Grillo “europeista? Abbandonate al suo destino M5S! di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

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Il gioco è chiaro. Finalmente Grillo scopre le carte. Sì all’”europa”, cioè all’unione europoide-globalista che è il tumore del quale il vecchio continente morirà, sì all’euro, moneta privata che ci sta strangolando, sì, in pratica, alle logiche neocapitalistiche che dominano il lager dell’eurozona per collegarlo con lo spazio globalizzato.

Sapevamo fin dall’inizio che M5S sarebbe stato un movimento con un piede dentro il sistema, che pur avendo smosso un po’ le acque avrebbe ottenuto risultati modesti. Ma non pensavamo, all’inizio, che Grillo e Casaleggio avessero tutti e due i piedi ben puntati all’interno del sistema, accettando lo stramaledetto unionismo elitista e con lui tutte le nefandezze europoidi contro i popoli mediterranei come l’Italia. Una conferma di quando affermiamo? Nel recente post La guerra dell’euro, pubblicato nel blog di Grillo in data 18 settembre c.a., si legge “Sono passati tre anni di recessione, disoccupazione e crollo dei consumi e la situazione è peggiorata. L’Euro ha scaricato su lavoratori e pensionati aggiustamenti di competitività con gli altri Paesi dell’area Euro ottenibili solo con austerità e disoccupazione. I media in difesa dell’establishment ignorano completamente un legittimo dibattito sull’Euro. Colpevoli e complici. Il M5S è l’unico in Parlamento a parlare di sovranità monetaria e di signoraggio. I cittadini si stanno informando. Più Europa e meno banche. E’ necessario un nuovo concetto di Europa, solidale e veramente comunitaria. Il ruolo dell’Italia in Europa è fondamentale, ma dobbiamo ridiscutere le condizioni in cui partecipiamo, a partire dall’emissione di eurobond che tutelino le economie più deboli, di una rinegoziazione del debito pubblico e della cancellazione del Fiscal Compact, un nodo scorsoio che impiccherà il nostro Paese.

Se il cancro che ci sta rodendo è l’euro, non si comprende come possiamo salvarci senza buttare a mare la moneta unica con tutti i trattati unionisti, riappropriandoci la sovranità monetaria. Ridiscutere le condizioni alle quali partecipiamo (forzatamente) all’unione monetaria è una proposta avanzata nel recente passato anche da Berlusconi, il quale sapeva benissimo che l’Italia non sarebbe mai uscita, di sua propria volontà e liberamente, dalla moneta unica e quindi millantava – senza arrivare a parlare, in modo chiaro e netto, di uscita dall’eurozona tout court – improbabili ricontrattazioni delle condizioni, mantenendosi nel vago, a scopo puramente elettoralistico.

Inoltre, se M5S è veramente in parlamento l’unico a parlare – in assoluta buona fede? – di sovranità monetaria e di signoraggio, dovrebbe mostrare coerenza chiedendo a gran voce due semplici cose:

1)    L’uscita dall’euro e il ritorno a una valuta nazionale, in ossequio alla sovranità monetaria dalla quale tutto discende, anche le politiche sociali e quelle industriali, permettendo alla politica di ridiventare sovrana (sovranità politica), e di scalzare i “mercati & investitori” dal ruolo decisionale che oggi occupano nel nostro disgraziato paese. 

 

2)    La ri-nazionalizzazione di bankitalia, in questi anni soggetta e proprietà privata e monca nelle sue competenze, che riavrebbe così l’originaria e importante funzione di istituto di emissione, naturalmente bonificata dai collaborazionisti delle élite neoliberiste che attualmente ne occupano i vertici (come ad esempio il direttore generale Salvatore Rossi, formatosi presso il MIT e il FMI e uno dei “saggi” programmatici di Napolitano).

Ovviamente Grillo e Casaleggio vogliono evitare di arrivare al dunque, avanzando proposte coraggiose come quelle di cui ai punti 1 e 2, intorno alle quali concentrare una vera e propria lotta di popolo contro il sistema che ci schiaccia. Proposte chiare e semplici, con un impatto positivo e rivitalizzante sull’economia nazionale. I due preferiscono giocare con le parole, illudendo la massa che stando dentro la micidiale unione monetaria, pensata e costruita per saccheggiare a vantaggio globalista le economie europee più deboli e “non conformi”, si potrà miracolosamente ricontrattare le condizioni di partecipazione “alla pari” e addivenire, nel tempo (ma in quanto tempo?), alla mitica Europa veramente comunitaria. La loro posizione filo-europoide – e quindi filo-globalista – a questo punto è scoperta. Sanno bene che le condizioni non sono “ricontrattabili”, perché l’unione europoide non è nata con lo scopo di preparare il terreno a una vera comunità di popoli, ma con il fine perverso di agevolare lo scorrimento, in questa parte del mondo, dei flussi della globalizzazione economica e finanziaria, a vantaggio esclusivo del grande capitale e della classe globale che lo detiene. Sanno altrettanto bene, i due capoccia “movimentisti”, che gli eurobond – come disse Draghi nel 2012 – richiedono l’”unificazione dei bilanci” dei vari paesi e quindi il loro controllo sopranazionale. In ciò, il temibile difensore dell’euro Mario Draghi, saldamente al vertice bce, ha mostrato nel 2012 un’inquietante sintonia con l’eurogruppenfuhrer Merkel. Una via per l’unificazione dei bilanci è proprio imporne il pareggio recependo il diktat europide mascherato da trattato in costituzione, esattamente come è accaduto in Italia. Ironia della sorte, è proprio la “convergenza” di bilanci, imposta dissanguando le popolazioni e uccidendo le economie dei paesi più deboli, che permetterebbe massicce emissioni di eurobond, e un passo in tal senso è il cosiddetto “fiscal compact” (o patto d’acciaio di bilancio, in asse con i crucchi) che però Grillo candidamente rigetta.

Ma come, Grillo? Vuoi “restare in europa”, e lo strombazzi pure in giro, non metti seriamente in discussione quello strumento di morte che è (per noi e non per lor signori) l’euro, vuoi addirittura più Europa (intesa però come il suo doppio maligno, l’unione monetaria europoide) anche se con un po’ meno banche, chiedi gli eurobond … e poi rifiuti il fondamentale “fiscal compact”, l’unione di bilancio indispensabile per le emissioni di “salvifici” eurobond, mendicando pure la rinegoziazione del debito che nessuno fra lor signori concederà mai e poi mai!

Non solo il movimentuncolo che si è rivelato M5S non ha fatto un cazzo, che sia uno, stando per mesi in parlamento, non solo la situazione economica e sociale del paese non è cambiata, non solo c’è un governo che continua indisturbato l’opera nefasta di Monti, ma adesso ci si dichiara furbescamente, con qualche distinguo, “europeisti”, nella sostanza come la fogna collaborazionista piddina che batte i tacchi davanti alla Merkel.

A questo punto, con la tragedia che si trasforma in farsa (ma anche viceversa) noi sottoscritti, Eugenio Orso e Anatolio Anatoli, invitiamo tutti quelli che hanno finora sostenuto M5S – e ai quali il cervello funziona ancora, beninteso – a mollarlo al suo destino … e a mandarlo direttamente affanculo!

Ad infima!

Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Grillo “europeista? Abbandonate al suo destino M5S! di Eugenio Orso & Anatolio Anatoliultima modifica: 2013-09-19T17:32:00+02:00da derosse
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3 pensieri su “Grillo “europeista? Abbandonate al suo destino M5S! di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

  1. ricevo l’invito e mi associo,vaffanculo Grillo e grillame,e lo dico con dispiacere,perche’ son stato uno di quelli che han sperato che questa forza fosse un po’ di sabbia da gettare nel motore del turbocapitalismo mondialista,nella riserva italiana.Purtroppo la pasta umana su cui incarnare un movimento e’ questa,comincio a pensare che sia anche una caratteristica del nostro paese,perche’ greci,ungheresi,financo francesi qualcosa di piu’ indigeribile per i poteri europoidi l’han prodotto.

  2. ricevo l’invito e mi associo,vaffanculo Grillo e grillame,e lo dico con dispiacere,perche’ son stato uno di quelli che han sperato che questa forza fosse un po’ di sabbia da gettare nel motore del turbocapitalismo mondialista,nella riserva italiana.Purtroppo la pasta umana su cui incarnare un movimento e’ questa,comincio a pensare che sia anche una caratteristica del nostro paese,perche’ greci,ungheresi,financo francesi qualcosa di piu’ indigeribile per i poteri europoidi l’han prodotto.

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