Operazione “spacca-movimento” (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

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Il sistema, attraverso quel fedele servo dell’unionismo europoide e delle aristocrazie eurofinanziarie che è Bersani, sta provando a spaccare come una mela (in due metà o in più spicchi?) il movimento di Grillo. Era prevedibile e già previsto, anche dai sottoscritti. Inferociti perché non hanno potuto realizzare l’inciucio Monti-Bersani, per una continuità di governo e di politiche antipopolari con il direttorio Monti, ora cercano di rivalersi sul movimento-sorpresa delle cinque stelle, matricola in parlamento. Serve urgentemente un certo numero di senatori per sostenere il prossimo direttorio dell’euro e della grande finanza, che distruggerà anche le ultime, deboli tracce di sovranità nazionale e i residui della struttura produttiva nazionale. E’ chiaro che i burocrati politici, privi di scrupoli, mossi da un cinismo senza pari, faranno qualsiasi cosa per ottenere un simile risultato. Il futuro governo, comunque siano andate le elezioni (specchietto per le allodole) dovrà – e sottolineiamo dovrà – essere espressione, esattamente come il precedente, della volontà sovrana eurounionista, dietro la quale si nasconde il neocapitalismo finanziario.

Intanto, però, si continua a seguire la “strada giudiziaria” per far fuori definitivamente Berlusconi e render orfano il pdl, che non può sopravvivere senza il suo creatore. Anche da lì i nemici della nazione e collaborazionisti dei poteri esterni (pd, sel, Bersani, Monti, eccetera) si aspettano un congruo numero di senatori, e di parlamentari in genere, disposti a cambiare velocemente casacca.

Il vero colpaccio di questi avvoltoi sarebbe spaccare il cinque stelle, poco dopo il suo ingresso in parlamento. Ne deriverebbero vantaggi enormi per il sistema, che potrebbe evitare un’altra tornata elettorale nel breve e riacquisire voti a vantaggio del cartello elettorale fantoccio del pd. Il fatto che alcuni senatori di m5s hanno votato per la marionetta Grasso alla presidenza del senato incoraggia il sistema a procedere su questa strada, e pone serie questioni di sopravvivenza alla leadership Grillo-Casaleggio. Per ora, sembra che le cose stiano rapidamente volgendo al peggio. Un senatore m5s dichiara pubblicamente il voto al candidato del sistema (Grasso del pd) e si dice pronto a rimettere il mandato, in rete si scatenano le polemiche, contro lo stesso Grillo, di una parte del movimento. Il vigliacco Bersani, ex comunista, accusa Beppe Grillo di “leninismo” nella gestione del movimento e dei suoi gruppi parlamentari. Si cavilla sulla questione del mandato parlamentare, ma la questione, in tal caso, è di sostanza: si sta con i servi dell’occupatore del paese oppure si sta contro di loro, senza alcun compromesso? Non ci sembra che questo movimento – il primo che in qualche modo dà rappresentanza alla nuova classe pauper – abbia sufficienti risorse e sufficiente compattezza per resistere a lungo agli attacchi dei mercenari politici del sistema. E comunque, anche se riuscisse a resistere, quali risultati concreti porterà a casa, per alleviare le sofferenze della popolazione italiana? Forse nessuno, perché la politica continueranno a deciderla i cosiddetti tecnocrati (e banchieri) europoidi. L’operazione “spacca-movimento” potrebbe quindi riuscire e potrebbe addirittura essere un’operazione lampo. Riuscirà Grillo a metterci in tempo una pezza e a ricompattare i suoi, magari con le brutte e con qualche salutare espulsione? Staremo a vedere, ben sapendo che anche in tal caso le insidie non scompariranno e l’attacco al movimento continuerà con ogni mezzo..

Eppure ci sembrava che anche Grillo e Casaleggio avessero ben compreso che in questa fase il nemico politico è il pd e che ogni azione antagonista dovrebbe essere rivolta contro il pd, per distruggerlo o almeno azzopparlo. Non potendo attaccare direttamente, in questa fase, i veri detentori del potere, che stanno all’esterno (eurocrazie, aristocrazie finanziarie, organismi sopranazionali) l’unica possibilità è attaccare l’”anello debole” della catena di comando (euro)globalista, cioè l’ultimo in ordine gerarchico e il più vulnerabile, rappresentato dai subdominanti politici – nella fattispecie lo stramaledetto pd. Comunque vada, questa vicenda prova una volta di più che non vi può essere né speranza di autentica riforma né tantomeno salvezza restando all’interno del sistema. Vi è salvezza soltanto fuori e contro, nel muro contro muro rivoluzionario. Non si può sperare di vincere giocando secondo le regole del nemico, ma bisogna imporre al nemico le proprie regole, con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo. Il passo successivo sarà quello di prenderne atto una volta e per tutte, traendo le logiche conseguenze. Se il movimento fallirà clamorosamente, come sembra abbastanza probabile, sappiamo già quale sarà l’unica e l’ultima strada possibile per la salvezza …

 Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Operazione “spacca-movimento” (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)ultima modifica: 2013-03-18T10:55:00+01:00da derosse
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2 pensieri su “Operazione “spacca-movimento” (Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

  1. Per budgeteurotrip

    L’apparato ideologico-massmediatico fa il suo dovere, disinforma e difende il sistema. Da bravi mercenari senza onore (e senza patria) i giornalisti televisivi e dei grandi quotidiani, con rare eccezioni, attaccano in questi giorni senza risparmio Grillo, Casaleggio (anche personalmente, in relazione a affari privati) e in generale il movimento. Si nota che coloro che sono stati espulsi dal movimento sono gettonatissimi, per gettare fango su m5s (Favia, Scansi, soprattutto, ma anche altri). I parlamentari m5s sono abbastanza abbottonati, ma non basta, perché non basta mai. Se non parlano, i servi mediatici del neocapitalismo li accusano di ogni nefandezza (antidemocratici, fascisiti, settari, giocano allo sfascio del paese, eccetera), se parlano, “sbottonandosi” un po’, cercano di coglierli in fallo ad ogni parola. Come da copione. Questo è semplicemente l’indispensabile supporto mediatico alle manovre e alle trappole tese dalla marionetta subpolitica del potere finanziario Per Luigi Bersani.

    Saluti

    Eugenio Orso

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