Il piddì è più vivo che mai, per nostra sfortuna di Eugenio Orso

Il piddì è vivo e vegeto, anzi, pimpante più di sempre, ce lo assicura, con la solita sicumera che diventa spocchia lo sbruffone collaborazionista delle eurocrazie atlantiste Matteo Renzi. Sotto il tallone di questa sinistra di merda, che alterna i Bersani ai Veltroni, approdando ai Renzi, non abbiamo più speranze. Fatevene una ragione, convincetevi che siamo e resteremo nel tritacarne sociale neocapitalista, privi di una concreta alternativa politica.

Renzi è così sicuro di sé che prevede più del 40% dei voti alle prossime politiche, se mai ci saranno. Il 34% assicuratogli dai sondaggisti (che raramente hanno il coraggio di far scendere il consenso piddino al 30% o al 29%) ugualmente lo soddisfa, come surrogato del voto politico. Renzi sa che le elezioni si faranno quando lo decideranno i poteri esterni e allora si ricorrerà a qualsiasi trucco pur di far vincere il piddì euroservo. Si sente, il mentitore seriale applaudito dalla claque, in una botte di ferro e pregusta già un nuovo, grande e costoso aereo per trasporto Vip, che gli consentirà di scorrazzare dall’Italia agli States e ritorno. E’ certo che le balle sulla riduzione delle tasse, sulla cancellazione di Imu e Tasi funzioneranno almeno un po’. Il suddetto pregusta la vittoria, non solo mediatica, nella contesa con sindacati e personale di siti archeologici e musei, da considerarsi alla stregua di servizi essenziali. In futuro, niente assemblee, niente scioperi, niente chiusure per alcune ore e niente salario accessorio per loro. Modificare la legge sugli scioperi gli porterà sicuramente qualche voto imbecille.

Tutto fa brodo, per Renzi, e tutto gli fa gioco, come la recente vittoria tricolore nel Grande Slam tennistico a Flushing Meadows (Queens, N.Y.). Un vero colpo propagandistico la sua presenza, accanto alle tenniste italiane, nella Mecca del capitalismo a vocazione finanziaria. L’immagine prima di tutto, perché la sostanza delle politiche la decidono a New York, Washington, Bruxelles e Francoforte.

E’ vero che il piddì è più vivo che mai e Renzi questa volta non mente. Lui e il piddì hanno in mano l’Italia, consegnatagli dal tradimento del viscido Napolitano e dalla viltà di Berlusconi. Questo parassitoide sub-politico farà morire l’organismo che lo nutre, cioè il paese vero, reale, che deve produrre a redditi sempre più bassi, portare il fardello fiscale e tirare la carretta. Il parassitoide lo farà a vantaggio del grande capitale finanziario occidentale del quale è il miglior agente patogeno. Non abbiamo di fronte un partito italiano, poiché i collaborazionisti dei poteri esterni non appartengono alla nazione. Partiti come il cinque stelle (che è tale, nonostante la maschera del movimento) e la lega ex separatista sono e resteranno squisitamente italiani, nel male e nel bene, ma non il piddì. Ne consegue che Renzi non è un presidente del consiglio italiano, espressione della nazione giusta o sbagliata che sia, ma un’emanazione della troika e delle grandi merchant bank. Peggio ancora, un burattino dell’alleanza atlantica a guida americana. Se così non fosse, perché gli italiani sono gli unici coglioni a rispettare la ferrea regola del 3% (Deficit/ Pil), garantendo accoglienza ad libitum, senza mai sognarsi di chiudere le frontiere, davanti alle grandi masse di immigrati in arrivo?

Sarà in grado la brillante marionetta di Goldman Sachs, Matteo Renzi, di gestire centinaia di migliaia, o addirittura milioni di immigrati, vittime delle guerre sunnite-americane e dei rigori dell’economia liberista? I suoi padroni hanno fatto scientemente questo disastro e lui dovrebbe reggergli il sacco, accogliendo i profughi, sistemandoli nei comuni riottosi, assicurandogli un lavoro. Prenderà esempio dalla Merkel, sua sorella maggiore, che in Germania li vorrebbe tutti assunti dalle prestigiose ma merdosissime Mercedes e Bmw? Nutro qualche dubbio in proposito e credo che ne vedremo delle belle … anzi, delle brutte se non bruttissime.

Del fatto che il piddì sia più vivo che mai, come sostiene giustamente Renzi, non dobbiamo certo rallegrarci. Lo faranno al posto nostro le eurocrazie, i vertici della Nato (Aviano forever) e quelli che dietro le quinte spostano trilioni di dollari e … milioni di profughi.

Il piddì è più vivo che mai, per nostra sfortuna di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-09-19T18:58:23+02:00da derosse
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10 pensieri su “Il piddì è più vivo che mai, per nostra sfortuna di Eugenio Orso

  1. Amen!
    Ogni giorno il pd infila il suo palo nel cvlo degli italiani, ogni giorno più in sù, sempre po’ più in sù, e gli idioti se lo prendono tranquillamente nel loro cvlo merdoso, sembra proprio gli faccia piacere. E visto che gli fa piacere, forse è giunta l’ora di cominciare a divertirci pure noi. Visto che godono tanto a beccarsi il palo nel cvlo, perché non prenderli tutti a calci sui cogli0ni? Tutti, chi vota pd e chi non gli vota contro… Un bel calcio sui cogli0ni, …che forse non hanno nemmeno, si sente dalle voci fesse e si vede dalle braghettine strette e le camicette succinte. Mancava la teoria “gender” (sempre questo inglese di merda!) che stanno imponendo con minacce nelle scuole diventate centri di avviamento professionale.
    Popolo bastardo, beduino e suino!!! La guerra civile ci vorrebbe!!!
    Questi porci rovinano la mia vita e quella dei miei figli!!!
    Io che li ho, ne ho pieni i cogli0ni di tutto questo, a morte anche i paria, sono dei parassiti dannosi anche loro. Che diavolo se li prenda tutti!!!

    • Per Frair-tuck

      Sarei favorevole ai campi di concentratamento per piddini, indipendentemente dalle loro colpe individuali … Attenzione! Non campi di rieducazione, perché non credo nelle “conversioni”, ma proprio di concentramento dai quali non si esce … se ancora vivi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Una modesta riflessione: modificare la legge sugli scioperi gli procurerà qualche voto imbecille, ma il paradosso maggiore è dato dal fatto che guardiani di musei, insegnanti, sottoccuppati laureati ed esodati vari lo voteranno in massa. Questo è un paese che fa paura. Mai collaborazionismo fu più vile, agli occhi pur iniettati di sangue della storia, di quello dei piddioti italici del XXI secolo. Saluti, Moravagine.

    • Per Moravagine

      E’ possible che accada, tuttavia, Renzi come Tsipras potrebbe puntare sul calo dell’affluenza alle urne … Meglio se i suddetti non andranno a votare, così il piddì potrà rivincere (c’è anche altro voto imbecille, di scambio, d’inerzia, eccetera).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Ormai la “demokrazia” è solo un rito autoreferenziale e fasullo. E lo dimostra proprio la recente elezione greca che ha riportato in auge il fallimentare Tsipras. I dadi sono truccati in partenza e non c’è nemmeno più partita. Renzi lo sa e conta proprio su questo.
    Un’ultima cosa non marginale: i talk show in copia alla tv, megafoni dei poteri marci. Oltre essere tutti quanti seriali (cantano molti galli e non si fa mai giorno) , ospitano sempre “per par condicio” i Piddioti, quale contrappeso. Poniamo, se c’è la Lega e Fratelli d’Italia abbiamo a fare da “contraltare” un Piddiota di turno e un suo tirapiedi di Sciolta civica:
    Chi è già al governo, a casa mia, non dovrebbe nemmeno partecipare.
    Ma questi si prendono tutto, anche la frutta. Questo è solo un esempio di quel che chiamano “democrazia pluralista”.

    • Per Nessie

      Che la maggioranza delle televisioni, dei giornali, delle agenzie di informazione sia parte integrante del sistema euroservo e filo-atlantista non è una novità. Il piddì è il partito non-italiano collaborazionista della troika e di Washington per eccellenza, quindi non può mai mancare nel mondo ovattato della disinformazione. Disinformazione che si fa ovviamente a favore del piddì e della “stabilità di governo”.
      Con le elezioni liberaldemocratiche non si risolverà nulla e la situazione non potrà che peggiorare … il dubbio è se ci sarà una speranza di risolvere con le armi. Una speranza flebile, per la verità, perché comprendiamo che “loro” sono molto forti. Anzi, oggi sembrano al massimo della potenza.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Riporto questo commento da Facebook:

    “Quando il piddino è fortemente deluso dal partito in quanto ospita Verdini o appoggia Renzi “che assomiglia troppo a Berlusconi” (il piddino non è mai deluso per la deriva neoliberista del partito, non conoscendo neppure il significato della parola), scatta la protesta. Allora potrebbe anche votare Sel… o Possibile o qualunque altra lista: l’importante è che sia messa in piedi da qualche fuoriuscito del Pd o della Cgil e che poi, ai ballottaggi, si allei al Pd per “senso di responsabilità”. Nel suo orizzonte mentale non esiste forma di protesta più radicale di questa… Il che spiega perché i dirigenti del partito non abbiano alcun timore a far ingoiare i peggiori provvedimenti.
    Non ce la fanno a cambiare ambiente, anche di fronte alle peggiori nefandezze hanno bisogno di rimanere in quell’humus, attaccandosi a liste che fungono da foglie di fico. Prendono in giro i cattolici, ma loro sono ancora più fideisti… e la madre-Chiesa, il sistema nel quale sono cresciuti, non riescono ad abbandonarla. Al massimo cambiano ordine religioso, avvicinandosi a qualche finto eretico…Del resto se nasci e cresci tra gli editoriali di Scalfari, le battute della Littizzetto, la tv di Fazio, gli amici del circolo, i libri di Gramellini o Severgnini… puoi al massimo andare con Vendola o Landini (che si abbeverano alle stesse fonti), in modo da poter continuare a parlar male della Dc (che era cento volte meglio di loro), di Craxi (morto e sepolto), di Berlusconi (ormai una mummia) e del populismo di Grillo e Salvini o del cattivo Putin; e in modo da poter vedere per la trentesima volta i film di Nanni Moretti, ascoltare in compagnia le schitarrate di Guccini (che invoca l’anarchia ma vota sempre per il partito dei banchieri) e parlare dei bellissimi asili di Reggio Emilia che sono l’esempio della “sinistra che sa governare”. Tutte queste cose le possono fare anche in Sel o in liste simili e in più si sentono pure ribelli, anche se sottilmente in colpa. C’è gente che sdegnata (secondo quanto mi dicevano) non è andata alle ultime primarie, ma – poverini – facevano una fatica tremenda a disertare… E parliamo di un rito per babbioni, inutile e pilotato… Ma loro sono così, senza si sentono persi. Rappresentano un caso da analisi socio-antropologica e di quelle serie, da affidare a un bravo ricercatore.”

    Pd per sempre anche grazie ai dissidenti “di sinistra”, insomma!!

    • Per Valdo

      Condivido il commento. Mi vengono in mente, in proposito di piddini e piddioti, due immagini che credo siano significative: 1) Linus con la sua coperta e il dito in bocca, perché senza la coperta (e il dito che ciuccia) sarebbe esposto a squilibri psico-fisici. Così, molti identitari patologici si aggrappano a una identità “di sinistra” che non esiste più, disintegrata dal neoliberismo più selvaggio e criminale. 2) Il dio-partito che è infallibile (eredità, questa, del vecchio e ormai remoto Partito Comunista) e dal quale non ci si può staccare. Una sorta di idolo “laico” che questa feccia – molto numerosa, purtroppo – adora e venera …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. Dal documento conclusivo dell’assemblea nazionale di Sel, secondo cui le politiche e non l’euro sono il problema (ma che bella scoperta. Peccato che l’euro sia lo strumento immodificabile di quelle determinate politiche), la tecnocrazia non è un guaio (quindi facciamoci pure governare da banchieri non eletti) e Tsipras ha (ancora!) squarciato il velo (come se ci fosse stato bisogno di lui per vedere quel che tutti possono vedere da anni). Da segnalare l’imbarazzante contorcimento verbali sui curdi, con supercazzole a gogo, tra le quali emergono la collaborazione tra uomo, cavalli e pecore e il profondissimo concetto di “autoeducazione al cambiamento”.

    «E la piega distruttrice che ha preso l’Europa non c’entra con la moneta e la sovranità monetaria, non c’entra con il primato tecnocratico, c’entra con la politica, con scelte esclusivamente politiche. Oligarchiche e politiche. E non c’è salvezza nella inversione ad U che riconsegna l’orizzonte agli Stati nazionali. Meglio, molto meglio continuare a battersi sul terreno europeo, l’unico possibile, l’unico che può determinare una qualche inversione di tendenza di lunga durata. Magari prendendo sul serio l’elaborazione che ha portato i curdi, a cavallo del limes, ad abbandonare l’idea del potere connessa allo stato nazionale, avviando invece una rielaborazione straordinaria che pone l’accento sulla dimensione territoriale, la democrazia integrale e la cooperazione tra comunità, generi, vivente umano e non umano. Non comunità di destino né piccole patrie ma l’esercizio quotidiano dell’autogoverno e dell’autoeducazione al cambiamento, alla democrazia paritaria. Praticare l’orizzonte europeo significa partecipare a questa impresa rafforzando i presidi territoriali presenti in ogni singolo Paese»

    «La vittoria di Syriza alle elezioni con quasi due milioni di voti e oltre il 35% dei consensi è un’affermazione costruita nel tempo, investendo sulla credibilità di Tsipras e la presenza capillare del partito nelle pieghe della società. In barba a tutti i sondaggi più o meno interessati. I greci hanno dimostrato, ancora una volta, di volere il cambiamento e che non hanno alcuna intenzione di farsi governare da chi li ha portati nel baratro. In questo contesto il protagonismo di Syriza e il coraggio del popolo greco hanno squarciato il velo dell’ipocrisia: un atto politico, democratico come il voto greco non solo sancisce che la sovranità popolare non è soggetta a nessun vincolo tecnocratico, ma apre un tenace scontro politico tra politica ed economia, tra democrazia ed oligarchia».

    • Per Valdo66

      Veramente disgustoso …
      L’attacco contro lo stato nazionale sovrano, capace di impostare in quanto sovrano politiche sociali efficaci, è rivelatore. Dal cosiddetto manifesto di Ventotene, in piena seconda guerra mondiale, al momento presente questi spinelliani e spinellati (le due cose stanno perfettamente insieme) si confermano odiatori della sovranità nazionale, politica e monetaria. Se l’internazionalismo proletario – mai realizzato veramente, nella storia – era un mito comunista, oggi la globalizzazione e il sovranazionale sono le “linee guida” imprescindibili per ogni “adunata” di questi immondi ratti sinistroidi, perfettamente aderenti ai desiderata-diktat dei loro padroni elitisti finanziari. La sviolinata a Tsipras, infine, è d’uopo, perché anche in grecia la sinistra (ovviamente neoliberista ed europoide) si è confermata un’ottima accozzaglia di collaborazionisti della troika, abilissima nell’inculare a sangue un popolo già stremato e ormai senza nerbo.
      Assistiamo impotenti a questo schifo.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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