Islamisti e capitale finanziario, la blasfema alleanza di Eugenio Orso

Che l’islam sunnita e rigorista sia un nemico mortale di qualsiasi forma di civiltà degna di questo nome, dovrebbe essere ormai un’evidenza. Proprio per questo gli assassini oscurantisti sunniti, dal Medio Oriente all’Africa, sono i mercenari prediletti delle forze neocapitalistiche che operano dal remoto (silenziando i media), in stretta collaborazione con le monarchie del Golfo (i “sauditi”). Gli islamisti radicali sunniti non hanno scrupoli, esercitano una violenza senza limiti e sembrano aver perso le caratteristiche umane. Ne sanno qualcosa i siriani, gli irakeni, i libici, i nigeriani. Eppure, proprio per questo sono i più adatti a “fare il lavoro sporco”, formalmente nel nome di dio, del profeta e degli antenati, ma concretamente favorendo l’ordine mondiale neocapitalistico (che solo in apparenza ci pare un caos). Cosa c’è di meglio della loro incontenibile e sanguinaria violenza per disarticolare gli stati, per distruggere le civiltà pregresse annientando qualsiasi opposizione, e per servire su un piatto d’argento, al grande capitale finanziario (capital gains + petrodollari), intere porzioni del mondo?

La feccia di tagliagole dello stato islamico è arrivata alla piana di Ninive ed è fuga generale della popolazione. Altre decine di migliaia di profughi, nel disastro mediorientale artificialmente provocato. Ai cristiani è concesso di fuggire a piedi, verso nord, mentre gli yazidi sono uccisi (se uomini) o resi schiavi (se donne). I cupi assassini incappucciati avanzano in Siria e hanno iniziato la destabilizzazione del Libano. Nel frattempo, come si trattasse di una manovra concertata ad ampio respiro geografico, nasce l’”emirato” di Bengasi e boko haram è all’attacco anche nel Camerun, in un’area dell’Africa lontana dal Medio Oriente, ma molto vicina alla culla dell’Ebola. Anche nei Balcani, però, vi sono i primi segnali di futuri massacri. In Macedonia, gli islamisti albanesi manifestano inneggiando alla jihad, cogliendo come pretesto la condanna di cinque albanesi, processati per aver assassinato alcuni macedoni.

Chi ha permesso allo stato islamico, ad ansar al-sharia e a boko haram di acquisire tanta potenza, e una certa invincibilità sul campo, sconfiggendo eserciti, conquistando città e sottomettendo popolazioni in così breve tempo? Da dove arrivano i flussi di soldi e di armi che alimentano la strage islamista in Medio Oriente e in Africa? Solo dalla vendita del petrolio siriano e iracheno? Questi gruppi di tagliagole non hanno bisogno del consenso dei popoli. Il loro successo è dovuto alle armi, alla violenza e al terrore, ma soprattutto agli “appoggi internazionali” (soldi, armi e mercenari), di cui i media occidentali non parlano mai.

Non è strano che l’ambizioso “progetto” dello stato islamico includa praticamente tutto il Medio Oriente arabo (più Cipro), meno la penisola arabica, culla dell’islam? Forse perché lì ci sono i finanziatori, che non gradirebbero molto l’iniziativa? Non è strano che lo stragista al-baghdadi /califfo ibrahim e principe dei credenti, nel suo discorso di esordio, in luglio, nella moschea di Mosul, non abbia “prestato attenzione” a Israele che bombardava Gaza, a stragrande maggioranza sunnita? Forse per non dispiacere ad americani, sionisti ed eurounionisti?

Se gli americani avessero voluto evitare la proclamazione dello stato islamico, oggi non ci sarebbe l’assassino-capo, ossia il califfo abu bakr al-baghdadi, a pontificare assurdità nella moschea di Mosul. Né ansar al-sharia avrebbe potuto conquistare Bengasi, e neppure boko haram avrebbe l’”impunità” e la libertà di manovra che rivela di giorno in giorno.  

Attenzione, perché in occidente non vi è la volontà di fermare la feccia islamista sunnita, annichilendola. Al contrario, la lasceranno avanzare indisturbata. Forse i globalisti auspicano che possa metter piede anche in Europa, o che almeno potrà minacciare di farlo per spaventarci a morte …

Esagerazioni fantapolitiche? Non proprio, perché un’Europa minacciata dovrebbe porsi sotto la “protezione” della nato e accettare le condizioni dettate dal grande capitale finanziario senza fiatare. Le popolazioni non avrebbero più alcuna voce in capitolo, sopraffatte dal terrore di un’invasione islamista. Non ci sarebbe più bisogno di pagliacci collaborazionisti come Renzi, o come Hollande, in una situazione di emergenza segnata dal ricatto delle armi. Il capitale finanziario ci metterebbe davanti a un drammatico àut àut: vivere sotto il gioco delle oligarchie finanziarie, “protetti” da un’onnipotente nato, ma alle loro condizioni, oppure cadere preda dei sanguinari islamisti sunniti, con tutto ciò che ne consegue. Molto meglio che aspettare un “passo falso” militare dei russi in Ucraina.

Tutto ciò che vediamo nei video, in foto, o in televisione, le scene di morte, distruzione, persecuzione e abuso, sono il frutto della blasfema alleanza fra le bande oscurantiste di tagliagole sunniti e il grande capitale finanziario – americano, europeo, ebreo e “saudita” – che non fermerà l’attacco islamista fino alle porte dell’Europa (i Balcani a est e l’Italia a sud), per operare il grande ricatto.

Cosa c’è nel futuro dell’Europa, stando così le cose? Il potere incontrastato, sine die, delle élite finanziarie, in cambio della difesa armata e del “rassicurante” ombrello nato.

Islamisti e capitale finanziario, la blasfema alleanza di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-08-07T20:42:30+02:00da derosse
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5 pensieri su “Islamisti e capitale finanziario, la blasfema alleanza di Eugenio Orso

  1. Pingback: Islamisti e capitale finanziario, la blasfema alleanza | controinformazione.info | Quello che gli altri non dicono

  2. Temo che le tue ipotesi siano realistiche.
    Basta fare un passo indietro e vedere come “i mille” col mestatore di merda Mazzini ma sopratutto con l’appoggio militare inglese, spappolarono un contesto civile italiano, sia pure geografico.
    Gli islamici sono ormai gia’ in gran numero radicati sul territorio, visto che non bastano, ce li andiamo pure a cercare con mare nostrum..
    Un paio di navi di tagliagole super armati di sicuro non avra’ difficolta’ ad estendere ” l’emirato” , .E.I., mafia e caramba, dopo qualche decapitazione, sparirebbero o piu’ probabilmente si convertirebbero all’ islam ! Perfetto ! Stato (itagliano) ormai paria da bombardare a gogo come Gaza.

    • Per Ianzo

      Le mie ipotesi dovrebbero essere ormai un’evidenza per tutti. Non ho fatto grandi scoperte, basta avere un po’ di logica, qualche conoscenza storica e geopolitica …
      E’ chiaro che ci sono potentati finanziari con larga disponibilità di mezzi, dietro lo stato islamico. Ad esempio, come mai i suoi tagliagole risultano i più pagati in assoluto, rispetto ai militari, siriani e irakeni, e anche al confronto con altri gruppi di mercenari? Chi paga? Altra domanda: come hanno fatto a portare in Iraq e in Siria oltre diecimila “combattenti stranieri”, provenienti persino dall’Europa e addirittura dall’Australia? Perchè alcuni tagliagole, non arabi e non islamici, si sono “convertiti” all’islam per andare a combattere in Siria e Iraq (c’è il caso di un militare georgiano, diventato un capo dell’isis)? Per i lauti compensi o per la sopraggiunta fede in allah? Come mai prima di conquistare un terzo dell’Iraq erano ottomila al massimo e oggi sono valutati in trentamila? Inoltre, anche se hanno catturato armi siriane e irakene, chi garantisce l’afflusso di rifornimenti, di munizionamento e di pezzi di ricambio? Di quanti miliardi di dollari dispongono, per devastare il Medio Oriente? Sarà mica che l’infame Qatar li ha finanziati e poi riconosciuti per “fare a mezzo” con il petrolio estratto dai pozzi che controllano? O hanno agito “per procura” con lo scopo di consegnare illegalmente le risorse energetiche siriane e irakene a Qatar e soci? Gli usa hanno anche loro (nonostante i pochi bombardamenti di questi giorni) “cointeressenze” petrolifere?
      Possiamo porci tante altre domande, in proposito, ma sappiamo bene chi paga e chi è il mandante …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per maxim

      Hollywood è un veicolo di propaganda molto potente, che manipola il mondo reale.

      E’ ovvio che l’islamic state è il prodotto di:
      1) Mezzi finanziari impiegati senza risparmio dalle monarchie del Golfo con la complicità americana, sionista ed europea.
      2) Ampia disponibilità di armi e mezzi veloci per conseguire obbiettivi geopolitici – contro Assad e l’integrità dell’Iraq – e conquistare siti di importamza economica (pozzi, raffinerie, ma anche le banche, le dighe, eccetera).
      3) Flusso di mercenari a supporto di svariata provenienza (persino dall’Australia, come nel caso del “martire” al-Australi!), mascherati da credenti e combattenti per la “vera fede”, ma avidi di bottino e paghe elevate. In ciò, la piena realizzazione del soft power obamiano, che non prevede impegno diretto sul terreno.
      Non si conquista una città come Mosul solo con un migliaio (scarso) di mercenari, veicoli Toyota e armi in buona parte “leggere”. Altri gruppi locali armati hanno supportato l’azione. Anche loro pagati dai “sauditi”?. La ragione dell’improvviso collasso delle difese a Mosul non può essere ridotta esclusivamente alla scarsa motivazione, se non all’inconsistenza, dell’esercito irakeno “safavide” …
      Se le condizioni geopolitiche non cambieranno repentinamente e in modo significativo, e se l’islamic state non sfuggirà completamente al controllo dei suoi padrini-finanziatori, questi ultimi (islamosauditi, euroamericani, giudeo-sionisti) potranno decidere di ridimensionarlo. In che modo? Finanziando milizie sunnite più “moderate” o altre forze in campo, ma sempre tenendolo in vita come fattore destabilizzante e come minaccia immanente (anche per l’Europa).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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