Rivelazioni: dopo le europee il diluvio di Eugenio Orso

Mi riferisco esclusivamente all’Italia. Un caso ha voluto che il sottoscritto abbia potuto accedere a “notizie riservate” che riguardano la reale situazione italiana, il rapporto fra il governucolo Renzi e la scadenza elettorale europide, ciò che accadrà al paese dopo questo appuntamento. Non posso e non voglio rivelare la mia fonte d’informazione. Non lo farò mai, neppure se mi arresteranno e mi metteranno sotto tortura. Quel che posso anticipare è che si tratta di “notizie riservate” di larga massima, ma sufficienti per rivelare i contorni di un vero e proprio piano, ordito per l’Italia … anzi, contro il nostro paese. L’attore sub-politico principale, qui, in loco, è il pd. Il pd da considerarsi nel suo complesso, senza distinzioni di corrente, quale forza collaborazionista ed euroserva organizzata. Matteo Renzi non è “colui che cambia le cose”, come alcuni credono, ma è solo l’ultima espressione mediatico-propagandistica del pd. Di tutto il pd. Chi tira i fili sta ovviamente fuori dalla penisola, molto sopra la dimensione nazionale.

Dunque … le informazioni che ho ricevuto provengono dal “ventre della balena”, o meglio, di quella disgustosa balenottera chiamata pd. Nonostante la sostanziale compattezza del partito euroservo, neoliberale e americanista, è evidente che non tutto può filar liscio al suo interno, e che gli odi reciproci, le vendette, le imboscate, le fronde di burocrati scontenti non cessano dietro le quinte. E’ così che si producono le “fughe di notizie”, provenienti da fonti bene informate.

A. Prima informazione, che ci chiarisce con chi e con cosa abbiamo a che fare, a che razza di sub-potere siamo sottoposti. Non c’è alcun dubbio che Il pd opera costantemente, sotto vari mascheramenti di corrente e sotto vari nomi (renziani, bersaniani, lettiani, cuperliani, civatiani), contro il popolo e il paese. Fin dall’inizio ho avuto ben chiaro che l’”operazione Renzi” mal celava una natura squisitamente mediatico-elettoralistica, nonché lo scopo di trattenere consenso, a livello di massa, evitando di scoprire le carte e rinviando tutto a dopo le europee. Infatti, la mia fonte conferma in pieno questo sospetto, che per me era già diventato certezza. La legislatura deve – ripeto, deve – restare in piedi fino a scadenza naturale, cioè fino al 2018, o mal che vada ancora un paio d’anni (seconda metà del 2016, inizi 2017). Questo per consentire di “fare le riforme”, di avviare e di applicare fino alle estreme conseguenze l’arcinoto fiscal compact (per noi, legge del 24 dicembre 2012, n. 243), il mes (meccanismo di stabilità, a tutto favore delle banche dei paesi europei più forti) e il cosiddetto erf (european redemption fund, sulle garanzie per le “eccedenze del debito pubblico”) che è minacciosamente in arrivo. Inoltre, il risultato del pd alle europee non può essere troppo basso, perché si deve mostrare che il consenso popolare alle controriforme neoliberiste e all’eurounionismo c’è. Ecco il perché del successo di Matteo Renzi, almeno fin che dura.

Nella realtà, Renzi non è il frutto di una rivoluzione generazionale e/o riformista, ma il suo esatto contrario. Egli è l’immagine scelta dalla burocrazia politica piddina – che è molto più compatta di ciò che appare, su certe questioni di fondo – per raggiungere due importanti obiettivi, elencati di seguito in ordine temporale. 1) Affrontare la scadenza elettorale di maggio senza troppe perdite, o addirittura con successo. La tenuta del pd, o addirittura una sua vittoria alle europee, allungherebbe la vita alla legislatura. Almeno di quanto basta per … 2) “Fare le riforme” rapidamente, come ordinato dai padroni sopranazionali, ma ovviamente dopo le elezioni di maggio. La verità è che i vari D’Alema, Bindi, Finocchiaro e poi Bersani, Fassino, Veltroni e compagnia bella non sono stati “rottamati”, non sono scomparsi, ma sono sempre presenti, sia pur in posizione defilata. Sono loro, di nascosto, di comune accordo, talora fingendo aperta ostilità nei confronti del sindaco di Firenze, che hanno deciso di lasciare che il “ciclone Renzi” si sfoghi (ciclone, come l’ha chiamato il ciarpame giornalistico). E questo – udite, udite! – nonostante qualche perplessità di Napolitano, che sapeva del gioco fin dall’inizio, un po’ ha resistito, ma poi improvvisamente ha “mollato” Letta. A quel punto, una ventata di novità era di vitale importanza, e così la simulazione della rottura dei ponti con il passato (“l’Italia cambia verso”), in nome del rinnovamento. Tanto il popolino, per come è stato ridotto, ci sarebbe cascato di sicuro.

Da ciò che mi è stato detto appare chiaro che nel pd non vi è mai stata vera lotta fra il vecchio e il nuovo. Solo una trista rappresentazione scenica, a uso e consumo di un elettorato sempre più idiota e manipolabile. Inscenare le primarie con vincitore già deciso e la “comunicazione” renziana amplificata dai media, rientrano pienamente in questo ordine d’idee. La cosa divertente, che mi rivela la mia fonte d’informazione, è che Matteo Renzi, pur non essendo un’anima bella, un illuso o un grullo, ma un figlio di puttana sotto mentite spoglie, non è del tutto consapevole di questo. Cioè di essere un mero prodotto della propaganda, della burocrazia politica piddina, dei media “salva-pd” e affossa-verità. Nonostante si guardi le spalle e nutra in proposito qualche sospetto (si pensi alla spinosa questione del senato e al disegno di legge del “ribelle” Vannino Chiti), Renzi crede veramente di essere il gran capo del partito collaborazionista e di poterlo cambiare a suo piacimento. Sta di fatto, però, che Letta è stato esautorato non tanto dall’esuberante ciarlatano di Firenze, che ha eseguito la sentenza davanti ai media, ma dal suo stesso partito, i cui “dinosauri” restano prudentemente nell’ombra. Questo ci fa capire perché, nonostante Renzi invocasse elezioni politiche per la sua investitura, il suddetto è diventato presidente del consiglio senza elezioni, per volontà dei burocrati del pd. Ciò spiega, altresì, perché i cosiddetti renziani, che fino a ieri erano quattro gatti, oggi sono maggioranza (o quasi). Il bello è che nella realtà non ci sono renziani, bersaniani, lettiani, civatiani, eccetera eccetera, ma solo piddini. Non ci sono stati (e non ci sono) scontri fra “conservatori” e “riformisti”, fra “rivoluzionari” e “reazionari”, se non nella proiezione mediatica esterna, ma vi è sempre unità d’intenti nel servire, fino alle estreme conseguenze, il padrone euroatlantista. Come mi conferma la mia fonte, gli stessi renziani, proliferati in pochi mesi, non sono che mascheramenti per conseguire i due obiettivi prima elencati. I burocrati piddini sanno che possono (e anzi, in certi momenti devono) fingere che ci sia un po’ di maretta nel partito, su temi importanti (legge elettorale, decreto lavoro, riforma del senato) dando la sensazione che il “pluralismo” delle opinioni e la democrazia esistono … e sono nel dna del pd. Dato che il programma politico applicato è unico (deciso nel sopranazionale), lo fanno unicamente per catturare e trattenere il consenso di coloro che, altrimenti, gli volterebbero la schiena disgustati. Ma sanno altrettanto bene che non possono spingersi fino al limite di rottura, proprio perché il confronto interno è una finzione. Così Civati, così Fassina, così tutti i finti oppositori di Renzi.

Ciò che ho rivelato fin qui ad alcuni potrà sembrare ovvio, ma la cosa importante è che mi è stato detto con chiarezza – in via del tutto riservata – da chi conosce bene esponenti del direttivo piddino (e forse della presente o passata segreteria, ma su questo voglio lasciare il dubbio) che con lui parlano e talora privatamente si confidano. Pensate in quale merda un intero popolo, quello italiano, è costretto a sguazzare!  

B. Seconda informazione, riguardante il programma di governo e le “riforme”. Qui viene il bello … e il drammatico per il paese. Gli alti gradi piddini sanno bene che tutto è rimandato a dopo le europee. Una piccola sosta, nella strage sociale, può essere accettata dal padrone o addirittura da lui consigliata, e infatti lo è. Non a caso lo spread sta andando in discesa, con puntate sotto i 160 punti. E’ in discesa “politicamente”, in attesa di ripartire dopo il 25 di maggio, se non si rispetteranno i parametri e i trattati con l’unione. O anche se si rispetteranno a fatica, potrà schizzare ugualmente verso l’alto, perché la posta in gioco delle riforme è altissima. Questo lo pensano i piddini di vertice che si confidano con il mio “informatore” (o “informatrice”, voglio mantenere l’ambiguità). Anzitutto, gli ottanta euro propagandistici, netti e mensili, da erogare ai lavoratori poveri, è certo come la morte che saranno “una tantum”, fino alla fine dell’anno in corso, o poco oltre. Nessun piddino lo ammetterebbe mai in pubblico, ma tutti lo sanno, Renzi e le sue veline compresi. Le coperture in tal caso sono provvisorie e non reggeranno a lungo, soprattutto se dopo le europee si dovranno fare le “riforme”, quelle vere che restano in caldo, quelle richieste dagli euroglobalisti. Nonché rispettare il pareggio di bilancio, alimentare il mes e sottomettersi all’erf dando garanzie per le “eccedenze” del debito oltre il 60% del pil. Ai vertici del pd (direzione, segreteria) sanno che non è nemmeno lontanamente pensabile ricontrattare con successo le regole europoidi, semestre o non semestre italiano di presidenza. Quindi finora hanno mentito sapendo di mentire, come avverte il mio “informatore” (o la mia “informatrice”?). Ed ora i dolori in arrivo per il pubblico impiego. I dipendenti pubblici a rischio saranno – udite, udite! – almeno duecentomila (se non duecento e cinquanta mila), con buona pace per gli ottantacinque mila pensionamenti anticipati 2014 e prepensionamenti annunciati a suo tempo da Madia. Inoltre, l’espulsione dei “vecchi” dal pubblico impiego (non tutti pensionati o prepensionati!), contrariamente a quanto ha cercato di far credere Madia, non libererà posti di lavoro in egual misura per i giovani disoccupati. Neppure lontanamente (e con il blocco del turn over come la mettiamo?). Se questo ancora non bastasse, ci sia avvierà a un blocco praticamente perpetuo delle retribuzioni nel pubblico impiego, che dovranno essere rapidamente compresse (complice lo spread in risalita e la maggior spesa per interessi). Se i dipendenti pubblici sapessero tutto questo, voterebbero alle europee per il pd e per le veline-capolista di Renzi? Sul fronte del lavoro e della contrattualistica nel settore privato, c’è poco da aggiungere a quanto già si sa. Tranne che, mi avverte la mia fonte, il contratto d’ingresso renziano avrà tutele … ben poco crescenti, dando per certa un’ulteriore diffusione della precarietà. Per questo è stato rinviato. Pensionati e precari è certissimo (come la morte, ma purtroppo la loro) che non avranno un emerito cazzo, né il prossimo anno né quello successivo. Nonostante Renzi dica, a poco meno di un mese dalle europee, di voler intervenire a loro favore nel 2015.

Per ora, questo è quanto. E’ tutto ciò che sono riuscito a ricavare dalla mia fonte. Ho cercato di riportarlo al meglio, in modo sintetico ma esaustivo. Se in futuro avrò altre “soffiate”, non mi farò scrupolo alcuno e le pubblicherò su Pauperclass.

Ad infima!

Eugenio Orso

Rivelazioni: dopo le europee il diluvio di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-04-30T18:58:46+02:00da derosse
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18 pensieri su “Rivelazioni: dopo le europee il diluvio di Eugenio Orso

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      • SECONDO IL MIO MODESTO PARERE LORO HANNO INTENZIONE DI STARE ATTACCATI ALLE LORO POLTRONE SONO TUTTI COLLEGATI NEL SISTEMA DEL DENARO MA SE VINCIAMO NOI LE EUROPEE SI SPAVENTERANNO SFRUTTANDO QUESTA ONDATA CHE CI PROPONE COME PRIMO PARTITO ITALIANO POSSIA MO SPAZZARLI VIA MA SARA UNA BATTAGLIA DURISSIMA SPERIAMO CHE CI AIUTI IL POPOLO CIAO GRAZIE

        • X Salvatore

          Attenzione a eccedere con l’ottimismo, sopravvalutando l’appuntamento elettorale europeo e sottovalutando i collaborazionisti del pd, ma soprattutto i loro padroni.
          Le elezioni sono per il parlamento europeo, che fra l’altro è quasi privo di poteri reali, e non per i parlamenti nazionali. Vero è che in questo momento storico, a differenza del passato, le imminenti elezioni hanno il valore di un termometro, per misurare la febbre anti-euro dei popoli. Inoltre, gli esiti elettorali non potranno non avere una qualche influenza nelle varie realtà nazionali. Ma è certo che se gli “euroscettici” riporteranno qualche vittoria nelle urne, non per questo i governi cadranno come birilli …
          Dietro i collaborazionisti pd c’è il potentissimo (e apparentemente invincibile) sistema di dominazione e di sfruttamento dei popoli neocapitalista, che non permetterà senza reagire che i suoi servi collassino e che i popoli riconquistino il loro futuro, inteso come sovranità nazionale e giustizia sociale. Non credo che basti il rito elettorale per sconfiggere i collaborazionisti e i traditori, e soprattutto i loro padroni. Ci vorrà molto di più …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

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  5. non so chi sia la tua fonte, ma questo lo sanno tutti “i veri” italiani che hanno smesso di votare dal 2008.
    questo e un paese ormai collassato,si aspetta solo che manchi il pane nella maggior parte delle tavole, per poi cambiare il paese sul serio.
    la guerra civile e inevitabile se si vuole un cambiamento vero.

    • Per Giorgio

      Non ho scritto che si tratta di cose che nessuno avrebbe potuto anche solo immaginare. Ho semplicemente evidenziato che si tratta di notizie – o se vogliamo di conferme – che provengono dall’interno del principale partito collaborazionista italiano. Per questo acquistano una certa importanza.

      Saluti

      Eugenio Orso

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  8. Caro Eugenio,

    pensi che la regia amerikana abbia qualcosa a che fare con la stabilità dell’euro? D’altronde un dollaro debole ha i suoi vantaggi e usare il conflitto ucraino come ricatto militare al momento giusto, potrebbe avere un suo perchè.
    Pensi credibile che Baraccaobama preferisca un asse euro tedesco-italico che divida in senso longitudinale l’Europa? In sintesi: l’euro potrà restare in piedi, malgrado le recenti elezioni europee sentenzino contro, attraverso l’estrema ratio di un’excalation bellica a est? Saluti e sempre ottimi articoli e riflessioni. Affezionato lettore.

    • Per maximilian

      Penso che gli usa – prestatore di ultima istanza e potenza militar-industriale-nucleare – siano ancora il principale strumento nelle mani della classe globale finanziaria dominante. Di conseguenza, sopravanzando per importanza l’Europa, ingeriscono nei suoi affari interni. Tuttavia, il bastone del comando è saldamente nelle mani dei dominanti postborghesi che i giornalisti locali definiscono “Mercati&Investitori”. Baraccaobama, come il ciarlatano Renzi, è semplicemente un loro “impiegato”, un sub-dominate politico solo più importante del guitto fiorentino. L’euro lo faranno restare in piedi perché è parte dell'”esperimento” complessivo di governo sopranazionale che abbraccia una parte significativa del vecchio continente. Per quanto riguarda un presunto asse tedesco-italico, ricordiamoci che l’Italia rischia l’irrilevanza e la servitù più completa nei confronti degli organi decisionali unionisti (commissione, bce, consiglio). Comunque, gli sconcertanti risultati delle europee ci avvertono che in Italia domina una sorte di “sindrome di Stoccolma”, perché votare Renzi significa votare ue, euro, rigorismo, disoccupazione di massa e distruzione del sociale. E’ persino deprimente notare che gli italiani – popolume impaurito e ricattato – votano come i “kapò” tedeschi, cioè per il mantenimento dell’eurolager …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  9. Sig. Eugenio aggiunga alla soffiata, che quanto va raccontando Renzino “per le vie della città” recita una nota canzone, è scritto nel DEF 2013 Cap.V) pagg 59-87. Ergo,Renziniello non aggiunge una mazza, a quanto raccomandato dal Consiglio europeo all’Italia in virtù dell’applicazione del Two-Pack ovvero regolamento 473/2013 “controllo sui bilanci degli stati membri con eccessivo disavanzo di debito pubblico o che sono assistiti finanziariamente da soggetto bancario internazionale”, giudice super-partes alla realizzazione di quanto sig. HOLII REHN commmissario alle politiche degli affari economici della Commissione europea(vera cupola criminogena).

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