L’arroganza di Renzi di Eugenio Orso

Matteo Renzi mostra il suo vero volto, finalmente. Arrogante come non mai, dice che la questione dell’astensione elettorale è secondaria, anche se nelle recenti regionali ha raggiunto (e superato, in Emilia-Romagna) il sessanta per cento.

Renzi non si preoccupa di nascondere il disprezzo per tutti coloro che hanno evitato le urne, come forma di protesta assolutamente pacifica. Anzi, li deride apertamente perché sono “secondari”, non contano un cazzo. Tanto il pd vince, due a zero, cinque a zero, cioè vince sempre, come il banco al casinò se la roulette è truccata.

Dobbiamo chiederci perché Renzi si comporta così, perché si risolve a mostrare il suo vero volto, quello di uno sbruffone arrogante che se ne fotte della sofferenza della popolazione.

Di seguito la risposta, divisa in tre punti.

a)    A Renzi non importa della partecipazione popolare al voto e alla vita politica. Potrà sembrare strano a qualcuno, ma è proprio così. Lui non governa il paese per il popolo italiano, ma esclusivamente per fare gli interessi delle signorie finanziarie, bancarie e assicurative. La partecipazione massiva alla vita politica, in termini di voto e di militanza nei partiti, costituisce per lui, per il suo governo e i suoi padroni sopranazionali un fastidio e un ostacolo. Meglio ridurla al lumicino, comprimerla, “esodare” una parte consistente degli aventi diritto al voto e ridurre le tessere del pd, che gode di ben altre fonti di finanziamento (non solo le cene vip a mille euro a cranio …). Pur presentando alcuni tratti comuni con il “padastro” Berlusconi, in ciò Renzi si differenzia nettamente dall’ex cavaliere – uomo dell’altro secolo – che cercava di battere tutti i record di consenso elettorale, in termini percentuali e in valore assoluto, chiamando al voto “cani e porci” e non allontanando la plebe dalle urne.

b)    Al Renzi vittorioso e insediato a Palazzo Chigi, giunti al punto in cui siamo, non importa di “nascondere i suoi veri sentimenti” nei confronti della popolazione, vessata dal suo governo in nome e per conto della troika. Ovvio. Se l’obiettivo inconfessato è quello di svuotare di militanza il pd e ridurre la partecipazione al voto, per controllare meglio i risultati elettorali e i processi decisionali interni al partito unico collaborazionista, ben venga il calo di partecipazione, anche perché nel breve-medio termine non rappresenta una minaccia per il sistema. A meno di sorprese … sempre possibili, anche se poco probabili.

c)     A Renzi non importa se il sindacato con il quale il suddetto cerca lo scontro frontale (cgil, fiom-cgil, ma anche cisl), o la cosiddetta minoranza del pd possono giocare qualche brutto scherzo, facendo “disertare” le urne ad alcuni dei loro adepti. Si può vincere, e cantare vittoria, anche con il voto del 20% del corpo elettorale, o addirittura di meno. La vittoria del pd è comunque assicurata, fin dalle primarie, e il presidente della regione, o il sindaco, è sempre e soltanto quello designato dai vertici piddini. Anche qui a meno di soprese … sempre possibili, ma ben poco probabili.

Quanto precede ci spiega l’arroganza di Matteo Renzi, che giudica l’eccezionale ondata di astensionismo elemento “secondario”, sbeffeggiando apertamente i milioni che per rabbia, disprezzo, disperazione non hanno votato.

L’arroganza di Renzi di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-11-25T16:41:00+01:00da derosse
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6 pensieri su “L’arroganza di Renzi di Eugenio Orso

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  2. Renzi sà benissimo che buona parte del PD , la parte storicamente di sinistra del suo elettorato , gli ha voltato le spalle , quindi considera questi voti destinati al m5s
    e preferisce i voti di qualunque altro elettorato di destra.
    Perchè sono i voti di destra che lo tengono in piedi.

    • Per Franco De Angelis

      Non so se ha ancora senso parlare di elettorato di destra e di elettorato di sinistra …
      Ci sono coloro che sempre più numerosi subiscono i morsi della “crisi” e una minoranza, sempre più sparuta, alla quale va un po’ meglio e spera di salvarsi.
      Per quanto riguarda m5s, che si è rivelato totalmente inutile, non credo che i voti in uscita dal pd andranno in buona parte a lui, ma si tradurranno in maggiore astensione e in qualche voto a Salvini …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Il bamboccio è un altra marionetta, che sparirà molto presto, come altre, ma purtroppo senza lasciare danni ingenti al popolo Italiano, come hanno fatto i suoi predecessori, coloro che comandano sono da cercare altrove, laddove nessuno cerca….

    • Per Jean

      Renzi non durerà fino 2018, ma addirittura potrebbe lasciare la presidenza del consiglio durante il 2015. Vedo nel prossimo futuro il commissariamento definitivo dell’Italia con un governo-troika spietatissimo, che porterà a termine il saccheggio delle (residue) ricchezze del paese, raschiando anche il fondo del barile. Questo scenario diventerà più probabile nei mesi immediatamente successivi alla fine della presidenza italiana ue (naturalmente senza aver ottenuto alcun risultato in termini di attenuazione del rigore europoide), cioè con l’inizio dell’anno nuovo. Può darsi che dopo Renzi e prima del vero e proprio governo-troika commissariale, nominino l’ultimo piccolo Quisling (il quarto) per un breve periodo, uguale o addirittura inferiore ai dieci mesi di Letta. Se anche fosse, ciò allontanerebbe solo di alcuni mesi il commissariamento formale e definitivo dell’Italia. E il boia Renzi? Avendo a quel punto ottenuto qualche risultato – esempio: la completa precarizzazione del lavoro con annessa libertà di licenziamento – il suddetto passerà “ad altri importanti incarichi”, come premio, ma non necessariamente nel paese.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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