Renzi da Merkel a presentare lo JobsAct di Eugenio Orso

L’anglicismo americaneggiante JobsAct dovrà essere tradotto in tedesco? Dall’americano al crucco? O entrambi?

Renzi si ridurrà come il goldoniano Arlechin Batocio, servitor di due padroni, dividendosi fra Obama e Merkel (ma non gliene bastava uno?).

D’ora in poi, con Matteo Renzi a Palazzo Chigi, i principali provvedimenti governativi italiani dovranno essere sottoposti al vaglio del governo tedesco. E’ facile dire “riforme strutturali” … ma chi le controlla?

E se la bundeskanzlerin Merkel bocciasse lo JobsAct, o più banalmente, il piano lavoro renziano, cosa accadrebbe? Renzi dovrebbe tornare indietro, in fretta e furia, per far correggere d’urgenza ai suoi “il compito a casa”, prima di prendere un’insufficienza? Oppure il piano lavoro lo riscriverebbe direttamente la Merkel, senza perdere tempo? Prospettiva da brivido. Per una come Merkel, euronazista com’è e portatrice di certi interessi “di fratellanza fra i popoli europei”, i lavoratori della penisola sono buoni al massimo per diventare IMI. Internati Militari Italiani – un po’ meno dei prigionieri di guerra KGF – costretti a lavorare nell’interesse dei tedeschi per un tozzo di pane, come ai tempi di Hitler.

Già lo JobsAct, di suo, prima che ci metta le mani sopra Angela Merkel, è un’inculata per i futuri lavoratori. Contratto d’ingresso a tutele crescenti, o giù di lì. Perché si entrerà nel mondo del lavoro come precari, “flessibili” in entrata, con pochi diritti (e poca retribuzione, c’è da scommetterci), per poi beneficiare – forse ma forse, se non si è licenziati e se l’azienda non chiude – di tutele crescenti e di qualche diritto. Nello stesso tempo, però, state pur certi che si aumenterà anche la “flessibilità in uscita”, cioè la facilità nel licenziare. Tutto questo potrà soddisfare la Merkel, o è ancora troppo poco?

Fortunatamente c’è lo scafatissimo Padoan all’economia, aduso agli organi della mondializzazione come il fondo monetario internazionale, ex vicepresidente dell’Ocse, che sa cosa deve fare, a detta del commissario europide Olli Rehn. Perché Renzi non saprebbe cosa fare senza lo Ya! di Merkel. Forse è troppo giovane e non ha l’età, forse farebbe meglio a passare il tempo guardando Peppa Pig, o forse si tratta di un ossessivo-compulsivo che ha bisogno della direttiva dall’alto, nonostante il suo forsennato attivismo protagonistico.

Heil Merkel! Renzi e il pd sono ai tuoi piedi.

Renzi da Merkel a presentare lo JobsAct di Eugenio Orsoultima modifica: 2014-02-26T18:57:05+01:00da derosse
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