La democrazia, un lusso che non potete più permettervi di Eugenio Orso

A scanso d’equivoci e fraintendimenti, premetto che non sono mai stato un democratico e mi pregio, tuttora, di non esserlo. Questo essenzialmente perché la democrazia s’identifica in toto, nella realtà, con la democrazia liberale, che compendia sul piano politico il dominio del capitale.

Aveva ragione da vendere il grande Lenin, quando ha tentato – e in parte ci è riuscito, almeno all’inizio – di porgere un’alternativa di sistema con l’istituzione dei Soviet, dei soldati, degli operai e dei contadini. Allora il confronto era fra parlamentarismo borghese e revisionista, da una parte, e i Soviet bolscevichi espressione della rivoluzione proletaria, dall’altra. Altri tempi, si dirà, legati al modo di produzione capitalistico della prima rivoluzione industriale, alle sofferenze di un proletariato ancora in maggioranza rurale in un vasto impero semi-feudale, all’oppressione dei vecchi imperi che si scontravano sui campi di battaglia. Oggi, però, la situazione rischia di diventare ancora più grave, con la supremazia del neocapitalismo finanziario, mentre non vi è, in Europa e in occidente, un’alternativa forte alla democrazia liberale, che esclude dalla decisione politica le masse. Potrebbe esserlo una dittatura rivoluzionaria, fondata su principi di sovranismo (delle nazioni, demolendo l’eurozona) e giustizia sociale (spodestando i mercati), ma per ora non se ne vede neppure l’ombra.

Ammesso e non concesso che la democrazia liberale possa garantire – ma in condizioni ben diverse dalle attuali – un po’ di concreta partecipazione popolare alla decisione politico-strategica, notiamo che oggi il percorso è opposto, perché mira all’esclusione totale delle masse, chiamate alle urne solo per riprodurre, “sanfedisticamente”, il rito del voto liberaldemocratico. Naturalmente quando si decide, in alto, che il voto politico è possibile e non deve essere prudentemente rinviato. Ecco, in Italia sta accadendo proprio questo. Renzi strepita che fino al 2018 di voto non se ne parla e addirittura presenta una legge elettorale postdatata. Probabilmente di voto non se ne parlerebbe proprio anche se non ci fosse Matteo Renzi, ma qualche altro collaborazionista al suo posto. Per soprammercato, l’attuale governo-Quisling del pd si concentra sulle riforme della legge elettorale e della costituzione (titolo V), al fine di blindare il sistema con una maggioranza di parlamentari – tutti i senatori e buona parte dei deputati – nominati e non veramente eletti dal popolo. Si ufficializza, in tal modo, l’esclusione degli italiani dalla decisione politica, negandogli formalmente rappresentanza

Fino a poco fa vi facevano credere che la democrazia è partecipazione alla decisione politica che vi riguarda. Persino le primarie del pd, elezioni non ufficiali a vincitore predeterminato, super truccate e infiltrate dalla criminalità organizzata, diventavano espressione di una “straordinaria” partecipazione popolare e, ovviamente, democratica. Oggi non si preoccupano nemmeno più di farvi credere questo. Votano di notte riforme costituzionali, castrando qualsiasi timido dissenso, togliendovi anche l’illusione di poter eleggere quelli che dovrebbero essere – ma chiaramente non sono – i vostri rappresentanti. Così facendo mantengono in vita, però come uno zombie, una rappresentatività che non c’è, che è solo grottescamente simulata. Questa è la vera sostanza della liberaldemocrazia, ausiliaria del neocapitalismo e della grande finanza. Si capisce bene dalle riforme renziane, richieste dalla troika. Siccome altra democrazia non c’è, se non nei cervellini di alcuni poveri (e soliti) idioti o nei sogni dei bimbi, ne consegue che questa è la democrazia che esiste e, perciò, l’unica concretamente possibile.

Riassumendo, i cosiddetti rappresentanti parlamentari del popolo (entità vaga che non si definisce mai compiutamente, ma nella quale rientrate anche voi) sono nominati da altri con la patetica scusa della “governabilità” e non rappresentano voi, ma la riproduzione sistemica e chi il sistema lo controlla. Un altro vantaggio non da poco, sul piano politico, per l’aristocrazia finanziaria dominante e i suoi lacchè, primo fra tutti il pd. Lo scopo, da raggiungere ad ogni costo con tutti i trucchi possibili (votazioni notturne ad oltranza, emendamenti nel cesso, dissenso zittito, eccetera), è quello di togliervi anche la possibilità di una rappresentanza politica effettiva – i nominati non rappresentano voi e il paese, ma gli interessi oligarchici sovranazionali – e di impedire che interferiate nella decisione politica che vi riguarda.

Va da se, per quanto detto in precedenza, che la strada per ridare dignità politica al popolo e sovranità alla nazione (partendo dalla moneta) non potrà essere in alcun modo parlamentare, cioè interna al sistema liberaldemocratico. Lascio a voi tratte le conclusioni su quale potrà essere questa strada, perché mi preme rilevare che mentre si modifica la costituzione, in senso favorevole esclusivamente ai dominanti finanziari e ai lacchè subpolitici piddini, la guerra si avvicina ai confini da due direzioni. Da sud – cioè dalla Libia, in cui imperversa lo stato islamico – e da est, ossia dal Donbass ucraino, in cui la tregua siglata a Minsk2 sarà soltanto provvisoria (gli usa continuano a lavorare per la guerra). La minaccia di guerra, portata ai nostri confini, è “grasso che cola” per coloro che cambiano di notte la costituzione, vi tolgono qualsivoglia rappresentanza politica nel sistema e vi negano, quando gli conviene, il voto politico. Sotto minaccia dello stato islamico, che potrebbe tentare qualche sanguinoso blitz a sorpresa, occupando Lampedusa, oppure con la spada di Damocle sulla testa di un conflitto contro la Russia (aggredita dalla nato e dagli usa, con l’acquiescenza dell’unione), non vi preoccuperete certo della rappresentatività di senatori e deputati, oppure del ricco premio di maggioranza per la lista che prende tot voti, ma vi occuperete della vostra sicurezza e della vostra stessa esistenza in vita, drammaticamente minacciate. Ecco che allora vi daranno protezione, magari mobilitando in grande stile l’alleanza atlantica, ottenendo quale contropartita – in forza di paura – il vostro più umile servaggio nei confronti del grande capitale finanziario, delle sue disgustose e remote aristocrazie e l’obbedienza nei confronti dei lacchè subpolitici. Nel brevissimo termine, i tagliagole dello stato islamico dilaganti sulla costa libica cadono a fagiolo, per spaventarvi e ricattarvi … Se così sarà (com’è molto probabile), capirete da soli che la democrazia è un lusso che non potete più permettervi. E allora fine dei giochi, il cerchio si chiuderà per sempre!

La democrazia, un lusso che non potete più permettervi di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-02-16T12:28:20+01:00da derosse
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