partito, ansioso di partecipare al “banchetto” del sistema liberaldemocratico …

      In questi due anni e mezzo il cinque stelle non solo non è riuscito a impedire le ulteriori controriforme antipopolari (jobs act, legge elettorale truffa, etc), non solo non ha impedito che disoccupazione e inoccupazione crescessero fino a livelli astronomici, non solo non è riuscito ad imporre il fatidico “reddito di cittadinanza”, promesso come salvifico (non lasceremo nessuno indietro!), ma ha “imparato” a fare il partito come gli altri, pur non raggiungendo il livello di infamia del piddì, che partito non è, ma semplice entità subpolitica anti-nazionale collaborazionista della troika. Lo dimostra, in questi giorni, l’inciucio con il piddì in sostituzione di forza Italia per l’elezione (dopo 17 mesi!) di tre giudici della consulta in parlamento. Sarebbe stata una buona occasione per mettere un po’ in crisi il sistema – e la maggioranza di governo piddina, sperando almeno che il governo crolli – prolungando sine die lo spettacolo indecoroso della mancata elezione dei giudici.

      Confermo quello che scritto nell’articolo.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      P.S. Non sono un giornalista …

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