Immigrazione e disperazione come arma, contro di noi di Eugenio Orso

Ho sempre sostenuto che le armi a disposizione degli agenti strategici neocapitalistici, usate per piegare le popolazioni al loro disegno criminal-demiurgico sono tante, più numerose di quel che pensiamo. L’informazione è un’arma, la pubblicità è un’arma (addirittura sostituto della politica, per Bourdieu), lo spread è un’arma (ha imposto all’Italia il primo Quisling, Mario Monti), il lavoro flessibile è un’arma (siamo giunti allo jobs act piddino!) e via elencando. Accanto alle bombe intelligenti usate dagli americani, alle bombe al cloro dal fumo arancione, usate dall’isis con il sostegno degli americani, agli obici che devastano case e infrastrutture in Siria, in Libia e in Iraq, c’è una grande varietà di armi, ancor più distruttive degli ordigni esplosivi, e una di queste è scagliare centinaia di migliaia, milioni d’immigrati disperati contro l’Europa.

Il “cui prodest” dell’immigrazione selvaggia, sospinta verso nord e verso ovest dalle guerre, dallo stato islamosunnita, dall’indigenza e dalla fame, è di un’evidenza sconcertante, al punto che le aristocrazie neocapitaliste ordinano ai loro servi sub-politici più fedeli (in Italia il piddì, per fare un esempio) la “politica dell’accoglienza” a tutti i costi, senza considerare le risorse necessarie per accogliere i profughi e l’impatto che avrà nelle società ospitanti. O meglio, l’impatto che si desidera è quello che non si dice, quello che nessuno dei servi sub-politici inquadrati nella sinistra euroserva – tutti, da Renzi a Civati, da Bersani a Landini, per quanto ci riguarda – sarà mai disposto a confessare. Al più, costoro mentiranno sapendo di mentire e ci diranno che centinaia di migliaia, milioni d’immigrati serviranno per “pagare le pensioni” di una popolazione autoctona sempre più anziana e in declino demografico.

Gli ordini dei padroni sopranazionali non si discutono. Si eseguono. La sinistra l’ha fatto contro i lavoratori, legalizzando ed estendendo la precarietà, elevando l’età pensionabile, privatizzando per licenziare e lo fa anche in questo caso. La mancata solidarietà europea, evidente in un’Italia che è stata lasciata sola ad affrontare l’”invasione” dal mare, non porterà all’uscita dall’unione per salvarsi. Chi si oppone è schedato come populista, fascista, razzista. Se Orban, in Ungheria, erige un muro allora è contrario all’accoglienza, è fascista e razzista, un vero bruto. Salvini tuona contro gli immigrati clandestini – per ragioni elettorali, di sondaggio e di consenso – e pur essendo sostanzialmente innocuo per il sistema, si dipinge come un mostro. Se lo fa Grillo, in procinto di tornare ai fasti televisivi allentando la presa su un cinque stelle utile solo al sistema, apriti cielo!

Il neocapitalismo ha “creato le condizioni” per spingere in Europa masse di disperati in fuga dalle ultime guerre, dalla barbarie sunnita (molto utile alle élite del denaro e della finanza), dalla devastazione cui è stata scientemente sottoposta buona parte dell’Africa. Dopo aver preparato il terreno – con centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi – si tratta semplicemente di “scagliare la bomba” contro le popolazioni del vecchio continente, per vincerne le resistenze, modificare l’organizzazione sociale e la loro stessa composizione. Una formidabile iniezione di instabilità, miseria, disperazione priva di coscienza politica, che metterà la parola fine al vecchio ordine sociale e farà prevalere una nuova plebe senza pretese, gradita a questo capitalismo finanziario e dimentica di ogni diritto.

Se questo è il gioco, i giocatori-decisori, prendendoci gusto e vedendo che funziona, intensificheranno ed estenderanno ancor di più, nei prossimi mesi, le ondate migratorie che sono state messe in movimento, devastando altri paesi oltre alla Siria e all’Iraq (Tunisia, Algeria, lo stesso Egitto, con oltre ottanta milioni di abitanti?). I governi europei collaborazionisti, soprattutto quelli affidati alla miserabile sinistra euroserva, continueranno con l’accoglienza ad libitum, lasciando che il fenomeno biblico “si governi da solo”, e quelli che si opporranno saranno sempre di più messi all’indice, tacciati di razzismo, di fascismo, di ogni crimine contro l’umanità e i diritti civili!

A questo punto, per evitare equivoci, è necessaria una precisazione. Il mio non è un discorso diretto contro gli immigrati che stanno arrivando a frotte, dalle coste nordafricane e dalla turchia di Erdogan. Personalmente sono convito che la maggioranza cerca soltanto di garantirsi e garantire ai figli un’esistenza migliore, fuggendo dalla guerra, dalla devastazione sociale e dall’indigenza indotta. Ciò non toglie che fra loro vi siano delinquenti e assassini, come l’ivoriano proveniente dal centro di accoglienza Cara di Mineo, che ha trucidato una coppia di pensionati settantenni in villa. Sicuramente ci sarà qualche infiltrato islamista, che arriva in Europa mescolato ai profughi per costituire o alimentare cellule “in sonno”, pronte ad attivarsi in ogni momento.

Il mio è un discorso contro questa sinistra, immonda all’inverosimile, legata mani e piedi alle sorti dei detentori del grande capitale finanziario, che se ne servono per i loro scopi come se fosse una toilette. Il mio discorso è contro il neocapitalismo finanziario che peggiorerà all’inverosimile le nostre condizioni di vita, per usarci nei lavori sottopagati, oppure per emarginarci e ucciderci. Dobbiamo individuare correttamente la fonte del male, per sperare in una cura efficace. Dobbiamo capire cosa si nasconde dietro i discorsi “di accoglienza”, che fanno i servi del potere finanziario, e chi è il vero nemico.

Fino a che punto si spingeranno, alimentando l’”invasione” che hanno provocato? Senza contrasti, fino a un punto di non ritorno, di smarrimento dell’identità dei popoli europei, di distruzione completa delle vecchie strutture sociali.

Con l’Europa, sommersa dall’onda dei disperati in fuga, scomparirà l’unica isola di vera civiltà nel mondo, in grado di ostacolare il progetto neocapitalista … e del liquame sinistroide che ne agevola la realizzazione.

Immigrazione e disperazione come arma, contro di noi di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-08-31T15:48:12+02:00da derosse
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35 pensieri su “Immigrazione e disperazione come arma, contro di noi di Eugenio Orso

  1. La cosa e’ stata pianificata almeno 30 – 40 anni fa. sempre bombardati che nero e bello et cetera.
    Come ci possiamo difendere ? Non possiamo.
    Tieni presente che magari saro’ un coglione, ma ho lavorato al Min Esteri e chiunque abbia lavorato al Foreign Affairs o State Department sa – che la Malesia e Indonesia. ai tempi dell’esodo causato dagli americani, per evitare i ‘barconi” pieni di collaborazionisti viet ma di origine cinese, queste due belle nazioni, si inventarono i “pirati” in realta’ appartenenti alla marina Malese e Indonesiana – che assalivano i barconi e depredavano tutti, poi gli stupri erano un bonus.
    I barconi fecero quindi rotta per l’Australia – dove i rifugiati furono accolti a braccia aperte da una popolazione gia’ da allora mezza rincoglionita dal politically correct ammerigano.
    Li’ poi
    anno creato un nocciolo duro di criminali, come i marielitos in Florida, e quando leggi: un “australiano” e’ stato arrestato e condannato a morte in Indonesia – vai a vedere i nomi e sono tutti vietnamiti. nipoti dei delinquenti che scappavano a suo tempo dal Viet Nam e che ironicamente ora abitano il quartiere – almeno a Sydney – dove una volta abitavano gli italiani – nome buffo. PARRAMATTA !
    Pare che adesso in Australia si siano rotti i maroni dei barconi e li fermano e li trainano in qualche desolata isola ad aspettare….

    • Per Ianzo

      In queste condizioni di idotizzazione/americanizzazione forzata della popolazione non ci possiamo difendere validamente. Anzi, moltissimi non comprendono neppure le implicazioni del problema.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Ma non si può risolvere tale processo di idiotizzazione perchè voi e le vostre idee sono vecchie e inutili e incapaci di intepretare il giorno d’oggi.
        Solo l’anarco-capitalismo può veramente a ragione definirsi una ricetta in grado di far fronte ai problemi del mondo.

        Più Ron Paul, meno Preve

        • Sei un troll, magari pagato da qualcuno per disturbare in rete, o soltanto una testa di cazzo ultraliberista?

          Non ho cancellato il commento, questa volta, ma se sei un insetto liberal-libertario vai a ronzare da un’altra parte, dove c’è la vostra merda. Non permetterti di citare Preve, anarco-capitalista dei miei coglioni!

      • Con 50 anni di ritardo la “sinistra” arriva laddove la “destra” era già arrivata da tempo, con l’unica, lodevole eccezione del glorioso Partito Comunista Francese.
        Quando Lasch scriveva che le elite si erano distaccate dal popolo in una sorta di “identitarismo cosmopolita di classe”, quando Raspail descriveva il cupo futuro dell’Europa, quando Debray elogiava il concetto sacrale, arcaico e paganeggiante di “confine”, i progressisti tacevano o insultavano.
        Anche in tempi recenti, se Salvini parla di immigrazione, anziché dire “su questo ha ragione” bisogna fare dei distinguo.

        • Per Matteo

          Posto che il progressimo aveva una matrice squisitamente borghese-capitalistica (quando capitalismo e borghesia procedevano appaiati), oggi i sinistroidi in molti casi credono alla globalizzazione buona(!), cioè alla “globalizzazione dei diritti”. Non si sono accorti, gli idioti, che la globalizzazione dei diritti avviene a ribasso, cancellando progressivamente i diritti dei lavoratori e delle classi dominate … Oppure, se alcuni di loro se ne sono accorti, hanno nascosto la testa nella sabbia, per non vedere. Per quanto riguarda specificamente le ondate di profughi, suscitate per destabilizzare l’ordine sociale a vantaggio delle élite finanziarie dominanti, costoro credono che l’accoglienza sia “di sinistra”, quindi buona, mentre il respingimento sempre e comunque “di destra”, quindi cattivo.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • ha ragione, è solo che leggere da un po’ di tempo a questa parte questi blog o comunque individui de sinistra, costituzionalisti (cioè che ritengono che la questione fondamentale sia tornare alla legalità liberaldemocratica che lei mi insegna sia una cazzata) alla Lameduck, Barra Caracciolo, D’Andrea e sodali, che tuonano contro gli esiti prevedibili (e previsti, dal suo maestro Preve, Iddio lo abbia in gloria) del capitalismo mi fa sorridere.
            Anzi, le dirò la verità, avendo frequentato anche per motivi accademici (prima di mettermi in proprio e mandare a quel paese tutta la disgustosa cricca cattocomunista italica): mi fa veramente scompisciare dalle risate, ora si rendono conto che l’importazione di manodopera allogena è un problema almeno (se non di più) importante quanto l’Euro.
            E tentano di correre ai ripari, maldestramente, perché non hanno la minima preparazione culturale.
            Forse lo troverà sgradevole, ma voglio essere sincero: a me fa ridere.

          • Per Matteo

            Il problema di fondo è che i flussi migratori, una volta attivati – in via naturale o anche artificialmente, come nel nostro caso – non si possono fermare di botto, ma si può cercare di gestirli, di limitarli nella loro entità evitando che si gonfino ancor di più (come accadrà puntualmente nelle prossime settimane …), in modo da riuscire almeno a diluirli nel tempo. L’interesse neocapitalista è quello di non gestire in tal senso i flussi, ma di lasciarli scorrere liberamente e, anzi, di alimentarli. A questo gioco distruttivo partecipa anche la merdosissima sinistra europide dei “diritti umani”, dell'”accoglienza”, del “sogno europeo”, della “democrazia”, in posizione subordinata rispetto alle élite occidentali che la manovrano.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  2. Io penso che ci sia un altro progetto che sia aggiunto agli intendimenti già citati dell’ulltraliberismo e dell’atlantismo nel favorire l’immigrazione verso l’Europa e trasformarla in qualcosa di simile all’Europa. Questo progetto, o meglio questo lato, questa declinazione del progetto è il risparmio e la semplificazione. Mi spiego: finora tutte le città europee condividevano i livelli di vita garantiti dallo stato sociale: strade pulite, buona sanità, buona scuola, giardini pubblici, tutte cose costose. Tutte le città erano al livello dei quartieri della classe media americana, ma questi livelli sono estremamente costosi e complicati. Già alcuni quartieri hanno perso tale livello, ad esempio le banlieu africane attorno a Parigi, e sono scese al livello dei ghetti americani. Se una città diventa ingestibile, il risparmio è notevole: le strade e i giardini possono andare in rovina, si può spendere meno per la scuola, per i servizi sociali, per la sanità. La protesta di un sottoproletariato depresso culturalmente e diviso razzialmente non è come la protesta di una classe media colta e politicizzata. La sola esigenza che rimane è l’ordine pubblico, ma basta isolare il ghetto, cosa non difficile, per esempio le polizie municipali americane stanno ricevendo dall’esercito blindati, elicotteri, mitragliatrici e droni. Da decenni c’è già il laboratorio per sperimentare mezzi e tattiche, che è Gaza.

    • Per Nieuport

      La società modello neocapitalista, che realizza la “perfetta” fusione fra democrazia e mercato, è proprio quella americana. Se questa è la matrice utilizzata per cambiare l’Europa, possiamo attenderci ovunque quello che tu prospetti. Rilevo che il “patto di stabilità” fra governo ed enti locali, per abbattere drasticamente la spesa pubblica, ci porta in questa direzione … Le strade sono notevolmente più sporche, lo sfalcio dell’erba nei giardini e spazi pubblici diventa più raro, le scuole cadono in pezzi e via discorrendo. Lo vediamo ogni giorno e ogni giorno notiamo un peggioramento.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Pingback: Il Re è nudo – terzapagina

  4. A proposito di immigrazione e della sua rappresentazione, vorrei sottolineare quella che è, a mio parere, la parte più debole e poco credibile di tale “narrazione” : i 5000, 10000 o 20000 (euro o dollari, è uguale) che ciascuno di questi migranti avrebbe sganciato per raggiungere il paese del bengodi. Un cittadino senegalese o ghanese, infatti, può chiedere un visto turistico (e gli verrà chiesto di dimostrare una certa disponibilità economica, che mi pare non manchi) o un visto per motivi di studio (e allora basterebbe pagare 2000 o 3000 euro di iscrizione pro forma a qualche università). Quindi, poniamo che io abbia 10000 euro per “coronare il mio sogno di libertà” (ed in Senegal sarei abbastanza ricco non dico da vivere di rendita, ma almeno per aprire attività imprenditoriali): perchè mai dovrei darli a quei gruppi criminali, con la certezza di essere derubato e la possibilità di perdere la vita, quando potrei venire in Italia (o in Danimarca, in Lituania, in Bulgaria) in aereo, nel pieno dei diritti e con almeno 6000-7000 euro in tasca? Questa è una delle maggiori contraddizioni della retorica immigrazionista, ed è in queste pieghe che bisogna colpire. Saluti a tutti, Moravagine.

    • Per Moravagine

      Forse è vero per alcuni, ma non per tutti e non per la maggioranza. Certo è che i più poveri devono lavorare anni e ricorrere alla colletta fra i numerosi familiari, per poter mettere insieme un paio di migliaia di euro. I siriani di fascia più alta, per sfuggire al massacro che l’avanzata jihadista promette possono permettersi di pagare qualche migliaio di euro, ma molti altri accumulano soldi per qualche anno, per riuscire a pagare gli scafisti … Da quello che mi risulta, la pericolosa traversata può costare sui mille e cinquecento euro, quindi molto meno di cinquemila.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Andrea Z.

      Una competizione fra l’occidente e la Cina, per “acquistare” l’Africa, o almeno il meglio … Va avanti da qualche annetto.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. Condivisibile l’idea dell’immigrazione di massa come arma scagliata contro la “vecchia Europa” anche perché, dopo un po’ di questo bombardamento, credo che bisogna essere ottusi per non accorgersene o estremamente disonesti per far finta di non accorgersene e continuare a proclamare “accoglienza, accoglienza!” Per questo, non potendo raggiungere i veri mandanti, prima che sia troppo tardi, bisogna colpire i loro emissari, giovani, meno giovani e anche vecchi, presenti tra noi, che si prestano al turpe doppio-gioco: raccontano le favole belle: la ripresa c’è, l’italia riparte e intanto predispongono il campo minato per far saltare gli ultimi brandelli di resistenza. O ci si libera dei traditori che, in modo più o meno occulto, brigano per cedere sempre più sovranità e si inverte questa tendenza o si avvereranno le previsioni più cupe. Saluti. Parmenide

    • Per Parmenide

      Più facile che le ire si rivolgano direttamente – ed esclusivamente – contro gli immigrati e, in parte, contro i volontari che li assistono, se monta l’insofferenza. Purtroppo non vedremo sedi del piddì devastate, bruciate, saccheggiate e attacchi all’ambascita usa e/o agli uffici della ue …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Ottimo articolo Sig Eugenio, deve solamente SMETTERLA di chiamarli Disperati&Affini, poiche’ vengano qua’ in Massa x essere MANTENUTI a VITA e peggio ancora x fare a VITA quello che gli Pare !

    • Per Guido

      (Basterebbe Eugenio, ma se proprio si vuole preceduto da dottor …)

      Dobbiamo uscire dalle generalizzazioni. Ci sono ovviamente alcuni che cercano la “scorciatoia”, cioè fidano sul mantenimento, di lungo periodo se non a vita, e fanno ciò che gli pare. Molti altri cercano un lavoro e una sistemazione decente, questo lo posso assicurare. Piuttosto, ricordiamoci che molti in arrivo sono islamici, in gran parte sunniti, e sono questi che possono provocare i maggiori problemi …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. Per Moravagine ma non solo – ovviamente – Non e’ che se raccatti i soldi per il viaggio ed i soldi per l’iscrizione ad una Universita’ cio’ ti ti da automaticamente diritto al visto. Devi dimostrare – triste ma vero – di non essere un morto di fame e che finito il corso di studi, rientrerai nel tuo paese.
    Un benestante vero se ne va a studiare in Ammeriga e non in Italia – come fai a seguire le lezioni se non parli italiano ? Lingua parlata solo/parzialmente in Italia e Ticino .
    Ora, con il Giubileo, verremo inondati da milioni di poveracci, che hanno saputo aspettare e i 5000 dollaroni, invece di darli agli scafisti, li danno al vescovo locale – i vescovi sono presenti in quasi tutti i paesi musulmani, poi il nunzio apostolico – dopo aver preso la sua parte che andra’ all’ opera di San Pietro, appone il timbro sulla lista, la lista poi – gia’ concordata con il Min Esteri – arrivera’ all’ambasciata o consolato che sono tenuti a rilasciare il visto anche se sentono puzza di imbroglio, altrimenti il Min Esteri che e’ un dipendente del Vaticano, ti cazzia e ti puo’ rovinare la carriera.

    • Ad Eugenio Orso e a Lanzo:
      io mi riferivo proprio allo iato fra la realtà e la sua rappresentazione. “Dimostrare di non essere un morto di fame” significa dimostrare di disporre di un conto corrente con una certa cifra minima stabilita dalla legge. Sono regole in vigore anche per un italiano che si reca in paesi che non hanno accordi con l’Italia: mi è capitato di viaggiare in diversi paesi del Sudamerica, ed in alcuni di questi veniva richiesto, per la concessione del visto turistico di un mese, l’esibizione di un biglietto che attestasse l’abbandono del paese entro una certa data (esempio:entro in Perù il 1/9 ed esibisco un biglietto aereo Lima-Caracas per il 28/9), mentre per il visto semestrale occorreva dimostrare una disponibilità di almeno 5000 dollari. E’ chiaro che se ho intenzione di restare, all’atto pratico, non me lo impedisce nessuno. Per quel che riguarda l’università, poi, il mio discorso non era relativo alla sola Italia: se ci tengo a venire in Europa, ho a disposizione almeno 28 tentativi (più la Svizzera, San Marino, l’Albania ecc.).
      Ad ogni modo, delle due l’una: o il viaggio è molto più economico (lo stesso balletto di cifre, 15000, 3000, 5000 sta lì ad indicare che non è tutto chiaro), se non addirittura incentivato, oppure a partire sono i ricchi, quei “giovani borghesi africani” di cui ha parlato un leghista e di cui si parla negli articoli di lameduck. Saluti, Moravagine

  8. Pingback: Anonimo

  9. Come sai, ho parlato apertamente di “bombe umane sui Balcani” e guarda caso, sono ad opera degli stessi che spararono, a suo tempo, bombe vere durante i 180 gg di bombardamenti contro la Serbia.
    Sono sostanzialmente d’accordo con lo spirito del tuo post, ma aggiungo una cosa circa gli immigrati e non solo su chi ce li invia. Scontato che questi ultimi siano i principali responsabili.
    Tuttavia, chi si presta a fungere da “proiettili umani” non può essere considerato innocente. E’ questa un’amara verità della quale prima o poi occorre tenere conto.

    • Per Nessie

      Il discorso sulle “complicità” individuali degli immigrati è complesso. Molti scappano, con l’aiuto delle famiglie e delle tribù, per non essere arruolati dagli islamisti, dagli eserciti regolari, da boko haram, dai taliban, eccetera, e rischiare di morire in guerra. Moltissimi siriani, più di un milione, non sono arrivati in Europa, ma si sono fermati nei paesi confinanti – Libano, Giordania, persino in Iraq – nella speranza di poter un giorno tornare in Siria. Le realtà sono varie e le responsabilità individuali difficli da attribuire, in queste situazioni …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Infatti non parlavo di responsabilità individuali, ma collettive. Ti assicuro che molti di costoro sbarcano già armati delle loro “carte dei diritti”, messe opportunamente in tasca da ong e onlus dell’Onu. Come questi recenti episodi di clandestini al CARA:

        http://www.ilgiornale.it/news/cronache/strasburgo-ci-condanna-3-clandestini-cara-1165210.html

        non trovo giusto che quanto a noi è costato sudori e sangue per generazioni (parlo di quel poco di welfare ancora rimasto in piedi) debba essere elargito gratis in nome della povertà universale. Di fasce di povertà nel mondo ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno, e non è un mistero che esiste l’industria del “guilty feeling” presso i paesi detti più evoluti.

        • Per Nessie

          Conosco l’argomento: ong e Soros.
          Così come hanno manovrato, da noi, gli idiotizzati, che hanno sostenuto contro i loro interessi vitali i Quisling della troika (Monti il salvatore d’Italia, Renzi in luna di miele con gli italiani), sono perfettamente in grado di manovrare anche le masse di profughi da loro generate (naturalmente con l’aiuto dell’isis, dell’infame turchia e dell’industria criminale degli scafisti) per dirigere il tiro con precisione contro le popolazioni Europee. Il fatto è che governi come quello italiano non possono affrontare, anche duramente, il problema, perché fanno parte del gioco e devono garantire “l’accoglienza”. Le notizie che arrivano fanno presumere, però, che potrebbe svilupparsi un grande caos ingestibile, persino in germania, e ciò potrebbe minare la stabilità dei governi euroservi. Con quali sviluppi? Difficile dirlo, ma è possibile che emergano in situazioni di estrema difficoltà forze alternative determinate a cambiare radicalmente politica (non soltanto in relazione all’immigrazione …).

          Cari saluti

          Eugenio Orso

    • Vero.
      Nei fatti, la retorica pietistica radical-chic e colpevolizzante genera questa strana serie di cortocircuiti logici noti come “politicamente corretto” che è quella cosa per cui se sei bianco, maschio ed eterosessuale sei nella ristretta categoria dei malvagi a prescindere, se sei qualunque altra cosa sei buono a prescindere.
      Ora, a me di fare il cattivo mi va anche bene, così i buoni che amano tanto la democrazia, il mercato, i diritti civili possono risaltare anche meglio per contrasto.
      E non nascondo, con notevole cattivismo, che un attentato islamista a questo pseudo papa mi farebbe sorridere.
      Purtroppo esiste anche quel minimo senso di realtà che mi dice: chi scappa lasciando la famiglia indietro è una merda.
      Lo è lui, non io.

      • Per Matteo

        Come ho già scritto, la situazione è molto complessa e varia. Spesso sono le famiglie che raccolgono soldi e contraggono debiti per far fuggire i figli maschi in età di combattere (Afghanistan, ma anche Siria), onde evitare che li uccidano … In altri casi, il viaggio lungo e pericoloso può essere affrontato solo da maschi adulti, che poi, se raggiungono la meta, cercano di soccorrere le famiglie. C’è anche chi scappa lasciandosi gli altri indietro. I galeotti evasi e gli assassini, in molti casi, si arruolano per uccidere e fare bottino, però alcuni finiscono da noi.
        Io non sono buonista né cattivista e cerco di vedere le cose nella giusta luce. Pur essendo bianco, maschio ed eterossessuale non ho sviluppato sensi di colpa e non è per questo che devo sentirmi malvagio …

        Cari saluti

        Eugenio Orso

  10. Purtroppo non c’ero negli anni ’30, ma il boomerang del caos potrebbe essere anche una rinasciata di sentimenti “nazionalisti” in tanti stati Europei, senza essere complottisti e dire che siamo da capo…
    Gli ingredienti cominciano ad elencarsi uno dopo l’altro, la crisi economica in primis e già in giro per l’Europa i primi gruppi intolleranti…
    D’altronde in un paese come la Germania la gente nazionalista esiste ancora, come in altre parti d’Europa.
    La scintilla potrebbe partire dalla francia, ma le elezioni presidenziali sono solo nel 2017, probabilmente il colasso avverrà prima se non si prendono provvedimenti seri.

    Saluti

    • Per Jean

      Il nazionalismo è un’ideologia otto/novecentesca. Ha funzionato bene in occasione della prima guerra mondiale, mobilitando i quadri militari dei paesi in guerra. La “nazionalizzazione delle masse” di Mosse è però un fenomeno che abbiamo alle spalle. Vero è che una reazione di stampo nazionalista, o meglio neonazionalista, può verificarsi in alcuni paesi europei come risposta a questo problema, mixato con la crisi strutturale neocapitalista. Si metterà all’indice l’incapacità degli attuali governi europei, apparentemente non in grado di governarlo, e la loro mancata difesa degli interessi vitali degli autoctoni, chiedendone le dimissioni. Tuttavia, l’incapacità di governare il fenomeno è, in buona parte, solo apparenza e i governi europei, tributari del grande capitale finanziario e della classe globale occidentale, agiscono scientemente contro l’interesse dei popoli per modificare le strutture sociali in Europa, nonché la composizione della popolazione. Lo ordinano i “Mercati&Investitori”! Nel caso di rivolte degli autoctoni – ispirate da un neonazionalismo che le emergenze e le difficoltà potranno alimentare – ci sarà demonizzazione mediatica battente, criminalizzazione di coloro che oseranno negare “l’accoglienza” e, probabilmente, dure repressioni poliziesche. Questo perché l’obbiettivo dei governanti europei – se escludiamo Orban e poco d’altro – è quello dei loro padroni, cioè delle élite finanziarie globali, che esigono la soietà meticciata e il lavoro flessibile sottopagato senza diritti. La mia previsione, nel caso che le popolazioni europee “alzino la testa” e si ribellino ai governi in carica, è che alla fine vincerà la repressione e l'”iniezione” di instabilità e miseria che le ondate di profughi comportano continuerà. La realizzazione del progetto criminal-demiurgico neocapitalista procede spedita, anche in Europa.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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