Palpazione concupiscente e future barricate (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

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I nodi stanno venendo al pettine anche per Berlusconi. Contro di lui, reggitore dei destini della patria in un ventennio surreale di declino, è più che certo l’uso politico, ottimo e abbondante, della magistratura. Mentre la società italiana sprofonda negli abissi della depressione economica e psicologica, si approssima la sentenza del “processo Ruby” e ciò che conta, nei giochi politici di sistema, è una condanna o, al contrario, un’assoluzione per Berlusconi da reati infamanti, come ad esempio la “palpazione concupiscente di minore” mercenaria, cioè in cambio di un compenso. Prostituzione minorile, con l’aggiunta della concussione, sono armi improprie per togliere dalla circolazione il cav, interdicendolo dai pubblici uffici. Vedremo fino a che punto i magistrati “politicizzati” useranno queste armi, in occasione della sentenza del 24 di giugno. La giovanissima prostituta nordafricana Karima el Marough, in arte Ruby Rubacuori (oggi però maggiorenne), sembra essere la chiave di volta di un gioco politico sporco, al massacro, che fa marameo persino alla classica divisione dei poteri del barone de Montesquieu, e che mette fatalmente in ombra con la complicità dei media, in barba alle masse depauperate e a tutti quelli “che non arrivano a fine mese”, il degrado produttivo, la sofferenza sociale e la disoccupazione dilagante nel paese. Nonostante tutto, il governo Letta-Napolitano e l’ammucchiata pd-pdl, per ora, non sembrano essere in pericolo. Berlusconi, pur a denti stretti, tuonando contro la magistratura che lo vuole liquidare, ha assunto “un comportamento responsabile”. Di conseguenza, i signori della finanza e dell’eurozona possono stare tranquilli: il controllo del paese c’è ancora, la sottomissione alla grande finanza e al rigore europoide è piena e la sovranità nazionale è perduta. Ruby o non Ruby, processi al cav o non processi, Bocassini o non Bocassini.

Dall’altra parte della barricata c’è il “populista” Beppe Grillo che si agita, perché in caso di mancata affermazione di m5s – da intendersi come totale, al 100% – in Italia ci saranno le barricate, quelle vere, nelle strade e sulle piazze. Se da un lato m5s si è incartato sulla questione delle presidenze delle commissioni parlamentari (rivelando appetiti simili a quelli del sistema dei partiti) e sulla questione autoreferenziale dei rimborsi, delle diarie e dei compensi ai parlamentari, dall’altro lato minaccia che in caso di sua mancata e piena affermazione nel paese si scatenerà la tanto temuta violenza popolare, contro la quale solo m5s può costituire un valido argine. Ma come … m5s toglie le castagne dal fuoco al sistema, trattenendo nei recinti liberaldemocratici la protesta, e i partiti non gli danno la presidenza del copasir e/o della vigilanza rai, privilegiando false opposizioni del 2% come fratelli d’Italia! O noi o l’insurrezione, sembra intimare il buon Beppe. Ancor peggio: o noi o la rivoluzione, quella vera, quella antisistema che vorrebbe alternative radicali, cambiamenti epocali, nuovi rapporti sociali e di produzione stabiliti fra gli uomini. In ciò sta il senso dell’allarme lanciato da Beppe Grillo. Chi si aspettava qualcosa di più da parte dei cinque stelle, in funzione antisistema, ormai sarà in preda alla delusione e allo sconforto, ma non possiamo fare una colpa, di questo, a Grillo, Casaleggio e ai loro seguaci. A-classismo, a-ideologicità e pacifismo sono caratteristiche salienti di un movimento protorivoluzionario (molto proto e poco rivoluzionario, come si è visto finora), che alla fine, dopo tanto polverone in campagna elettorale, non ha fatto altro che accomodarsi sugli scranni parlamentari. La verità è che m5s, in parlamento, ha lasciato passare il direttorio Letta-Napolitano e soprattutto molti mesi, inutilmente sprecati ma preziosi per la sopravvivenza futura del paese. Nulla di fatto, dunque, con m5s, inefficace politicamente nonostante gli otto milioni di voti incassati in un sol colpo. Moltissimi italiani alla corda, giovani e vecchi, privi di tutto o ancora “in galleggiamento” sulla crisi, fra poco scopriranno che non c’è niente, per loro, all’interno del sistema. Anzi, capiranno che l’intero sistema è sempre e comunque contro di loro, nonostante la presenza di m5s. Per questo le barricate potranno materializzarsi e diventare realtà nel prossimo futuro. Su questo punto ha ragione l’inquieto Beppe Grillo, il quale sa bene che sulle future barricate non ci potranno essere le bandiere a cinque stelle.

Nel frattempo, fra la palpazione concupiscente di Berlusconi all’allora minorenne Ruby (e a molte altre giovani e giovanissime “starlet”), che potrà costare al cav una clamorosa, stroncante condanna, e le future barricate evocate da Grillo, continuano i suicidi di poveri diavoli, le chiusure aziendali, il tracollo dei consumi, della produzione e dell’immobiliare, la falcidia di posti di lavoro. Niente è cambiato, nella sostanza, dai tempi – recenti, ma ormai lontani – del governo Monti, in cui il processo di colonizzazione e trasformazione della società italiana, voluto dalle aristocrazie eurofinanziarie, ha subito una prima, fortissima accelerazione. Ruby o non Ruby, cav o non cav, Grillo o non Grillo. Senza però barricate, anche grazie a Beppe Grillo.

 

Ad infima!

Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Palpazione concupiscente e future barricate (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)ultima modifica: 2013-05-15T10:55:00+02:00da derosse
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4 pensieri su “Palpazione concupiscente e future barricate (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

  1. Non sono d’accordo su niente anzi noto la tua improvvisa convergenza con i Wu Ming. Una delusione che tu ti iscriva al partito dei generali senza esercito degli ex rivoluzionari alla matriciana cui il M5S ha rotto le uova nel paniere costruendo in 3 anni un mov. antisistema intorno a cu si riconoscono quasi 9 milioni di italiani. Mai prima dora si era vista una tale ampiezza intorno a temi come la sanità pubblica, la scuola pubblica, la fine della legge biagi, no alle spese militari, no alle missioni militari, reddito di cittadinanza ma soprattutto “nessuno deve rimanere indietro” no al fiscal compact etc. Oggi 9 milioni sono stati sensibilizzati e raccolti intorno a questi temi cruciali. Questi sono fatti e non le chicchere de La Repubblca che tu riporti sulle commissioni ed altra ciofeca mediatica. Mi sembri come quei personaggi del film “Ecce bombo” che andavano ad aspettare l sorgere del sole però guardando dalla parte sbagliata. E c’hai anche, ma è tipico dei rivoluzionari da saloto autoominatisi strateghi, tanta puzza sotto il naso. Quanto ti ammiri. Ma hai fatto mai qualcosa di concreto oltre a consumarti lo smalto delle dita pigiando sulla tastiera?

  2. Consiglio cesare52 e tutti quelli come lui – lobotomizzati dalla propaganda di sistema con abbondanti dosi di pacifismo, politicamente corretto e una fantomatica democrazia diretta partecipata(?) – di rivolgere le loro sgradite attenzioni altrove e di non scrivere idiozie sul mio blog.

    Eugenio Orso

  3. Ringrazio alek per il supporto …

    cesare52 ha inviato un altro commento pieno di contumelie e, per la prima volta, ho fatto ciò che non ho mai fatto prima, cioè ho dovuto cancellarlo.

    Preciso che non sono io il responsabile del (probabile) fallimento del cinque stelle, movimento protorivoluzionario (soprattutto proto, per gli scarsi contenuti rivoluzionari) dal quale, fin dall’inizio, non ci si doveva aspettare molto.

    Il fatto è che nonostante m5s in parlamento, con un buon numero di parlamentari, tutto continua esattamente come prima e il processo di annichilimento dell’economia e della società italiana prosegue senza soste.
    E’ poco importante, a questo punto, che m5s ha contribuito a far entrare in crisi il pd, perché, dall’altro lato, ha contribuito oggettivamente a rivingorire Berlusconi e il suo partito personale, aprendo la strada alla “soluzione” Letta e alla rielezione di Napolitano.

    La “soluzione” Letta, gradita agli euronazisti e alle oligarchie finanziarie, può essere una buona soluzione – pur temporanea – per la stabilità del sistema e per consentire ai cartelli elettori collaborazionisti di riorganizzarsi (in primo luogo il pd) o di raggrupparsi diversamente da ora.

    Il fallimento (ormai probabile) di m5s, il suo incartarsi su questioni come le commissioni parlamentari e i rimborsi dei suoi parlamentari, il non parlare di quel cancro che è l’euro, della necessità di riacquisire urgentemente una piena sovranità e di sgangiarsi completamente dalle “alleanze occidentali”, dimostrano che non è possibile combattere efficacemente il sistema stando al suo interno e accettandone le regole. Certe questioni di fondo – euro, sovranità politica e monetaria. uscita immediata dalle “alleanze occidentali” – non possono essere trattate all’interno del sistema, perché non a caso costituiscono altrettanti tabù inviolabili. Il fallimento del movimento dimostra, altresì, l’inganno della democrazia in rapporto alla reale dittatura indiretta euroglobalista che sta devastando il paese, tenendolo saldamente nel pugno (grazie ai collaborazionisti politici, mediatici, giudiziari) e determinandone gli esecutivi.

    E’ bene, quindi, che coloro che hanno riversato tutte le loro speranze sulle cinque stelle ritornino alla dura realtà contingente, analizzando con freddezza la situazione. Si renderanno conto che per combattere con efficacia il sistema, ottenendo risultati politici di rilievo, la via pacifica, democratica e elettoralistica è del tutto impraticabile.

    Saluti

    Eugenio Orso

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