Il regime turco di Erdogan con la Nato e la jihad di Eugenio Orso

Posto che oggi la più grande organizzazione criminale armata nel mondo, ancor prima dello stato islamico sunnita, è l’alleanza atlantica, la Turchia, protetta dalle sue armi e ispirata dai suoi vertici criminali, ha abbattuto allegramente un caccia russo, violando lo spazio aereo siriano. E’ andata così, anche se i media occidentali, squallidi lacchè dei potentati neocapitalisti (e della Nato) ve la raccontano diversamente. Non a caso il serpente Obama, quello del “softpower” che ha distrutto Siria, Libia e parzialmente l’Iraq, ha immediatamente preso le parti dei protettori anatolici dello stato islamico e degli jihadisti in generale.

I bombardamenti russi, unici veramente benefici assieme a quelli dell’aviazione siriana, colpiscono il traffico illegale di petrolio, le strutture jihadiste, i campi di addestramento e i covi-comando. Questo allarma la Turchia integralista e il sanguinario tiranno Erdogan, che da parte sua ha bombardato e falcidiato abbondantemente solo i curdi … Chissà perché! Inoltre, i potentati neocapitalisti occidentali che manovrano gli Usa, la Nato, l’Unione europide e proteggono gli jihadisti, non hanno mai rinunciato a trascinare la Russia in un conflitto di vaste proporzioni, con possibili sviluppi nucleari, che metterà l’Europa intera, pur semidistrutta, alla loro mercé.

Finora le provocazioni della soldataglia mercenaria ucraina non hanno funzionato, grazie al sangue freddo di un politico e stratega di alto livello come Vladimir Putin, e dopo la vergognosa disfatta nella sacca di Debaltevo, d’inizio anno, profittando degli accordi di tregua Minsk 2, queste forze filoatlantiste ed euronaziste si sono riorganizzate. Hanno ricevuto armi e mezzi ed hanno arruolato ogni sorta di avventurieri e mercenari, formando una “legione straniera” ucraina e persino battaglioni di galeotti. Ora si stanno riavvicinando alla linea del fuoco con le artiglierie, nel Donbass, pronte a ripartire all’attacco. Questione di settimane o di giorni, prima che le ostilità riprendano, grazie ai guerrafondai annidati a Kiev, “ispirati” dagli Usa, dalla Nato e dalla UE? Nel frattempo, anche in Medio Oriente la coalizione del male cerca di tirare per i capelli la Russia in un conflitto di vaste proporzioni, forse dagli esiti nucleari, e questo è uno dei motivi principali della vile azione turca, oltre all’appoggio garantito agli jihadisti in Siria.

L’aria che si respira è quella di un conflitto di vaste proporzioni, che lambirà anche il vecchio continente, futuro campo di battaglia fra la coalizione del male, che si vale dei mercenari ucraini come di quelli jihadisti sunniti, e la Russia che resiste e combatte quasi da sola, anche per la nostra salvezza.

Il regime turco di Erdogan con la Nato e la jihad di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-11-25T11:45:31+01:00da derosse
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10 pensieri su “Il regime turco di Erdogan con la Nato e la jihad di Eugenio Orso

  1. Articolo condivisibile, mi permetto solo di aggiungere, che oltre alla NATO ad appoggiare i tagliagole mussulmani troviamo anche il Sig. Bergoglio che mentre scorrevano fiumi di sangue dei martiri cristiani in Siria, egli andava a stringere le mani ad Erdogan (il mandante di quegl’omicidi) si metteva in “Adorazione” del Dio dei tagliagole alla Moschea Blu e dichiarava, in giustificazione dei fanatici islamici, che “Chi insulta la mia mama, io gli do un pugno”
    Dell’articolo non capisco a chi si riferisca, chi siano questi “euronazisti” se allude al Battaglione Azof, essi sono finanziati dall’oligarca ucraino Igor Kolomoisky che è ebreo, per non parlare di Soros e mi fermo qui per non nominare tutto il governo ucraino, ecco: questi ucraini-nazisti devono avere le idee un po’ confuse.

    • Per Robertpiero

      “Euronazisti” è ironico, nelle mie intenzioni. Significa mercenari dell’eurozona e della Nato che la sovrasta. Il nazionalsocialismo storicamente esistito è morto nel 1945, con la presa di Berlino. Kolomoisky si serve di questi scagnozzi, li finanzia e li arma e non è importante, nel concreto, se loro capiscono che qualcuno li usa per scopi che potrebbero non condividere fino in fondo …
      Il gesuita Bergoglio semplicemente non ha coraggio di dire con chiarezza certe cose e non gli conviene farlo dal punto di vista politico, perché i potenti “protettori” della jihad potrebbero infuriarsi e agire contro di lui …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Si e no. L’articolo ovviamente è condivisibile al 100% ma sui media occidentali squallidi lacchè dei potentati e della NATO, mi sembra che qualcosa stia cambiando. Si dia un’occhiata a Il Giornale: da mesi ospita opinionisti come Foa e Giampaolo Rossi estremamente critici, e tutto il giornale ha un’impostazione abbastanza corretta, il titolo principale oggi è ‘Un video sconfessa la Turchia. Il caccia non ha sconfinato’. Ma quello che mi sembra ancora più interessante sono i commenti dei lettori, a notizie come questa o come quelle su Parigi, in massima parte critici della NATO, di Obama e della UE, consci della falsità dei media ufficiali e favorevoli a Putin. Come disse Lincoln: “Puoi ingannare tutti per qualche tempo…”

    • Per Nieuport

      Il fatto che ci siano sempre più favorevoli a Putin, in Europa, è certo importante, anche se sono ancora minoranza, piuttosto vituperata e isolata. Però questo rende la situazione ancor più pericolosa e ci espone a maggiori violenze. E’ con la paura che si diffonde a macchia d’olio che il ricatto potrà funzionare, al di là dello smascheramento dei “padrini” occidentali dello stato islamico.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. davvero seccante… avevo scritto un commento ma, come al solito, questo codice “captcha” funziona male facendomi peraltro perdere tutto quello che avevo scritto…non mi va di riscrivere tutto e mi limito a dire che la reazione tutta “diplomatica” di Putin a quello che è stato un vero e proprio atto di guerra di un paese della Nato mi lascia del tutto insoddisfatto…a un atto di guerra si risponde solo con una adeguata (proporzionale quanto si vuole) reazione militare oppure si da prova di debolezza di cui gli altri prenderanno forza per ulteriori atti di guerra.
    Se Putin, prima di intervenire in siria, riteneva che non avrebbe potuto andare fino in fondo, avrebbe fatto meglio a non intervenire perché le mezze misure rischiano di portarlo solo a impantanarsi…e mi dispiacerebbe vedere altri poveri piloti essere ammazzati per colpa delle sue paure (oltre che per l’incompetenza militare di qualche suo comandante sul campo…davvero assurdo mandare un aereo lungo il confine turco senza protezione di qualche altro caccia e altrettanto assurdo mandare degli elicotteri di soccorso senza copertura aerea).

    • Per Stefano

      Stanno cercando di far scoppiare una guerra fra un paese nato (l’infame turchia) o spalleggiato dalla nato (l’altrettanto infame ucraina) e la Russia. L’obbiettivo va oltre la caduta di Assad in Siria (anche se Obama ripete come un disco rotto “Assad deve andarsene”) e l’esito della guerra fra sunniti e sciiti (la nato schierata con i tagliagole e i loro “padrini”). L’obbiettivo più importante, per le forze del male, è mettere l’Europa con le spalle al muro e occuparla definitivamente come una dependance, pur semidistrutta …
      La posta in gioco è altissima e Putin ha fatto bene a non cadere nella trappola, così può continuare a eliminare la teppaglia jihadista sunnita, consentendo all’esercito siriano di avanzare. A meno che la feccia turca ottomana non spedisca, come promesso, oltre diecimila giannizzeri, entro dicembre, nel nord della Siria, tenendo aperto il corridoio di rifornimento delle bande criminali sunnite. In quel caso, spunterebbero anche elementi dei “corpi speciali” americani e allora liberare quei pochi chilometri di territorio dagli invasori porterebbe a un conflitto di vaste dimensioni, fino in Europa, secondo i piani criminali dei neocon, del pentagono e del boia Obama.
      Si può solo sperare che ciò non accada, che Putin continui a mantenere il sangue freddo, anche se potrebbe ricominciare la guerra nel Donbass con un attacco improvviso della fecciaglia mercenaria ucrainofona … e scatterebbe un’altra trappola per la Russia.
      I pericoli sono molti, le speranze poche.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. “Stanno cercando di far scoppiare una guerra fra un paese nato (l’infame turchia) o spalleggiato dalla nato (l’altrettanto infame ucraina) e la Russia.”

    Non credo! credo piuttosto che stanno cercando di logorare Putin per costringerlo a mettersi da parte o farlo mettere da parte dai suoi avversari interni (alcuni dei quali probabilmente hanno le stellette e in siria hanno inviato allo sbaraglio quegli aerei ed elicotteri senza adeguata copertura).
    A parte qualche pazzo alla Mc kane, tutti sanno benissimo che una guerra tra la russia e un paese nato (tipo Turchia) o appoggiato dalla Nato (tipo ucraina) si trasformerebbe in guerra nucleare nel giro di 48 ore e tutti hanno timore di una guerra nucleare, compresi i bellicosi stranamore americani.
    Vogliono, quindi, semplicemente umiliare Putin in ucraina come in siria con colpi di mano … e l’abbattimento di aerei russi (civili o militari) è uno di questi.
    Un aereo russo abbattuto vale più delle mille autocisterne dei tagliagole distrutte da Putin…quando altri aerei russi cadranno colpiti da missili forniti ai tagliagole dagli ucraini o da riad o dai turchi il prudente Putin sarà sconfitto a meno che non decida di colpire anche quei paesi sponsor dell’Isi …. ma per molti la mancata reazione militare di Putin anche all’attacco turco è prova di saggezza perché se reagisse scoppierebbe la guerra nucleare….chissenefrega dei morti russi, chissenefrega della sconfitta dei russi, l’importante è che Putin ci eviti lo spauracchio della guerra nucleare (lo definisco spauracchio per i motivi che ho già detto prima). Mettetevi in testa una cosa: una guerra nucleare non scoppierà se Putin reagisce a un atto di guerra (tipo quest’ultimo messo in atto dai turchi su input dei loro padroni a stelle e strisce) ma scoppierà (proprio per iniziativa russa) nel momento in cui, dopo le tante sconfitte “convenzionali” subite, si vedrà costretta a reagire con tutti i mezzi a sua disposizione (comprese le armi nucleari) …. a meno che l’attuale dirigenza russa sia scalzata dai suoi avversari interni o decida di piegarsi definitivamente al padrone d’oltreoceano.

    • Per Stefano

      Vorrei precisare meglio, in ultimo. Ci sono dei pazzi, fra i neocon, al pentagono e fra i membri della classe globale occidentale (che vorrebbe, fra l’altro, un massiccio depopolamento …) che credono di poter vincere un conflitto nucleare con la Russia. Se si crede di poter vincere, questa soluzione diventa possibile, anche perché a simili criminali seriali non importa il numero di vittime e come verrà ridotta l’Europa (parte irrinunciabile, purtroppo, dell’occidente neocapitalista).
      Scritto quanto sopra, ritengo che gli obbiettivi principali di questi assassini e “padrini” dell’isis (in solido con sauditi, turchi e giudeo-israeliani) possono essere i seguenti:
      1) Il controllo assoluto dell’Europa, non solo con la firma del trattato-capestro transatlantico, ma piegando al suo interno qualsiasi possibile resistenza politica. Cosa c’è di meglio di una minaccia armata, o addirittura di una guerra, per raggiungere questo scopo? Poco importa, ripeto, se ridurranno l’Europa in macerie, o quasi, perché per loro conta il controllo.
      2) La destabilizzazione o la sconfitta sul campo della Russia, per eliminare la più forte potenza a loro avversa e, di conseguenza, raggiungere più facilmente l’obbiettivo 1. Possiamo pensare a una volontà perversa di smembrare la Federazione Russa e non solo far cadere Putin, sostituendolo con qualcuno a loro gradito.
      3) Far cadere Assad, come ripete ossessivamente il loro impiegato Obama, e smembrare oltre che la Siria anche l’Iraq. Ciò comporterebbe nel breve la caduta di Hezbollah in Libano e il caos in quel paese. In tal caso, il danno sarebbe evidente per un alleato importante della Russia come L’Iran e gli israelo-giudeo-sionisti sarebbero soddisfatti, poiché mirano a smembrare gli stati arabi che potrebbero minacciarli in entità territoriali più piccole, più deboli e in conflitto reciproco.
      4) Assicurarsi il controllo delle rotte dell’energia e delle fonti, neutralizzando su questo piano il fiero competitore russo e i suoi alleati più stretti.
      La destabilizzazione della Russia, la caduta o sostituzione di Putin e addirittura lo smembramento della Federazione (Siberia indipendente? Caucaso in fiamme?) è un obbiettivo per loro importante (ancor più rilevante della caduta di Assad, che ho messo al 3 posto), il cui raggiungimento potrà essere “propedeuitico” al controllo totale dell’Europa.
      Spero di essere stato sufficientemente chiaro, sia pur in poche righe.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. Concordo sul pericolo bellico insito nella dottrina Wolfowitz dei neocon, specie con l’accelerato disfacimento del sistema finanziario in atto. Riguardo l’obiettivo malthusiano delle élite punterei il dito anche sulla decarbonizzazione perseguita da COP21 Parigi.

    • Per Salvo

      Non c’è dubbio che il nemico sta lavorando da anni su più fronti. L’obiettivo malthusiano della depopolazione si può perseguire in molti modi. Deindustrializzazione forzata, distruzione dello stato sociale e riduzione dell’assistenza sanitaria, guerre, proliferazione dei suicidi, diffusione della droga, etc.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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