Gli spaccatutto contro l’Expo del piddì di Eugenio Orso

Ultime da Milano, capitale economica: Expo inaugurazione, con tanto di Vip, da Carla Fracci a Giorgio Napolitano, e guerriglia urbana per le strade, ma un po’ all’acqua di rose, per fortuna, perché non siamo ancora in Siria. Infatti, non si notano cadaveri sul selciato.

Se è vero che “Oggi inizia il futuro”, come ha dichiarato Matteo Renzi inaugurando la sua sfavillante vetrina elettorale, ecco le prime avvisaglie del futuro che ci aspetta che attraversano le strade di Milano.

Il panorama è desolante, perché nelle vie non ci sono stand da sogno, le creazioni fantasiose di architetti del domani e salmerie a volontà, ma automobili in fiamme, cassonetti rovesciati, vetrine sfondate e rottami ovunque. Questa è la realtà che quando si può Renzi e il piddì preferiscono ignorare. Si parla di undici feriti fra gli sbirri e di una decina di arrestati.

Le barricate per le strade ricordano i Moti del Pane del 1898, con qualche differenza: al posto delle tegole lanciate dai tetti gli spaccattutto utilizzano altri munizionamenti, e non c’è, per ora, un Bava Beccaris pronto con i cannoni. Un panorama che non è ancora quello di Aleppo, perché i Kalashnikov tacciono, ma in compenso fischiano i lacrimogeni.

Dietro la facciata di cartone dell’Expo, elegantemente definita camouflage, ci sono i gravissimi problemi sociali che devastano il paese, ai quali Renzi e il piddì non sono del tutto estranei. Gli spaccatutto che hanno imperversato per le strade di Milano annunciano come uccelli del temporale quello che potrà accadere, quando la rabbia a lungo compressa, accompagnata dalla disperazione di chi non vede più un futuro, esploderà come una bomba, deflagrando nel paese.

E pensare che il piddì ha comprato valanghe di biglietti della sua festa, per darli come omaggio generoso alle giovani matricole che si iscrivono al partito! Cosa che non interessa agli spaccatutto e troppo poco per i giovani disoccupati, che vedono nero davanti a sé.

E’ vero, stramaledetto Renzi che parli per slogan ingannando un popolo orbo e sciancato: inizia oggi il futuro e gli spaccatutto del No Expo, in azione per Milano, non sono che l’aperitivo …

Gli spaccatutto contro l’Expo del piddì di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-05-01T20:22:46+02:00da derosse
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9 pensieri su “Gli spaccatutto contro l’Expo del piddì di Eugenio Orso

    • Per Valdo

      Ho visto il video e devo dire che c’è un piccolo passo in avanti, ma purtroppo non basta. Fin tanto che non ci saranno azioni più decise (un po’ di immaginazione per capire …) contro le sedi del piddì e i piddini, sentendosi protetti dagli sbirri e sapendo di non correre grossi rischi, la maggioranza dei piddini resterà dov’è, continuando a collaborare con i nemici del popolo.
      In giro c’è sicuramente un po’ di consapevolezzaza in più rispetto al passato, ma ciò che manca è l’organizzazione. Tornare alla realtà significa anche appropriarsi le piazze, le strade e i luoghi reali (spazzando via i circoli del piddì, naturalmente). Per far questo, però, ci vuole una forza bene organizzata, con un programma e dei quadri, perché lo “spontaneismo di massa” non basta.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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  2. I black bloc, gli stessi del G8 di Genova 2001, a me più che avanguardie della rivolta sembrano agenti militari o paramilitari infiltrati per far degenerare le manifestazioni pacifiche e dar così adito al Potere di trattare il dissenso come problema di ordine pubblico. Il fatto che non ci siano stati arresti di massa è eloquente. Se poi questi soggetti, come a Kiev, Daraa, Bengasi e altri luoghi vogliano e possano innescare guerre civili, questo non ci sono elementi per affermarlo.

    • Per Salvo

      Ho scritto gli uccelli che annunciano il temporale, infatti, non avanguardie della rivolta. Indubbiamente, black bloc a parte, i riots in situazioni sociali sempre più difficili (per essere moderati) sono sempre pronti a scoppiare. Basta che ci sia l’innesco. Chiaro che l’aumentare della tensione e episodi di “devastazione” sempre più frequenti porgono il destro per rincrudire la repressione ed estendere il controllo poliziesco …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Parto da una premessa (banale): la violenza è il superamento del confronto dialettico, ma è pur sempre un “linguaggio” che va interpretato.
    Stando alla composizione antropologica degli elettori italiani, sembrerebbe che la maggior parte degli anziani (over 55) sia orientata verso il PD, mentre i giovani sono fra i maggiori sostenitori del M5S.
    Detto ciò, e se è vera la premessa, qual è la deduzione più immediata che se ne può trarre se non che il M5S ha fallito sia nel porsi come interlocutore credibile agli occhi dell’elettorato più giovane, sia come (presunta) valvola di sfogo, sia come alternativa possibile a formazioni di estrema destra. Salvini, dal canto suo, commenta così l’intervista ad un giovane contestatore: “Che pena dareste a questo imbecille?”. Ragazzi, se cercate un interlocutore credibile, lasciate perdere Mr. Ordine&Disciplina….

    • Per Maurizio

      Il discorso tuo, in soldoni, è “a quale santo i giovani dovrebbero votarsi?”, se Grillo/Casaleggio e i loro hanno fallito e Salvini è Law&Order?
      M5s sta comodamente assiso in parlamento (da due annetti!) e si è rivelato utile solo al sistema, narcotizzando una (eventuale) protesta di massa e rilasciando periodicamente parlamentari (con espulsioni e defezioni) a vantaggio dei collaborazionisti della troika.
      Salvini non esprime un programma preciso e coerente, ma “spezzoni” di programma – alcuni dei quali accettabili – e, inoltre, è consenso-dipendente, perchè ancora fa l’occhiolino a un elettorato che fu di centro-destra del quale deve rispettare le “pulsioni”, per non parlare dell’esigenza di non perdere il consenso dei vecchi leghisti.
      Il problema dei problemi è che una vera forza di opposizione, bene organizzata, dotata di quadri agguerriti e di un programma politico veramente alternativo (a quello neoliberista della troika!), oggi in Italia non esiste, neppure fuori dal parlamentarismo liberaldemocratico.
      Fino a che non comparirà sulla scena una forza siffatta, non ci sarà un santo al quale votarsi, né per i giovani né per gli anziani …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Ultime sull’Expo del piddì:

    (ANSA) Expo: Pisapia, Milano reagisce e risorge
    Daremo un messaggio a tutto il mondo, città aiuterà per pulizia

    (ANSA) – MILANO, 2 MAG – “Milano reagisce con grande unità di intenti” e “risorge rispondendo no alla violenza”: lo ha detto il sindaco Giuliano Pisapia sulle violenze di ieri. “Saremo uniti e forti – ha aggiunto – e daremo un messaggio a tutto il mondo contro una violenza che Milano non può accettare”. “Oggi chiameremo tutta la città – ha spiegato – a dare un contributo per pulirla da scritte indegne per una società civile”. Un appello a cui “Milano ha già aderito per restituire una città pulita ai visitatori”.

    Cazz! Chiameremo tutta la città a dare un contributo per pulire Milano (dopo il No Expo …), dice il pagliaccetto sinistroide politicamentecorretto Pisapia, probabilmente perché i continui tagli ai trasferimenti agli EELL, nonostante lo strangolamento dovuto alle crescenti imposte e tasse comunali, non consentono più di avere le risorse per ripulire il centro urbano, o parte di esso … Quindi volontariato, gratis, con la patetica scusa del senso civico, della difesa della democrazia, del no alla violenza … Bisogna assolutamente ripulire la vetrina elettorale di Renzi, quindi rimboccatevi le maniche! Proprio una bella merda, il Pisapia!

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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