DE MMT-IZZAZIONE (Il Poliscriba)

Primi due principi politici di Tood: 

Qualunque cosa ti dicano, non ti stanno dicendo la verità.
Di qualunque cosa parlino, stanno parlando di soldi. 

da “La legge di Murphy” sulla politica e l’econo-murphologia. 

Il capitalismo si comporta come deus ex machina produttore “illimitato”, nel tempo e non nello spazio – per ovvi limiti intrinseci della natura – , di merce. 

Ogni merce è divenuta sistema di ri-produzione nella cosiddetta forma dell’automovimento del denaro.
Questa forma è una oscillazione di elementi in contrapposizione che hanno generato la storia della modernizzazione borghese, in cui gli elementi statalisti e quelli monetaristi – teorie monetarie incluse – si alternano e/o si compenetrano tra di loro, costantemente. 

Le teorie economiche della convergenza, alle quali appartiene anche la MMT che fu sponsorizzata in buona fede da Paolo Barnard (oggi un po’ meno in attesa di un Reddito di Cittadinanza)  esprimono infatti il concetto che lo Stato e il Mercato si influenzano reciprocamente, senza equilibrio e senza integrazione

Il conflitto insanabile tra Stato e Moneta si fa sempre più evidente nel momento in cui avviene una presa di forza istituzionale da parte del primo, per  correggere le storture della circolazione della seconda e il contrasto furioso e ostile tra loro che conduce fino all’annientamento e alla catastrofe sociale. 

I soggetti che nascono e si sviluppano in seno allo scontro tra Stato e Mercato (l’aspetto merce della forma denaro, cioè  il risultato tangibile delle Repubbliche democratiche fondate sul lavoro e il bacino costante della disoccupazione strutturale) non hanno coscienza di essere gli artefici della propria autodistruzione: sono vittime, la plebe da tenere buona che dovrà essere oggetto di elemosina, leggi sussidio di disoccupazione esteso fino al limite di età della pratica dell’incazzatura, e non della sua teoria da tastiera. 

Nella fase storica in cui ci troviamo in Occidente,  il Mercato, che in Italia ha il suo cane da guardia nel PD di matrice amerikana (avvezza all’uso del sussidio dalla creazione delle riserve indiane, e per sedare parte della forte disoccupazione negra postsecessione e postindustriale),  subordina ogni valore umano allo scopo precipuo di produrre più denaro dal denaro originario.
Denaro elettronico, utilizzato per speculazione finanziaria, in parte preponderante e per la produzione di merci assemblate  nei paradisi della manodopera schiavistica diffusa e non sindacalizzata, a basso impatto fiscale.
Questo Mercato ultraliberista avoca a se stesso le istituzioni che legiferano, quindi i Parlamenti, al fine di ottenere il controllo sulla moneta, cercando di sanare la contraddizione che lo contrappone allo Stato e alle rivendicazioni sociali dei lavoratori-cittadini.

La scissione interna del soggetto tardo-capitalista, produttore/consumatore di merci o beni/servizi, si manifesta nella sua dissociazione schizofrenica di protettore e diffusore del denaro al soldo del Mercato e di cittadino come appartenente allo Stato.
Lo Stato, come il denaro, crea forme di alienazione sociale sempre più estese. Storicamente è il soggetto giuridico che ha partorito il proto-capitalismo dopo la dissoluzione feudale della servitù della gleba, l’accentramento fondiario delle nobiltà europee e la sopraffazione dei cardini rivoluzionari di libertà, fraternità  e uguaglianza, attraverso   il Bonapartismo e la Restaurazione (mai conclusasi).
Con le guerre imperialiste, la forma Stato si è resa gendarme della grande accumulazione di ricchezza capitalista del XX° secolo, attraverso la contrattualizzazione del lavoro schiavistico dipendente, fino al crollo del socialismo reale e alla dissoluzione della forza di contrasto sindacale nelle “democrazie mature”, diluitasi, in tutto il mondo produttivo, nella concertazione e quindi nella progressiva inefficacia. 

Lo Stato è ancora immanente e parte integrante del capitalismo mercantile/finanziario – quest’ultimo emanazione dello scambio di merci reali, ma sempre di più immateriali –  e interviene sempre e comunque, anche in forma di aggregazione federale, Unione Europea, BRIC, OPEC, etc… tramite fattori normativi più o meno coercitivi, alterando i prezzi delle merci e l’equilibrio tra domanda e offerta di beni, creando disparità tra import e export in risposta al rallentamento dell’ auto-movimento del denaro.
Rallentamento dovuto, per lo più, a settori considerati improduttivi: ricerca, smaltimento dei rifiuti, assistenza sociale e sanità, educazione, riparazione dei processi distruttivi sociali ed ecologici, urbanistica di alto contenuto architettonico, beni storici, rendendoli appetibili al Mercato, quindi all’iniziativa privata, allontanandoli dalla sua sfera d’influenza decisionale, ma non esattoriale. 

La creazione di moneta dal nulla e l’iniezione di liquidità come strumento anti-crisi, in contrapposizione al modello Keynesiano che mirava a uno statalismo progressivo in difesa del welfare-state, cercando di non incrementare eccessivamente l’inflazione monetaria tramite l’utilizzo sensato del tasso di sconto del denaro, fanno sempre parte di un approccio razionale e ragionieristico del problema centrale che, per ora, nessun pensatore vuole affrontare: la de-monetarizzazione ovvero la moneta come strumento e non come fine di ricchezza. 

La moneta dovrebbe quindi progressivamente perdere il suo valore di veicolo di potere, per divenire funzione della merce e non segno distintivo di appartenenza di classe. Nessun approccio o teoria monetaria che non s’impegni a svuotare la moneta di valore, mutandone il segno da + a -, si può considerare nuova o esterna al capitalismo e allo statalismo. 

La democrazia non si basa sulla moneta ed è un errore tipico delle analisi tardo-capitaliste, collocare la teoria monetaria alla base dei rapporti sociali, quantificando e analizzando in forme matematiche complesse il processo di “sostituzione” della realtà intera, con il denaro.

Un processo che il Mercato vuole, studia, ricerca incessantemente e attua, cercando di superare la contraddizione più difficile da sanare al suo interno: la relazione alienante tra l’uomo-merce e la merce stessa.

DE MMT-IZZAZIONE (Il Poliscriba)ultima modifica: 2015-06-06T20:34:02+02:00da derosse
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