La piazza contro la Leopolda, farsa del 25 ottobre di Eugenio Orso

Giocare al poliziotto buono e a quello cattivo, fingere una competizione che non c’è, simulare improbabili opposizioni, politiche e sindacali, contrastare il capoccia per poi sostenerlo in parlamento e chiamarlo “il mio segretario” davanti ai microfoni, come fa Bersani con Renzi. Il pd, con la cgil e la fiom che gli reggono il sacco, è abilissimo in questi giochetti, è bravissimo nell’inscenare farse come “la piazza contro la Leopolda”, o anche “la sinistra contro i renziani” di turno.

Parte la cgil con una manifestazione pacifica e palesemente inutile, da incontro in piazza nel week-end, e l’”opposizione” interna piddina ne approfitta. Evidente che dietro c’è un copione da seguire, ma senza spaccare il pd e far cadere il governo … che è comunque il loro governo, benedetto e sostenuto dalla troika almeno per il momento.

Campioni nella truffa e nella manipolazione del popolo bue, i piddini fingono due schieramenti, per mantenere e acquisire consensi a tutto campo. Il primo è quello dei renziani, che vorrebbero le riforme del mercato del lavoro in barba ai “privilegi” dei lavoratori protetti, il secondo schieramento, che nella farsa dovrebbe opporsi con risolutezza al primo, è la cosiddetta sinistra del partito, “sensibile” alle istanze sociali e perciò “conservatrice”, con la cgil e la fiom in torta. I primi alla Leopolda, i secondi in piazza con il sindacato. A ciascuno di questi infami è stato assegnato un ruolo ben preciso, nella farsa.

La difesa dell’articolo 18, per quanto riguarda il secondo schieramento, non è che un pretesto per fottere ancora una volta i lavoratori e trattenere tessere e consensi, nel pd, nella fiom e nella cgil, così come nei primi anni duemila (marzo 2002) ha rappresentato un pretesto per far cadere il governo Berlusconi II, senza però riuscirvi. I renziani, dal canto loro, vorrebbero lavoratori tutti uguali e tutti senza diritti, licenziabili in ogni momento, per “dare lavoro ai giovani” (il solito slogan vuoto, che però funziona) e per “una questione di equità” sociale, ma in senso neocapitalistico, ossia tutti sottopagati e sfruttati davanti al capitale finanziario. A ciò si aggiunge la “contesa” riguardante la stessa natura del partito unico collaborazionista (della troika), cioè il pd. Se i renziani andrebbero verso il “partito della nazione” allargato o addirittura onnicomprensivo, aperto a tutto e al contrario di tutto, per fagocitare sel, ncd, i resti di sciolta civica e forse una parte degli inutilissimi grillini, i “sinistri” vorrebbero mantenere una “comunità di uomini e donne” (stronzate che dicono un Cuperlo o un Bersani) un po’ più ristretta, fingendo di restare “orgogliosamente ancorati alla loro storia”, anche se i collaborazionisti della troika, in quanto servi del Gran Capitale disposti a ogni sorta di tradimento e bassezza, non possono avere né storia né dignità politica. Così, la sceneggiata che si profila sabato 25 ottobre è a tutto campo, e in moltissimi crederanno veramente che nel pd ci siano opinioni e “proposte politiche” diverse, non soltanto quelle della bce, della commissione europoide e del fondo monetario internazionale. Che bel pluralismo! Eccola, l’essenza della democrazia liberale che anima il partito unico!

La ripugnante infamia chiamata sinistra avrà un giorno di gloria e darà spettacolo. Da una parte la sinistra-sinistra apostata del comunismo: cgil + fiom + Cuperlo + Bersani + Civati + Fassina + Mineo + Damiano + varie ed eventuali. Dall’altra la sinistra liberal ultramodernista, raccolta intorno allo sbruffone Renzi in una vecchia stazione ferroviaria fiorentina, scopertamente e fanaticamente devota al mercato, agli investitori, alle signorie finanziarie e alla loro moneta unica.

Peccato che lo jobs act, al senato, è stato da poco approvato con maggioranza ampia che più ampia non si può (165 sì!), e questo, soltanto questo, è ciò che conta per il futuro dei lavoratori. I più “coraggiosi” sinistri pd, come Mineo, si sono astenuti – non avendo avuto neppure il coraggio di votare contro – mentre gli altri hanno votato a favore. Tanto varrebbe che sabato se ne andassero tutti alla Leopolda, ad applaudire il loro segretario! Nessuno è uscito dal pd stracciando la tessera e nessuno lo farà il 25 di ottobre, ma la sceneggiata s’ha da fare, per ingannare ancora una volta il popolo bue.

La piazza contro la Leopolda, prossimamente in scena.

La piazza contro la Leopolda, farsa del 25 ottobre di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-10-22T10:49:52+02:00da derosse
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8 pensieri su “La piazza contro la Leopolda, farsa del 25 ottobre di Eugenio Orso

  1. SONO DACCORDO SU TUTTO MA SALVEREI (PER ADESSO) LA FIOM DI LANDINI CHE HA SOSTENUTO PUBBLICAMENTE CHE AVREBBE CACCIATO DALLA MANIFESTAZIONE GLI ESPONENTI PD CHE SOSTENGONO QUESTO GOVERNO (PRATICAMENTE TUTTI, PERCHè E’ FACILE DISSENTIRE MA E’ ANCORA PIU’ COMODO RESTARE DENTRO).
    LA FIOM E’ L’UNICA CHE SI E’ OPPOSTA AL FASCISMO PADRONALE DI MARCHIONNE. E PENSO CHE UNA SINISTRA GENUINA POTREBBE ANCORA AGGREGARSI ATTORNO A LANDINI,

    • Per Franco De Angelis

      Qualche anno fa,ero in stretto contatto con la fiom perché credevo che avrebbe potuto rappresentare una futura opposizione sociale e anche politica. Sapevo che c’erano ambiguità, che la situazione era un po’ “opaca”, ma covavo la speranza (non senza qualche dubbio, ovviamente) che una parte della fiom, non ancora marcita e ancora combattiva, sarebbe uscita dalla cgil creando una nuova struttura sindacale, destinata ad allargarsi, ad assumersi nuove responsabilità e ad assorbire l’opposizione al sistema neoliberale e neoliberista. Nonostante i dubbi che sollevava Costanzo Preve, mio Maestro – da lì non uscirà mai niente di buono – per un po’ ho creduto che all’interno della fiom ci fossero potenzialità antagoniste.

      Mi sono tragicamente sbagliato e Costanzo, come sempre, ha avuto completamente ragione. Ho commesso un gravissimo errore nel dar credito a una parte della fiom, che credevo veramente antagonista, determinata e in buona fede, perché il vero ruolo di quel sindacato era di narcotizzare la protesta operaia affinché non “degenerasse” in (sana) rivolta antisistemica, vista la progressiva distruzione dei diritti (e dei redditi da lavoro) in corso. Non mi perdonerò mai l’errore commesso, in passato, nell’aver concesso un’apertura di credito a questa organizzazione, storica costola della cgil, con un passato forse glorioso, ma ormai marcia fino al midollo. Ancor oggi, non riesco a perdonare a me stesso l’errore di valutazione commesso.

      A tale proposito, ti segnalo un post, da me scritto sotto pseudonimo (Anatolio Anatoli) nel luglio del 2012, dopo che Cremaschi il “pensionato” ha chiesto scusa ai lavoratori per il tradimento della fiom: “Giorgio Cremaschi: l’autocritica di un imbroglione”, pubblicato in moltissimi siti. Se vuoi leggere, per capire il mio pensiero in proposito, ecco tre link utili:

      http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=52902477
      http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=10526
      http://waterclosed.myblog.it/2012/07/03/giorgio-cremaschi-l-autocritica-di-un-imbroglione/

      Per quanto riguarda Maurizio Landini, oltre a fare il giullare mediatico, ospite apprezzato in alcuni salotti buoni televisivi, ha “flirtato” un po’ troppo con Renzi e troppo poco con la reale condizione dei lavoratori, la cui rischiavizzazione è avvenuta anche per “merito” della fiom. Spetterebbe a lui, e al suo gruppo dirigente, trovare nuove ed efficaci forme di lotta, anche in aperto contrasto con la cgil piddina della Camusso, con il politicamente corretto, con il “pacifismo strumentale” e castrante imposto alle masse dominate … ma sappiamo bene che costui non lo farà mai!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Lettura particolarmente consigliata a chi non ha ancora capito o, meglio, a chi non vuole ancora capire, quale banda di imbroglioni si cela dietro certi sedicenti partiti di sinistra che utilizzano il consenso rubato con destrezza a milioni di microcefali per essere loro i servi che ricevono e attuano le direttive tanto care ai veri padroni. Dovevano sparire alla caduta del muro, invece quello è crollato e loro sono ancora lì, perché erano di sinistra quando la sinistra andava di moda, sono liberisti ora che il liberismo è di moda: in realtà non sono né di sinistra né liberisti, ma semplicemente opportunisti sempre pronti ad ogni occasione! La leggo sempre con piacere quando picchia duro su questi traditori dello stato che dirigono lo stato.

    • Ringrazio Parmenide

      Credo che espressioni come “connubio” e “trasformismo”, dal sapore ottocentesco ma valide anche nel novecento, siano troppo poco e soprattutto troppo gentili per definire il … come chiamarlo? … voltafaccia della sinistra, tradimento, svendita del paese e della sua popolazione al Gran Capitale Internazionalizzato?
      Questi infami vigliacchi hanno venduto anche la madre, pur di restarsene negli apparati subpolitici, ideologici e massmediatici al servizio del neocapitalismo. Hanno sputato sulle tombe dei loro predecessori (Gramsci, ad esempio, uomo degno e coraggioso), hanno cambiato casacca con la disinvoltura del piccolo imbroglione. Pronti a saltare sul carro del vincitore (da D’Alema a Renzi l’hanno mostrato ampiamente), oggi sono legati a doppio filo ai loro padroni sopranazionali, al “progetto europeo” e all’eurolager, in cui ci costringono in una cattività che pare senza fine. Se, però, la costruzione sopranazionale europoide cadrà, questa volta non avranno scampo. Cadranno rovinosamente anche loro, senza la possibilità di tentare giravolte, di riciclarsi, di salire sul carro del vincitore …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Proprio sicuro, caro Orso, che “Se, però, la costruzione sopranazionale europoide cadrà, questa volta non avranno scampo. Cadranno rovinosamente anche loro, senza la possibilità di tentare giravolte, di riciclarsi, di salire sul carro del vincitore…”? Io non lo sono affatto. Vediamo un po’. Renzi fa una finanziaria che in parte scontenta la Germania, ma che comunque rimane nell’alveo dell’austerità europoide che ben conosciamo. Fa la figura di quello che si oppone ai cattivi tedeschi, senza ribellarsi apertamente, pero!, e così guadagna tempo. La legge di stabilità infatti prevede aumenti di tasse e tagli ma li sposta un po’ più in là, al 2015 e 2016. Intanto il furbo fiorentino fa vedere agli italiani, sempre più poveri e incazzati, che non si piega allo straniero. Magari fa anche elezioni anticipate e rafforza la sua maggioranza! Intanto si arriva al 2015, forse 2016. A quel punto, Renzi non ha più scampo: deve tassare e tagliare drasticamente, non può più guadagnare tempo con Bruxelles. Ma è molto probabile che fra un anno o due… altri, non certo il cialtrone fiorentino, facciano saltare la Ue. I tedeschi, che hanno già spremuto il limone fino al limite, o i francesi, stanchi di subire. Così l’euro va a pezzi ma non vanno a pezzi Renzi e il Pd. Che racconteranno: “Noi volevamo il sogno europeo e infatti ci siamo anche opposti all’esagerata austerità e miopia tedesche. Io mi sono opposto e vi ho difeso! Ho anche indicato la via per salvare l’Uem, ma i cattivoni tedeschi o i populisti francesi hanno rovinato tutto! Ora si torni alla lira e credo di avere dimostrato di essere la persona giusta anche per questa nuova fase”. E quindi – anche senza euro – ci potremmo trovare Renzi e il Pd al governo. Ovviamente a protrarre politiche neoliberiste anche in presenza di una moneta nazionale!
    Spero di sbagliarmi ma…

    • Per Valdo

      Certo. Renzi mette in scena il teatrino della “battaglia in Europa” per attenuare il rigore, che è un classico del pd prima di Renzi. L’unica cosa che può richiedere e ha richiesto, per non scontentare e allarmare i padroni, è “sfruttare i margini di flessibilità” che sarebbero insiti nei trattati-capestro europidi. Anche Juncker su questo sembra d’accordo … ma è troppo poco per risollevare le sorti del paese e Renzi questo lo sa bene, perché mente sapendo di mentire. Di cambio radicale nelle politiche economiche non si parla neppure. Il fatto è che il pd non vuole risollevare le sorti del paese, ma, in compenso, ha investito tutto, fin dalla sua nascita, sulla nefasta favoletta degli “stati uniti d’Europa”, venduti come sogno di futuro benessere, addirittura “di civiltà” e di salvezza, alla massa da spennare e martoriare. Il gioco piddino è quello della carota domani – gli “stati uniti” a compimento del progetto europeo, improbabile Eden vagheggiato a uso e consumo degli idioti – e del bastone rigorista e neoliberista oggi, molto concreto, che in molti ormai avvertono sulla loro schiena. Il tutto condito con “non ci sono alternative” (slogan thatcheriano, merkeliano), prospettando le sette piaghe d’Egitto e terrorizzando il popolume in caso di uscita dall’eurozona. Questo gioco lo faceva il fallito Bersani prima di Renzi e Renzi continua, a modo suo, con più maestria, su quella strada. Se il sogno dovesse bruscamente infrangersi, rivelando senza veli ciò che c’era dietro, crollerebbe tutto il palco del pd, che ha puntato tutto sull'”eternità” dell’unione e della moneta unica elitista, stando al riparo della potenza finanziaria, mediatica e militare dei suoi padroni sopranazionali. A quel punto, non ci sarebbero più scusanti, né servirebbero a molto, credo e spero, le attuali, grottesche “baruffe chiozzotte” (renziane e non goldoniane) messe in scena con la commissione uscente (Barroso, le “lettere segrete”) e i tedeschi dominanti. Davanti all’azzeramento del “sogno europeo”, che rivelerebbe a tutti, infrangendosi, la sua vera sostanza di incubo, il pd non avrebbe più pretesti per imbrogliare il popolo, come ha fatto finora, né potrebbe prospettare futuri radiosi e cambiamenti di verso pur “rispettando le regole” e i trattati. Inoltre, non essendo più utile ai padroni, potrebbe perdere completamente l’appoggio sopranazionale che finora gli ha consentito di vincere con l’inganno. In altre parole, il pd, per “legittimarsi” e sopravvivere, ha bisogno del padrone e dell’inganno del “sogno europeo”, ma se il padrone lo mollerà, non essendogli più di grande utilità dopo la rottura dell’eurozona, il pd euroservo crollerà molto rapidamente.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Mi domandavo, Eugenio, e tu meglio di me puoi aiutarmi/ci a capire.

    Abbiamo avuto:

    1) l’implosione socialista al di là della cortina e lo sfruttamento di quei popoli, i PECO, come manodopera balcanizzata per balcanizzare a cascata i nostri stipendi/salari cominciando da est (Friuli-Venezia-Giulia) nel 1992, se non prima ,(Helmut Kohl e Woytila/Ratzinger che usavano l’ariete Solidarnosh per abbattere il muro simbolico e quello fisico;
    2) reazioni operaie in Polonia/Estonia/Lituania contro lo sfruttamento capitalista targato UE-UK-USA
    3) le sacrosante ragioni russofone nel donbass, che rappresentano solo la superficie del fallimento d’inclusione sociale/politica/religiosa (a meno d’interventi manu-militare sotto falsi caschi blu) nei territori post URSS (Bosnia, Kosovo etc..)
    4) l’incremento delle mafie, della povertà, dell’abbandono dei minori, della prostituzione, del mercato della droga e del gioco d’azzardo finanziario:
    5) Il golpe del PD in Italia che rappresenta l’incipit di un comportamento che presto dilagherà in tutta Europa: sempre i primi nel dare il peggior esempio di democrazia dalla fine della Roma repubblicana in poi…

    per quale caspita di motivo i popoli sono convinti della favoletta che l’unico mondo possibile è questo e nessun altro?

    saluti

    • Per max

      Una risposta potrebbe essere che i media sono riusciti a creare una realtà virtuale che ha sostituito il mondo reale. Un’altra risposta, molto simile, ma più esaustiva, ce l’ha data Noam Chomsky con le celebri dieci strategie manipolative mediatiche. Risposte articolate in merito le ha fornite Costanzo Preve con l’imbecillità socialmente organizzata e saggi come Finalmente! L’atteso ritorno del nemico principale (la metafora dello struzzo, che nasconde la testa nella sabbia per non vedere). Qualche risposta credo di averla data anch’io, nel saggio Alienazioni e uomo precario e nel libro, scritto con Preve, Nuovi signori e nuovi sudditi. Come si nota, si tratta di analisi che hanno forti implicazioni antropologico-culturali, prima ancora che economiche. E’ stato fatto un grande lavoro di manipolazione dell’essere umano per fargli dirigerire il neoliberismo, il mercato sovrano, la supremazia del capitale finanziario, “il villaggio globale”, la svalutazione (non solo economica, ma anche culturale) del lavoro e, ultimo ma non ultimo, l’intagibilità del neocapitalismo nella sopraggiunta impossibilità di concepire alternative. Di recente, ho scritto un … come chiamarlo? … post, saggio breve, articolo, dal titolo provocatorio Un’altra specie, che sarebbe poi la risultante di questa manipolazione ultra-ventennale. Evidente che il processo in questione non ha riguardato solo l’Italia (in cui l'”esperimento” sulla massa è in fase conclusiva e la situazione è gravissima), ma tanti altri paesi europei. Tornerei per un attimo all’imbecillità socialmente organizzata previana combinata con le dieci strategie manipolative di Chomsy, perché ciò ha comportato la perdita (forse irrimediabile) della dimensione sociopolitica e l’incapacità di valutare la portata, nonché l’influenza sulla propria vita, di eventi come quelli da te elencati. Anzi, gli eventi ricordati si sono verificati e sono stati “metabolizzati” dalla massa, senza scossoni rivoluzionari, proprio perché la manipolazione ha avuto successo. Devo limitarmi a queste poche considerazioni, trattandosi della risposta a un commento, ma è sempre possibile rileggere Chomsky e Preve (e forse anche il sottoscritto …).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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