Renzi e pd, Spettacolo e repressione di Eugenio Orso

Come ho scritto in passato, quando le forme pubblicitario-mediatiche di manipolazione e dominazione di massa non funzionano più, quando la situazione sociale diventa pesante al punto di far temere una rivolta dei dominati, sulla tela dove si proietta lo Spettacolo appaiono degli squarci, dai quali fa capolino una dura realtà sociale. Un po’ come i celebri tagli sulla tela del pittore Lucio Fontana, che secondo alcuni “attivano la corteccia motoria cerebrale” di chi li osserva. Nel nostro caso, gli squarci sulla tela dello Spettacolo possono attivare una reazione sociopolitica di massa, fuori dagli schemi narcotizzanti del politicamente corretto e del pacifismo strumentale. E’ allora che entrano in gioco i tradizionali apparati repressivi, cioè i “corpi di uomini in armi” e manganelli al servizio del sistema, fino a quel momento “in sonno”, incaricati di reprimere i moti popolari con l’uso della violenza.

Questa affermazione, per quanto non inesatta e ispirata dal buon senso, oggi deve essere corretta. Dopo lo “smanganellamento” feroce, a Roma, degli operai degli Acciai Speciali di Terni, dopo l’uso della violenza “preventiva” contro lavoratori disarmati e sottopagati ma innocui per il sistema, che manifestavano sotto il controllo fiom-cgil per la difesa del posto di lavoro, nuove riflessioni s’impongono. I suddetti non avrebbero assalito l’edificio del ministero per lo sviluppo economico, buttando dalle finestre gli occupanti e incendiandolo. Ci avrebbe pensato il sindacato giallo, finta opposizione sociale e sponda per il grande capitale, a trattenerli, a fare in modo che tutto si svolgesse in modo “pacifico” e “democratico”, a parte qualche slogan più pesante e qualche striscione un po’ più minaccioso, che però non spaventa nessuno. Landini e Camusso non intendono assaltare le fortezze neocapitaliste con le armi e interrompere la riproduzione sistemica. I suddetti recitano una parte, nello Spettacolo, e cercano, al più, di riattivare una finta e perdente “concertazione”. Il loro compito non dichiarato è quello di trattenere la protesta operaia nei modi e nelle forme più convenienti per il sistema. Potrebbero pensarci loro, in definitiva, a far fallire la protesta dei lavoratori con scioperini inutili e politicamente corretti, come hanno sempre fatto. Non sono forse anche loro “di sinistra”, democratici, europeisti? E allora perché attivare all’improvviso la repressione poliziesca, con tanto di “carica preventiva”, perché usare la violenza fisica se non vi era una reale minaccia? Perché mandare dei disgraziati, che fra poco saranno vittime della disoccupazione e dell’indigenza, direttamente all’ospedale? Lo Spettacolo funziona ottimamente come avvertono i sondaggi, con il pd al 40% e un alto gradimento per Matteo Renzi. La realtà virtuale parallela fagocita tutto e mette in ombra una realtà sociale sempre più degradata. Astrazioni come la democrazia e i diritti umani trionfano, in tutte le puntate dello spettacolo, e i resistenti, i Winston Smith che si oppongo, trent’anni dopo in questo 2014, sono praticamente estinti. Il Ministero della Verità – Leopolda + segreteria del pd + repubblica quotidiano + televisioni + ecc… – può diffondere ciò che gli pare, perché, tanto, un popolume imbecille, disgregato, terrorizzato dal futuro, si beve acriticamente qualsiasi cosa.    

L’esecutivo Renzi e il “suo” partito unico, convention-Leopolda più settemila sezioni piddine, maggioranza e opposizione sotto lo stesso tetto, nello stesso tempo favorevoli e critici nei confronti dello jobs act precarizzante e della finanziaria rigorista, hanno vinto e stravinto. Nessuno è più in grado di minacciare seriamente, in questo paese votato allo smantellamento, i locali collaborazionisti della troika. Il governo sottomesso alla nato e alle entità europoidi non è in discussione e la scissione nel pd non è “in agenda”. All’interno del partito unico la contrapposizione fra maggioranza e opposizione, lungi dal testimoniare un reale dibattito politico, è solo una recita. Il punto è che gli infami hanno vinto troppo, con troppa facilità e troppo in fretta. Hanno il vento in poppa e possono fare ciò che vogliono, di un intero popolo ormai schiavo delle signorie finanziarie, bancarie e assicurative (dalle quali, non dimentichiamolo, Renzi e il pd dipendono integralmente). Giacché l’appetito vien mangiando, con il 40% alle europee possono anche sterminarci tutti, per “cambiare” a forza l’Italia.

Ciò che conta è realizzare le controriforme volute dal grande capitale finanziario e decise fuori dal paese. Queste controriforme, a partire da quella del mercato del lavoro, sono improcrastinabili e devono passare assolutamente. Gli euroservi, da Renzi in giù, hanno una tabella di marcia da rispettare, altrimenti potrebbero essere rapidamente rimossi. Visto che hanno vinto troppo e troppo in fretta, per mostrare il loro zelo nei confronti del padrone sopranazionale, imprimono un’accelerazione al cambiamento, cioè alle controriforme. Anche loro rischiano il culo, in un certo senso, perché il “timing” (cioè la tempistica) è importante quanto l’obiettivo che si deve raggiungere. Se nicchiano sulla tempistica, il padrone si inquieta.

Mentre lo spettacolo continua con un certo successo, sul versante propagandistico-mediatico e subpolitico, per accelerare il “cambiamento” possono permettersi di usare i tradizionali apparati repressivi, ordinando le manganellate sulla testa di operai disperati. In tal modo si vincono le deboli resistenze residue, represse con l’uso della forza anche se non in grado di minacciare la stabilità sistemica, e si scoraggiano future manifestazioni, che potrebbero dare l’impressione (falsa, allo stato attuale delle cose) di una reale, consapevole e crescente opposizione sociale alle politiche imposte dalla troika. Ordinare le manganellate sulle teste degli operai è un “mettere le mani avanti”, per estrema cautela. Infatti, c’è sempre il remoto rischio che aumentando esponenzialmente disoccupazione e miseria Landini e Camusso possano non bastare, per infinocchiare i lavoratori e neutralizzarne la protesta.

Nonostante che lo Spettacolo offerto dal sistema funzioni a dovere, ecco spiegato il perché Renzi e il pd ricorrono, in parallelo, alla repressione poliziesca e violenta. Ecco perché si “smanganellano preventivamente” i lavoratori, vittime delle controriforme e delle numerosissime chiusure o ridimensionamenti aziendali. Nei prossimi mesi assisteremo a un crescendo di violenza e repressione, che procederà di pari passo con lo Spettacolo.

Renzi e pd, Spettacolo e repressione di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-10-31T11:47:16+01:00da derosse
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4 pensieri su “Renzi e pd, Spettacolo e repressione di Eugenio Orso

  1. Pingback: Renzi e pd, Spettacolo e repressione | Informare per Resistere

    • Per Giovanni

      Ringrazio sentitamente. Le mie riflessioni sul tema “Spettacolo e repressione” derivano banalamente dall’osservazione della realtà sociopolitica. Tutti dovrebbero essere in grado di arrivarci autonomamente, ma, data la condizione di buona parte della popolazione italiana, così purtroppo non è …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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