Solo un miracolo può salvare Bersani (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

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                                   Consultazioni fra lazzaroni

A questo punto delle consultazioni per la formazione del nuovo governo, dopo giornate intere di melina per ritardare il momento topico e non dichiarare fallimento, sembra proprio che solo un miracolo può salvare Pier Luigi Bersani. E con lui tutto il suo gruppo dirigente di burocrati politici. Anzi, in caso di fallimento tutto lo stramaledetto pd è a rischio e può scompaginarsi per poi dividersi. Nel qual caso, si avvierà una ricomposizione del quadro politico liberaldemocratico in forme nuove, più funzionali al comando neocapitalistico e ai giochi eurounionisti, ma sempre più distante dalle esigenze vitali degli italiani. Sempre che un Bersani con le spalle al muro non voglia accettare in extremis la polpetta avvelenata offertagli da Berlusconi, che più volte si è dichiarato disponibile a collaborare con la sinistra per dare un governo al paese, fra poco il segretario del pd dovrà passare la mano. Rinunciando all’ambito premio che in campagna elettorale credeva già suo, cioè la poltrona di capo del governo. Intanto, però, il pd-centro sinistra sta occupando una dopo l’altra le cariche istituzionali, a partire dalle presidenze del senato e della camera, con la possibilità di mettere ancora una volta uno dei suoi al Quirinale. L’essere arrivati primi senza aver vinto potrà risultare fatale per la segreteria Bersani, che non pare in grado di mettere in piedi un esecutivo, ma il pd nel suo complesso – minacciato da possibili e insanabili contrasti interni in caso di fallimento di Bersani – non rinuncia all’occupazione del potere, assicurandosi il maggior numero possibile di posti. Intanto che Bersani ci prova ci si accomoda su tutte le poltrone appetibili, lasciando gli scampoli agli altri, e poi si vedrà.

Quale potrebbe essere il “miracolo” in grado di salvare Bersani, consentendogli di presentarsi davanti a Napolitano con qualcosa in mano, dopo una lunga esplorazione? Ma naturalmente una decina o più di senatori m5s determinati a sostenere il suo governo, visto che nel movimento e nei suoi gruppi parlamentari vi è una quinta colonna filo-pd. Sono quelli che insinuano, a differenza di quel che fa Grillo, che Berlusconi e Bersani non sono sullo stesso piano, che c’è un “meno peggio” fra i due, escludendo di fatto qualsiasi apertura a Berlusconi, ma non del tutto a Bersani e al pd. Ci sono poi coloro che cadono nella trappola “del senso di responsabilità” nei confronti del paese, che imporrebbe di appoggiare un esecutivo qualsivoglia pur di non tornare alle urne nel breve, anche se questo governo esprimerà una continuità programmatica eurogenocida con il governo Monti.

Bersani sa che la via più ovvia e praticabile, per uscire velocemente dalla merda nella quale si è cacciato, è quella di comprare parlamentari (in particolare senatori) del cinque stelle, magari spaccando il movimento. Sarebbero, a ben vedere, due piccioni con una fava, perché ciò consentirebbe alla segreteria Bersani e ai gruppi burocratico-politici che gli stanno dietro di metter le mani sul governo (non solo di sopravvivere) e di ridimensionare un pericoloso concorrente che ha un piede fuori dal sistema e che riesce a muovere le piazze (ben più del pd e di Bersani). Poi c’è la possibilità di comprare parlamentari del centro destra, ma è più remota della prima, perché il pdl sembra oggi abbastanza saldo e coeso, e tale sarà fin tanto che Berlusconi resterà al suo posto. Posto che la lega e Monti possono non bastare (al senato) per sostenere il governo Bersani, e posto che la lega non sembra intenzionata a “cambiare di campo” con disinvoltura, i parlamentari assolutamente da comprare sono quelli di Grillo e/ o di Berlusconi che si mostreranno “disponibili”. Ma il tempo stringe e già domani (giovedì 28 marzo) Bersani dovrà relazionare Napolitano sull’esito della sua “esplorazione”.

Ce la farà il clownesco burocrate di una sinistra serva delle oligarchie eurofinanziarie a mettere insieme, in fretta e furia, un esecutivo pur raccogliticcio, con l’appoggio di parlamentari comprati? Noi speriamo ardentemente di no, perché il fallimento di Bersani e dei suoi potrebbe far esplodere tutte le contraddizioni presenti nel pd, gettandolo nel caos e spingendolo, nella migliore ipotesi, verso la frantumazione. Se il nemico (sub)politico nazionale, in questa fase, è proprio il pd, un suo collasso, in seguito al fallimento di Bersani, potrà ripercuotersi negativamente su tutto il sistema e farlo scricchiolare fin dalle fondamenta. I tempi sono propizi, crisi ed esasperazione di massa faranno il resto. Si aprirebbero spazi nuovi e imprevisti per forze politiche veramente di sinistra, come s’intendeva un tempo lontano, genuinamente antagoniste e rappresentative della classe dominata. Quelle forze che mancano da ben oltre un ventennio in Italia e in occidente. Emergerebbero liberamente posizioni, salutarmente estreme, autieuro, antiglobaliste e antieuropoidi che oggi sono interdette. Si tornerebbe al sociale e al conflitto, a muso duro, viste le asprezze della crisi in atto. Si potrebbero chiudere i conti con i sindacati gialli (come la cgil, nella fattispecie) sostituendoli con sindacati veri e combattivi, non più agenzie neocapitalistiche che imboniscono e truffano i lavoratori. Si potrebbe lottare finalmente per la giustizia sociale e la sovranità nazionale che oggi sembra irrimediabilmente perduta.

Se è vero che solo un miracolo può salvare Bersani, incapace di formare un governo, noi speriamo che questo miracolo non si compia e che il fallimento della segreteria Bersani trascini con sé il maledetto pd e l’intero sistema, aprendo prospettive nuove per l’Italia.

In fede

Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Solo un miracolo può salvare Bersani (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)ultima modifica: 2013-03-27T18:04:11+01:00da derosse
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4 pensieri su “Solo un miracolo può salvare Bersani (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

  1. Per alek

    Dubitiamo che molti attivisti e simpatizzanti di m5s consultino questo blog. Forse un paio, forse tre o quattro, ma non crediamo di più. Di certo i “vip” del movimento – non solo Grillo e Casaleggio – non sanno neppure che questo blog esiste. Temo che se lo consultassero non si mostrerebbero in sintonia con noi e, probabilmente, ci coprirebbero di merda …

    Siamo soltanto anonime voci nel deserto che urlano per pochi pellegrini, come te …

    Cari saluti

    Eugenio O. & Anatolio A.

  2. Ed invece ti sbagli io come il mio carissimo amico e compagno Mirco Panizzi condividiamo sistematicamente i tuoi interessantissimi post. Ciao e buona operazion

  3. Ringrazio Cesare

    Dobbiamo però sottolineare che gli spazi alternativi, in questi ultimi due decenni, si sono ridotti di molto, e questo nonostante la novità (apparentemente rivoluzionaria) della comunicazione in rete. Anche le voci alternative sono pochissime, perché la feroce omologazione neocapitalistica ha avuto un indubbio successo. Intellettuali, accademici, giornalisti sono schierati al 99,9% con il sistema, mentre le forze politiche e movimentiste con caratteristiche antagoniste sono praticamente scomparse, o si sono trasformate in qualcosa d’altro, in qualcosa di inefficace e non pericoloso per il potere vigente. Le due cose sono ovviamente collegate.

    Saluti

    Eugenio Orso

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