Aspettando il grande botto (il potere ci frega alla grande) [Alceste]

A cosa ci siamo ridotti?
Ma non erano le forze della controinformazione a dover liberare il mondo?
Non eravamo noi tutti, tramite il magico mondo virtuale, a doverci unire, pian piano, per denunciare al popolo del Mondo Connesso i sotterfugi ignobili e criminali del potere e agire di conseguenza?
A cosa ci siamo ridotti?
A qualche isterico che sbraita soluzioni da saltimbanco e non riuscirebbe a portare verso di sé manco una maggioranza qualificata dell’assemblea condominiale?
A qualche squilibrato che crede a tutti i complotti e, quindi, di fatto, non crede più a niente?
A qualche vecchio umanista cattolico che spurga un po’ di veleno, ma sa già, in cuor suo, che le sue mura sono state abbattute dalle trombe di Gerico della propaganda e le trincee improvvisate già travolte da una artiglieria disinformativa mai vista (e sospettata) prima?
A qualche arnese che blatera di economia e vaticina ogni settimana la fine del mondo finanziaria?
A professorini insultanti che pontificano narcisisti, ma poi, all’atto pratico (armiamoci!), vengono seguiti da dodici-persone-dodici?
A chi crede che il petrolio è finito e quindi …
A chi crede che alluvioni e terremoti sono gestiti dalla CIA …
A cosa ci siamo ridotti?
Ve lo dico io: a gente che aspetta il botto.
Siccome non sappiamo fare più niente aspettiamo il botto fine-di-mondo che ci libererà dai tiranni a cui non sappiamo manco fare il solletico.

Che babbei: non sappiamo trovarci un lavoro decente, lottare per il nostro paese umiliato ogni giorno, non sappiamo difendere le conquiste sociali, i tesori d’arte, i panorami, le pietre millenarie, la cultura eterna, non sappiamo neanche più fare a pugni, rimorchiare, avere una visione basica e limpida di ciò che è giusto e sbagliato … non sappiamo sparare, accendere un fuoco, orientarci, coltivare la terra, alzare un muretto … niente.
Fanfaroni pieni d’aria. Niente, non sappiamo fare niente. Noi che dovevamo cambiare tutto e invece … manco una sfilata contro un ripetitore sopra una scuola elementare sappiamo fare … ne sono testimone; tutti indignati … furibondi .. maledetti politici … ci hanno venduti … poi alla prima manifestazione si presentano in quaranta … alla seconda in dieci … saliti a venti dopo qualche giro di telefonate … il ripetitore è ancora là e ci resterà … complimenti …
Oppure: l’acqua del tale acquedotto di provincia ha più metalli pesanti di quella di Fukushima … bene, protesta! Risultato: davanti l’azienda, a protestare, si era in quattro o cinque.
Siccome siamo dei molluschi, dei rammolliti, dei bruti, il nostro unico atto rivoluzionario è quello di aspettare il grande botto: prima o poi, riteniamo tutti, il sistema imploderà su se stesso e allora tutto cambierà … sì, come no, aspetta e spera … e sotto le macerie dell’implosione chi ci resterà? Obama, Bill Gates, la Goldman Sachs? Sicuro, come dubitarne … coglioni due volte, tre volte … cento, mille.

I conigli – che siamo noi, perché questo siamo: dei conigli – aspettano con ansia quella fine del mondo che si sostituisca agli impulsi rivoluzionari che non hanno più … ogni passione spenta … torpidi svogliati tonti … con le loro competenze da quattro soldi che li esime dall’azione … uno straccio di diploma e discettano come Socrate nel Fedone questi pagliacci … era meglio non avere studiato, questo è sicuro … datemi qualche divisione di vecchi analfabeti e conquisterò l’Italia … ora capisco cosa voleva dire Marlon Brando/Kurtz in Apocalypse now …

Ma le apocalissi che origineranno il grande botto liberandoci dagli oppressori sono dietro l’angolo, come dubitarne?
Ecco un’altra profezia controinformativa: la Deutsch Bank sta per crollare! 50 triliardi di buffi esonderanno sull’Europa intera schiantando la Germania, l’Europa e i folli progetti euristi dei Mengele di Bruxelles! Il capitalismo di rapina è morto, abbiamo vinto!
Non siete ancora appagati? Eccovi l’ultima novità: la Catalogna si stacca dalla Spagna, è l’inizio di una diaspora centrifuga in Europa, la fine del sogno totalizzante di Jean Monnet! Viva Barcellona!
Di recente, un tal Michael Snyder: presto ci sarà un botto! Avete visto le borse? Un botto fine-di-mondo! Certo, l’avevo previsto per settembre, ma non dubitate … arriverà! Come il meteorite che ha estinto i dinosauri! Penitenziagite!
Come no, sicuro … intanto passa la manovra per tagliare 13 miliardi di prestazioni sanitarie, coglioni … e su questo potete mettere la mano sul fuoco … anche i tagli alle scuole proseguono implacabili: la preside di una scuola media di periferia mi confessa di ponderare la chiusura della struttura per alcuni giorni: secondo l’ultima legge di stabilità, infatti, non possono operarsi le sostituzioni del personale interno (leggi: bidelli) e quindi … intanto nella stessa scuola saltano i finanziamenti per la biblioteca interna. I libri (procurati, peraltro, da donazioni private, ça va sans dire) rimarranno a macerarsi in qualche sgabuzzino.

Ma queste sono quisquilie per i profeti dell’apocalisse.
Loro si occupano delle superne cose de l’etternal gloria, non hanno certo da sporcarsi con le minutaglie del vivere quotidiano.
Loro hanno la verità nel piatto … e la offrono quotidianamente a tutti … peggio per noi che non ci conformiamo ad essa. Così, ad esempio, ragiona di questi tizi: “Ma quali scuole, acquedotti, ripetitori, salari! Ma quali lotte, manifestazioni! Unitevi a me e avrete la libertà dalla necessità e dal dolore!
E non guardate agli altri che sono mentitori e distrattori di massa! Guardate a me e solo a me! Questa è l’unica verità, non avete che da coglierla come un frutto maturo! E se non lo fate siete pecore, cialtroni, traditori e perditempo! Peste vi colga!”.

Ad esempio il sottoscritto, che si occupa di scuole, ripetitori, acqua pubblica è solo un cretino che si lascia distrarre dai ladri di polli, dai problemi comuni, dalle pinzellacchere della corruzione quotidiana, mentre il vero gioco maligno dei padroni del mondo (triliardi e triliardi di dollari/euri o quel che è), l’unico da investigare, passa sopra la sua capoccia limitata da ignorante.
Siamo così assuefatti alla speranza di un crollo globale che ci liberi definitivamente dal giogo del neocapitalismo da aver dimenticato le azioni sul territorio. Come se le decisioni di un governo squallido come quello renziano (o lettiano o montiano et cetera) non siano, in realtà, leggi e norme precise che vanno a incidere implacabili e chirurgiche sulla vita e la salute (fisica e mentale) di ogni italiano, ogni maledetto giorno che Dio manda in terra. Ci siamo così disabituati alla comprensione dei fenomeni che molti di noi, anche in buona fede, si sono ritirati nella contemplazione di un eventuale disastro a venire che agisca al posto della loro inettitudine pratica. E così s’è persa la capacità di organizzazione sul territorio, la voglia di unità, la lealtà, il contatto con le reali condizioni e intenzioni della società italiana profonda. Il digitale ci ha abituati a disprezzare e basta. A farci apostoli di guru che non hanno la più pallida idea di come contrastare sul campo la gragnuola di provvedimenti antipopolari partoriti da governi che, in un’epoca sana e dalle idee chiare, sarebbero passati per le armi, per alto tradimento.
E invece siamo qui a sillogizzare … a deridere … a cicalare di Grandi Vecchi … a elevare al rango di profeta qualche saltimbanco da medicine show americano o qualche narcisista terminale che ormai, nella sua ansia di purezza e autodistruzione da operetta (“sol io, sol io ho la verità …  procomberò sol io!”) si avvicina pericolosamente allo stato mentale di Fantozzi e Filini nella celeberrima partita fra scapoli e ammogliati: “Avevano le labbra viola, parlavano da soli concitatamente ed erano preda di manie di persecuzione, visioni mistiche, miraggi”.

Il botto arriverà, ne ho la certezza.
E non sarà una esplosione nuova. Sarà il solito tritacarne che inghiotte periodicamente nelle sue fauci milioni di cittadini. Tutto già visto. Il consueto ‘riposizionamento’ capitalista.
L’unica novità è che stavolta il botto arriverà in scioltezza, con le strade sgombre e disoccupate dai sogni.

Aspettando il grande botto (il potere ci frega alla grande) [Alceste]ultima modifica: 2015-10-01T13:45:34+02:00da derosse
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6 pensieri su “Aspettando il grande botto (il potere ci frega alla grande) [Alceste]

  1. Sì, ha ragione, il popolo dei dissidenti in internet (popolo? Qualche migliaio di egocentrici autoreferenziali, sempre gli stessi) non è in grado di fare alcuna opposizione, e si illude di aspettare il botto.
    Voglio dirle una storia vera, anche se devo essere generico. Un giovane disoccupato di famiglia povera è coinvolto in un incidente, ha la patente ritirata e un processo per omicidio colposo. Diciamo che la colpa era sua al 10%, se fosse stato un dirigente con una BMW nuova non gli succedeva nulla. Per riavere la patente è costretto a decine di analisi, a botte di 100 o 150 euro per volta, che non ha, le psicologhe, visto che non fa tutti gli esami, perchè non li può pagare, glieli aumentano. Non trova lavoro perchè non ha la patente, cerca di avviare un lavoro autonomo, ma viene massacrato dai costi iniziali: aprire un conto corrente, partita IVA, commercialista, tasse. Non può pagare l’avvocato che nell’imminenza del processo gli dice che dovrà lasciare il caso. Allora va dall’avvocato e gli dice: “Facciamo così: quando viene l’udienza noi non ci presentiamo, così devono rimandare tutto. Poi quando ho trovato qualche soldo la pago e ci presentiamo”.
    Cosa voglio dire? Che a forza di multe, sanzioni, adempimenti, che i nostri politici moltiplicano per il nostro bene, per proteggere la nostra sicurezza e per colpire i terribili evasori fiscali, abbiamo dei poveri così poveri che non possono permettersi di essere processati. Lo ridico, c’è gente così povera che non può permettersi di essere processata.

    • Per Nieuport

      Proprio così. Quando qualche galoppino subpolitico della troika annuncia la “lotta contro l’evasione fiscale”, tutti quelli in difficoltà, coloro che scendono nella scala sociale e i poveri in generale possono cominciare a tremare. Del resto, l’infame equitalia, di concerto con l’agenzia delle entrate, vessa quelli che non possono pagare, mentre il lurido culattone sinistroide Vendola – pidocchio libertario superinculato al servizio del peggior neocapitalismo – ottiene una lauta pensione a 57 anni …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. E si… purtroppo è la triste realtà, d’altronde non credo ci sia da meravigliarsi, uno stato che in 50 anni ha avuto ben 53 governi, ha cresciuto un popolo individualista, che se ne strafotte dello stato, allo stesso tempo, la decrescita demografica e quindi meno giovani, insieme a una buona dose di droghe, alcool e tecnologia, non ha fatto null’altro che rimbambire i giovani, che sono quelli che dovrebbero fare la rivoluzione, manifestare, gridare ad alta voce, d’altronde nel ’68 chi c’era per strada, i pensionati?
    Quindi alla fine, gente come me che ha una famiglia e una certa età, non pensa di certo di imbracciare il fucile e scendere in strada, anche perchè diventerebbe il coglione di turno impazzito e chissà quant’altro ci si inventerebbe per screditare un tale comportamento.
    Per il resto, l’attesa del botto, viene perpetrata quotidianamente, settimanalmente, mensilmente e annualmente, esempio su tutti il 21 12 2012… così almeno una buona parte degli internauti impegnano il proprio tempo a cercare verità che non esitono e teorie del menga, almeno non rompono i maroni.
    Forse ci sarebbe de “ridimensionarsi” un pò, anche perchè invece di preoccuparsi del giardino di casa, buona parte adesso si preoccupa di cosa accade ovunque, come se una scoreggia in Korea emanasse così tanto fetore da sentirla al colosseo e da rimanerci secchi.
    Intanto il capitale va avanti, schiaccia tutto e tutti senza alcuna resistenza, ma sicuramente il botto ci sarà, sarà economico, ma come dice lei, “il solito tritacarne”, o come dice qualche economista sincero, il tempo della “tosatura”, che avviene ciclicamente.
    D’altronde cosa vogliamo credere, che il capitale, che controlla praticamente tutto il pianeta, faccia crollare il sistema?
    Il sistema non crolla, altrimenti si torna al baratto, il sistema fa un botto “controllato” che accelererà ancora di più le maledette riforme, le privatizzazioni e tutto a pagamento, ehh… racconteranno i soliti fantocci, siamo davanti ad una crisi senza precedenti purtroppo…, intanto io la carta igenica per i miei figli a scuola ce la porto già adesso, quindi ce la porterò anche dopo.

    Cordiali saluti

    • Per Jean

      Vero. Manca la qualità umana per la Rivoluzione e le nuove generazioni sono quantomeno passive. Vecchi, imbecilli e giovani stronzetti popolano questa Italia terminale. Non c’è niente da fare e la tastiera non servirà a nulla …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. La miseria, umana e politica, del “popolo” delle petizioni on line, dei clic di indignazione, della controcontroinformazione, è cosa risaputa, ed è altrettanto scontato dire che ne facciamo parte tutti.
    L’afflato comunitario e solidaristico invocato da Alceste per dare uno spessore “reale” alle istanze oggetto di “dibattito sulla rete” s’è spento da tempo, e vien quasi da chiedersi se sia mai esistito. Ad ogni modo, partecipando in passato a numerose iniziative come quelle descritte nel pezzo, con i soliti quattro gattacci, son finito anima e corpo nel cinismo apatico, nella disillusione cattiva, nell’odio imbelle per tutti, per i differenti e per gli indifferenti. Il grande botto, tuttavia, lo aspetto da una vita, e lo rivendico: il mio è un atto di pura fede. La dimensione “religiosa” del mito palingenetico della rivoluzione è tutto ciò che resta sul piatto(e scusate se è poco). Saluti, Moravagine.

    • Per Moravagine

      E se l’inizio (embrionale) di un cambiamento della situazione fossero i santi missili e le sante bombe russe sulla feccia islamosunnita mercenaria degli usa in Siria?
      E’ da molto tempo che manca un barlume di speranza, oggi ritrovato grazie al dolce fragore delle armi russe …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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