Blocco degli stipendi, ma solo per chi non è armato di Eugenio Orso

Blocco degli stipendi della pubblica amministrazione per tutto il 2015. La raccomandata gravida nominata ministro per la pa e la “semplificazione” da Renzi/Napolitano, Marianna Madia, con quella faccetta da piddina cui tutto è dovuto, ha comunicato candidamente che nel 2015 per i lavoratori del settore pubblico non ci sarà un centesimo in più, come del resto tutti ci aspettavamo. State pur certi che il blocco durerà per tutto il decennio, fino al 2020 (sempre che ci saremo ancora!). Malcontento a mille fra i dipendenti pubblici, che pure come gonzi hanno votato in maggioranza pd alle europee. Ennesimo taglio del potere d’acquisto per una parte significativa del lavoro dipendente, quella ancora tutelata e oggi a rischio, che aggraverà la caduta dei consumi interni.

Però la polizia, toccata direttamente nel portafogli, si è ribellata, minacciando scioperi chiaramente “atipici”, ma sicuramente imbarazzanti, se non pericolosi per il sistema. Alfano, scendiletto del pd alla ricerca disperata di consensi (altrimenti scomparirà), media inesausto fra le parti e dichiara che gli stipendi della ps (polizia di stato) si possono sbloccare, a differenza degli altri! E’ chiaro che sbloccheranno solo quelli, magari tagliando un po’ di più le paghe dei “non-armati”, con qualche trucco per recuperare lo sblocco. L’importante è avere le armi, anche se si è inefficienti come gli sbirri italiani. Se non le hai, e fai parte della gran maggioranza dei lavoratori, puoi fotterti perché sarai calpestato. Tanto si sa che il pd è forte con i deboli e debole con i forti, esprimendo la peggior vigliaccheria possibile. Se sei un innocuo anziano a fine vita, che fatica anche a fare le scale nel condominio, ti tagliano la pensione, o comunque non te la aumentano più (cascasse il mondo!) portandoti dritto alla fame, o all'”incapienza”, com’è più corretto dire. Se sei un umile “travet” dello stato, una sorta di epigono di Fantozzi che non farebbe male a una mosca, niente aumento! Se sei armato, invece, ci pensano due volte: non si sa mai che quelle armi possano essere rivolte contro il pd “di governo” e la sua nomenklatura!

Non è improbabile che i collaborazionisti piddini, e i loro miserrimi compari come Alfano, si illudano che queste “forze dell’ordine” – le uniche che vedranno crescere la paga … comunque sia, hanno le armi! – li difenderanno in caso di bisogno, nel caso ipotetico di rivolte generalizzate di una popolazione ridotta progressivamente alla fame. Grave errore! Scapperanno in gran maggioranza, butteranno le divise se le cose si metteranno male, dopo aver sparato appena un paio di colpi. Una è bastonare senza risparmio studentelli che protestano oppure operai disarmati, e disperati, che stanno perdendo il posto di lavoro, altro è affrontare masse urlanti che non hanno più niente da perdere e devastano tutto, o addirittura gruppi armati e determinati! Non dico che i ps si schiereranno con la (per ora) ipotetica popolazione in rivolta, perché notoriamente mancano di nerbo, non esprimono una grande fedeltà al paese e al popolo, ma di sicuro, se annuseranno la malaparata, se la batteranno a gambe levate, lasciando i piddini nella merda … almeno fino all’arrivo dei macellai dell’alleanza atlantica. A questo riguardo, si accettano scommesse.

Nonostante tutto, però, le armi gli sbirri le hanno e allora non è prudente bloccargli la paga “sine die”. Quel che può andar bene per tantissimi lavoratori, completamente disarmati – e non mi riferisco solo alle armi da fuoco, ma anche a quelle politiche e sindacali – non va bene per i suddetti, ai quali si deve dare qualche spicciolo, o più di qualche spicciolo per tenerseli buoni. Poco male, pagherà la gran maggioranza dei lavoratori pubblici, forse con qualche decurtazione di paga “ad hoc” per recuperare gli aumenti concessi alla pubblica sicurezza.

Due pesi e due misure, come sempre. Agli armati lo sblocco delle retribuzioni, con qualche trucchetto, perché se si vuole le risorse si trovano sempre. Ai disarmati della pubblica amministrazione, dritto nel culo! E voi, poveri imbecilli, popolo bue meno che idiota, votate ancora a testa bassa e occhi chiusi per il pd!

Blocco degli stipendi, ma solo per chi non è armato di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-09-09T12:04:50+02:00da derosse
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2 pensieri su “Blocco degli stipendi, ma solo per chi non è armato di Eugenio Orso

  1. Caro Orso, mi sembra un po’ ingenuo il suo giudizio sui dipendenti pubblici. Costoro – come tanti pensionati – hanno votato massicciamente il Pd per anni (e Renzi a maggio) non perché pensassero o pensino che sia di sinistra, tranne alcuni poveri illusi che vivono nel passato remoto, ma perché dal Pd si sono sentiti protetti. E protetti, in rapporto al trattamento riservato dai governi tecnico-piddini ai lavoratori autonomi da partita Iva, ai dipendenti di pmi dove neppure il sindacato giallo mette piede, ai precari, ai giovani, lo sono stati sul serio. Tra essere alla fame e trovarsi coi salari bloccati, ma comunque (per ora) garantiti e con un pur modesto posto di lavoro, c’è una bella differenza!
    Via, lo sanno anche i dipendenti pubblici che la mannaia finirà per calare sul serio anche su di loro, come sui pensionati da 1000-2000 euro. Ma finché non succede (e il Pd cerca di ritardare questo momento per non perdere la sua base elettorale), perché abbandonare il partitone e rinunciare alla sua pur temporanea e limitata protezione? Certo, distruggerlo non votandolo in massa sarebbe la strada maestra per costruire una nuova e VERA sinistra, ma ci vogliono le palle per farlo! Non diciamo che la base elettorale del Pd (esclusi ovviamente quelli della casta di partito e di sindacato, che lo sostengono per evidente convenienza di carriera e stipendio) è fatta di ingenui. No, è fatta di gente debole e spaventata, che però mi fa incazzare quando va a raccontare in giro che il loro è un partito che guarda alla giustizia sociale.
    Ciò detto, auguro loro tutto il bene possibile: io alla giustizia sociale, al ruolo dello Stato nell’economia, alla spesa pubblica (e quindi a una forte presenza di pubblico impiego), alla redistribuzione della ricchezza, ci credo sul serio, e non perché ho un posto alla Provincia o in un ente pubblico.

    • Per Valdo

      Nel post ho appena accennato all’argomento del perverso legame fra impiego pubblico e pd. Non era il caso di fare analisi approfondite in tal senso, dato l’oggetto specifico del post.
      Non sono “indulgente” con il pubblico impiego. Non credo assolutamente che tutti, ma proprio tutti i dipendenti pubblici – categoria della quale NON FACCIO PARTE – appartengano al gruppone dei rimbecilliti sociali e politici, che nella loro insipienza siano “in buona fede”. Ci sono anche i farabutti, gli impauriti e i ricattati. Gruppi diversi, come si nota. I farabutti cercano di metterlo in culo agl’altri appoggiando il pd (e la gialla cgil), in aperta malafede, esclusivamente per ottenere piccoli o grandi vantaggi personali. I ricattati, oggetti di ricatti specifici riguardanti le condizioni di lavoro, la qualità del lavoro, gli aumenti, la carriera, eccetera, abbassano la testa perché non sono degli eroi (“tengo famiglia”) e non hanno alternative (se non ribellarsi, ma non essendo eroi non lo faranno mai). Gli impauriti hanno punti di contatto con i ricattati, esprimono una generica paura di perdere posto di lavoro e reddito, di finire completamente sul lastrico (cosa che, come sappiamo, accadrà), ma sperano almeno di rinviare il momento in cui ciò accadrà e votano come pecore per l’infamissimo pd. E’ evidente, però, che ci sono anche tanti imbecilli (sociopolitici) che credono nella “sinistra” e nella “giustizia sociale” espressa dal pd(!!!!!!!).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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