Anatomia del voto piddino di Eugenio Orso

Quando i quozienti elettorali del pd erano più contenuti (25-26%), avevo fatto un’analisi del voto piddino individuando cinque gruppi principali. E’ bene tornarci su per un attimo, con l’avvertenza che dopo il voto europeo la situazione si è complicata (oltre 11 milioni di voti) e si è aggiunto ai precedenti un nuovo, consistente, gruppo.

I gruppi di elettori (e iscritti) piddini sono i seguenti:

1)    Idiotizzati, o imbecilli, o rimbecilliti, o idioti. Frutto di sapienti e ultradecennali manipolazioni, costoro costituiscono la maggioranza relativa dei sostenitori ed elettori del pd. Possiamo convenientemente richiamare, a tale proposito, l’”imbecillità socialmente organizzata” descritta dal filosofo Costanzo Preve. Perdita irrimediabile della coscienza sociopolitica, attenzione per temi futili, falsi, inutili e/o fuorvianti. Non ci si occupa della questione sociale, che non si può più comprendere, ma delle nozze gay, della privacy, dei falsi diritti liberaldemocratici e umani. Quanto a stronzate inconsistenti, si può arrivare fino agli estremi della cucina vegana e dei fiori di Bach. Ciò che rimane, alla fine della fiera, è solo la dimensione privata in cui si è confinati. Questo branco di coglioni non è soltanto vittima di manipolazioni sistemiche lobotomizzanti, ma in parte ne è complice. La violenza manipolativa è stata esercitata su di loro con la loro complicità. Particolarmente significativi e importanti, per il ruolo che giocano, sono gli “idioti acculturati di sinistra”, che costituiscono una sorta di élite del gruppo in questione. 

2)    Identitari, identitari patologici. Altro gruppo consistente. Si tratta di coloro che restano aggrappati, come a un’ancora di salvezza, a un’identità politica che in buona misura non esiste più, le cui tracce, per come è ridotta la società attuale, tendono a scomparire. Fra questi molti appartenenti alle fasce d’età più alte. Ad esempio, settanta-ottantenni legati all’identità comunista che credono che il pd sia, in qualche modo, erede del vecchio Pci. Rincoglionimento dovuto all’età a parte, anche qui ci sono alcuni elementi di idiotismo. 

3)    Illusi, pollastri. Sono quelli che credono sinceramente di poter “cambiare le cose” stando all’interno e perciò continuano a fare attività per il pd e/o a dargli il consenso. Per ovvi motivi, costoro sono un gruppo affine a quello degli idioti, perché una struttura che sta marcendo non può essere cambiata. Al più, ostinandosi a restare all’interno senza cambiare alcunché, si rischia di marcire con lei. 

4)    Ricattati, coloro che vivono sulla propria pelle il thatcheriano TINA (there is no alternatives). Vale anche per i sindacati gialli come cgil, cisl e uil, non solo per l’immondo pd. Non di rado alla tessera sindacale cgil corrisponde quella del pd. I ricattati non hanno molta scelta e non mostrano un grande coraggio personale. Costoro, però, possono trovare qualche giustificazione, visto che eroismo e coerenza sono doti rare, appannaggio di pochi. Vale per costoro il detto “mangia questa minestra o salta dalla finestra”. Se vuoi mantenere il lavoro, se vuoi evitare che precipiti la tua situazione economica, se vuoi continuare a pagare le bollette, comprarti la macchina e far studiare i figli, devi darci il consenso, devi tesserarti e fare quello che diciamo noi. Giù la testa! Altrimenti sarai colpito dalle “ristrutturazioni aziendali”, dalla “mobilità”, oppure dovrai accettare le condizioni di lavoro che capitano. Una clientela obbligata, a ben vedere. 

5)    Farabutti, figli di puttana, mentitori, uomini (e donne) di merda. Un gruppo importante, perché costituito da elementi di basso rango della burocrazia politica (e sindacale), come i consiglieri comunali, provinciali, circoscrizionali i segretari di piccole sezioni (sul versante sindacale, piccoli dirigenti a livello provinciale, rsu, delegati, eccetera). Questi infami hanno il compito di turlupinare gli idioti, fingendo di voler cambiare le cose stando all’interno (fingendo di tutelare lavoratori e iscritti, per il sindacato), mentre, invece, sono schierati con i vertici e mentono sapendo di mentire. In cambio, ovviamente, ottengono vantaggi personali. Il gruppo più piccolo e più spregevole, ben inserito nella struttura.

Fin qui niente di nuovo. Queste cose le ho già scritte in passato. Ma con le recenti elezioni europee le cose si sono complicate alquanto. Il consenso al pd è cresciuto di circa due milioni e mezzo di voti, rispetto alle politiche 2013. E’ comparso un nuovo gruppo che per consistenza numerica è secondo soltanto a quello degli idiotizzati/imbecilli. E’ bene analizzarlo brevemente al punto 6, perché si aggiunge (non si sa se temporaneamente o stabilmente) al “tradizionale” consenso piddino:

6)    Transfughi, profughi e orfani. In pratica, si tratta di buona parte dei nuovi voti piddini, rastrellati grazie a Renzi. Costoro sono elettori attivi “transumanti”, in veloce spostamento, affascinati dalla figura mediatico-subpolitica del guitto fiorentino. Se non ci fosse stato lui, presente 24×7 in televisione, osannato dall’apparato ideologico-mediatico, sostenuto dai poteri esterni, col cavolo che l’immondo pd avrebbe incassato più di undici milioni di voti. I transfughi sono quelli di centro/ centro-destra, fra i quali gli elettori udc, ma anche ncd, che hanno abbandonato i partitelli in questione e hanno “scelto” Renzi. I profughi sono quelli del centro-destra, segnatamente ex pdl versante forza Italia, che hanno dato il via all’esodo massivo, abbandonando il vecchio e cadente Berlusconi al suo destino. Del resto, se Renzi è un po’ figlio (o figlioccio) di Silvio, sicuramente si sentiranno a casa. Gli orfani, originariamente riuniti in sciolta civica, sono quelli del boia Monti, che li ha bellamente mollati e si è eclissato (chi lo vede più, in senato?), salvo intervenire con dichiarazioni pubbliche di tanto in tanto. Non è un caso se Monti, dopo le europee, ha riconosciuto in Matteo Renzi il suo continuatore, in termini di politiche applicate. Infatti, se Monti è stato il primo dei non eletti, Renzi è l’ultimo, ma il programma è sempre quello della bce affidato a Monti.

Le recenti elezioni europee, oltre a incoronare il pd primo partito (anzi, quasi “partito unico”), chiariscono una volta e per tutte la sua natura. Uno spregevole contenitore, quanto a consenso e “militanza”, della parte peggiore del paese, che si fa di idioti, identitari patologici, pollastri illusi, ricattati, farabutti, con l’apporto massivo di transfughi, profughi e “orfanelli”. Trattengo a stento i conati di vomito, davanti a questo disgustoso spettacolo.

In fede

Eugenio Orso

30 maggio 2014

Anatomia del voto piddino di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-05-30T12:21:09+02:00da derosse
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3 pensieri su “Anatomia del voto piddino di Eugenio Orso

  1. Li trattengo a stento insieme a te, carissimo, e spero che al più presto ci farai la cortesia di affibiarci un maloxx dei tuoi, dedicato a quell’altra accozzaglia di servitori, che sono i giornalisti e i ministri del culo..ops! del culto che, tra una santificazione e l’altra, hanno ridemocristianizzato l’italietta tra le corsie geriatriche e parrocchiali. Magari due parole su tsipras, tanto per ficcare uno spillone satirico sul tallone d’Achille? Da qui si vede un’alba placata oro di neonazismi, U-s-kip dall’euro con lo skipper Farage e i nuovi lepenisti leghisti, del redivivo Salvini, che lascia il ce l’abbiamo duro del suo ex capoviagra, per un fallo tutto francese che si spera non faccia cilecca. Ad majora.

    • Per maximilian

      Niente Maalox! Non ho intenzione di cedere alla pubblicità farmaceutica, seppur dietro lauto compenso … Il link alla pubblicità del Maalox nel blog di Grillo (nel post Vinciamo poi) è lì a testimoniarlo. Preferisco i rimedi naturali, non industriali, a km zero che non alimentano il sistema. Quindi, se molto prostrato per la situazione consiglierò tisane e simili, a differenza di Grillo.

      Inconvenienti della fase “protorivoluzionaria” … si vince noi … no … si vince … poi, anzi, vincono loro. Ma aspettiamo che precipiti la situazione sociale per rassegnarci al “ventennio renziano”, come millantano alcuni giornalisti di sistema.

      Eugenio Orso

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