TRIVELLE, AUTOMOBILI, CULTURA E OLIO DI OLIVA (Il Poliscriba)

Melfi riapre gli stabilimenti Fiat: Marchionne chiama, Renzi risponde.

Tutti esultanti, sindacati gialli in testa che esigono rispetto e non vogliono più essere additati come disfattisti, canaglie e cassandre.
Ora è tornata la fiducia con 300 nuove assunzioni, ma già si sa che sono agganciate al fatturato dei prossimi 3 anni e i contratti sono  interinali e indiretti, cioè siglati tra Fiat e agenzie di somministrazione lavoro, stile caporalato, lievemente corruttibili dai clan locali come nel caso della Tempor dei trasporti pubblici di Potenza.

Grande fragore di EVVIVA! Il guitto fiorentino che ci spiattella in faccia, a noi catastrofisti che ci vogliamo solo marciare sulle sventure irrisolvibili degli italiani, la fine della stagnazione occupazionale, perché il lavoro, quello vero, è ritornato in Italia.
Non importa che ogni giorno si perdano irreversibilmente 180 posti di lavoro e che il Marchionne ne abbia fatti fuori 9000 dal 2008: ce ne saranno 1500 nuovi di pacca!

La Basilicata è stata proprio presa di mira come regione simbolo della rinascita industriale del paese.

E ci sono prove incontrovertibili di questo ineludibile fatto:

1) Matera designata Capitale Europea della cultura 2019 il 17/10/2014.
Suona altisonante e che c’è di male? Nulla, ma lascio a voi la ricerca sul web delle statistiche che dimostrano l’elevato interesse dei lucani scolarizzati alla lettura: deludente è dir poco.
Questa sarebbe l’unica notizia positiva che fa il paio con quella dell’abbrivio industriale dell’FCA di Melfi. Lo zucchero sull’amara pillola o la cedrata digestiva che cantò Leone di Lernia in un noto pezzo dance.

2) Il boccone indigesto.
Guarda caso il 12/09/2014, un mese prima della lieta notizia,  con il D.L. n. 133 del 12 settembre 2014 cd. Sblocca Italia di fatto si liberalizzava sull’intero territorio lucano, mare incluso, la capacità estrattiva di petrolio e gas naturale (leggi shale-gas) avocando al Governo i poteri autorizzativi del know-how tecnico, senza che le Regioni possano in un futuro esercitare le prerogative sancite dalla Costituzione. Un atto di doveroso esproprio per il bene di tutti, perché gli italiani lo chiedono da 20 anni e, come più volte detto da Renzi: “ Di petrolio ce n’è tanto in Basilicata, perché rinunciarvi?”
È Il modello Dakota, che è già Donbass e Romania: vi ricordo che il 70% del territorio romeno è stato svenduto alla Chevron, con proteste che sono state come al solito poco segnalate nel web quanto in tivvì  come si legge qui:

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=4436

3) Mentre tutti giravano/inchinavano la testa al bravo Marchionne, il 20/01/2015  la polizia metteva le manette ai polsi del sindaco di Melfi, Livio Valvano, lista pddi e la macchina ingiusta della legge, che non dovrebbe mai toccare/infangare l’onore dei kompagni,  parla di intercettazioni relative ad appalti truccati per le varianti  Piano Regolatore della periferia della città.

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/01/20/news/appalti_pilotati_sindaco_di_melfi_agli_arresti_domiciliari-105332859/

La Fenice deve pur rinascere dai propri scandali, insieme a tutti gli indagati e corrotti impuniti che potranno nuovamente devastare, inquinare e fottere i contribuenti o i correntisi della Cassa Depositi Prestiti che farà da prestatrice di ultima istanza senza sé e senza ma, in questa nuova abbuffata, eufemisticamente denominata: nuovo boom economico.

http://www.comitatonooilpotenza.com/?p=4119

E dai! chiudiamo entrambi gli occhi, lasciateli lavorare questi bravi e onesti cittadini.
Melfi sa’ da ripartì!

http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/733304/Favori-negli-appalti-a-Melfi-.html

4) La Metec del Gruppo Ginatta ri-comincerà a produrre a Termini Imerese componentistica per auto e assumerà dipendenti tramite la controllata Blutech, fino almeno al 2018, che è il limite dei tre anni che il Marchionne si è preso per decidere come meglio sfruttare la manodopera lucana.

I particolari interessanti sono qui:

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/01/13/news/termini_imerese_alla_guida_arriva_vaselli_un_ex_manager_della_fiat-104851783/

Ufficialmente l’operazione è scattata il 21/01/2015.
La fretta è tanta perché Melfi sarà il primo cliente di Metec, come  avvenuto nei consueti rapporti di partenariato storico con Fiat.

5) Recentemente, Renzi decide di cambiare le regole del mercato creditizio con l’abrogazione parziale dell’articolo 30 del Testo Unico  in materia di banche popolari e cooperative.
Giulio Sapelli, noto professore di economia, ne scrive ampiamente  qui:

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/1/19/J-ACCUSE-Sapelli-da-Renzi-il-colpo-di-Stato-contro-le-banche-popolari/573637/

definendolo un GOLPE… e come dargli torto.

Ma girando per la blogosfera si scopre che,  è notizia del 19/11/2014:

ANIMA Holding e Banca Popolare di Puglia e Basilicata sottoscrivono un accordo di partnership strategica

– Banca Popolare di Puglia e Basilicata (“BPPB”) diventa il quarto partner strategico di ANIMA e si aggiunge a Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano e Credito Valtellinese

– Accordo di accesso preferenziale alla rete dei 137 sportelli della Banca fino a novembre 2022

http://www.lamiafinanza.it/default.aspx?c=61&a=33146

Sorvolando sui casini finanziari di Mps, di cui si è scritto alla nausea, mi/vi chiedo: cosa sta accadendo?

Semplicemente questo.

Renzi è in caduta di apprezzamento, se mai ce ne sia stato, da settembre 2014.
La macchina del consenso si è mossa spinta dai soliti potentati che vogliono lucrare sulla dabbenaggine degli italiani che devono assolutamente credere che jobs-act, contratti a tutele crescenti (se ci piacciamo altrimenti ognuno per la propria strada) e blabla sull’art.18, vogliano dire garanzia di ripresa industriale e occupazionale.

Il fonzarelli-minimal non promette 1 milione di posti di lavoro, è furbetto, ma fa sapere che, se per tutto il 2015 non ci saranno assunzioni, lui si dimetterà.
Lo stop alla CIG di Melfi e Termini Imerese, storna circa 500mln di euro che saranno elargiti a FCA e a Metec secondo quanto siglato da entrambi i gruppi con Ministeri e sindacati: altro che self-made-man Marpionnesco.
Come al solito pagheremo noi le stock-option dell’AD Fiat/Chrysler e sodali.

Inoltre, il piano per la riconversione industriale dell’Ilva di Taranto è strettamente legato al futuro delle estrazioni di petrolio e gas in Basilicata ascritti al progetto della Total “Tempa Rossa”   ben descritto in questo articolo di approfondimento:

http://www.inchiostroverde.it/tempa-rossa-i-documenti-delleni-e-le-strategie-parallele/

Ci tenevo a sottolineare, ed è tema di discussione negli alti consessi economico-finanziari USA, che produrre lo shale-gas da giacimenti di bitume e oli pesanti è fondamentalmente anti-economico, inquinante e non può essere fatto con un mercato del brent al di sotto degli 80 euro al barile e non mi pare che l’OPEC stia andando nella direzione consigliata dagli strateghi americani dell’energia.

La Sardegna è già ieri e mi sembra superfluo dirvi che il domani candiderà la Basilicata a essere eletta Regione Fantasma d’Europa e non basteranno olio di oliva, turismo e le bighe del remake di Ben-Hur a salvarla.

TRIVELLE, AUTOMOBILI, CULTURA E OLIO DI OLIVA (Il Poliscriba)ultima modifica: 2015-02-04T10:06:25+01:00da derosse
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