L’isis non avrà grandi difficoltà a invadere l’Italia di Eugenio Orso

A questo punto, non sono le profezie di Nostradamus o il terzo segreto di Fatima che lo annunciano, ma la realtà è che l’isis – manovrato, armato, rifornito e rifocillato da potenti padrini, praticamente tutti nostri “alleati” – se andrà verso nord, partendo dal Grand Maghreb, non avrà troppe difficoltà a conquistare l’Italia, o almeno una fetta del nostro paese. Bandiere nere su San Pietro, nel giro di qualche mese? Non è da escludere. Sicuramente la Sicilia e le isole minori, come Lampedusa e Pantelleria, a sud saranno in grave pericolo. Per ora sembra che il pericolo non si avverta, ma è già reale.

Resisterà la Tunisia allo stato islamico che fa una sanguinosa “guerra da corsa”, non ancora sul mare ma sulla terra? Avranno i tagliagole del califfo, che si stanno avvicinando a Tunisi dalla Libia, l’appoggio di almeno una parte dell’Ennahda islamista tunisino (al-Nahda, la rinascita) e di giovani leve locali, deluse dagli esiti della “primavera araba”(!) e della “rivoluzione dei gelsomini”? Il piccolo esercito tunisino, con meno di trentamila uomini (il deposto Bel Alì ha privilegiato la polizia, per controllare la popolazione) riuscirà a fermarli sul confine con la Libia? E se attaccassero infiltrandosi da più parti, ad esempio dall’Algeria? Il problema potrebbe presentarsi prima del previsto, perché l’infezione islamica sunnita si sposta con grande velocità, nonostante qualche sconfitta subita e subito archiviata, puntando sempre su nuovi obiettivi. Un esempio? I curdi irakeni da nord, est e ovest sono arrivati a poca distanza da Mosul (dieci chilometri, in certi punti), ma i tagliagole di al-Baghdadi attaccano a sorpresa Erbil, la capitale dello stato curdo, in forze da sud-ovest. Ferocia disumana, velocità d’azione, propaganda di grande effetto sono tre requisiti del successo dello stato islamico, capace di colpire a sorpresa nel breve, dove vi è maggior debolezza da parte del nemico (Iraq diviso, Libia stato “fallito”).

Nel caso dell’invasione della Tunisia, dopo aver stabilito basi in Libia ed anche senza attendere la conquista della capitale Tripoli, la feccia dello stato islamico potrebbe rapidamente progettare un attacco contro la Sicilia, a partire da Lampedusa e Pantelleria, che sarebbero le prime a cadere. L’Italia, in altra epoca il “ventre molle” dell’occidente capitalista, e perciò anche dell’alleanza atlantica contrapposta ai sovietici, diventerebbe così il ventre molle dell’eurozona, ma questa volta non in termini puramente economici …

Più che a una lenta infiltrazione confusi con gli immigrati, che pur ci sarà per far entrare gli “scout”, sto pensando a sbarchi notturni, utilizzando natanti di piccole e medie dimensioni, carichi di mercenari e armi. Non credo che la guardia costiera e la marina militare potranno individuare tutte queste imbarcazioni. Sicuramente in molti sbarcheranno senza trovare contrasto e senza neppure essere individuati. Arriveranno portandosi dietro kalashnikov, lanciarazzi rpg, mitragliere e granate. Mezzi di trasporto, fra i quali fuoristrada e pick-up Toyota ai quali sono affezionati, li potranno trovare sul posto, uccidendo gli occupanti e requisendoli. Così la benzina e il cibo. Altre armi individuali e altri mezzi li potranno prendere ai carabinieri e ai poliziotti in fuga (cosa che do per scontata, data la situazione italiana). Anche le motociclette e gli scooter serviranno alla bisogna. Gli alloggiamenti, provisori durante l’avanzata, li troveranno strada facendo, nei centri abitati, nei casolari, sterminando e sgozzando la popolazione che non riuscirà a fuggire.

Ci sarà di tutto, per quanto, almeno all’inizio, in numeri non troppo grandi: libici, irakeni, siriani, tunisini, algerini, ceceni, somali, nigeriani, maliani e … europei, o meglio i nuovi “moros”, una sorta di bastardi senza patria, figli e nipoti degli immigrati islamo-sunniti non integrati e non integrabili (nonostante la cittadinanza francese, inglese o italiana). Non ci sarà da stupirsi se alcuni mussulmani europei, impegnati nell’azione, proverranno proprio dall’Italia.

Le forze armate italiane, dopo anni di tagli al bilancio della difesa e agli organici, sono ridotte all’osso e, oltretutto, gli uomini migliori impiegati in un gran numero di missioni internazionali, dal Kosovo all’Afghanistan. Per quanto riguarda l’esercito, in tutta la Sicilia (circa ventiseimila chilometri quadrati) ci dovrebbe essere soltanto la brigata meccanizzata Aosta, con sei reggimenti, ma non so fino a che punto è impegnata nelle missioni all’estero. Per non parlare poi di Lampedusa e Pantelleria, piccole isole di qualche decina di chilometri quadrati, fin troppo vicine all’Africa e allo stato islamico, che non possono contare, nell’immediato, su qualche reggimento militare. Gli invasori dovranno essere affrontati sul terreno, ma le forze scarseggiano e l’esercito italiano può contare su circa centomila uomini, per le costose missioni all’estero e per difendere l’intero paese. Un po’ pochini, considerando la minaccia che si profila. Oltretutto, molti volontari sono giovani che probabilmente sono lì per avere un lavoro sicuro e un piccolo reddito, non per “vocazione” e spirito guerriero. Cosa faranno questi giovani mal pagati in mimetica, davanti agli assassini islamici-sunniti dei quali è nota la ferocia? Renzi può pure comandare cinquemila militari, sparsi nel paese a difesa dei siti sensibili, ma l’invasione sarà ben altra storia!

Non credo che l’unione europide monetaria si farà in quattro per dare concretamente una mano all’Italia. L’Italia deve obbligatoriamente privatizzare, riformare pensioni e  mercato del lavoro, applicare il rigore contabile, ma la gestione dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo, che porterà amarissime sorprese, son solo affari suoi. Però state tranquilli, in frangenti come quelli che si prospettano l’unione monetaria e finanziaria dichiarerà la sua piena solidarietà, nei confronti dello stato membro aggredito dai terroristi!

L’Onu è ormai in disarmo, conta come il due di coppe a briscola (quando escono spade), perciò, per mettere insieme uno straccio di coalizione internazionale e intervenire sul campo ci metterà almeno sei mesi, se non un anno.

Resta l’alleanza atlantica, che scalpita nell’est europeo intenzionata a muovere guerra alla Russia. Di certo, l’intervento nato potrà risolvere il problema, ma quali saranno i costi per il paese? E’ facile prevederli. Una completa, definitiva sottomissione (in secula seculorum) non all’islam, ma al potere militare ed economico dell’alleanza guidata dagli usa, prima ancora che alla troika!

Questa volta la vedo brutta, molto brutta!

L’isis non avrà grandi difficoltà a invadere l’Italia di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-02-18T17:38:42+01:00da derosse
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23 pensieri su “L’isis non avrà grandi difficoltà a invadere l’Italia di Eugenio Orso

  1. Esattamente il mio punto di vista, siamo sulla stessa lunghezza d’onda e se permetti ..questo post vorrei farlo leggere agli amici indicandone la provenienza ovviamente, avrei altre cose da aggiungere ma provocherei allarmismi ulteriori e soprattutto …finito con soprattutto.. ad majora interesting Bear

    • Per Carlo

      Puoi diffondere il post se giudichi che è degno di interesse. Preciso che non ho scritto niente di “inarrivabile”, non ho svelato segreti di stato, ma ho solo analizzato la situazione …
      Del resto, anche i bambini, a questo punto, dovrebbero accorgersi che il pericolo c’è, è reale e il peggio può arrivare da un momento all’altro …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

        • Per lauretano

          Io penso al Mediterraneo, in prima battuta. L’attentato di Tunisi conferma che la “guerra santa” è sempre più alle porte dell’Italia. In Tunisia ci sono aree e città dove la presenza fanatica jihadista è fortissima (ad esempio Kasserine) e da tempo nelle strade e nelle piazze si espongono le bandiere dell’isis. La Tunisia sarà destabilizzata e diventerà campo di battaglia. Poi, o addirittura in contemporanea, potrà verificarsi il vero e proprio “balzo” verso l’Italia e l’Europa mediterranea.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • Concepita per non costare nulla. Autofinanziata dai costi dei passaggi sui barconi. Facilitata dallo Stato latitante e impotente e dalle connivenze. Aggiungerei anche un “alert” sui riscontri batteriologici.
            Carne da macello infettata, che diffonde…Altro che invasioni aliene!!!

      • Ciao
        Leggo sempre i tuoi post…e devo dirti che, molto spesso, le tue previsioni si avverano.
        Anche io lo pubblico sul mio fb.
        Spero che mai possa accadere. Però, se dovesse accadere, dovremmo ricostituire le forze di resistenza partigiane per la libertà, per l’Italia, per la democrazia.

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  4. Mi scusi, ma non sono per niente d’accordo con quanto esposto. L’Isis è una creatura di Washington finanziata anche dalle petro-monarchie per destabilizzare l’area mediorientale (ieri Adel Tarek, l’inviato dell’Egitto alla Lega Araba, ha accusato il Qatar di sostenere il terrorismo), a partire da Siria e Iraq e va notato che la sua area di intervento coincide curiosamente con le aree a maggior concentrazione di pozzi petroliferi.
    Ne deriva che in Italia l’Isis non serve perché le basi americane sono presenti in gran numero dal dopoguerra, comprese svariate decine di testate nucleari. Sicché, non ha molto senso che gli Usa finanzino (senza finanziamenti e supporto logistico dagli Usa l’Isis non fa 3 km) un’operazione Isis per mettere sotto il suo controllo una nazione che lo è già da 70 anni, senza contare che “nel caso di un attacco diretto contro l’Italia, scatterebbe automaticamente il meccanismo di solidarietà collettiva previsto dall’art. 5 del Trattato Atlantico”. Oltre al fatto che la presenza delle testate nucleari esclude a prescindere che Washington consenta a chicchessia di mettere a rischio la sicurezza della sue basi militari.
    Poi non sono d’accordo nemmeno sulle considerazioni relative alle nostre forze armate. Che saranno pure sottodimensionate, ma bastano e avanzano per fermare quella manica di straccioni. Inoltre, gli italiani saranno anche poco reattivi per ciò che riguarda l’attuale situazione politica, ma da qui a lasciarsi mettere i piedi i testa da quattro avanzi di galera ce ne corre. Tanto più che in Italia, su 60 milioni di abitanti, i musulmani sono all’incirca700mila, per la stragrande maggioranza avulsi dalle farneticazioni jihadiste. Difficile pensare che eventuali teste calde troverebbero il sostegno anche solo di una piccola parte della popolazione. Il che non esclude il gesto isolato di qualche squinternato, soprattutto se i media continuano quotidianamente a diffondere notizie caratterizzate da sensazionalismo a buon mercato. Ad esempio, in queste ore si parla di due non meglio identificati “uomini di nazionalità libica che si nasconderebbero nel centro della Capitale tentando di comprare armi in un negozio” (L’Espresso). A questo proposito, però va anche aggiunto che gli attentati terroristici di Parigi e Copenaghen si sono conclusi con la morte degli attentatori, per cui la versione ufficiale resta l’unica disponibile, ma non è detto che sia perciò attendibile.
    Inoltre il Mediterraneo è costantemente sorvegliato dai satelliti di mezzo mondo, a partire da Usa e Russia (che ci vedono benissimo) e nel caso si dovesse fronteggiare una reale minaccia non passerebbe uno spillo. Nell’eventualità di “sbarchi notturni, utilizzando natanti di piccole e medie dimensioni, carichi di mercenari e armi” non occorrerebbe un grande sforzo per sbriciolarli sul posto. Nel Donbass, ad esempio, ai novorussi che si sono trovati a fronteggiare un’invasione non è occorso molto tempo per sconfiggere pesantemente le truppe di Kiev supportate sul terreno da personale militare, dell’intelligence e da mercenari Usa. Né va dimenticato che l’esercito di Assad da diversi mesi infligge pesanti sconfitte ai terroristi, Isis compreso, nonostante l’occidente sia impegnato nel tentativo di destabilizzarlo con ogni mezzo. Non è difficile ipotizzare cosa succederebbe a bande di criminali comuni affastellati su barchette che si trovassero di fronte ad unità della marina militare pronte ad aprire il fuoco.
    Diverso naturalmente sarebbe il quadro nel caso di un non auspicabile intervento militare italiano sul terreno in assenza di una visione d’insieme, concordata a livello intenzionale, volta principalmente ad individuare eventuali forze politiche in grado di assicurare la stabilità delle istituzioni libiche. Cosa, questa, al momento non rilevabile.
    La manfrina sull’Isis serve solo a tenere sotto pressione l’opinione pubblica, preparandola ad eventuali restrizioni delle libertà e delle garanzie costituzionali nel caso, ad esempio, che la continuazione della sciagurata e fallimentare politica economica imposta da Francoforte e attuata dal vanesio Renzi in continuità con Monti, portasse a tumulti e sommosse.

    • Per kthrcds

      Sicuramente gli usa e le petromonarchie del Golfo – con un posto d'”onore” per il Qatar – hanno armato e finanziato l’isis. Dire, però, che l’isis è stato interamente costruito in laboratorio è un po’ eccessivo. Semplicemente hanno scelto di appoggiare e “far crescere” a dismisura la banda di tagliagole islamo-sunniti più “efficiente”, dal loro punto di vista, privilegiandola rispetto alle altre (al-nursa, fronte islamico, salafiti, eccetera). Questo per rovesciare Assad in Siria, ma anche per minacciare l’iran e, in prospettiva futura, la Russia. L’espansione isis in Iraq è stata inizialmente favorita in funzione anti-sciita e anti-iraniana. Al gioco sporco ha partecipato attivamente la Turchia islamista “moderata” di Erdogan, che sperava di vedere le orde islamosunnite vittoriose a Kobane. Infatti, quando i bombardamenti usa e della “coalizione” anti-isis sono iniziati, l’estate dell’anno scorso, si sono rivelati molto “timidi”, fin troppo radi e selettivi, come se si volesse dare l’impressione di intervenire contro i tagliagole, ma, sotto sotto, senza colpire in modo decisivo gli utili lanzichenecchi di allah. Gli stessi combattenti curdi di Kobane hanno dichiarato che gli usa li appoggiavano e li rifornivano (con lanci dagli aerei) quel tanto che bastava per non farli morire, senza colpire in modo risoluto e decisivo le orde del nuovo califfato. A Raqqa, ad esempio, gli usa hanno bombardato in almeno un’occasione edifici vuoti, abbandonati da un giorno o due dai tagliagole (chi li avrà avvertiti per tempo?). Di più, una parte dei bombardamenti della “coalizione” – eccezion fatta per Kobane, dintorni di Kirkuk (pozzi di petrolio), grande diga sul Tigri (ripresa dai curdi irakeni), e qualche altro caso eclatante – sono serviti per demolire le infrastrutture in Siria, perché non ne potesse beneficiare Assad, nel caso di una sua avanzata.

      Anche se l’Italia “ospita” più di cento basi e siti americano-nato, la minaccia isis può essere portata direttamente nella penisola, per mettere il paese aggredito nelle condizioni di affidarsi totalmente – senza più alcuna autonomia futura – all’occidente neocapitalista e al suo braccio armato sovranazionale, ossia l’alleanza atlantica. Infatti, io credo che la funzione dell’isis non sia solo anti-Assad, anti-iran, anti-russa e forse, come qualcuno sostiene in prospettiva futura, anti-cinese. La banda di criminali di al-Baghdadi, sempre più numerosa e bene armata, può essere usata per impaurire, ricattare e sottomettere integralmente per tutto il secolo l’Europa, in particolare quella occidentale e meridionale, ma per far questo è necessario che l’isis “morda” almeno un poco, nel mediterraneo, il ventre molle dell’Europa, cioè l’Italia.

      Infine, anch’io gioisco per la vittoria dei patrioti russi a Debaltsevo, ma rilevo che ancora una parte del Donbass, Mariupol, Kharkiv e Odessa restano nelle mani dello stato canaglia e filo-atlantista ucraino, appoggiato dal peggior occidente.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. «La banda di criminali di al-Baghdadi […] può essere usata per impaurire […] ma per far questo è necessario che l’isis “morda” almeno un poco, nel mediterraneo…».

    Conoscendo gli americani e la loro storica propensione ad usare i bombardieri piuttosto che il cervello e considerando che tenteranno con ogni mezzo di arrestare il loro declino, nulla è da escludersi, ma continuo a pensare che l’impiego degli animali dell’Isis sia eccessivo in un contesto come quello europeo – tra l’altro Roma ospita il Vaticano: ne deriverebbe un situazione del tutto squilibrata e ingestibile e in molti comincerebbero a farsi le domande che per ora si fanno quasi esclusivamente su internet. In fondo spendono meno ad organizzare qualche attentato di “lupi solitari” e ottengono lo stesso risultato. Mentre la comparsa del fenomeno al-Baghdadi potrebbe sortire effetti opposti. Per dire, se tale scenario si verificasse la favola dell’Ue che “ci difende e garantisce la pace”, che già ora scricchiola parecchio, non sarebbe più sostenibile impunemente. Inoltre, non sarebbero pochi gli italiani disposti a darsi da fare concretamente per rispedire rapidamente i fanatici miliziani da dove sono venuti.
    Magari, nel frattempo,vista l’emergenza, si potrebbe tentare di regolare razionalmente il fenomeno dell’immigrazione incontrollata che già nel breve termine potrebbe effettivamente crearci seri problemi di convivenza.
    Quanto alla “funzione dell’isis […] anti-Assad, anti-iran, anti-russa e forse, […] anti-cinese…”, l’impressione è che, anche se l’America è una potenza che, seppur in declino, resta tale, tutti quegli obiettivi non siano alla sua portata – come mi pare abbiano dimostrato le vicende del Donbass. Per dire, dal 2002 il Pentagono studia il modo per attaccare l’Iran mediante sofisticate simulazioni al computer e le uniche conclusioni a cui sono giunti è che attaccare l’Iran comporterebbe perdite enormi. In altri termini, gli iraniani sono in grado di colpire efficacemente le portaerei Usa e se c’è una cosa che non vogliono al Pentagono è l’immagine di una portaerei americana che affonda nello stretto di Hormuz assieme al falso mito dell’invincibilità degli Usa.
    Lo stesso dicasi per la Cina: «entro il 2020 la flotta dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) potrebbe diventare la prima superpotenza navale del Pacifico, superando per numero quella della US Navy»

    rilevo che ancora una parte del Donbass, Mariupol, Kharkiv e Odessa restano nelle mani dello stato canaglia e filo-atlantista ucraino…

    Sinora Putin non ne ha sbagliata una e dopo la disfatta di Kiev a Debaltsevo non è da escludersi che Poroshenko verrà a breve rovesciato da quel branco di assassini, mesta-nel-torbido e mercenari – quelli che la Casa bianca definisce “combattenti per la libertà” – che già oggi ne criticano bellicosamente l’incapacità a risolvere la situazione sul piano militare, e che successivamente, stante l’inconsistenza degli aiuti condizionati che dovrebbero provenire dall’Europa, gli stessi ucraini tenteranno di riavvicinarsi a Mosca, che è l’unica in grado di offrire loro una via d’uscita dal pantano in cui si sono ficcati con la tragica farsa di Maidan.

    Per farla breve, a me preoccupano molto di più i decreti che il governo introdurrà nei prossimi mesi. Qui c’è un sintetico elenco.
    Mi scusi se mi sono dilungato, ma l’ho fatto senza alcuna intenzione polemica e perché si tratta di argomenti che mi intessano molto.

    • Per kthrcds

      Su un argomento così importante ci si può pur dilungare un po’. L’interesse, ovviamente, è anche mio.

      Ultime precisazioni.

      Vorrei fare un ragionamento, che riguarda l’isis e i suoi punti di forza. Se un’arma irrununciabile dei tagliagole è la propaganda, è chiaro che la stessa deve fondarsi sulle vittorie (vere o presunte) ed essere alimentata da successi sul campo, anche se non strategici e decisivi. Di grande effetto sarebbe uno sbarco a Lampedusa, o Pantelleria, mettendo a ferro e fuoco, per qualche ora, o per qualche giorno, quello che è territorio di uno stato europeo e “occidentale”. Non dovrebbero impiegare tutti i loro lanzichenecchi, esponendosi così al rischio di annientamento in Africa setterntrionale, perché ne basterebbero poche centinaia, per portare l’attacco a sorpresa. Anche se ricacciati in mare, avrebbero l’occasione per cantare vittoria e sostenere che hanno iniziato a occupare l’Europa crociata, colpendo direttamente, a casa loro, i miscredenti … L’impatto propagandistico sarebbe enorme e i costi, in termini di armamenti e mercenari persi, abbastanza limitati. Ciò seminerebbe il terrore in Italia, e in generale in Europa, e le popolazioni sotto minaccia, in forza di paura, si “sottometterebbero” volontariamente e definitivamente all’alleanza atlantica e agli usa, che sarebbero i primi ad avvantaggiarsene. L’unione europide (chiaramente guerrafondaia, nonostante il nobel per la pace) mostrerebbe la sua debolezza, questo è vero, ma sicuramente potrebbe sopravvivere all’impatto, trattandosi di un'”ancella” della nato e come la nato di uno strumento sopranazionale di dominazione elitista.

      Se Poroshenko sarà rovesciato in breve – cosa possibile dopo la disfatta di Debaltsevo (con la o finale, alla russa, e non con la e all’ucraina!) – a lui potrà succedere uno ancora peggiore, per niente disponibile a una Minsk3 futura, che spingerà ancor di più, in nome di un folle nazionalismo autolesionista e per conto della triade del male usa-nato-ue, verso la guerra totale con la Russia (fregandosene della sorte del proprio paese, come tutti i peggiori collaborazionisti!). E’ comunque verissimo che gli ucraini occidentali si accorgeranno presto della trappola in cui sono stati infilati dai majdanisti, se non altro perché la “cura” imposta dal fondo monetario internazionale porterà ad aumenti della bolletta del gas di oltre il 260%!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Jean

      Grazie per la segnalazione, leggerò quanto prima (nonostante le mie vecchie “ruggini” con il laboratorio Conflitti e Strategie …)

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Il primo attacco dell’ISI , lo Stato Islamico, in Italia sara’ a Milano . Il Duomo di Milano saltera’ in area . Questo e’ quello che vedo con le mie previsioni astrologiche . Dovrebbe avvenire nel 2016 in occasione di un grande anniversario della chiesa cattolica di Roma .
    Veggente Giuseppe

    • Per Giuseppe

      Che dire … La previsione può essere fatta su altre basi, più razionali. Ci sono già infiltrati e i mussulmani sunniti in Italia dovrebbero essere un milione (clandestini compresi), poi ci sono decine di migliaia di convertiti, che possono essere fanatici e zelanti, perciò pericolosi. Credo che qualche attentato, magari clamoroso, a breve scadenza ci sarà, anche se forse non colpiranno il Duomo. I sunniti – isis o non isis – non hanno remore a uccidere (vigliaccamente) gli innocenti, per fanatismo becero e scervellato, e questo l’hanno ampiamente dimostrato in Medio Oriente e in Africa.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. Pingback: Is Is | togotuentinain

  8. Carissimi blogger …. vi dico il mio pensiero, che è condiviso dalla maggior parte delle persone sane & razionali ;
    Riguardo ad una potenziale invasione dei signori dell ‘ISIS all’interno del nostro territorio è come credere che l’uomo ragno di inkuli batman…. 🙂
    Carissimi signori, ma vi rendete conto che i “guerrieri” dell ‘ ISIS sono dei vigliacchi che sanno sparare solo contro donne e vecchi o contro popolazioni disarmate e disorganizzate ? Ma non vedete che ci “minacciano” da una telecamera a migliaia di km di distanza? Ma non vedete che sono capaci solo a farsi esplodere in una piazza o sparare in una spiaggia su vacanzieri inermi?
    In poche parole ; se veramente dovessero venire con il loro esercito di finocchi durerebbero poche ore/giorni, i nostri marines, l’ aviazione americana, l ‘ONU , con la nostra tecnologia ( che loro NON HANNO) spazzerebbero via questi guerireri dal culetto nero in pochissimo tempo. I combattenti dell ‘ISIS possono solo conquistare paeselli in libia o in siria, ripeto “paeselli”….. Ma dai ragazzi, ma vi immaginate l’ISIS a MILANO che spara ? L’ISIS a Roma o Torino o ologna che spara ? ma daiiiiiii ….. che film è? NON ESISTE …. e non capisco come mai avete messo questo blog veramente assurdo e fantascentifico.
    Ricordatevi che il popolo Italiano se dovesse subire 1 solo attentato dove muoiono degli ITALIANI, il giorno dopo (ve lo assicuro) partirebbero squadroni della destra & della lega che spazzerebbero via tutti call center, negozi, moschee e chiunque indossasse un tunicone o scarpe da Ali Babà. I sig. Mussulmani estremisti lo sanno che NOI non siamo tolleranti se ” pisciano fuori dal vasino”…. Infatti in ITALIA nessun attentato…. niente …. capito ?

  9. Personalmente credo che la visione di cosa potrebbe accadere e’ fin troppo articolata.
    Molto piu’ semplicemente tutti questi profughi che stiamo ospitando a migliaia poseranno il loro smartphone ed imbracceranno mitra e fucili che gli procureranno le stesse persone che oggi gli hanno dato cellulari ed iPad.
    E mentre Salvini ( il diavolo) e gli altri personaggi della commedia dell’arte, Marino (la checca), Renzi (il reuccio), Alfano ( il lecca), l’immancabile Santanche’ ( la strega cattiva), CiaoChi ( l’infedele), Brunetta ( il giullare), la Boschi ( la bella addormentata) etc. discuteranno in prima serata in tv su come mai adesso sono spuntate le armi e chi si deve prendere la responsabilità politica, questi ci suoneranno al citofono e ce li ritroveremo in casa.

    • Per Giovanni

      Potrà essere il risultato dell'”accoglienza” …
      Ciò accadrà, però, se lo riterranno utile, per i loro interessi finanziari e di dominio, quelli che manovrano gli usa, l’unione europide e la nato.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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