Il Pd: puntello subpolitico in Italia del sistema di sfruttamento europoide di Anatolio Anatoli e il compagno pollpot

Finalmente l’ha detto chiaro un “autorevole esponente” subpolitico nostrano del collaborazionismo europoide: “l’unità del Pd è l’unico punto di tenuta del sistema politico italiano”. A dirlo è stato Enrico Letta, che ha blindato governo e ministro della giustizia e unificato il pd. Il pd, in parlamento, ha respinto come un sol uomo la mozione di sfiducia contro la Cancellieri. Ne va della sopravvivenza del governo.

La frase di Letta, però, ci rivela molto di più. Plus dixit quam voluit, come si suol dire in ambienti giuridici, bazzicati anche dalla Cancellieri. Ormai, dopo la scomposizione e ricomposizione del pdl secondo le convenienze euroglobaliste, tutto il sistema di sfruttamento europoide che sta dissanguando l’Italia fa perno, nella penisola, sullo sciagurato collaborazionismo del pd. Il pd, esattamente come afferma Letta, è l’unico punto di tenuta del sistema subpolitico locale. Perciò, il pd è il peggior nemico interno del popolo italiano, o almeno di quella parte del popolo italiano che è ancora responsabile e sana. Il pd esprime il capo del governo collaborazionista filoeuropoide (e filotedesco), tiene in pugno numerosi ministeri, e soprattutto ha il presidente della repubblica, primo puntello istituzionale e basista delle eurocrazie, per la penetrazione e l’occupazione euroglobalista della penisola. Qualcuno mormora, non a torto, che è proprio il basista Napolitano il vero capoccia-segretario del pd, non certo il tremebondo e transitorio ex sindacalista Epifani, e così il cerchio si chiude. Infatti, è Napolitano che ha dato “l’assist” al piddino Letta, sostituto nel dopo-elezioni del Quisling Monti, imponendo a tutto il pd di accettare l’inciucio con il pdl. Come sempre, “per il bene del paese”. Come sempre, “non ci sono alternative”. Come sempre, imbrogliando (e inculando a sangue) lo stesso elettorato piddino, oltre che il resto del popolo italiano.

Le aristocrazie finanziarie euroglobali, che controllano le “istituzioni europee”, hanno assegnato due compiti principali ai mercenari subpolitici del pd:

1)    Imbrogliare il popolo italiano fino all’ultimo respiro. Specializzati come sono nell’arte della menzogna e del tradimento, i piddini finora hanno eseguito con una certa perizia il loro compito. In occasione delle elezioni politiche per la XVII legislatura (quella in corso) hanno finto di voler governare con una maggioranza di centro-sinistra, o comunque dominata dal centro-sinistra (il buffone Vendola era della partita), sperando di poter fare, un attimo dopo i risultati elettorali, l’accordo con la feccia europoide montiana. Bersani sarebbe diventato il nuovo Quisling e Monti, con buona probabilità, avrebbe avuto il superministero dell’economia, continuando a massacrare allegramente gli italiani. Così non è andata, causa insufficienza di seggi al senato. Il pagliaccio Bersani – con Dna liberal-socialista e un passato comunista – ha fallito nell’applicare il piano B, che consisteva nel spaccare il movimento cinque stelle, comprando un po’ di matricole 5s al senato sottraendole al controllo del duo Grillo-Casaleggio. Bersani è stato fatto fuori (il servo che sbaglia paga e i padroni euroglobali non perdonano) ed è arrivato il serpentesco imbroglione Letta – ex democristo – che ha realizzato il piano C euroglobalista, cioè l’inciucio con il pdl per un nuovo direttorio benedetto da Napolitano. Le stesse primarie di questi giorni, caratterizzate dal prevedibile exploit di Matteo Renzi, sono uno specchietto per le allodole, una cosa inutile e propagandistica. I poteri esterni, che sono i veri decisori, puntano sul piccolo furfante Renzi, destinato, nel prossimo futuro, a guidare il paese verso lo sfascio finale. Funziona così e funzionerà sempre così finché ci sarà il pd.

2)    Applicare senza discutere, nei tempi e nei modi previsti, i programmi politico-strategici stabiliti per l’Italia dagli organi sopranazionali, sotto controllo euroglobalista. Per tale motivo, il pd non ha neppure bisogno di avere un proprio e originale programma politico. Deve solo eseguire gli ordini degli occupatori del paese e battere i tacchi davanti ai suoi padroni sopranazionali. Se l’ordine è di affamare i dipendenti pubblici, lasciandoli senza aumento di stipendio per anni, e poi di metterli in mobilità – “spending review”, in neolingua – si esegue senza fiatare, colpendo senza pietà la propria base di consenso. Se l’ordine è di tagliare ancora i servizi sociali – mascherando la cosa con il “risparmio” e la “lotta agli sprechi” – si fa senza discutere, incuranti delle sofferenze che s’infliggono ai “meno abbienti”. Crediamo che non sia mai esistita in Italia, dall’unità a oggi, una camarilla politica così disgustosa, vile, priva di ideali e persino di dignità umana come quella piddina.

Quali conclusioni si possono trarre, a questo punto? Semplice. I veri oppositori di questo sistema, coloro che hanno a cuore il futuro del paese, quelli che sono disposti a lottare per la Liberazione integrale dell’Italia dalle catene europoidi (e non solo per “tornare alla lira”) dovrebbero aver compreso che è assolutamente vero ciò che ha detto il boia Letta, cioè che è proprio “l’unità del pd” a tenere in piedi questo sistema infame. Ci vuol poco a capire che per iniziare a disarticolare il sistema è necessario colpire il pd, non risparmiando un solo colpo alla feccia che si rintana nei sui settemila circoli.

Il Pd: puntello subpolitico in Italia del sistema di sfruttamento europoide di Anatolio Anatoli e il compagno pollpotultima modifica: 2013-11-22T12:27:11+01:00da derosse
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