Un’altra Europa non è possibile di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Fra coloro che si oppongono (almeno a parole) all’unionismo europide e allo strangolamento dei popoli attraverso l’imposizione dell’euro, è piuttosto diffusa la convinzione che “un’altra Europa è possibile”, buona, democratica, “dal basso”, qui, oggi e subito. Costoro credono che una cosa è l’attuale doppio maligno dell’Europa, chiamato ironicamente unione, e altra cosa, ben diversa e ben distinta, è l’”ideale europeo”, condiviso dai popoli del vecchio continente, che può condurci dritti come fusi ai mitici “stati uniti d’Europa”.

Questo gruppo di “euroscettici”, in molti casi all’acqua di rose, non di rado crede che è possibile uscire dall’euro, volontariamente, pacificamente, addirittura convivialmente, restando comunque “in Europa”, cioè nelle cosiddette istituzioni unioniste non monetarie. La speranza è quella di “cambiare le cose stando all’interno” – cercando di mettersi, però, un po’ al riparo dai danni economici e sociali causati dalla moneta unica – e di modificare la natura dell’attuale unione ultraliberista, anti popolare, dispotica ed elitista.

Quattro giorni fa è venuto a mancare il maggior filosofo italiano del ventunesimo secolo, Costanzo Preve. Cioè colui che meglio di tutti gli altri ha compreso la sostanza e la struttura del neocapitalismo dominante. Ebbene, Costanzo diceva che non è possibile un’Europa unita, soprattutto sulle attuali basi segnate dal neocapitalismo di rapina, ma, al più, due o tre aggregazioni future di stati europei, confederazioni a maglie larghe, sufficientemente omogenee e con interessi comuni (ad esempio, Europa meridionale e mediterranea, nord Europa). Conviene credere al compianto Costanzo Preve, profondo conoscitore della cultura e della storia d’Europa, piuttosto che agli “euroscettici” all’acqua di rose (se non proprio solo a parole) che vogliono starsene aggrappati, nonostante tutte le possibili smentite e le prove contrarie, al mito fallace e truffaldino degli “stati uniti d’Europa”. Ricordiamoci, inoltre, che il vecchio continente non ha mai più avuto una vera unità politica e amministrativa dopo l’impero romano. Anche i tentativi di unificarlo forzatamente, sotto un’unica bandiera e con la guerra, sono naufragati in pochi anni e finiti in tragedia, come negli storici casi di Napoleone e Hitler. Nel mondo bipolare Usa-Urss, l’Europa era sostanzialmente divisa fra i due blocchi e nella sua parte occidentale, in luogo della perniciosa unione nata ufficialmente nel 1992/ 1993 con il trattato di Maastricht, c’era una più innocua e meno oppressiva comunità economica degli stati.

Se consideriamo che l’unione europoide, monetaria e non, dal cerchio più interno a quello esterno, altro non è che il doppio maligno neocapitalistico del vecchio continente, se teniamo conto del fatto che la metamorfosi della comunità europea in unione si è compiuta di pari passo con l’affermazione del nuovo capitalismo ultraliberista, globalista e finanziarizzato, non possiamo non riconoscere che unionismo ed euro sono tipici prodotti e strumenti di dominazione di questo capitalismo. Come tali è impossibile riformarli “dal basso”, in armonia con gli interessi dei popoli, sottraendoli al ferreo controllo elitista. Ma vediamo meglio, come scriverebbe Costanzo se fosse ancora tra noi.

L’origine della truffa è il trattato che prende il nome da una ridente e piuttosto antica cittadina del limburghese, nel sud dell’Olanda, cioè Maastricht, il primo passo per espropriare progressivamente gli stati della sovranità, monetaria e politica, e per costituire – fuori da qualsiasi tipo di controllo popolare e nazionale – un governo sopranazionale, ancorché informale, che rispondesse esclusivamente alla nuova classe dominante postborghese, quella globale, anzi, nel nostro specifico caso euroglobale. I passi successivi di rilievo, com’è arcinoto, sono stati l’attivazione della bce e l’entrata in circolazione della moneta unica. L’intimo rapporto fra unione europoide e neocapitalismo è testimoniato da molti aspetti. L’euro è moneta privata sopranazionale, fuori del controllo dei governi, per avere la quale gli stati devono indebitarsi. L’imposizione del pareggio di bilancio con il patto di bilancio (o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria) punta, nel concreto, alla riduzione della spesa pubblica, dello stato sociale, delle paghe per i lavoratori pubblici e dei trattamenti pensionistici, onde “liberare” risorse sempre maggiori a disposizione del grande capitale finanziario internazionalizzato. Chi controlla l’euro e chi detiene il grande capitale finanziario? Guarda caso la classe dominante globale postborghese, agente strategico neocapitalistico.

Se l’unione europoide è una creatura del nuovo capitalismo finanziarizzato del terzo millennio, è possibile riformarla radicalmente imponendo regole “di democratizzazione” contrarie alle dinamiche di questo capitalismo? Anche i bimbi e i meno dotati dovrebbero comprendere che ciò non è possibile. L’unione europoide, mostro elitista che ci condanna alla miseria e alla perdita del futuro, può solo essere combattuta e distrutta, esattamente come il nuovo capitalismo e la sua globalizzazione economico-finanziaria.

E’ possibile continuare a credere alla favoletta degli “stati uniti d’Europa” (propinata fin dai tempi di Churchill, Spinelli, Schuman, Monnet e altri noti) se le vere finalità unioniste sono quelle di distruggere la sovranità degli stati membri, di imporre nell’eurolager “la democrazia del mercato” (il mercato al potere e non il popolo), di comprimere redditi da lavoro e spesa sociale per accelerare la creazione del valore finanziario, azionario e borsistico? Solo un illuso può credere in questa favoletta, proiettata in un tempo lontano, ma così lontano, da diventare il tempo del mai.

Per tutto quanto precede, noi sottoscritti, Orso e Anatoli, dichiariamo che un’altra Europa – diversa da quella unionista ed elitista che ci opprime – non è possibile, qui, adesso e subito, e anche nel medio periodo. Chi vorrebbe farvi credere che invece è possibile, che l’unione può essere “democratizzata dal basso”, che la prospettiva sono gli stati uniti, o mente sapendo di mentire, per trattenere l’”euroscetticismo” entro limiti gestibili dal potere, oppure è soltanto un illuso e un idiota.

In fede

Orso & Anatoli

Un’altra Europa non è possibile di Eugenio Orso & Anatolio Anatoliultima modifica: 2013-11-27T18:07:44+01:00da derosse
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