Roma a puttane (dialogo sui minimi sistemi) [Alceste]

Incontro una conoscente alla fermata dell’autobus. Lo sciopero delle linee periferiche a Roma si protrae da una settimana, i mezzi passano con lentezza esasperante; o non passano affatto. C’è tempo per divagare.

“Cosa dice l’oracolo?” e alludo all’applicazione per cellulari che monitora la frequenza dei bus.
“Puoi metterti comodo … qui dice venti minuti”
“Perfetto! Arriverà farcito di pezzenti che debordano dai finestrini”
“Sei razzista!”
“Intendevo: pezzenti come noi … e pezzente come le casse comunali … non pagano gli stipendi a quei poveracci di autisti e ci tocca scarpinare”
Non credo che le casse comunali siano così sguarnite. Per le loro scemenze i milioncini li trovano”
“Ti butti sul populismo adesso? Non ero io il qualunquista principe?”
“Ma quale populismo … si tratta di atti precisi della pubblica amministrazione. Proposti, approvati, firmati e controfirmati, con svolazzi di stilografiche e timbri imperiali. I milioni vengono dirottati secondo le normative più ferree. Per questo il deficit si alza sempre. E si alzerà sino al botto finale. Inutile cercare i ladri”.
“Questo che significa?”
“Significa che rivendicare l’onestà o combattere il malaffare non serve a un tubo”
“Spiegati meglio”
“Non c’è niente da spiegare. Gli autobus non passano, profughi e zingari proliferano, la monnezza tracima … ma tutto a regola di legge. Il sistema è oliatissimo … nulla è lasciato al caso. Non c’è corruzione o peculato o spreco … ogni salasso ha il proprio iter giuridico istituzionale quasi inattaccabile”.
“Quasi …”
“Inattaccabile. Tutto è a norma di legge, credimi. Buzzi era solo un compagno più avido degli altri”
“E quindi bisogna desistere e assistere?”
“Non ho detto questo. Voglio dire che il sistema cambia se si pone attenzione ai minimi sistemi”
“Cioè alle minuzie amministrative?”
“Anche. Il diavolo si nasconde nei dettagli. È nei dettagli che si comprende come centinaia di milioni prendono una via invece che un’altra. O perché nei municipi vince sempre qualcuno in luogo di qualcun altro. Carte, scartoffie, regolamenti, delibere … appalti, microappalti, scrutatori … dettagli: un timbro può decidere del destino di somme enormi e di interi consigli. Tutto a regola di legge. Inutile berciare ‘Al ladro!’ “.
“Insomma l’opposizione si fa diventando dei passacarte?”
“In un certo senso … inutile occuparsi dei massimi sistemi … il cancro dell’Italia si nasconde in questo intrico di microleggine … e parliamo di Roma … estendilo a tutta Italia … arriverai a somme fantastiche, incredibili …”
“Sempre a norma di legge vuoi dire?”
“Ma si ma si, voi populisti avete l’anello al naso …. un assessore municipale si fa un baffo delle vostra urla o degli articoli di geopolitica … sai le risate …”
“E va bene … fammi un esempio almeno …”
“Il progetto Roxanne. L’hai mai sentito?”
“No, cos’è?”
“Progetto redenzione dalla prostituzione … in un certo senso. Comune di Roma” “Redenzione da cosa?”
“Sei un bruto. Redenzione, ovvero: vogliono togliere sfortunate e sfortunati dalla strada”.
“Ho capito. Puzza di roba da sinistrati: le prostitute sono donne, quindi sono vittime. I magnaccia e i clienti sono uomini, quindi carnefici”
“Calma, il progetto coinvolge anche prostituti e trans … un progetto di lunga data, almeno quindici anni … ma devo controllare”
“Nel 2001 c’era Veltroni … sarà stato lui … come non riconoscere il suo marchio fuffaldino … Roxanne non era una canzone dei Police?”
“Mi sembra …”
“Una canzone dei Police su una mignotta redenta … solo un fuffarolo spendaccione come lui poteva partorire questa ridicolaggine politically correct …”
“E dagli! Te l’ho detto, devo controllare …”
“Macché controllo … riconosco il marchio di fabbrica. Cretinerie da soap opera. Sono un esperto: annuso fuffa di sinistra da chilometri. E che fanno questi del progetto Roxanne?”
“Offrono assistenza legale, credo … pubblicità progresso per AIDS e malattie veneree, depliant, pieghevoli, case famiglia, pasti gratis, ambulatori medici, psicologi … tutto il cucuzzaro, insomma …”
“Cosa? Pieghevoli?”
“Inutile ironizzare. È un progetto comunale con timbri e controfirme … contro la tratta di carne umana … un progetto collaterale si chiama Fuori Giogo … capito? Giogo-gioco … che fai, ridi? E poi distribuiscono preservativi …”
“Vuoi farmi morire … i dipendenti comunali dopo la giornata di lavoro se ne vanno sulla Colombo coi preservativi alla fragola? Questo vuoi dirmi?”
“Credo che il progetto coinvolga anche loro … poi, te l’ho detto, ci sono i volontari, le cooperative, le ASL …”
“Tutto a prova di bollo e regolamento. E quanto viene a costare questa stupidata?”
“Non saprei calcolarlo. Svariati milioni, credo. Alemanno l’aveva definanziato perché non serviva a niente, ma Ignazio Marino l’ha recentemente disseppellito con un paio di svanziche annuali … pare ci siano milioni anche dal Ministero delle Pari Opportunità e dalla Provincia …”
“E te pareva. La consueta bontà coi soldi di Pantalone. Ma ‘ste c … di provincie non erano morte? E alla fine, a chiudere … quante mignotte hanno redento?”
“Ci sono anche prostituti e trans, l’ho già detto”
“Concediamolo. Quanti?”
“Si parlava di quattro”
“Quattro?”
“La mia fonte ha detto quattro”
“Roba da suicidio. E come fanno a essere sicuri della redenzione? Hanno cinture di castità elettroniche?”
“E che ne so … li avranno inseriti nelle case famiglia … gli hanno trovato un lavoro … boh … occorrerebbe compulsare tutti gli incartamenti … roba di settimane … e poi manco Carnelutti capirebbe tutto … solo i rimandi agli articoli delle norme locali competenti assommeranno a diverse righe … a prova di bollo, tutto a prova di bollo … ”
“Tutto a prova di bollo. Ma, se ricordo bene, la prostituzione non faceva PIL?”
“Mi pare”
“Milioni per redimere quattro mignottoni e oltre tutto deprimere il PIL … a essere euronazicapitalisticamente coerenti i milioni servirebbero per incrementare la prostituzione …”
“Ma non consideri l’indotto? Coop, assistenti sociali, paracomunali, parastatali … è il microkeynesismo …”
“Eh già, poi come si fa con l’indotto …”
“Te l’ho detto, voi controinformatori dovete prestare attenzione ai minimi sistemi … anzi, a quelli minuscoli … altro che guerra russo-turca … il bilancio si dissangua con queste scemenze … faldoni, scartafacci, delibere … fa più danni un assessore municipale della NATO … ma quello non è il nostro autobus?”
“Proprio lui, non vedi come i passeggeri hanno la faccia schiacciata sui vetri come olive in barattolo? Sarà dura colombella mia … stammi dietro, dovremo lottare come leoni … sei pronta? All’assalto Savoia …”

Roxanne
You don’t have to put on the red light
Those days are over
You don’t have to sell your body to the night 

Roxanne
You don’t have to wear that dress tonight Walk the streets for money You don’t care if it’s wrong or if it’s right 

Roxanne
You don’t have to put on the red light  

I loved you since I knew you
I wouldn’t talk down to you
I have to tell you just how I feel
I won’t share you with another boy
I know my mind is made up
So put away your make up
Told you once I won’t tell you again
It’s a bad way 

Roxanne
You don’t have to put on the red light
Roxanne
You don’t have to put on the red light

https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=servizio_roxanne.wp

Roma a puttane (dialogo sui minimi sistemi) [Alceste]ultima modifica: 2015-11-27T16:30:35+01:00da derosse
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.