Per sconfiggere l’isis bisognerebbe destabilizzare Turchia e Arabia Saudita di Eugenio Orso

Quello che i francesi non hanno capito, o fingono di non capire per non contrariare gli Usa e perdere affari commerciali con altri potenti “alleati”, quali la Turchia e l’Arabia Saudita, è che la vittoria sullo stato islamico non si ottiene bombardando con qualche sparuto jet quartieri e siti (già evacuati!) di Raqqa. Forse il governo Valls, euroservo e filo-atlantista, vuole limitarsi ad abbozzare una reazione, enfatizzando i risultati (scarsi) di questi ridicoli bombardamenti, e farà ancor meno di ciò che hanno fatto i giordani per qualche giorno, dopo che lo stato islamico ha bruciato vivo un loro pilota.

Men che meno i francesi hanno intenzione – seguendo pedissequi, in ciò, gli Stati Uniti di Barack Obama – di inviare numerose truppe per combattere sul terreno gli jihadisti. Ma anche questo potrebbe non essere sufficiente, per sconfiggerli. Infatti, giungono notizie che l’afflusso dei tagliagole (foreign fighters) si sta spostando in Libia, dove i russi non bombardano e non ci sono né curdi né Hezbollah, mentre alcune centinaia di questi assassini salgono su arei turchi, sauditi e del Qatar, ovviamente in territorio turco, con destinazione Yemen, per partecipare al massacro delle popolazioni sciite Houthi orchestrato dai sauditi.

Anche se Raqqa e Mosul dovessero cadere, per mano di siriani, curdi e irakeni, le bande criminali che le occupano si sposteranno altrove, spalleggiate dall’infida Turchia e dall’oscena Arabia Saudita, sotto lo sguardo benevolo e complice degli americani. Tanto più che la Turchia dell’integralista sunnita Erdogan sta per invadere una striscia di terreno nel nord della Siria, il prossimo mese, con la partecipazione americana (i cui corpi speciali sono già sul posto), per tenere aperti i canali di rifornimento agli jihadisti di al-nusra e dello stato islamico. La balla dei campi profughi per la protezione dei rifugiati, diffusa dai media, è a uso e consumo del popolume occidentale, che se le beve tutte.

Perciò, a differenza della Francia retta dai socialistoidi filo-atlantisti Valls e Hollande, chi volesse veramente mettere la pietra tombale sopra lo jihadismo tracotante dello stato islamico, di al-nusra, jaish al-islam e simili, dovrebbe destabilizzare per bene i “padrini” sunniti più grossi, cioè Turchia e Arabia Saudita, veri santuari della barbarie e del terrore (il Qatar, cento più una televisione, si può annichilire in h24). Sarebbe di vitale importanza portare la guerra e la distruzione sui loro territori, armando, finanziando, addestrando, assistendo con ogni mezzo chi li può combattere sul terreno, le opposizioni, effettive o potenziali, che il regime turco e quello saudita hanno già “in casa”.

Così, pensando a ciò che i tagliagole sostenuti da questi abbietti hanno fatto in Siria e in Iraq, gli si renderebbe la pariglia, portando la destabilizzazione in casa loro e facendoli finalmente collassare. Nel sud-est dell’Anatolia, a forte presenza curda, ci sono le forze di liberazione del benemerito PKK, che cercano di difendere la popolazione dalle violenze dei giannizzeri di Erdogan (repressioni e sangue nel distretto anatolico di Dyarbakir, bombardamenti sui rifugiati nel nord dell’Iraq, etc). Nella parte europea della Turchia, a Istanbul-Costantinopoli, operano gruppi laici di estrema sinistra molto attivi contro il regime integralista sunnita del partito Akp. Un appoggio a costoro (e forse a certi settori laici-kemalisti) sarebbe vitale, per cercare di separare la parte europea della Turchia – che torni finalmente all’Europa! – da quella asiatica e minare alle fondamenta il potere di Erdogan. L’obbiettivo dovrebbe essere quello di spezzettare l’attuale Turchia in tre parti, facendo cadere Erdogan e affossando le sue manie di potenza: uno stato curdo nel sud-est dell’Anatolia, uno stato europeo con Istanbul-Costantinopoli e Edirne-Adrianopoli e uno stato anatolico con Ankara.

Gli Houthi zaiditi che difendono, assieme alle truppe dell’ex presidente Saleh, lo Yemen dall’aggressione contemporanea dei sauditi, di al-qaeda e dello stato islamico, dovrebbero essere aiutati con ogni mezzo. Nonostante la superiorità del nemico, alimentato dalla potenza economico-finanziaria saudita, i patrioti yemeniti ottengono vittorie e riescono a sconfinare in Arabia Saudita. Immaginiamo cosa potrebbe accadere al tristo regime degli Al Sa’ud e all’ultimo monarca, il mummificato Salman, se gli Houthi vincessero e portassero massicciamente la guerra oltre confine, magari con l’appoggio degli sciiti che vivono da decenni sotto il tallone degli Al Sa’ud. Anche questi si potrebbero armare e sostenere con ogni mezzo, per destabilizzare quel regime venefico, “padrino” degli jihadisti sunniti nel mondo.

State pur certi che la destabilizzazione di Turchia e Arabia Saudita, oltre a liberarci da Erdogan e dagli Al Sa’ud, renderebbe il mondo un posto un po’ meno schifoso, e soprattutto meno sanguinoso, perché si “chiuderebbero i rubinetti” che alimentano di mercenari, armi e soldi gli jihadisti tutti, dalla Libia all’Iraq.

Per sconfiggere l’isis bisognerebbe destabilizzare Turchia e Arabia Saudita di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-11-17T17:10:25+01:00da derosse
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10 pensieri su “Per sconfiggere l’isis bisognerebbe destabilizzare Turchia e Arabia Saudita di Eugenio Orso

  1. Purtroppo nessuno si sogna di destabilizzare la Turchia o l’ arabia saudita… neppure Putin si sogna di farlo…. perciò quegli assassini drogati dell’Isi , pur se oggi sono in ritirata, continueranno a imperversare grazie alle complicità di cui godono. Forse conterebbe molto di più un lavoro di intelligence , di teste di cuoio e di droni russi che riuscissero a liquidarne i capi dovunque si spostino e si trovino… in caso contrario penso che Putin, dopo le denunce verbali già fatte contro gli stati finanziatori dell’Isi, sarà costretto o a dichiararsi perdente e ritirarsi dalla siria o dovrà fare apertamente guerra anche almeno ad alcuni di quegli stati complici dell’Isi….e a questo punto probabilmente precipiteremo davvero nella 3a g.m.
    La situazione è davvero brutta!

    • Per Stefano

      Credo fermamente in ciò che ho scritto. La destabilizzazione di Turchia e Arabia Saudita – cosa oggi impossibile, o quasi – è la chiave del problema, perché gli stati uniti, da soli, senza i loro complici, potrebbero fare ben poco … Per quanto riguarda Putin, sappiamo che è stato criticato da comunisti e nazionalisti, in Russia, per la sua eccessiva moderazione, ma bisogna anche capire che la Russia non è ancora in grado di affrontare di petto, con azioni spericolate, simili sfide.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Forse vado fuori tema ma vorrei dire qualcosa riguardo agli attentati in Francia.
    Non saprei dire se si è trattato di un false flag organizzato da Holland in persona, certo è che ne sta approfittando per rianimare gli scarsi consensi di cui godeva ultimamente… una bella guerra è sempre utile a certi personaggi.
    Un altro effetto evidente di questi attentati è stato quello di smettere in sordina l’abbattimento dell’aereo russo nel Sinai … non se ne parla più nonostante i russi abbiano acquisito la certezza che tutto è dipeso da una bomba piazzata sull’aereo… non sia mai che l’opinione pubblica occidentale possa solidarizzare con la Russia, quindi meglio distrarla con qualcos’altro… a questo scopo i fatti parigini sono caduti a fagiolo! Ma si tratta solo di una coincidenza? Figuriamoci!
    L’altro effetto degli attentati in Francia è stato quello di spingerla a intervenire in Siria con maggiore decisione rispetto a quanto già (non) facesse. Addirittura la Francia ha dichiarato guerra senza pietà all’Isi e oggi le portaerei francesi nelle acque di fronte alla Siria Putin le considera alleate nella guerra contro i taglia teste drogati dell’Isi…capisco la benevolenza di Putin ma davvero la Francia muove portaerei e aerei per colpire l’Isi? Oppure la guerra all’Isi è solo un ottimo pretesto per togliere a Putin il ruolo di primo attore sulla scena siriana? C’è da scommetterci che ora tutti faranno a gara nelle dichiarazioni di guerra all’Isi (compreso naturalmente l’Italia ) e se e quando l’isi sarà sconfitta tutti se ne prenderanno il merito… in barba a Putin! Ma non è solo questo che ispira gli intenti tardivamente bellicosi della Francia ma anche e soprattutto la voglia di ritagliarsi prima nei cieli e poi probabilmente anche sul terreno degli spazi di manovra prima che l’esercito siriano riesca a riconquistare tutti i territori oggi ancora in mano all’Isi….non sia mai che Assad (grazie all’aiuto russo) vinca troppo! L’Isi ha fatto il lavoro per il quale è stata creata ma ora Usa, Francia e gli altri sponsor reclamano che si metta da parte lasciando il terreno ai suoi padrini.
    Se tutto andrà secondo questi probabili loro piani, alla fine avranno vinto tutti, russi compresi, meno che Assad e i siriani.

    • Per Stefano

      I dubbi espressi mi sembrano del tutto legittimi e le osservazioni intelligenti. Non credo, però, che le azioni di Parigi siano state pensate e “commissionate” da Hollande (o chi per lui), o dalla cia o da qualche altro servizio segreto occidentale, semmai sono state “favorite” da questi, permettendo ai ratti integralisti sunniti di impazzare ed evitando che le forze di sicurezza sul campo potessero prevenire. Naturalmente questo qualcuno sta sfruttando a proprio vantaggio l’impatto di queste stragi. Per quanto riguarda l’abbattimento dell’aereo russo, con più vittime di quelle degli attacchi a Parigi, i media occidentali, filo-nato ed euroservi, ne parlavano e continuano a parlarne (questi manutengoli servi non possono ignorare …), ma senza enfasi, non cercando di suscitare ad arte, come nel caso delle azioni in Francia, l’indignazione delle masse rimbecillite. Quanto a mettere in ombra Putin e i russi (unici ad agire veramente contro i tagliagole islamosunniti) … bisognerà seguire i prossimi sviluppi della situazione. E’ stata confermata, o smentita come bufala, la notizia che girava ieri su qualche blog che Putin ha ordinato di attivare il piano nucleare contro l’isis? Se fosse vero, sarebbe alquanto difficile “oscurare” i russi!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • la notizia di un possibile uso di atomiche da parte di Putin contro l’Isi sicuramente è solo una bufala… sarebbe un precedente pericolosissimo e causerebbe migliaia di morti di civili non solo in Siria , Putin non è un pazzo capace di una cosa del genere.
        È più probabile, invece, che pensi di attaccare almeno qualcuno degli stati arabi che finanziano e sostengono l’Isi (Arabia saudita, Qatar)… sembrerebbe di capirlo da certe sue affermazioni secondo cui non si lascerà distrarre dal cane (Isi) che lo morde ma se la prenderà soprattutto con chi manovra quel cane. Si dice che il russo è lento a sellare il cavallo ma una volta che l’ha fatto, corre come il vento… ecco, credo che Putin abbia sellato il cavallo… spero che corra davvero come il vento perché l’attentato di Parigi (architettato dai soliti pupari per spingere Francia e quant’altri a intervenire in Siria) sullo sfondo non aveva come obiettivo la Francia ma proprio la Russia e il suo intervento in Siria. Quest’intervento non poteva rimanere senza risposta da parte dei potentati occidentali (Usa-Israele in particolare) e Parigi, con tutto quello che comporterà in termini di intervento militare della Francia e, a seguire, degli altri fantocci Usa, è stata la risposta… ora sarà una gara a chi arriva primo … a Berlino, cioè ad abbattere l’Isi e a riappropriarsi di più kmq quadrati di territorio oggi sotto il califfato… poi – sempre che le cose non degenerino in guerra nucleare – si siederanno tutti a qualche tavolo e faranno a fette la Siria…. la questione oggi è chi riuscirà a prendersi la fetta più grossa.

        • Per Stefano

          Pur non essendo la cosa più probabile, Putin potrebbe utilizzare le “risorse” della Federazione per destabilizzare i “padrini” principali dell’isis, o almeno uno di questi, non credo, però, che li attaccherà militarmente e men che meno con armi nucleari (la miserabile Turchia di Erdogan si appellerebbe immediatamente al trattato dell’alleanza atlantica!).
          Recentemente, la televisione russa si è lasciata sfuggire una notizia riservata, in merito a un nuovo, insidiosissimo siluro-drone russo. Siamo sicuri che si tratti di imperizia, leggerezza, errore, oppure è una fuga di notizie voluta, come monito a quelli che pensano di giocare brutti scherzi alla Russia (Usa, Turchia, Nato, tiranni del Golfo, etc)?
          Tu pensi, come emerge con chiarezza da ciò che scrivi, che i “padrini”, in primis gli Usa, abbandoneranno al suo destino lo stato islamico e cercheranno di dividere le sue spoglie – ossia i territori controllati in Siria (e Iraq?). Nutro alcuni dubbi in proposito, perché l’obbiettivo di fondo americano è sempre quello di allontanare dal potere Assad e, inoltre, lo stato islamico può ancora tornare utile in altri “quadranti”, come l’Africa settentrionale (Libia e non solo) e … il Caucaso in funzione anti-russa. In funzione anti-russa, ad esempio, tagliagole integralisti sunniti sono stati spostati addirittura in Ucraina, per minacciare/destabilizzare la Crimea liberata e ormai nella federazione Russa (lì, guarda caso, è presente una minoranza sunnita tatara). In funzione anti-iraniana e anti-sciita – gli alleati dei russi – mercenari isis sono stati recentemente trasportati, dai “padrini” sunniti, nello Yemen. Più che distruggere completamente l’isis, come tuona il patetico euroservo filo-atlantista Hollande per ragioni di consenso elettorale, gli infami (a partire dagli Usa) cercheranno di “ricollocarlo” altrove secondo i loro interessi geostrategici.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

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      • Infatti non ho parlato di attacco alla Turchia ma forse all’arabia saudita o al quatar.
        Non ho neppure parlato di attacco nucleare…la notizia a cui hai fatto cenno riguardo alle armi nucleari credo che, se fondata, in realtà si riferisca a un qualche possibile preallarme nucleare precauzionale perché Putin, da buon giocatore di scacchi, quando fa una mossa tende sempre a coprirsi le spalle e, quindi, consapevole del carattere esplosivo della situazione, mette in stato di allerta anche le forze nucleari casomai a qualcuno (usa-israel), venisse voglia di premere il grilletto più del tollerabile.
        Sono della tua stessa opinione riguardo al fatto che gli Usa non distruggeranno l’Isi…cercheranno di spostarlo da qualche altra parte, forse gli lasceranno anche qualche pezzetto di irak o di siria ma, sostanzialmente penso che intendono emarginarlo … naturalmente non per fare posto alla russia ma casomai a qualcuno dei suoi vassalli europei.
        Spero che Putin corra davvero come il vento lasciandogli solo qualche duna di sabbia in mano.

        • Per Stefano

          Un’ultima considerazione. Se i “padrini” integralisti sunniti (Arabia e Turchia), con l’appoggio determinante degli Usa, cercheranno di “coordinare” la marmaglia jihadista in Africa, stabilendo legami forti e “interscambi” tra la Libia, il nord-est della Nigeria, il Mali, la Somalia, etc, alimenteranno, in futuro, una minaccia come come quella che arriva dal Medio Oriente. L’Africa come nuova frontiera della destabilizzazione permanente, orchestrata dagli occidentali?

          Cari saluti

          Eugenio Orso

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