Antifascismo per il controllo euro-atlantico della piazza di Eugenio Orso

Se per le boriose sub-élite italiche, legate mani e piedi al sistema euro-atlantico, ci sono le Leopolde e le cene da mille euro, per il bestiame democratico, progressista, “ben pensante” ci sono i circoli del pd. Le sub-élite popolano sale congressi, ristoranti di lusso e vecchie stazioni ferroviarie restaurate, il bestiame idiotizzato (semi-colti in buon numero ivi compresi) è sparso a pascolare sul territorio e ha come ricoveri le sedi piddine, ma con l’aggravarsi della situazione sociale le piazze rischiano di restare scoperte, in preda a una possibile protesta popolare anti-renziana e anti-troika.

Per ovviare all’inconveniente di cui sopra e per un controllo totale del territorio, ecco che può tornare utile, una volta di più, lo spauracchio del fascismo (defunto nel 1945, per chi non lo sapesse) da fronteggiare con l’antifascismo militante, sinistroide e fuori tempo massimo. Dopo i disordini in Roma, orchestrati dai centri sociali contro il “fascista”, leghista e razzista Matteo Salvini (un soggetto pericoloso che le ha proprio tutte, peggio di Genny la carogna!), adesso è la volta di Genova, dove Salvini deve tenere un comizio, naturalmente “fascista”, in vista delle elezioni regionali. Anche qui i solerti centri sociali, auto-elettisi rappresentanti di una non ben identificata “Genova antifascista”, marciano verso il teatro in cui il tristo Matteo – si badi bene, Salvini e non certo Renzi! – deve fare il suo comizio. Un normalissimo comizietto elettorale nel solco della liberaldemocrazia, e non la nuova San Sepolcro!

Mi chiedo se costoro – gli “antagonisti” – sono scampoli di proletariato industriale d’altra epoca, e per tale motivo non riescono a comprendere la realtà sociopolitica in cui viviamo …

Forse, ma è più probabile che siano, nei fatti, fiancheggiatori di quella sinistra, euroserva e neoliberista, che tiene in pugno istituzioni, governo ed enti locali con la benedizione delle aristocrazie finanziarie. Se così fosse – e così purtroppo è – i figuri in questione sono più utili a Soros che alle classi dominate, più vicini a Draghi e Juncker che ai pensionati e ai disoccupati. Anche loro, sia pur non scopertamente come i Poletti o gli Alfano, fanno il gioco dei padroni di Renzi!

Si dirà che scrivo queste cose perché sono anch’io “fascista”, come e forse più di Salvini. Certo, l’accusa di fascismo serve per demonizzare ed esorcizzare qualsivoglia discussione sui contenuti politici. E’ molto comodo – per il sistema, per chi lo serve e per chi ne beneficia – accusare di fascismo chiunque si opponga all’assolutismo della “democrazia di mercato”, all’eurismo folle della nomenklatura europoide, alle guerre “umanitarie” dell’alleanza atlantica, lanciando l’anatema e mettendolo fuori gioco. E’ dal dopoguerra che questa storia va avanti, e le accuse di fascismo, che hanno il solo scopo di zittire il dissenso, si sprecano. Ad esempio, quando il Pci stava diventando socialdemocratico e del tutto interno al capitalismo, per gli operai “catechizzati”, in genere più a sinistra dei loro dirigenti politici e sindacali, le Brigate Rosse erano semplicemente “fascisti rossi” e non veri rivoluzionari, che assalivano militarmente il cuore dello stato e cercavano di spaccare un Partito Comunista sempre più filo-capitalista e filo-atlantico. Così diventava impossibile, per gli operai, dialogare con i brigatisti e comprenderne le ragioni. Oggi, in un ambiente sociale profondamente diverso, la criminalizzazione delle alternative politiche all’unica politica neocapitalista (e di pensiero in alternativa al pensiero unico) è la via più comoda per mantenere un controllo integrale sulla società, estromettendo chi si oppone.

Se l’accusa di “fascismo” in assenza di fascismo è del tutto strumentale, c’è da chiedersi se non ci sia del buono nelle politiche proposte da Salvini, o addirittura da Casa Pound e Forza Nuova. Sicuramente ci sono elementi di opposizione allo status quo imperante, che i solerti centri sociali – così attivi contro i “fascisti”, ma non altrettanto contro Renzi e la troika – non intendono mettere seriamente in discussione. Ne consegue che Salvini, chiedendo almeno a parole l’uscita dall’euro e la revoca delle sanzioni contro la Russia, è più vicino agli interessi delle classi dominate di quanto lo siano i militanti dei centri sociali e i superstiti della cosiddetta estrema sinistra, persi nel loro delirio antifascista che li pone fuori dalla storia (e al servizio di Soros).

Oggi ci è finalmente chiaro che l’intera sinistra, così come si è trasformata negli ultimi decenni, è al servizio del neocapitalismo. Una parte sta al governo (Renzi), una parte finge opposizione parlamentare e/o interna al partito collaborazionista (Bersani, Cuperlo, Civati, Fassina, Vendola) e una parte, detta grottescamente “antagonista”, vigila sulle piazze in funzione antifascista (i centri sociali contro Salvini). Così acquisiscono il controllo totale della situazione, sorvegliano ogni angolo della società, e i Mercati & Investitori possono dormire tranquilli …

Trattando seppur di sfuggita la questione fascismo, che torna come un fantasma a settant’anni dalla sua morte, non posso che riandare con la memoria alle lezioni del mio Maestro, lo scomparso Costanzo Preve. E’ lui che meglio di ogni altro (io compreso) ha sviluppato l’argomento nel saggio Elementi di Politicamente Corretto. Conviene chiudere con le parole di Costanzo, per rinfrescarci la memoria e illuminare anche i più distratti:

“Il mantenimento illimitato di un antifascismo cerimoniale in assenza completa di fascismo è la peste ideologica peggiore del paesaggio culturale italiano, peggio del berlusconismo, eccetera. Mi rendo perfettamente conto di stare dicendo qualcosa di inaccettabile per l’italiano di sinistra medio, pio e politicamente corretto, ma in un caso di gravità come questo non sono possibili mezze misure: l’antifascismo in assenza completa, evidente e conclamata di fascismo è la peggiore peste ideologica dell’Italia di oggi. [ … ] L’antifascismo in assenza completa di fascismo è in realtà un meccanismo ideologico pestifero per impedire la valutazione dei fatti attuali. La costituzione italiana è stata distrutta per sempre nel 1999 con i bombardamenti sulla Jugoslavia, e da allora l’Italia è senza costituzione, e lo resterà finché i responsabili politici di allora non saranno condannati a morte per alto tradimento (parlo letteralmente pesando le parole), con eventuale benevola commutazione della condanna a morte a lavori forzati a vita. Eppure, questi crimini passano sotto silenzio, perché si continuano ad interpretare gli eventi di oggi in base ad una distinzione completamente finita nel 1945. [ … ] Inoltre, l’antifascismo in assenza completa di fascismo permette il “gioco dei faccioni”, per cui nella casella vuota chiamata “fascismo” è sempre possibile mettere figurine di fascisti sempre nuovi (Almirante, De Gasperi, Scelba, Fanfani, Craxi, le Brigate Rosse, Berlusconi, eccetera). Con l’arrivo dell’americanismo (gli USA, la potenza antifascista che ci ha liberati), della religione olocaustica (il fascismo antisemita e sterminista delle leggi razziali), ed infine la teologia dei diritti umani (e cioè Ahmadinejad fascista, Mugabe fascista, Milosevic fascista, eccetera) la continuazione dell’antifascismo in assenza completa di fascismo è destinata a fiorire gloriosamente”.

Il meccanismo ideologico individuato da Costanzo Preve è sempre attivo, solo che adesso il “fascista” di turno, dopo Silvio Berlusconi, è Matteo Salvini, oggetto in tutta Italia delle attenzioni dei centri sociali di vario nome (che però dedicherei in blocco a George Soros …).

Ah, quasi dimenticavo! Per chi non lo sapesse Preve era marxiano e comunista, anche lui accusato subdolamente di fascismo, o meglio, nel suo specifico caso di rosso-brunismo (il che è più o meno lo stesso).

Antifascismo per il controllo euro-atlantico della piazza di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-03-07T19:26:42+01:00da derosse
Reposta per primo quest’articolo

11 pensieri su “Antifascismo per il controllo euro-atlantico della piazza di Eugenio Orso

  1. Buongiorno Eugenio. A mia insaputa anche io sono diventato fascista per i compagnucci della parrocchietta, ormai non più miei amici. Sono fascista perché sono contro l’euro e questa europa, sono diventato fascista perché ho preso posizione nel conflitto ucraino contro europa e stati uniti a favore di Putin, sono fascista perché ho detto che i diritti cosmetici servono a dividere e sottomettere i lavoratori, sono fascista perché contro gli ebrei in quanto antisionista, sono fascista perché sono contro queste folli politiche di immigrazione, e questa tratta degli schiavi creerà ulteriore conflittualità sociale.Che epoca! Intrigante e confusa, dove causa e effetto si scambiano i ruoli e loro , i potenti, possono, tranquillamente, fare i loro porci comodi. Staremo a vedere. Saluti.

    • Per Claudio

      Non so quali ambienti frequenti, a quale generazione appartieni e quale sia la tua condizione sociale, ma è chiaro che il “piddismo” euroservo e filo-atlantista domina quasi ovunque. Se esci dallo steccato in cui pascola il bestiame piddiota e sinistrese, diventi automaticamente oggetto di riprovazione e anatemi (e anche di discriminazioni sul posto di lavoro e nella società in generale). Questa è la sostanza della loro democrazia liberale. Per cui, se ti opponi apertamente argomentando sensatamente sei “fascista”, populista (mix di fascismo e comunismo), razzista, xenofobo, “comunitarista” (anche questo per loro può diventare un insulto invalidante), eccetera. Costanzo Preve era tacciato di rosso-brunismo e io … anche! Come mi ha insegnato Costanzo (forse sai chi è stato), il novecento, bollato da neoliberisti e neoliberali come secolo delle guerre e degli orrori (il male assoluto era il nazifascismo e il comunismo staliniano l’utopia sanguinaria), è un grande giacimento di materie simboliche alle quali attingere. Infatti, è da lì che attingono ancora a piene mani l’antifascismo in assenza assoluta di fascismo. A ben vedere, si tratta di uno strumento oligarchico-neocapitalista di dominio e controllo della popolazione, che i collaborazionisti della troika e la sinistra euroserva utilizzano, assieme all’idiotizzazione socio-politica della popolazione e al “pacifismo strumentale” (che genera i “pacifinti”). Perciò, niente di strano che ti abbiano messo all’indice … Il meccanismo funziona così!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Pingback: Costanzo Preve | bondeno.com

  3. Il vero fascismo, dovrebbe essere ormai evidente a tutti, è il neoliberismo.
    Non a caso in questo sistema è più avanti il Cile, paese dove le teorie macroeconomiche della Scuola di Chicago sono state per la prima volta messe in pratica dal 1973 dall’allora dittatore Pinochet.
    Sull’eterodirezione dei centri sociali da parte di Soros, penso che sia un’ipotesi realistica. In fondo erano infiltrate e manovrate le BR, abbiamo avuto la rivoluzione colorata del popolo viola contro Berlusconi, insomma non ci sarebbe niente di nuovo.

    • Per Salvo

      Spiego il mio punto di vista.
      Il fascismo non è il neoliberismo, perchè appartiene a un’altra epoca storica, in cui il capitalismo era molto diverso dall’attuale, con diversità tali da configurare una “rottura di Evo” e un diverso modo storico di produzione sociale. Il fatto che il neoliberismo è assolutista ed esclude dalla decisione politica le masse è legato alla natura e agli elementi strutturali del modo di produzione neocapitalistico, mentre il fascismo ha rappresentato una risposta (lasciamo perdere se sbagliata o giusta, perchè omettiamo i giudizi qualitativi) alla superiorità dell’economia liberista sulla politica. Il fascismo – e così il nazismo tedesco – intendeva mettere sotto l’economia e i suoi spiriti animali scatenati, operando un ferreo controllo politico, mentre, all’opposto, il neoliberismo afferma la totale superiorità dell’economia – ultraliberista di mercato, concorrenziale e globale – sulla politica, sottomettendo gli stati nazionali e impedendo, nei fatti, la partecipazione popolare alla decisione strategica. Due strade che portano in direzione opposta con esiti profondamente diversi, per cui il neoliberismo non è un nuovo fascismo. Inoltre, sul piano politico, il sistema che ancor oggi meglio compendia il neocapitalismo finanziario ultraliberista è la democrazia di matrice liberale, mentre per il fascismo era inevitabile la scelta della forma dittatoriale.

      Vorrei chiarire un altro punto, che mi pare di una qualche importanza. Il semplice militante dei centri sociali, così come l’autonomo o l'”estremo sinistro” di piazza, non sa di essere eterodiretto in modo da portare acqua al mulino di Soros e dei suoi pari classe. Lui crede veramente di essere un incrollabile antagonista, di difendere gli occupatori delle case sfitte, di costituire un argine contro il “fascismo”, che dopo settant’anni dalla morte è sempre lì, in agguato. Come chiamarlo? Utile idiota? Mercenario inconsapevole? Lanzichenecco urbano eterodiretto?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Concordo con lei. Usavo il termine fascismo in senso lato, come sinonimo di dittatura, esclusione delle masse dai processi decisionali e in ultima analisi violenza di classe.

  5. Seguo con estremo interesse i suoi articoli straordinariamente acuti e illuminanti. Uno sprazzo di intelligenza nel desolante panorama che ci circonda.
    Io sono comunista da sempre, e in questo momento mi sento maggiormente rappresentato da Salvini, che si batte contro questa europa criminale, contro l’euro, suo strumento finanziario, e contro l’invasione della massa di schiavitù di riserva del capitale distruttrice dei diritti dei lavoratori e della comunità nazionale. E non ho timore di dire che mi sento anche vicino, per certe battaglie, a quella che viene definita destra (sociale) di Casa Pound o FN, certo molto più vicina di quanto mi senta a quegli imbecilli dei centri asociali o ai traditori e alienati di PD e satelliti.
    Cose da dire ce ne sarebbero tante, ma mi limito ad esprimerle il mio grandissimo apprezzametno e ringraziamento per le sue analisi, e la mia e nostra vicinanza (mi sento di poter parlare anche a nome di diverse altre persone che la pensano come me). Stiamo insieme e combattiamo insieme!
    Le segnalo il mio blog zarcoweb.blogspot.com e la mia bacheca FB http://www.facebook.com/Zarcobook
    ed un mio articolo pubblicato qualche tempo fa su Arianna Editrice e sul Giornale del Ribelle: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40324

    • Per Marco Zorzi

      Ringrazio sentitamente.
      Da come stanno andando le cose e dalla distanza abissale di tutta la sinistra dai “problemi della ggente” – come amano dire i piddini ipocriti – comprendiamo che l’opposizione destra/sinistra è ormai fittizia, tenuta in vita esclusivamente per ragioni di riproduzione sistemica e simulazioni di pluralismo a fronte di un un unico programma possibile (quello della troika). Non mi stupisco se chi si dichiara ancora comunista può sentirsi più vicino a Salvini che … a Poletti, o a Del Rio o al poeta-contorsionista politico Nicola Vendola. Salvini, per ora solo a parole (aspettiamo da lui la prova dei fatti!), dichiara aperta ostilità nei confronti delle signorie neocapitaliste che dominano l’eurolager e vorrebbe (cosa estremamente positiva) un deciso avvicinamento alla Russia. I “sinistri” e i comunisti individualistici postsovietici, confluiti in massa negli immaginari neocapitalistici, si guardano bene dal dire certe cose (il padrone potrebbe inquietarsi e punirli!). Sono cani da guardia, nei rispettivi paesi, dei circoli dominanti nelle City, in Bruxelles e Francoforte? La sinistra occidentale è il peggior nemico politico, in Europa, dei popoli europei? Io credo di sì.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Pingback: Antifascismo per il controllo euro-atlantico della piazza | controinformazione.info | Quello che gli altri non dicono

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.