L’Italia è condannata di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

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Le ultime notizie, nazionali e internazionali, confermano che l’Italia è ormai condannata, senza alcuna prova d’appello. La guerra neocapitalistica, supportata in Europa dai lanzichenecchi tedeschi, dalle banche francesi e spagnole, dalle entità finanziarie internazionali, volge completamente a favore del nemico di classe e di civiltà. Le armate del grande capitale finanziario si spartiscono la struttura produttiva nazionale superstite, al governo ci sono biechi e vili collaborazionisti del nemico, spregevoli vermi senza onore come Letta e Alfano, guidati dall’osceno traditore Napolitano e obbedienti al volere dei poteri esterni. In altra epoca, criminali di questa fatta sarebbero stati catturati dai resistenti, sommariamente processati e condannati alla fucilazione alla schiena per alto tradimento. Oggi la fanno regolarmente franca, nonostante i crimini enormi che commettono – per conto terzi – nei confronti di quello che dovrebbe essere il loro stesso popolo.

Stabiliamo alcuni punti:

1)    La crisi di governo è imminente, a causa dell’”affaire” Berlusconi. A seguire – in una situazione economica peggiore dell’attuale, sotto attacco della speculazione finanziaria – un governo collaborazionista ancora peggiore dell’attuale, interamente votato al pareggio di bilancio, costi quello che costi dal punto di vista sociale, dei servizi e dell’occupazione. I tagli alla spesa pubblica stanno favorendo non poco un rapido processo (socialmente criminale) di de-scolarizzazione di massa. Asili nido comunali inaccessibili per il costo proibitivo raggiunto e lo stesso obbligo scolastico sempre più in forse per l’elevato costo dei libri, della mensa, degli zainetti, della cancelleria, con il reddito che cala e il potere d’acquisto che scema. Del resto, un popolo schiavo, disoccupato, controllato dall’esterno, senza più attività produttive degne di questo nome non ha la necessità di essere istruito. Se il cattivo fascismo ha riformato la scuola pubblica e ha garantito l’istruzione ai ceti popolari – pensiamo a Gentile e a Bottai – la meravigliosa liberaldemocrazia europoide e mercatista s’incarica di distruggere la scuola pubblica, di renderla inaccessibile per il suo costo, di de-scolarizzare le masse pauperizzate.

2)    La svendita al grande capitale straniero di Telecom è l’ennesima e sarà seguita da altre, riguardanti Finmeccanica e Ansaldo, Eni e gli altri “gioielli” produttivi superstiti. Questo processo di svendita è iniziato, se vogliamo trovare una data simbolica, nel 1993, con la cessione dell’alimentare IRI (finanziaria Sme) da parte di Prodi – distruttore dell’impresa pubblica e agente privatizzatore per il “libero mercato” – opportunamente soprannominato Ciro-Bertolli-De Rica.

3)    la vittoria elettorale della criminale euronazista Merkel in germania (paragonabile per importanza a quella di Hitler e del suo nsdap nel 1933?) non lascia alcuna speranza di correzione o almeno di rallentamento del “rigore di bilancio” che ci è stato imposto. Quelle che hanno riconfermato Merkel in germania sono le vere e decisive “elezioni europee”, le uniche e le sole.  

Gli eventi di cui ai punti precedenti sono eventi per noi cruciali, che giustificano, nel modo peggiore, il titolo del presente post: l’Italia è condannata.

Se tutto è destinato a collassare, in questo paese invaso dal nemico, retto da collaborazionisti, saccheggiato a piacimento dallo straniero, non ci possiamo neppure aspettare che in un estremo “scatto d’orgoglio”, ipotetiche “forze sane” nazionali si ribellino, armi alla mano, cercando di prendere il controllo del paese per tentare un’ultima resistenza. Non siamo neppure degni di fare la fine della Siria di Assad, perché le “forze sane”, identificabili in primo luogo con avanguardie (e élite) rivoluzionarie e antagoniste, qui, in Italia, sembra proprio che non esistano. C’è il vuoto più assoluto, senza che il ferale ordine imposto al paese dalla criminale unione europoide, dall’arrogante germania euronazista (un intero popolo ascaro delle élite finanziarie internazionalizzate) e dai potentati neocapitalistici d’oltre oceano, sia in alcun modo turbato. Infatti, non vi sono tracce di disordini sociali, d’insurrezioni spontanee, di controviolenza popolare pur senza un chiaro progetto politico alle spalle.

Noi non possiamo sapere cosa ci riserverà la storia, nel prossimo futuro, nei prossimi mesi, e le svolte improvvise sono sempre possibili. Forse la situazione esplosiva che si è creata in Grecia, deflagrando, potrebbe infiammare l’Europa. Forse potrebbero “svegliarsi” all’improvviso i francesi, mandando tutto a gambe all’aria, e in quel caso sarebbe per noi una manna dal cielo. Chi può dirlo? Con i pochi elementi certi che abbiamo a nostra disposizione, per ora, ci sentiamo soltanto di affermare che l’Italia è ormai condannata. Nei prossimi mesi si velocizzerà il suo declino, amplificando i già gravi e diffusi drammi sociali. L’individualismo più castrante e deteriore, suscitato dalla propaganda del sistema, dall’acquiescenza a un potere invasivo e spietato, dal ricatto economico e dalla paura, regna incontrastato. La passività politica e sociale, da nord a sud, è una regola, eccezion fatta per piccole isole di resistenza, monitorate costantemente dagli apparati repressivi, come la Val di Susa. Ciò significa che gli italiani sono destinati a morire, a essere allegramente scannati come agnelli sacrificali, senza neppure abbozzare un estremo tentativo di difesa. Perciò, mettete da parte le risibili speranze di un’improvvisa e miracolosa “ripresa economica” (la fandonia della “crescita”) e preparatevi tutti al massacro finale. Come spettatori e come vittime.

E pensare che ci sono quelli che sperano ancora, contro ogni speranza, in un’improvvisa “rivoluzione dal basso” (ma chi la fa?), oppure nella vittoria a sorpresa dei keynesiani “di ritorno”! Ma si sa … come recita un vecchio detto popolare, diffuso in una parte della penisola, “chi vive sperando muore cagando”  … e per oggi questo è quanto.

Eugenio & Anatolio

L’Italia è condannata di Eugenio Orso & Anatolio Anatoliultima modifica: 2013-09-27T13:31:00+02:00da derosse
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4 pensieri su “L’Italia è condannata di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

  1. Condivido anche questo intervento ma ritengo eccessivamente dure le parole contro la Merkel e i tedeschi. Il nazismo piegò l’Europa con le armi e i genocidi, e con il preciso compito di ridurre in schiavitù popoli e paesi. Oggi i tedeschi non vogliono sterminarci, fanno solo una politica mercantilista, ci ricattano con lo spauracchio della speculazione finanziaria per tenerci ingabbiati nell’eurozona – creazione fatta su misura per loro – ma noi possiamo sempre dire di no. Non ci bombarderebbero. Non ci ucciderebbero. La grande finanza speculativa ci punirebbe, certo. Ma noi potremmo tenere duro e, una volta ripartita la domanda interna e ristabilito il cambio flessibile, anche i mercati smetterebbero di accanirsi contro di noi, anzi, comincerebbero ad acquistare titoli di stato italiani e magare a vendere i titoli in euro, perché alla fine il mercato compra dove vede crescita. E l’Itaia crescerebbe mentre le esportazioni tedesche, col cambio flessibile, calerebbero. Sia chiaro allora che la colpa principale è nostra, perché ci stiamo piegando a un nemico forte e astuto, ma che non può toglierci libertà di scelta come invece fece Hitler coi cannoni.

  2. Per ValdoCiò che è accaduto in Iraq, in Afghanistan, in Libia e ciò che sta accadendo in Siria potrebbe accadere anche all’Italia, in caso di uscita dall’eurolager e di cambio di alleanze. Questo non lo accetterebbero. Prima della “defezione” italiana – che avrebbe effetti clamorosi, pericolosamente destabilizzanti sui mercati – invierebbeo mercenari e tagliagole armati nel paese per fomentare la guerra civile. Con l’appoggio della germania neocapitalistica, naturalmente. Se ciò non bastasse, potrebbero anche arrivare all’intervento diretto. Con il sicuro appoggio della germania.Come sono ridotti Iraq, Afghanistan, Libia e Siria oggi? Quante centanaia di migliaia di morti – in gran parte civili – provocati direttamente o indirettamente da chi “porta la democrazia” e il mercato?Il pericolo, in caso di ribellione futura dell’Italia e di sua liberazione dalle attuali catene, non sarà remoto … anzi, cercheranno di prevenire con tutte le armi a disposizione (all’inzio finanziarie, come la speculazione, lo spread con il bund, la spesa per interessi alla stelle, il ricatto del debito, eccetera) la “defezione” dall’Italia. Se necessario, però, si risolveranno a farlo manu militari (la nato è sempre pronta). L’eurozona è una prigione dei popoli peggiore di quella di zarista memoria, dalla quale non si può uscire volontariamente e liberamente. Il principale kapò dell’eurolager monetario e finanziario è proprio la germania (intendo l’intero popolo tedesco, ascaro del grande capitale finanziario). Non si può uscire da un simile lager pacificamente e volontariamente, soprattutto se si è un paese chiave – e un grande “osso da spolpare” – come l’Italia, con certe dimensioni di pil e di patrimonio pubblico.SalutiEugenio Orso

  3. Ho sempre pensato che per gli Stati Uniti l’esistenza della moneta unica europea non fosse importante e che per gli americani conti la fedeltà alla Nato e al sistema capitalistico, il quale può funzionare benissimo anche senza euro. Prodi ha sempre sostenuto per esempio che agli Usa l’euro dava fastidio, ma sappiamo chi è Prodi e quanto menta. Però da qui a dire che Washington scaglierebbe truppe o terroristi contro l’Italia in caso di uscita dall’euro, beh, ce ne corre. Anche perché la moneta unica è comunque insostenibile e oggi infatti siamo già al recupero crediti che precede la chiusura dell’azienda “moneta unica”. Il problema secondo me è di anticipare i tempi, perché uscire quando i presunti crediti sono stati pagati con enormi interessi diventa praticamente inutile. Bisogna farlo prima, pfinché ancora esiste una forza finanziaria e produttiva nazionale, pianificando tutto con molta segretezza e accuratezza, senza farsi bloccare dall’idea che, ribellandoci, dovremo subire l’invasione dei marines. Sono troppo ottimista?

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