Pdl e dissoluzione nel tardo berlusconismo di Eugenio Orso

Essendo il nostro paese un grande sconfitto nella guerra neocapitalistica e territorio occupato dagli euroglobalisti, la politica italiana tende a frantumarsi e a ricomporsi in maniera diversa, per sostenere sempre e comunque esecutivi pilotati dall’occupatore (pur in circostanze d’instabilità come l’attuale) e senza avere una vera autonomia programmatica.

Oggi tocca al pdl, stressato dalla vicenda personale di Berlusconi e “obbligato” finora a dare sostegno parlamentare al direttorio Letta – Napolitano, nonché a parteciparvi. Il pdl sembra dividersi in due tronconi di dimensioni ancora incerte, con una probabile prevalenza, però, dei fedelissimi di Silvio sugl’altri. Il primo troncone è disposto a seguire Berlusconi fino in fondo, nella sua avventura politica che ormai sembra agli sgoccioli. Questa tranche del pdl pronta a ridiventare forza italia, che possiamo definire “avventurista”, quasi sicuramente non è troppo gradita ai poteri esterni che controllano l’Italia (e il direttorio Letta – Napolitano). Comunque si giocherà il tutto e per tutto alle prossime politiche, seguendo il capataz Berlusconi, quando (e naturalmente se) ci saranno. Il secondo troncone, nel quale spiccano il vice premier e ministro dell’interno Alfano (diversamente berlusconiano) e gli altri quattro ministri pdl di Letta, possiamo definirlo ironicamente “lealista”. Non, però, nei confronti del fondatore della ditta, Silvio Berlusconi, ma nei confronti del governucolo collaborazionista voluto dagli occupatori del paese, da loro sostenuto in parlamento e di cui i pidellini “lealisti” sono parte attiva. I “falchi”, in tal caso, sono semplicemente gli avventuristi intenzionati a seguire fino in fondo il cav, nella sua parabola politica discendente, e le “colombe” i lealisti filo-governativi che non vogliono rinunciare al “posto sicuro”, Berlusconi o non Berlusconi, cav o non cav, se possibile fino alla fine della XVII legislatura.

La prima spaccatura si è concretamente verificata in senato, per il sostegno a Letta, e il governo in carica ha incassato oltre una ventina di voti (23) dei firmatari della risoluzione della maggioranza, fra i quali quelli del gruppuscolo giustizia e libertà e i “dissidenti” del pdl. Nel novero anche il senatore Formigoni, che annuncia la formazione di un nuovo raggruppamento chiamato “i popolari” e dichiara che le adesioni pidielline lealiste (nei confronti del governo) sono destinate rapidamente a crescere. Alla camera dei deputati per Letta non ci sono problemi, poiché il premio di maggioranza lo ha incassato il pd, ma anche lì, c’è da scommetterci, vi sarà una spaccatura nel pdl e la probabile formazione di nuovi gruppi.

L’alleanza fra il pd e i transfughi del pdl, per la continuità del governucolo in carica, è considerata indecorosa e avvilente da Berlusconi, tale da suscitare una ripulsa popolare, ma è la soluzione al momento più probabile, molto più probabile dell’inciucio pd-m5s (definito impossibile dal cav) per continuare a (sub)governare e non interrompere questa criticissima legislatura.

Può spaccarsi in due o più tronconi il pdl – cosa che sta effettivamente accadendo in queste ore – possono nascere nuovi gruppuscoli parlamentari, a sostegno dell’esecutivo, ma ciò che non può cambiare è il programma di governo, teso esclusivamente al pareggio di bilancio (ogni spesa deve avere la sua copertura, a costo di massacrarvi di tasse e tagli alla spesa sociale), al rispetto dell’assurdo parametro del 3%, nel rapporto deficit/ pil, alla difesa a oltranza del mortifero euro che oltretutto dobbiamo pagare a carissimo prezzo. Il programma politico-strategico nessuno può cambiarlo, perché nessuno ne ha il controllo all’interno di questo paese. Poco importa se i lealisti filo-governativi del pdl fonderanno un nuovo partito o partitello, poco importa se gli avventuristi del pdl seguiranno Berlusconi fino alla fine (del cav, naturalmente), ridiventando pericolosi populisti euroscettici dopo aver sostenuto, per lunghi mesi, il direttorio europoide Letta – Napolitano. Ciò che conta è che la scelta non è e non sarà di programma – essendo questo imposto dall’esterno e fuori dal controllo dei collaborazionisti politici locali – ma nel mantenere il pessimo esecutivo Letta (con qualche possibile “rimpasto” e rimaneggiamento), sostenuto dalla maggioranza di un parlamento “liberamente eletto”, o nel finire commissariati dalla commissione europoide (e dalla germania), ancor di più in balia della troika e dei suoi diktat.

Perciò, se l’Italia è condannata a seguire fino alle estreme conseguenze “il percorso europeo”, la dissoluzione del pdl non è, come potrebbe sembrare a qualcuno, un evento politico cruciale, in grado di cambiare il corso della storia e i destini del paese, ma semplicemente la prova che la parabola politica di Berlusconi sta per compiersi, che nel “tardo berlusconismo”, giunto al crepuscolo, si liberano forze riutilizzabili nella farsa politica liberaldemocratica, e infine, che i governi dell’occupatore trovano sempre sostegno in parlamento, dove i collaborazionisti e i traditori di questo paese sconfitto e occupato pullulano come non mai, rappresentando quasi la regola.

Pdl e dissoluzione nel tardo berlusconismo di Eugenio Orsoultima modifica: 2013-10-02T13:39:00+02:00da derosse
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6 pensieri su “Pdl e dissoluzione nel tardo berlusconismo di Eugenio Orso

  1. Ok, si, ci ho creduto. E ci sono cascata con tutte le scarpe. Mea culpa mea maxima culpa. Non strapperò la mia scheda elettorale (la terrò per ricordo) MA ho deciso che non andrò mai più a votare.

  2. Ottima scelta, EleonoraM. Inutile battersi il petto o strapparsi i capelli. L’importante è il raggiungimento di una piena consapevolezza politica. Non rendersi corresponsabili, non cadere nelle trappole, rifiutare lo Spettacolo offerto al “parco buoi” dal sistema. Andare oltre. Mantenere viva la fiaccola dell’opposizione intransigente fuori dalla trappola del parlamentarismo.Ma c’è una “cosa”, nel parlamento collaborazionista, peggiore del pdl. E’ il pd. che nel prossimo futuro ci riserverà sorprese negative (con buona probabilità peggiori di quelle offerteci dal pdl). Su questo credo che noi due siamo d’accordo.Cari salutiEugenio Orso

  3. si,concordo con Eugenio completamente ,sara’ il PD l’alfiere del completo asservimento ai poteri finanziari mondialisti dell’imperialismo euroatlantico.Gli altri si son mostrati per quel che son sempre stati e per questo han intercettato consenso:l’incarnazione dell’italiano pusillanime e meschino,la macchietta dei film del grande Alberto Sordi.Emblematico il vigliacco comportamento del nanetto nei confronti di Gheddafi.

  4. si sara’ il pd che portera’ avanti con coerenza la politica dei grandi gruppi europoidi della finanza capitalista,dell’imperialismo euroatlantico,gli altri han avuto il consenso solo in ragione dell’aver rappresentato la macchiettistica immagine dell’italiano pusillanime dei film dell’Albertone nazionale,son serviti in una fase di passaggio storico, ai poteri dominanti,ora non servono piu’.

  5. Per mircoIntanto, a causa dell'”affaire” Berlusconi e dell’instabilità nel pdl in dissoluzione, sono riusciti a far passare l’aumento dell’iva dal 21 al 22%. Lo volevano fare da sempre, ma in questi giorni hanno colto l’occasione. Loro lo volevano, pur senza dirlo, da perfetti vigliacchi e servi quali sono, perché lo hanno ordinato i criminali dell’unione europoide, che impongono di “far quadrare i conti” a qualsiasi costo sociale e produttivo. Chi sono “loro”? Ma i vermi collaborazionisti del pd, naturalmente! La peggior fecciaglia politica che abbia mai calcato il patrio suolo, dall’unità d’Italia a oggi.Mentre stiamo sprofondando nella mota della disoccupazione, della de-industrializzazione e del degrado etico-politico, quel verme di Letta esulta perché ha sconfitto “la fronda” di un Berlusconi alla frutta e il suo governucolo è salvo. Così potrà continuare a girare l’Europa, ad andare a rapporto dai suoi padroni, presentando “la nuova Italia” … quella completamente soggiogata e con le pezze al culo.A proposito, mirco, hai notato che nessuno parla più di Monti – il tristo predecessore di Letta, il quisling più quisling di Vidkun – il quale, nonostante scelta civica in parlamento e nel governo, sembra completamente scomparso dalla circolazione e dagli schermi?Cari salutiEugenio Orso

  6. si e’ vero, il salvatore, figlio della competenza, Monti,e’ diventato trasparente.Penso sia l’effetto della ricomposizione e del riposizionamento del comitato d’affari che dovra’ curare gli interessi delle oligarchie europoidi,i veri vertici del potere cercano di colmare lo squilibrio con un personale politico insufficente ai loro desiderata.Vedremo in seguito,l’ossatura, penso, sara’ quella piddina ,che come dici giustamente, Eugenio, ha la percentuale massima di schifezza giusta alla bisogna

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