Il vero vincitore in Francia è (purtroppo) Sarkozy di Eugenio Orso

Il Front National vince il primo turno delle amministrative francesi di domenica scorsa, però non riesce a strappare neppure una regione e deve andare al ballottaggio. Il 28%, a livello nazionale, non è sufficiente per cambiare il quadro politico, o anche soltanto amministrativo, dato l’isolamento del Fronte e l’elevata astensione. Per tale motivo, scatterà la trappola del sistema, perché i socialistoidi e gli scarti della sinistra voteranno in massa per Sarkozy, come accadde più di un decennio fa, nel ballottaggio per la presidenza, con Jaques Chirac contro il “fascista” Le Pen padre. Chirac vinse e J.M. Le Pen restò con un palmo di naso, ben la di sotto del venti per cento dei consensi. Posto che le amministrative non significano, automaticamente, crisi di governo, dimissioni del primo ministro e/o del presidente, quella della (anzi, delle due) Le Pen al primo turno potrà rivelarsi una vittoria inutile, priva di effetti “di sfondamento” anche sul piano amministrativo.

Riassumendo, nonostante gli “allarmi” dei media europei che starnazzano per l’avanzante pericolo rappresentato dal Front National, primo in sei regioni su tredici, esagerando volutamente le dimensioni della sua vittoria di domenica, gli effetti, come si vedrà fra poco nel ballottaggio, saranno modesti sul piano amministrativo e non decisivi su quello politico.

Per quanto scritto finora, mi sento di dire che il pessimo Sarkozy si confermerà vero vincitore in Francia, com’era accaduto nelle recenti dipartimentali, e la cosa non potrà non avere un riflesso sulle presidenziali del 2017. Sarkozy è un euroservo filo-atlantista ormai di lungo corso e ha contributo a ridurre la Francia, prima di Hollande, così com’è ora, cioè in piena crisi, destabilizzata dal terrorismo islamosunnita e attraversata dall’insicurezza, prigioniera dell’Unione europide e dell’euro, troppo vicina, contro i suoi interessi, al blocco militare antirusso Usa-Nato.

Sarkozy ha già furbescamente dichiarato che non vuole la “desistenza” a vantaggio della sinistra, cioè l’alleanza repubblicana in atto dal dopoguerra contro formazioni come il FN, e perciò non ritirerà i suoi candidati dove ancora potrebbero farcela quelli socialisti, come ad esempio in Bretagna o nella parte sud-occidentale della Francia. I socialisti, un po’ allo sbando ma non in crollo totale, vivono contrasti interni perché vogliono ritirare i loro candidati in tre regioni, dove il FN è più forte, per far votare i candidati del cartello elettorale di Sarkozy. In ogni caso, dal quel che mi è parso di capire, quale che sia l’esito dei contrasti interni al PS francese, il voto dei suoi adepti sarà prima di tutto contro la (anzi, le Marine e Marion) Le Pen e il Front National. Tutta acqua al mulino del play-boy prestato alla politica, che ha avvicinato la Francia alla Nato e ha fatto la spalla della Merkel quando è stato presidente. Fra i “precedenti” di Sarkozy, che non lasciano ben sperare, c’è la dissoluzione della Libia grazie ai suoi bombardamenti, poi la complicità nella caduta di Berlusconi e l’avvento di Monti in Italia, e quindi il coinvolgimento in diversi processi per corruzione in Francia.

Se Hollande è praticamente finito – ma il 2017 è ancora lontano – Sarkozy si riaffaccia sornione, in un eterno ritorno delle stesse cose, poiché, con lui di nuovo in sella, il giochetto liberaldemocratico “destra contro sinistra” non cambierà la sostanza delle politiche che hanno portato la Francia in una situazione di crisi, d’insicurezza e smarrimento di un forte ruolo geopolitico. Solo il FN avrebbe potuto opporsi con decisione all’islamizzazione della Francia, alla schiavitù dell’euro, che mina l’economia e il sistema sociale francese, e far riacquistare al paese la dignità di una potenza uscendo dalla Nato e avvicinandosi alla Russia. Sarkozy andrà per la strada opposta, nella stessa direzione dei socialistoidi in calo di consensi di François Hollande.

Con Sarkozy probabile vincitore nei ballottaggi, poi nelle presidenziali del 2017, il cerchio si chiuderà e la speranza della Francia di risollevarsi svanirà forse per sempre.

Il vero vincitore in Francia è (purtroppo) Sarkozy di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-12-07T11:59:35+01:00da derosse
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7 pensieri su “Il vero vincitore in Francia è (purtroppo) Sarkozy di Eugenio Orso

  1. Se serve una mezza conferma a ciò che ho scritto, basta leggere il seguente passaggio, tratto da un articolo di M. Blondet [dal titolo Washington ci manda il castigatore: “Mosca resta il nemico principale”]:

    LA “VITTORIA” DI MARINE LE PEN. Apettiamo il secondo turno.

    “Il Nemico Principale”, titola Libération, esterrefatta che i francesi abbiano votato il Front. E’ pur sempre divertente vedere che il giornale “ di sinistra” si smascheri così a nome del suo padrone (Rotschild). Ma ricordiamoci: c’è il secondo turno. E nel secondo turno, come è sempre successo da 50 anni, la “sinistra” socialista e la “destra” gaullista ( povero De Gaulle) si uniscono in un meccanismo di desistenza per non far vincere mai il Front National. Circoscrizione per circoscrizione, il candidato “debole” delle due formazioni si ritira, facendo sì che i voti del suo elettorato vadano al candidato forte – per esempio – socialista. Non solo ciò ha funzionato benissimo per tener fuori il Front National. Posso dirvi che tanti anni fa il Grande Oriente di Francia convocò i capi dei due partiti mainstream per impegnarli, giurando davanti al Grande Architetto, che mai – in nessun caso – avrebbero fatto un governo in alleanza con il Front National. I due giurarono. Sto citando a memoria, ma me lo ricordo benissimo perché la cosa fu riportata da Le Monde. Era tanti anni fa, c’erano Mitterrand per i socialisti e Chirac dall’altra parte.

    Quindi lo spavento e il panico mediatico è per metà una finzione. E il titolo di Libé è funzionale a questo trucco: “Il Nemico Principale” è madame Le Pen, quindi unitevi col nemico secondario per liquidarla nelle urne. Magari stavolta non funzionerà. Sarkozy ha detto che stavolta no, ma molti deputati del suo partito hanno già detto che sì, obbediscono alla Loggia.

    Quindi aspettiamo a congratularci per la vittoria di Marine Le Pen. Vediamo il secondo turno, dopo sette giorni di terrorismo mediatico sui pericoli estremi che il Front fa correre. E’ peggio dell’ISIS, è il Nemico Principale.

    Eugenio Orso

  2. Pingback: Il vero vincitore in Francia è (purtroppo) Sarkozy | controinformazione.info

  3. Purtroppo si sapeva fin dall’inizio che prenderanno due, forse tre regioni al massimo, d’altronde con tutti i media contro fai ben poco……
    Per le presidenziali le dissi già il mio parere, presenteranno Lagarde…

    Saluti

    • Per Jean

      Forse non prenderanno neanche una regione, se i sinistroidi liberaloidi, attivati dai media che strombazzano il pericolo “fascista”, voteranno al secondo turno per i candidati del cartello elettorale di Sarkozy. Il 40% alle due Le Pen è ancora troppo poco. Per come è congeniato il sistema liberaldemocratico nella variante francese, ci voleva più del 50% per stare tranquilli, e allora non avrebbero potuto fare nulla per fermare il FN, che però non sappiamo fino a dove vuole concretamente spingersi, nel contrastare dall’interno il sistema.
      Il problema di fondo è che i grandi cambiamenti, oggi, in Europa, se mai ci saranno (cosa di cui dubito), non potranno passare attraverso il voto cosiddetto democratico, perché la liberaldemocrazia è essa stessa un sistema di dominazione (neo)capitalista, ma passeranno per altre strade, ben diverse e inevitabilmente violente. Il Front National, se ben guardiamo, è come la Lega un partito “prigioniero” del sistema liberaldemocratico, cioè può far comodo alle élite, in caso di avanzata nel rito elettorale, per far gridare al loro apparato ideologico-mediatico “al lupo, al lupo!”, mobilitando in massa per il ballottaggio i lobotomizzati, gli idioti e i sinistroidi liberaloidi libertarini. In Italia, si criminalizza invece il “populismo”, euroscettico, razzista, demagogico. Naturalmente a esclusivo vantaggio della classe dominante finanziaria euroassolutista, che tiene in pugno la democrazia.
      Anche se presenteranno come candidato alla presidenza la vampira del Fmi Lagarde, che ha contribuito a martirizzare la Grecia e favorito lo stato-canaglia ucraino con la ristrutturazione del debito, non si può negare il “ritorno” – e purtroppo con successo – di Nicolas Sarkozy, che ha creato un cartello elettorale apposito (di tre partiti, mi sembra) appunto per “colmare il vuoto” dovuto all’arretramento dell’altra formazione euroserva filo-atlantista, cioè il partito socialista, o meglio socialistoide, che ha avuto la presidenza dopo Sarkozy stesso. Vogliono semplicemente impedire che le elezioni, ridotte ormai a un mero rito che non porta reali cambiamenti di politica strategica, le vinca una formazione sgradita. Il vecchio patto repubblicano, già usato contro Le Pen padre, lo si userà ancora, abbondantemente, proprio in tal senso. Loro hanno sempre la soluzione in tasca, ricorrono con successo (vedi l’Italia) a “escamotage” che funzionano e garantiscono il risultato.
      Questa, purtroppo, è la realtà e la democrazia (di matrice liberale, ma non servirebbe neppure scriverlo) è il nostro primo nemico, sul piano politico.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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